Collevecchio

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Collevecchio
Panorama di Collevecchio
Collevecchio - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Lazio
Provincia: Rieti
Coordinate: 42°20′0″N 12°33′0″E / 42.33333, 12.55Coordinate: 42°20′0″N 12°33′0″E / 42.33333, 12.55
Altitudine: 245 m s.l.m.
Superficie: 27,21 km²
Abitanti:
1.615 2008
Densità: 59,35 ab./km²
Frazioni: Cicignano, Poggio Sommavilla 
Comuni contigui: Civita Castellana (VT), Magliano Sabina, Montebuono, Ponzano Romano (RM), Stimigliano, Tarano
CAP: 02042
Pref. telefonico: 0765
Codice ISTAT: 057021
Codice catasto: C876 
Nome abitanti: collevecchiani 
Santo patrono: Sant'Andrea 
Giorno festivo: 30 novembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Collevecchio (in dialetto Colevecchiu) è un comune di 1.615 abitanti in provincia di Rieti.

«  Io so de montebonu e so statu carceratu a colevecchiu, ove risiede tutta a sabina, mancu er diavulu avrebbe pensatu, dentro 'na pagnotta a mette 'na lima. Povera lima mia quantu a limatu! lima e rilima du duru ferru fece farina »

Indice

[modifica] Geografia

Il territorio di Collevecchio si trova nella regione storico-geografica Sabina, più precisamente nella parte dell'Alta Sabina tiberina tra la Valle del Tevere e la catena preappenninica dei Monti Sabini. Confina a sud-est con la provincia di Roma e la provincia di Viterbo, sfiorando a nord quasi la provincia di Terni, quindi la regione Umbria.

Il comune di Collevecchio comprende anche due frazioni, Cicignano con una particolare cinta muraria circolare e Poggio Sommavilla di rilevante interesse storico-archeologico, infatti sorge su un'area archeologica costituita da insediamenti e necropoli. I reperti trovati sono esposti nei musei civici di Magliano Sabina, Rieti ed al Museo Archeologico Nazionale di Firenze; alcuni sono conservati nel Museum of Fine Arts di Boston e nel Museo Nazionale di Danimarca a Copenaghen.

[modifica] Storia

Le prime conferme di aggregazioni di popolazioni nell'odierno comune di Collevecchio risalgono al paleolitico, genti italiche di origine Indoeuropea frequentavano la parte di confluenza tra i corsi d'acqua , Aia(Imella), Treja e il Tevere ed i terrazzi fluviali, dove il tufo, nell'attuale zona di Grappignano, forma pianori e rupi.

Nell'età del bronzo si intensificano insediamenti nei costoni e nei pianori sopra la fascia che sovrasta la valle del Tevere, si consolida una costante attività di scambio con le popolazioni dell' opposta sponda del fiume i Falisci e gli Etruschi.

Nell'età del ferro nella zona di Poggio Sommavilla si insediano nuclei sparsi di capanne intervallate ad ampi spazi destinati alla coltivazione, nei pianori dei terrazzi fluviali che sovrastavano la valle del torrente Aia(Imella) e quella del Tevere.

Nel Periodo arcaico si occupa il pianoro di cima ed il pendio del colle, dove attualmente sorge il borgo di Poggio Sommavilla, in questa fase si verifica l'abbandono delle aree insediative alla base con la loro destinazione ad usi funerari. Il complesso dell'insediamento, (di cui ancora non si conosce il nome) interessava 25/30 ha, uno dei più grandi della Sabina arcaica orientalizzante.

Nel periodo in cui l'espansione di Roma Repubblicana, attraverso le operazioni militari dette guerre sannitiche condotte da Manio Curio Dentato arriva a conquistare la sabina, genera una nuova organizzazione sociale ed urbana del territorio. Nelle parti più alte, nascono strutture abitative più complesse le villae, residenze estive dei patrizi, con abitazioni organizzate all'attività produttiva pars rustica che comprendeva un fondo generalmente in relazione agli schiavi posseduti. La distribuzione delle terre meno fertili veniva assegnata alla popolazione locale.

Nella Valle dell'Aia(Imella), sull'odierna via Sabina, nei pressi della chiesa chiamata oggi Madonna del Piano, si suppone ci sia stata la presenza di un forum trasformato in castrum, Mozzano, si nota ancora oggi una costruzione con una torre "Mozza" che probabilmente derivava da un insediamento a pianta militare romana.

