Cellino Attanasio

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Cellino Attanasio
Cellino Attanasio - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Abruzzo
Provincia: stemma Teramo
Coordinate: 42°35′0″N 13°52′0″E / 42.58333, 13.86667Coordinate: 42°35′0″N 13°52′0″E / 42.58333, 13.86667
Altitudine: 443 m s.l.m.
Superficie: 43 km²
Abitanti:
2.658 01-01-2007 (ISTAT)
Densità: 61 ab./km²
Frazioni: Artemisio, Ciafette, Faiete, Feudi, Luciani, Mammine, Matani, Minghetti, Monteverde, Petrilli, San Clemente, San Martino, San Pietro, Scorrano, Stampalone, Valviano 
Comuni contigui: Atri, Bisenti, Castellalto, Castiglione Messer Raimondo, Cermignano, Montefino, Notaresco
CAP: 64036
Pref. telefonico: 0861
Codice ISTAT: 067015
Codice catasto: C449 
Class. sismica: zona 2 (sismicità medio-alta)
Nome abitanti: cellinesi 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Cellino Attanasio è un comune di 2.658 abitanti della provincia di Teramo: fa parte della Comunità montana del Vomano, Fino e Piomba.

Indice

[modifica] Geografia

Centro posto sullo sparticque tra la valle del Vomano e la Valle del Piomba, ad un'altitudine di circa 430 metri sul livello del mare.
Dolci declivi accarezzati da tranquilli corsi d’acqua e maestose colline modulano l’andamento del territorio. L’insediamento sparso in case isolate o a piccoli nuclei, eredità della conduzione mezzadrile delle aziende agricole, interessa oltre il 70 % della popolazione residente.
I due principali corsi d’acqua, il Vomano e il Piomba, hanno caratteristiche differenti. abr> Il primo, principale fiume della provincia di Teramo è regimentato a monte per la produzione di corrente elettrica. Diversa è la situazione del Piomba che ha un carattere prevalentemente torrentizio. Sia le sorgenti che la prima parte del suo corso presentano aspetti molto interessanti sotto i profili floristici e faunistici locali.
La parte orientale del territorio comunale, quella al confine con il comune di Atri, è ricca di caratteristici pendii argillosi chiamati Calanchi. Anch’essi, per il loro particolare ecosistema, contribuiscono a caratterizzare un’area globalmente eterogenea, capace davvero di offrire una molteplicità di immagini in un fazzoletto di terra.

[modifica] Storia

Il territorio, ampio 44 km quadrati, conserva diverse testimonianze di antichi insediamenti umani a partire dall’età del bronzo. Resti di vicus di epoca romana sono stati rinvenuti in varie località, così come è documentata la presenza di fattorie rustiche sparse, sempre di epoca romana. Dapprima proprietà dei Benedettini di Abbazia di San Giovanni in Venere, fu poi feudo degli Acquaviva, duchi di Atri che lo tennero, quasi ininterrottamente, dal tardo trecento fino alla loro scomparsa nel XVIII secolo. Essi lo fortificarono dotandolo di nove torrioni rompitratta ed angolari cilindrici dei quali solo due restano in buone condizioni, mentre sono ancora presenti tracce di una precedente fortificazione dotata di mura scarpate e torrette rompitratta. Di un luogo così strutturato, gli eventi caratterizzanti non possono che essere stati di carattere bellico. Nel 1462 subì l’assedio di Matteo di Capua, di fede Angioina, venuto a combattere il feudatario locale Giosia Acquaviva legato alla dinastia Aragonese. Nel 1485-86 sostenne e respinse l’attacco di Ascanio Colonna, legittimato dal Re Ferdinando di Napoli a prendere possesso del ducato. Altra data importante è quella del1’8 dicembre 1798 che segna l’ingresso nel paese dell’armata repubblicana francese. Dopo gli ultimi episodi segnalati, nulla di storicamente rimarchevole è accaduto nel paese che ha poi seguito le sorti del di lì a poco costituendo Regno d’Italia.

[modifica] Da vedere

Il centro storico del paese conserva integro il suo assetto medievale anche se diversi edifici hanno perso molto del loro aspetto originario. Stradine strette, scalinate, larghi, piazze ed affacci, caratterizzano Cellino e la frazione Scorrano, altro piccolo borgo che si erge su un colle più alto del capoluogo. Il tratto di cinta muraria ed i due torrioni ancora esistenti, pur avendo subito diversi interventi nel corso dei secoli, sono in buono stato di conservazione e molto interessanti da vedere. La chiesa parrocchiale di S. Maria La Nova, di recente restaurata al suo interno, ha un bellissimo portale opera di Matteo De Caprio del 1424, conserva due interessanti altari lignei ed un bellissimo monumento funebre di stile rinascimentale posto nel coro, dietro l’altare maggiore, dedicato a Giovanni Battista Acquaviva morto a soli 14 anni nel 1496. L’ex chiesa di S. Spirito è un piccolo gioiello, mentre la chiesa di S. Francesco, che meriterebbe un accurato lavoro di recupero almeno esterno, è parte di un interessante complesso, un tempo convento, che presenta al suo interno un delizioso chiostro. Alcuni antichi fontanili, fonte Cisterna (XV) e fonte Luccio (XVIII), sono situati a breve distanza dalle originarie porte di accesso al paese. Presso la frazione di Scorrano, meritano una visita la Chiesa di S. Biagio e Nicola recentemente restaurata e la chiesa di S.Maria di Musano dove al suo interno è conservata la statua lignea della Madonna con Bambino risalente alla fine del 1600.

