Cittaducale

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Cittaducale
comune
Cittaducale – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lazio – stemma Lazio
Provincia Rieti – stemma Rieti
Sindaco Giovanni Falcone (lista civica) dal 28/05/2007
Territorio
Coordinate 42°23′0″N 12°57′0″E / 42.38333°N 12.95°E / 42.38333; 12.95 (Cittaducale)Coordinate: 42°23′0″N 12°57′0″E / 42.38333°N 12.95°E / 42.38333; 12.95 (Cittaducale)
Altitudine 481 m s.l.m.
Superficie 70,95 km²
Abitanti 7 018[1] (31-12-2010)
Densità 98,91 ab./km²
Frazioni Calcariola, Caporio, Cesoni, Grotti, Micciani, Pendenza, Santa Rufina, Villa Grotti
Comuni confinanti Borgo Velino, Castel Sant'Angelo, Longone Sabino, Micigliano, Petrella Salto, Rieti
Altre informazioni
Cod. postale 02015
Prefisso 0746
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 057016
Cod. catastale C746
Targa RI
Cl. sismica zona 2A (sismicità media)
Nome abitanti civitesi
Patrono san Magno
Giorno festivo 19 agosto
Localizzazione
Cittaducale è posizionata in Italia
Cittaducale
Posizione del comune di Cittaducale nella provincia di Rieti
Posizione del comune di Cittaducale nella provincia di Rieti
Sito istituzionale

Cittaducale (Cìeta in dialetto locale) è un comune di 7.021 abitanti della provincia di Rieti. Fino al 1927 era ricompreso nella provincia dell'Aquila, in Abruzzo, della quale era capoluogo di circondario.

Anticamente (fino al 1861) era parte integrante del Regno delle Due Sicilie.

La piazza di Cittaducale

Indice

[modifica] Geografia

È una piacevole cittadina basso-medioevale dolcemente adagiata sul Colle di Cerreto Piano lungo la Via Salaria, antichissima strada consolare romana, a 10 chilometri da Rieti.

Alle sue spalle, a nord, si innalza maestoso il Monte Terminillo (m. 2.216) mentre ai suoi piedi scorre il fiume Velino con le sue acque limpide e pescose.

[modifica] Storia

[modifica] Il territorio

La media valle del Velino, oggi dominata da Cittaducale, era anticamente abitata da popolazioni che Tito Livio chiama Aborigeni e Pelasgi. Questi, prima della colonizzazione romana, avevano dato vita alle leggendarie città di Cotilia e Lista, rispettivamente ad est e ad ovest dell'attuale abitato. Del periodo romano rimangono i resti archeologici delle Terme di Vespasiano, i quali sono localizzati ad ovest di Cittaducale.

[modifica] La città

Il nome deriva dal latino Civitas ducalis.

Fondata nel 1308 da re Carlo II d'Angiò, fu chiamata Città Ducale in onore di Roberto duca di Calabria, figlio di Carlo ed erede al trono del Regno di Napoli, di cui rappresentava all'epoca il baluardo più settentrionale (dopo Civitella del Tronto). Tale caratteristica rimase intatta anche quando il Reame assunse il nome di Regno delle Due Sicilie

La cittadina conserva intatto il suo carattere urbanistico basso-medioevale, con pianta ellittica modellata su quella del tradizionale Castrum Romanum: due strade perpendicolari che si incrociano dando luogo alla piazza centrale, attorno alla quale sono situati i principali edifici pubblici. Sono ancora ben conservati alcuni tratti della cinta muraria con le caratteristiche torri difensive, in particolare quella a guardia dell'accesso principale, denominata Torre Angioina o Cassero di S. Manno.

Passata dal dominio degli Angioini a quello degli Aragonesi, ottenne il privilegio di battere moneta e si dimostrò fedele a questi ultimi tanto da dover sostenere continue lotte contro Rieti a difesa del Regno di Napoli. Nel corso del XVI secolo ottenne il titolo di Città e divenne sede di diocesi sotto Papa Alessandro VI Borgia, quindi fu data in feudo dall'imperatore Carlo V a sua figlia Margherita d'Austria, andata in sposa ad Ottavio Farnese.

Dopo la dominazione dei Farnese, tornò alle dipendenze dirette dei Borbone di Napoli, amministrativamente compresa nella provincia del Secondo Abruzzo Ulteriore, con capoluogo L'Aquila, fino al 1861; terra di frontiera, ospitava un'importante dogana nei pressi della frazione di Santa Rufina, dove correva l'antico confine di Stato che fino al 1927 fu ancora confine regionale tra Abruzzo e Lazio. Nella prima metà dell'Ottocento nei pressi di Cittaducale si svolse quella che viene ricordata come la prima battaglia del Risorgimento, quella tra l'esercito austriaco e le truppe napoletane comandate da Guglielmo Pepe.

Nel 1927, in seguito alla decisione del governo italiano di ingrandire la regione Lazio, il Comune, insieme a tutto il territorio del suo ex circondario, dalla provincia dell'Aquila passò a quella di Rieti, appena istituita. Il 6 e il 7 settembre 2008 Cittaducale ha festeggiato il suo 700esimo anniversario della fondazione con una spettacolare Rievocazione Storica. Cittaducale è sede della storica Scuola del Corpo Forestale dello Stato.

[modifica] Monumenti

La maggior parte degli edifici più significativi di Cittaducale, in larga parte costruiti durante il periodo medioevale presenta oggi un aspetto diverso da quello originario a causa delle ricostruzioni resesi necessarie dopo il terribile terremoto del 1703:

  • Palazzo della Comunità con la Torre Civica,
  • Palazzo Vescovile
  • Palazzo Caroselli (attuale sede del Comune)
  • Palazzo Dragonetti
  • Palazzo Valentini-Cherubini
  • Palazzo Bonafaccia
  • Palazzo Maoli.
  • Palazzo Vetoli

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Giovanni Falcone (arrestato il 9 settembre 2011 per concussione, peculato e mobbing[2]) (lista civica) dal 28/05/2007 (2º mandato)

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Il Comune di Cittaducale contiene diverse frazioni: le più importanti e popolose sono Santa Rufina, che è adiacente al Nucleo Industriale di Rieti-Cittaducale, e Grotti; ma il comune contiene altresì le frazioni di Calcariola, Caporio, Cesoni, Micciani, Pendenza, San Vittorino e Ville Grotti.

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ «Concussione e mobbing in manette il sindaco di Cittaducale». la Repubblica, 09 settembre 2011. URL consultato in data 9 settembre 2011.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Altri progetti

[modifica] Voci correlate

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