La Cristianizzazione e le sistematiche invasioni dei popoli nordici accelerano il crollo dell'Impero romano, si verifica il fenomeno dell'incastellamento con la riutilizzazione dei siti romani esistenti, inizia il medioevo.

Nel territorio odierno del comune di Collevecchio erano presenti alcuni agglomerati urbani tra cui il Fundu Antiquus sembra comprendesse la zona Mozzano (loc Madonna del piano), con il casale de antiquo e la chiesa di San Valentino (ipotesi, presumono sia stata eretta da Galla tra 523 e il 535 nella zona detta massa cornicle Septiminiana e si suppone che fu cattedrale della diocesi sabina fino al 756 quando fu donata all' Abbazia di Farfa), Fundu Usianus (Sant' Anatolia), Casalia (Casaglia), Cicinianus (Cicignano), Fundu Carpinianu (Grappigano), Thoccie (Toccia), Cuphi (colle delle palme, Poggio Sommavilla).

Dopo la sottomissione ai longobardi, nel 570 venne aggregato al ducato di Spoleto. Si afferma il sistema sociale del feudalesimo.

Papa Innocenzo IV con il breve del 10 dicembre 1253 autorizza i Mozzanesi a trasferirsi a Castrum Vetulum, l'attuale centro storico di Collevecchio.

Nel luglio 1283 fu occupato dal Comune di Narni e nel giugno venne ratificato un accordo in cui l'amministrazione giuridica passava sotto il controllo dei narnesi i quali potevano costruire una rocca con palazzo e torre, oggi possiamo identificarla con il palazzo Cerbelli ed il complesso di strutture che costituiscono il rione Martavello. Collevecchio contava circa 700 abitanti e 126 focolari.

Nella metà del 1300 Collevecchio ritorna nella sovranità della curia, In quel periodo il rettore risiedeva nella provincia del Patrimonio di San Pietro in Tuscia a Toscanella e il vice rettore risiedeva a Tarano.

Nel 1368 fu infeudato dagli Orsini.

L'umanesimo con il rinascimento letterario segna un'importante rinascita culturale e sociale, grazie alle relazioni con l'allora Firenze dei Medici e alla presenza di personaggi come Blosio Palladio, si determinarono le condizioni per cui Collevecchio diventò uno dei centri principali della Sabina.

Tra il 1605-1621 papa Paolo V lo scelse come sede del governatorato apostolico della provincia della Sabina con il tribunale le carceri e la cancelleria. Un'epigrafe posta sulla facciata del palazzo ne da testimonianza:

  • PAULUS V P.MAX/PROVINC.SAB IN GUBERN. ERETICA/JO ANT. MAXIMO V.S.R. PRAEFECTUS / FORUM APTAN. CARCERES/COSTRUEND. MANDAVIT/A. D. MDCV
  • Paolo V Pont. Mass/ dopo la costruzione della provincia sabina, ordinò al governatore Giovanni Antonio Massimo di organizzare le carceri e il tribunale. nell'anno del signore 1605.

Con la costituzione della provincia l'amministrazione civile e penale fu sottoposta al controllo delle istituzione della curia, nelle località baronali i feudatari potevano organizzare autonomamente l'amministrazione pur sempre con il diritto di controllo della Chiesa. Per i reati più gravi il governatore si limitava all'istruzione della causa che veniva decisa dal tribunale della Sacra Consulta di Roma, le condanne poi venivano eseguite attraverso gli uffici governatoriali. Una lapide in via Menichini ricorda l'esecuzione per omicidio e lesioni del balivo della terra (il bargello capo dei birri) datata 1753. Nell'ultimo periodo del governatorato, si ha la presenza del famoso boia dello Stato Pontificio, Giambattista Bugatti detto Mastro Titta che nelle sue memorie ricorda:

  • 51 Felice Rovina, «impiccato» in Collevecchio li 7 luglio 1802, per avere strozzato un eremita.
  • 181 Gioacchino de Simoni, «mazzola e squarto» in Collevecchio li 27 maggio 1816, per omicidio barbaro in persona della moglie.
  • 356 Vincenzo Orlandi di Collevecchio, anni 47, per omicidio, ed altri delitti 1841.

Una leggenda narra che un detenuto nelle carceri di Collevecchio evase con dei ceppi legati ai piedi da catene, questi arrivò a Cottanello dove vicino al santuario di San Cataldo i ceppi miracolosamente si aprirono. Collevecchio risulta fosse retto da un consiglio di circa trenta membri, più il sindaco e due massari.

Nel periodo post-Napoleone la restaurazione, 1816, Collevecchio, contava 475 abitanti fu incluso nel distretto di Poggio Mirteto dove venne trasferita la sede del governatorato apostolico.

Nel novembre del 1817,il cardinale Ercole Consalvi fu incaricato di definire il nuovo assetto istituzionale dei territori dello stato pontificio, Collevecchio divenne appodiato di Montebuono, per tornare poi autonomo, con appodiati Cicignano, Poggio Sommavilla, S. Polo e Foglia, la sede del governatorato fu trasferita a Calvi dell'Umbria.

Nel 1853 gli abitanti erano 919, dei quali 171 vivevano in campagna, le famiglie erano 191, 172 le case. Nel centro storico erano presenti un macello, due caffè, alcune osterie, una pizzicheria, una bottega di spiriti, una di cordaggi, altre due di ferri lavorati, una di merci diverse, due tinozzai, dei sarti, degli ebanisti, un muratore, un notaio, un medico, un chirurgo, la farmacia e la mola per il grano.

Il Risorgimento e i Moti Rivoluzionari

Nel 1860 Collevecchio divenne parte del Regno d’Italia, nella regione Umbria provincia di Perugia, nel 1927 divenne parte della nuova provincia di Rieti.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Economia

L'economia ruota intorno all'armonioso patrimonio ambientale, dove al fitto bosco si accosta la macchia mediterranea, alla pianura alluvionale le colline d'argilla, alle zone palustri acquitrinose, come le pozze a ridosso dell'ansa del fiume tevere, le valli sassose, i prati nati su strati di tufo vulcanico, i ruscelli e i fossi. La molteplicità degli ambienti ha favorito la presenza di varie specie animali. Per queste caratteristiche di biodiversità si è sviluppata l'agricoltura, in particolare si coltivano ulivi e vite, l'allevamento ovino e bovino, l'artigianato e la cucina tipica, così che negli ultimi anni sono nate molte strutture che offrono accoglienza turistico-ricettiva. Tale zona è conosciuta ed apprezzata nel mondo per la qualità del suo olio d'oliva elemento cardine della dieta mediterranea, per il prezioso ambiente naturale conservato e per un famoso evento storico: il Ratto delle sabine.

[modifica] Ambiente

[modifica] Flora

[modifica] Fauna

[modifica] Acque

[modifica] Cultura

[modifica] Siti di interesse storico

  • Area archeologica di Grappignano.
  • Area archeologica di Poggio Sommavilla, Necropoli Sabina, (Falisca-Etrusca).
  • Centro storico di Cicignano.
  • Centro storico di Poggio Sommavilla.
  • Centro storico di Collevecchio.
  • Teatro comunale.
  • Area archeologica, Torre romana mozza, chiesa della Madonna del piano con particolare fontanile.
  • Fontanili.
  • Convento Sant'Andrea. storia del convento
  • Chiesa Parrocchiale di S. Maria Annunziata - XII secolo.
  • Palazzo del tribunale e carceri dello Stato pontificio.
  • Palazzo del Governatore Apostolico della provincia Sabina.
  • Porta romana.
  • Monumento ai caduti.

[modifica] Opere

Collevecchio viene nominato più volte nelle Memorie romanzate di Giambattista Bugatti, detto Mastro Titta, boia dello stato Pontificio dal 1796 al 1864 come luogo di esecuzione. Memorie del Mastro Titta (da Liber Liber).

Il poeta locale Antonio Valeriano Pulimanti ha dedicato a Collevecchio le tre poesie Er sogno, Collevecchio e "Collevecchio invernale". Questo è il collegamento al blog: http://mariopulimanti.blog.kataweb.it/archives/212

[modifica] Eventi e Manifestazioni

  • Fiera nel centro storico di collevecchio. (30 novembre).


[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Carlo Grappa dal 08/06/2009
Centralino del comune: 0765 578018

[modifica] Altri progetti

[modifica] Bibliografia

  • Umberto Mattei, Storia di Collevecchio sede della diocesi e della provincia di Sabina, , 2004.
  • Umberto Mattei, La Sabina tiberina dalla preistoria alla fine dell'impero romano, , 2004.
  • Flaminia Verga, Ager Foronovanus I, FORMA ITALIAE, , 2006.
  • Paola Santoro, Civiltà arcaica dei Sabini nella valle del Tevere, III. Rilettura critica della necropoli di Poggio Sommavilla, , 1977.

[modifica] Collegamenti esterni

  • Lazio Portale Lazio: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Lazio
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