[modifica] Manifestazioni e Spettacoli

  • 3-4-5 Aprile: Lu Giuviddì Sande Rassegna Folkloristica
  • 10 agosto: Festa di San Lorenzo,
  • 2 agosto: Festa della Madonna degli Angeli,
  • 2 maggio: Festa di Sant'Attanasio,
  • 22 maggio: Festa di San Gabriele,
  • 26 dicembre: Presepe Vivente,
  • Agosto: Mostra dei Mostri (Festival di musica metal); Sagra dei "Cingoli Cellinesi"
  • Agosto: Frazione Scorrano, "Sagra dei trabocchi"
  • 16 agosto: Frazione Scorrano, Festa di S.Rocco
  • 17 agosto: Passijune Perdute Rassegna Folkloristica

[modifica] Cittadini illustri

  • Rocco Rubini, medico e scienziato cellinese, ha fornito un contributo importante alla crescita e alla diffusione dell’Omeopatia. Nato a Cellino Attanasio il 4 ottobre del 1800, dopo un’infanzia segnata da gravi lutti famigliari, si reca a Napoli dove si laurea in medicina. Per un periodo alterna le sue residenze tra Teramo e Napoli e poi qui si stabilisce definitivamente nel 1839. Intesse uno stretto rapporto con i più autorevoli omeopatici della capitale del regno divenendo uno dei massimi esperti e fautori delle cure omeopatiche. Celebre il suo preparato usato con successo contro il colera conosciuto come Canfora Rubini. Apre una farmacia omeopatica e dirige un ospedale a lui affidato trasformandolo nel primo ospedale omeopatico del regno, dove ottiene successi terapeutici su base statistica. Muore a Cellino nel 1888 dove si ritira deluso ed amareggiato dalla crescente avversione per la scienza omeopatica.
  • Vincenzo Marcellusi, nato a Cellino Attanasio il 19 marzo 1886, compiuti gli studi medi a Teramo, si laureò in Lettere presso l 'Università di Roma. Fece parte del cenacolo del poeta crepuscolare Sergio Corazzini e amico di Guido Gozzano. Marcellusi compì le sue prime esperienze letterarie collaborando a “La Vita Letteraria”, pubblicando liriche dei simbolisti d'oltralpe. Ma se i simbolismi francesi saranno sempre presenti nella lirica di Marcellusi, l'eco dei due grandi poeti italiani (Pascoli e D'annunzio) si avverte, sullo sfondo della sua poesia. A Chieti, dove si stabilì nel 1922 quando si sposò con Vittoria Obletter da cui non ebbe figli, esercitò l'avvocatura. Nel 1942 il poeta pubblica, sempre a Chieti, i “Poemi Occidentali” che raccolgono le liriche della maturità. Intelletto poliedrico, si misurò anche con il teatro con la tragedia “Nadeida”. Pubblicata nel 1920, fu musicata da Francesco Marcacci e rappresentata a Roma l'11 luglio 1921 al Teatro Adriano. Quest'opera ebbe largo consenso di pubblico per le sue magnifiche pagine d'insieme, l'ampia musica coreografica, la potente e sentita drammaticità, le saporose melodie. I Preludi (specie quello del III atto), insieme ad altre pagine hanno poi fatto parte di programmi concertistici che il Marcacci diresse a Philadelphia ed anche a New York. Marcellusi fu un lavoratore instancabile non solo nel campo della poesia. Con la sua scomparsa, il 7 agosto 1962, cadde il silenzio sulla sua opera poetica che pure aveva suscitato notevoli echi critici.
  • Luigi Dati, musicista, inventore e fotografo.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Angelo Contrisciani (centrodestra) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 0861 66981
Posta elettronica: non_disponibile

[modifica] Bibliografia

  • Mario Pomilio, Cellino Attanasio, in Abruzzo la terra dei santi poveri, due volumi a cura di Vittoriano Esposito e Dora Pomilio, Sant'Atto di Teramo, Edigrafital, 1997, vol. II, pp.86-87;
  • Cellino Attanasio, piccola guida a cura di ITACA - Associazione per lo Sviluppo locale, www.associazioneitaca.org

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali