Arsita

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Arsita
comune
Arsita – Stemma
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Teramo-Stemma.png Teramo
Sindaco Enzo Lucci (lista civica) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 42°30′08.12″N 13°47′04.27″E / 42.502256°N 13.784519°E42.502256; 13.784519 (Arsita)Coordinate: 42°30′08.12″N 13°47′04.27″E / 42.502256°N 13.784519°E42.502256; 13.784519 (Arsita)
Altitudine 470 m s.l.m.
Superficie 34 km²
Abitanti 870[1] (31-12-2010)
Densità 25,59 ab./km²
Frazioni Cacciafumo, Collemesolo, Figliolarsita, Pantane, Valleiannina
Comuni confinanti Bisenti, Castel del Monte (AQ), Castelli, Farindola (PE), Penne (PE)
Altre informazioni
Cod. postale 64031
Prefisso 0861
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 067003
Cod. catastale A445
Targa TE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 114 GG[2]
Nome abitanti arsitani
Patrono san Nicola da Tolentino
Giorno festivo 10 settembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Arsita
Posizione del comune di Arsita all'interno della provincia di Teramo
Posizione del comune di Arsita all'interno della provincia di Teramo
Sito istituzionale

Arsita è un comune italiano di 870 abitanti della provincia di Teramo in Abruzzo. Si trova nell'alta valle del Fino e fa parte della Comunità montana del Vomano, Fino e Piomba. Fino al 1906 era denominata Bacucco, nome ancora spesso usato nel dialetto locale.

Origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Il vecchio nome Bacucco, secondo il Sorricchio, deriverebbe da Bacuccum ossia da Bacco.
Il nome di Bacucco fu cambiato nell'attuale Arsita nel 1905 in seguito ad una relazione del 3 settembre 1905 (agli atti del Consiglio Provinciale di Teramo).
Il nome di Arsita compariva già in alcuni documenti precedenti: ad esempio nel 1787 nella descrizione della zona redatta per ordine del Re; oppure nelle citazioni che Vincenzo Bindi riporta nel suo Necrologio Atriano pubblicato su Monumenti archeologici dove si parla di Berardus Raineij Arsete e di Reynerij Arsete.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Vi sono documenti che attestano il possesso degli Acquaviva nel periodo nel XII secolo. Nel 1481 il Re Ferdinando donava Bacucco all'Università di Penne, confermando la donazione fatta da suo figlio Alfonso di Calabria, quale ricompensa per i danni subiti per essere stata fedele al Re. Nel XVII secolo fu feudo farnesiano appartenente al Re delle Due Sicilie. Nel 1486 il castello di Bacucco torna alla città di Penne. L'Università di Bacucco fu per secoli indipendente ma nel 1806 venne unita al Circondario di Penne.

Il brigantaggio ottocentesco[modifica | modifica sorgente]

Contro l'invasione francese sulle montagne di Farindola si era formata una banda di insorti (i briganti) che saccheggiarono i paesi di Castiglione Messer Raimondo, Bisenti, Castagna e Castelli, quindi Bacucco e Civitella Casanova.
Il giorno 8 marzo 1807 la Commissione Militare condannò a morte il brigante Donato di Agostino di Bacucco, eseguendo la condanna il giorno successivo in una località tra Bisenti e Bacucco. Il cadavere, come quello degli altri afforcati, fu lasciato appeso all'albero per tre giorni.
Alla fine di maggio 1807 i briganti (ossia gli insorti contro l'invasione francese) assalirono e depredarono Bacucco portando via parecchi giovani per aggregarli alle proprie forze.
Nel luglio 1807 il capobrigante Antonio Priore uccise Vieti, arciprete di Bacucco.

L'acqua medicamentosa[modifica | modifica sorgente]

Il Giustiniani informa che ai primi dell'Ottocento a Bacucco scaturiva un'acqua che guariva la rogna e il mal di fegato. Il flusso d'acqua però non era perenne.

Le tradizioni[modifica | modifica sorgente]

I membri del gruppo folcloristico arsitano nel passato personificavano in costume, I mesi dell'anno.

Da vedere[modifica | modifica sorgente]

  • il castello di Bacucco (i ruderi), nella parte più alta del paese;
  • La chiesa di Santa Vittoria;
  • la chiesa di Santa Maria D'Aragona, con una Madonna con Bambino;
  • il mulino Di Francesco, lungo il "Sentiero dei mulini";
  • L'Inferno spaccato, una peculiarità geologica;
  • Pietra Rotonda, una palestra di roccia attrezzata.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]


Etnie[modifica | modifica sorgente]

Nel 2008 la popolazione straniera residente ad Arsita risulta essere il 0,62% del totale[4]. La comunità più numerosa è quella inglese (0,31% del totale della popolazione residente); seguono, quella irlandese (0,2%) e quella albanese (0,1%)[5].

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Ridolfi Pierino lista civica Sindaco
2009 in carica Enzo Lucci lista civica Sindaco

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l' A.S.D. Arsita 1995 che milita nel girone E abruzzese di 1ª Categoria. È nata nel 1995.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Dati Istat - Popolazione straniera residente per età e sesso al 1º gennaio 2008.
  5. ^ Dati Istat - Popolazione residente per sesso e cittadinanza al 31 dicembre 2007.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Arsita, ambiente, cultura, tradizione, a cura di Carmen Morisi, Penne, Cogecstre, 1998;
  • Giuseppe Profeta, Le tradizioni popolari di Arsita (Teramo), Firenze, Olschki, 1959, in Atti del 7. Congresso Nazionale delle Tradizioni popolari, Chieti 4-8 settembre 1957, Firenze, Olschki, 1959;
  • Giulio Di Nicola, Arsita, in L'Araldo Abruzzese, Teramo, 21 settembre 1975, p. 3;

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]