Histonium

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Histonium
In greco Ιστονιον (Istònion)
Localizzazione
Stato Italia Italia
Altitudine 144 m s.l.m.
Amministrazione
Ente comune di Vasto
sito web

Coordinate: 42°06′41.72″N 14°42′29.59″E / 42.111589°N 14.708219°E42.111589; 14.708219 Histonium (Istònion, Ιστονιον in greco antico) era un'antica città del popolo italico dei Frentani, corrispondente all'odierna Vasto e oggi sito archeologico italiano.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Histonium, secondo la tradizione locale, viene fatta fondare da Diomede, il condottiero dei Traci, esule dopo la guerra di Troia. I coloni greci furono indotti a stabilirsi in loco per via dell'industria ed il commercio della lana. In seguito, dopo il 305 a.C., l'influsso romano fece costruire vari edifici in parte ancora visibili oggi. Nel 91 a.C. il popolo di Histonium, insieme a tutti i popoli italici prende parte alla confederazione dei popoli italici per ottenere il titolo di municipio. L'imperatore Fabio Massimo fece restaurare il campidoglio. La città fu devastata da Silla nella lotta contro Massimo. La città fu ricostruita e, nel 117 venne inserita nella provincia del Sannio. In seguito la città man mano perse d'importanza e decadde. I vari edifici romani furono saccheggiati durante le invasioni barbariche subendone anche le lotte che si susseguirono fino in epoca feudale.[1]

Il sito archeologico[modifica | modifica sorgente]

  • La Piazza Rossetti conserva la forma ellissoidale dell'anfiteatro. L'anfiteatro fu costruito tra la fine del I secolo e la metà del II secolo d.C. Alcuni resti dell'edificio sono tuttavia visibili, trattasi di resti in opus reticolatum inglobati nei sotterranei del castello di Vasto ed in parte nelle mura che si affacciano nel lato orientale della piazza stessa, ma vi sono anche atri tratti dell'anfiteatro presso la Torre di Bassano e in un negozio della piazza. I resti visibili sono parte dell'ingresso e parte del perimetro ellissoidale dell'anfiteatro.[2]
  • In via Cavour sono presenti i ruderi delle cisterne di Santa Chiara realizzate in opus signinum. Le cisterne erano alimentate dall'acquedotto delle Luci. Le cisterne erano degli ambienti rettangolari con volta a botte comunicanti tra loro mediante arcate.[2]
  • In Via Adriatica vi sono le terme risalenti al II secolo d.C. suddiviso in tre livelli. Il restauro che ha interessato le terme a partire dal 1994 ha visto ricollocare in situ un mosaico riportato alla luce nel 1974. Il mosaico ha per tema raffigurazioni marine tra cui Nettuno col tridente. Gli scavi del 1997 hanno riportato alla luce quattro ambienti destinati ad essere riscaldati ed il praefurnium una sorta di fornace che riscaldava alcuni locali presso l'ingresso.[2][3][4]
  • Presso l'ospedale si trovano alcuni resti murari di un edificio della fine del I-metà del II secolo d.C.[2]
  • In Via V. Lancetti vi sono delle Piccole Cisterne.[2]
  • Presso Via S. e F. Ciccarone vi è un rudere archeologico denominato cappella della Madonna del Soccorso. Da questo luogo proviene la lastra funeraria di Caius Hosidius Veteranus ora posta nel museo archeologico di Vasto. Il sito venne trasformato nel 1442 in carcere ed in seguito, nel 1614, nella cappella di Santa Maria del Soccorso. Nel 1794 risulta abbandonata. Nel 1817 la porta viene murata, indi, mediante un'apertura sulla volta viene usata come tumulazione per neonati non battezzati ed impenitenti. L'esterno ha una muratura in calcestruzzo di manifattura romana. L'interno con volta a botte presenta un'intonacatura e pavimentazione moderne.[5]
  • In Via Antonio Bosco 16 vi è un tempietto romano. Il piccolo tempio è stato scoperto nel 1975 in seguito a lavori ai palazzi ai civici 6 e 16 della stessa via. Il tempio ha una forma a V con il vertice rivolto ad ovest. I lati a sud ed a nord misurano rispettivamente 4,90 e 4,30 metri, il primo lato ha un basamento di 25 centimetri ed una cortina di 10 centimetri, mentre il secondo ha il basamento e la cortina 10-50 centimetri. I muri interni ed esterni sono realizzati in cortina laterizia con mattoni misuranti 25 centimetri di lunghezza circa, 15 centimetri di profondità e 3 centimetri di altezza. Tali mattoni hanno una colorazione che spazia da un rosso vicace all'ocra. I muri hanno una stuccatura di 2 millimetri di spessore realizzata mediante della malta ed incisa mediante legno duro o ferro e talvolta osso. L'incisione così prodotta sembra essere indiretta. La cortina laterizia interna è una "cortina povera" con una stuccatura tra i mattoni che arriva a circa 5-6 millimetri. Il basamento dell'edificio presenta l'alternarsi di due plinti poco sfalsati e due cornici con forma di toro la prima e scozia la seconda.[6]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Spazioinwind, Histonium, Libero. URL consultato il 12/11/2009.
  2. ^ a b c d e AA. VV., Histonium, resti della città romana in Musei e siti archeologici d'Abruzzo e Molise, Pescara, Carsa edizioni, 2001, pag. 124-127. ISBN 88-501-0004-3.
  3. ^ Trignosinelloturismo, Parco Archeologico delle Terme Romane. URL consultato il 28/10/2009.
  4. ^ Turismo & Cultura - Vasto, Il parco archeologico delle terme romane. URL consultato il 21/05/2012.
  5. ^ Trignosinelloturismo, Cappella della Madonna del Soccorso. URL consultato il 28/10/2009.
  6. ^ Trignosinelloturismo, Sito Archeologico Tempietto Romano. URL consultato il 28/10/2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV. in A.R. Staffa (a cura di), Dall'antica Histonium al Castello del Vasto, Fasano di Brindisi (BR), 1995.
  • AA.VV., Parco Archeologico delle Terme Romane. Vasto, in Trigno Sinello, Amore a prima visita, Brochure Trigno-Sinello Card, Vasto, 2007.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]