Antemnae

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il Latium vetus con le città di Caenina, Antemnae, Crustumerium, Medullia, Fidene e Veio, prime rivali della Roma di Romolo.

Antemnae (dal latino ante amnes, "davanti ai fiumi") è un'antica città sabina,[1] identificata sul monte omonimo all'interno di Villa Ada (Monte Antenne, appunto), nel comune di Roma, alla confluenza tra i fiumi Tevere ed Aniene. Era la capitale del popolo degli Antemnati. Inclusa da Plinio il Vecchio nella sua lista di città scomparse.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Posizione di Antemnae nel Latium vetus.

Virgilio la cita come una delle cinque città che prese le armi contro i troiani[3] e Silio Italico, come più antica di Crustumini[4]. Dionigi di Alicarnasso infine racconta che la città fu fondata dagli Aborigeni in conseguenza del rito della primavera sacra[5].


I Romani, guidati da Romolo assaltarono ed occuparono la città, dopo che gli Antemnati, a seguito dell'episodio del ratto delle Sabine, stavano razziando il territorio di Roma, approfittando dell'assenza dei romani, impegnati nello scontro contro i Ceninensi. Dopo il vittorioso scontro Romolo vi inviò dei coloni romani.[6]

Secondo il racconto di Plinio il Vecchio la città fu sottomessa da Romolo dopo la sconfitta del suo re Tito Tazio, che venne associato al regno romano. Viene citata nell'Eneide di Virgilio[7] tra le cinque città che prepararono le armi per la guerra contro Enea. Era ancora prospera alla fine del IV secolo a.C., ma verso la fine della repubblica Strabone la ricorda tra le antiche città del Lazio ai suoi tempi ridotte a semplici villaggi o tenute agricole.[8]

Il sito della città è stato identificato nell'Ottocento con l'altura situata in corrispondenza della confluenza del fiume Aniene nel Tevere, oggi all'interno della città di Roma: come accennato all'inizio, il nome sarebbe derivato dalla locuzione ante amnes ("davanti ai fiumi")[9]. La città divenuta avamposto romano fu fortificata.[10] In età tardo-arcaica e repubblicana vi fu un tempio dedicato a Giunone.[10] Tuttavia a partire dal III secolo a.C. la città conobbe la sua decadenza.[10] In seguito, verso il I secolo a.C., la città fu sostituita da una villa romana.[10] La zona fu interessata nel 1878 da alcuni scavi per la costruzione di un forte a protezione della città, che sconvolsero irrimediabilmente il sito archeologico.[10]

Sito[modifica | modifica wikitesto]

Il sito archeologico, che si trovava all'interno di Villa Ada, nel punto in cui l'Aniene confluisce nel Tevere[11], è stato in gran parte distrutto a seguito della costruzione del forte Antenne, tra il 1877 e il 1891[12]. La sua prima identificazione si deve ad Antonio Nibby.[13]

Le mura della città, realizzate in cappellaccio tramite opus quadratum, sono state datate fra la fine del VI e gli inizi del V secolo a.C..

Dell'abitato si conoscono diverse fondazioni in tufo e delle coperture in tegola. Sarebbero noti anche degli impianti idraulici, anche se una cisterna è stata distrutta durante i lavori ottocenteschi.

Un edificio cultuale del VII secolo ha evidenziato alcuni reperti votivi, che farebbero pensare a una venerazione di Giunone Sospita: qui è stata rinvenuta un'antefissa con la riproduzione di Giunone con un elmo realizzato con elementi bovini, ed oggi esposto al Museo Nazionale Romano, datata all'inizio del quinto secolo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Plutarco, Vita di Romolo, 17, 1.
  2. ^ Plinio il Vecchio, Naturalis historia, III, 68.
  3. ^ Eneide 7,629–631 (LA) [1].
  4. ^ Silio Italico, Punica, 8, 367 (LA) [2].
  5. ^ Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, I, 16.5.
  6. ^ Tito Livio, Ab Urbe Condita, I, 11.
  7. ^ Verg., Aen. VII,629-631
  8. ^ Strabone, Geografia, V, 3,2.
  9. ^ Var., L.L. V,28; Pseudo-Festo, 16 L
  10. ^ a b c d e Antemnae
  11. ^ Varrone, Lingua Lat., V, 28.
  12. ^ Sopraintendenza di Roma [3]
  13. ^ Gabriele Cifani, Architettura Romana Arcaica: Edilizia e Societā Tra Monarchia e Repubblica, 2008, pg 185

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti antiche
Storiografia moderna
  • Antonio Nibby, Viaggio antiquario ne' contorni di Roma, I, Roma 1819, pp. 70-71;
  • William Gell, The Topography of Rome and Its Vicinity, I, Londra 1834, pp. 114-117; R. (EN) [4]
  • Romolo A. Staccioli, Guida insolita ai luoghi, ai monumenti e alle curiosità di Roma antica, Newton & Compton Editori, Roma 2011, ISBN 978-88-541-2348-9
  • Carmelo Calci, Roma archeologica, Adnkronos Libri, Roma 2005, ISBN 978-88-7118-184-4
  • L. Quilici & S. Quilici Gigli, Antemnae, Latium Vetus 1, Roma, 1978.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]