Tolentino
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| Tolentino | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 230 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 94,86 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 214,95 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Abbadia di Fiastra, Acquasalata, Ancajano, Asinina, Bura, Calcavenaccio, Casa di Cristo, Casone, Cisterna, Collina, Colmaggiore, Divina Pastora, Fontajello, Fontebigoncio, Le Grazie, Maestà, Massaccio, Pace, Parruccia, Paterno, Pianarucci, Pianciano, Pianibianchi, Portanova, Rambona, Rancia, Regnano, