Borgo Velino

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Borgo Velino
comune
Borgo Velino – Stemma Borgo Velino – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Rieti-Stemma.png Rieti
Amministrazione
Sindaco Emanuele Berardi dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 42°24′00″N 13°04′00″E / 42.4°N 13.066667°E42.4; 13.066667 (Borgo Velino)Coordinate: 42°24′00″N 13°04′00″E / 42.4°N 13.066667°E42.4; 13.066667 (Borgo Velino)
Altitudine 460 m s.l.m.
Superficie 17,33 km²
Abitanti 996[1] (31-12-2012)
Densità 57,47 ab./km²
Frazioni Colle Rinaldo
Comuni confinanti Antrodoco, Castel Sant'Angelo, Cittaducale, Fiamignano, Micigliano, Petrella Salto
Altre informazioni
Cod. postale 02010
Prefisso 0746
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 057008
Cod. catastale A996
Targa RI
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti borghettani
Patrono san Dionigi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Borgo Velino
Posizione del comune di Borgo Velino nella provincia di Rieti
Posizione del comune di Borgo Velino nella provincia di Rieti
Sito istituzionale

Borgo Velino (Borghittu in dialetto sabino[2]) è un comune di 996 abitanti della provincia di Rieti. Fino al 1927 faceva parte della provincia dell'Aquila, in Abruzzo e, dal 1233 al 1861, è stato parte integrante del Giustizierato d'Abruzzo e della provincia Abruzzo Ultra II, nel distretto di Cittaducale, con capoluogo L'Aquila.[3]


Si trova in prossimità del sito dell'antico centro sabino Viario situato nelle immediata collina alle falde del Terminillo, i cui rari resti sono stati rinvenuti nell'area orientale confinante ad un'antica torre medievale, ora occupata da un campo coltivato. Paese natale di Giulio Pezzola brigante filo spagnolo del XVII secolo.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

A 460 m sul livello del mare, Borgo Velino è un graziosissimo paesetto medioevale situato nel piccolo tratto di pianura tra Castel Sant'Angelo e Antrodoco.

Alla sinistra del fiume Velino, in territorio che, sebbene in gran parte montuoso, è assai fertile e produce raccolti abbondanti di granaglie, di castagne e di uva. Molti sono i pascoli nei luoghi più montuosi.

Nel territorio comunale insiste parte del gruppo montuoso del Monte Nuria.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Classificazione climatica: zona E, 2202 GR/G

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il primo certamente antichissimo insediamento umano che può essere ritenuto “antenato” di Borgo Velino, è Viario. Pare accertato però che Viario sorse prima di Roma - o addirittura ai tempi dei Pelagi - e fu rifugio a pastori provenienti dalla Sabina. Più tardi nacque così il “Borghetto"

Secondo una tradizione ormai consolidata, l'attuale abitato di Borgo Velino, fino al secolo scorso chiamato Borghetto, sarebbe stato fondato nel corso del XIV secolo dagli abitanti del castello di Forca Pretula. Durante il periodo dei Flavi a Borgo Velino era presente una villa romana, dimora dei famosi imperatori, oggi di quel periodo rimane il Ninfeo dei Flavi, importante monumento del I secolo. Il Ninfeo era sicuramente arricchito di statue e mosaici. La tradizione vuole che a Borgo Velino all'interno del Convento della Valle, vi dimorò San Francesco d'Assisi durante i suoi pellegrinaggi attraverso la Sabina. Il convento esisteva, ad ogni modo, già nei 1472, quando Sisto IV tassò per la somma di 3 once e 8 grana i poveri fraticelli del Borghetto.

Dal 1472 al 1624, fece parte del distretto di Cittaducale e divenne nel Cinquecento feudo di Margherita d'Austria. Proprio grazie a lei si ha un mutamento profondo della comunità di Borghetto, dovuto soprattutto all'eccessivo aggravio fiscale chiesto al feudo e all'introduzione dei Capitoli, una sorta di codice di comportamento che i Borghettani dovevano tenere nei confronti delle autorità e della cittadinanza stessa. La madama fece redigere uno statuto speciale appositamente per “Borghetto”, i Capitoli. Alla morte di Margherita, avvenuta ad Ortona nel 1586, i suoi feudi passarono, per successione, ai Farnese, ai quali rimasero fino al 1731.

Nel 1642, fa la sua prima comparsa sulla scena storica il brigante Giulio Pezzola del Borghetto. La storia del Pezzola, tuttora incerta e per molti aspetti arricchita dalla fantasia popolare, ha fatto di lui il brigante che ha segnato una lunga pagina della storia borghettana.

La sicurezza dei confini del Regno di Napoli, dalle parti di Rieti, Norcia e Cascia, venne seriamente messa in discussione e poi violata dalle truppe francesi, nel dicembre del 1798. A subire i danni maggiori dell'invasione furono proprio le località lungo la Salaria, costrette a più riprese a ospitare gli accampamenti e a fornire vettovaglie e denari al nemico. Così sul finire del 1798, il quadro politico italiano vede la Francia quasi padrona di tutta la penisola (restano indipendenti la Sardegna e gran parte del Regno di Napoli).


Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Impostato su due strade parallele con asse trasversale centrale (che prende il nome di Via degli Otto Cantoni), è caratterizzato da un forte addensamento di abitazioni, cinta murarie ad angoli arrotondati (esempio francese: Rabastens, 1306) e una grande porta turrita sull'asse centrale in direzione di Rieti, il capoluogo di Provincia. Tale impostazione urbanistica si può ricondurre a quello che era lo stile urbanistico angioino.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di S. Matteo Apostolo (XVIII secolo)
  • Chiesa di S. Dionigi, S. Rustico e S. Eleuterio (detta di S. Antonio) (XI secolo)
  • Chiesa di S. Lucia
  • Convento della Valle
  • Santuario della Madonna Delle Grazie (XVII secolo), fraz. di Colle Rinaldo
  • Chiesa della Natività di Maria Santissima (XVI secolo), fraz.di Colle Rinaldo

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Ninfeo dei Flavi (I secolo)
  • Piazza Umberto I
  • Fontana Romanica (XI secolo)
  • Palazzo Pezzola (XVII secolo)

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Resti della Torre del Cassero nella fraz. di Colle Rinaldo (XV secolo)
  • Torre Civica (XIX secolo)

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]


Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

  • Festa Maria SS Del S. Amore (quarta domenica di settembre)
  • Festa S. Dionigi (10 ottobre)
  • Festa della Natività di Maria S.S. (Colle Rinaldo, seconda domenica di settembre)

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Museo comunale, che si compone di tre sezioni, una dedicata al mondo contadino, una alla flora e fauna locale ed un'altra ad affreschi e oggetti d'arte sacra

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Agosto Borghettano: Cene in piazza, Campanili sul Velino, spettacoli musicali, sbandieratori e musici
  • Tresette Animato
  • Not(t)e di Mezza Estate, canoro internazionale di canto (18 agosto)
  • Sagra del Marrone Antrodocano (seconda domenica di novembre)

Persone legate a Borgo Velino[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Rieti, Borgo Velino passò dalla provincia dell'Aquila a quella di Rieti.

Nel 1928 viene aggregato al comune di Antrodoco, dal quale viene separato nel 1957.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2001 2006 Pietro Graziani lista civica Sindaco
2006 2011 Pietro Graziani lista civica Sindaco
2011 in carica Emanuele Berardi lista civica Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Fa parte della Comunità montana del Velino

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 92.
  3. ^ http://ilcentro.gelocal.it/laquila/cronaca/2012/08/14/news/comuni-reatini-pronti-a-lasciare-il-lazio-1.5546103
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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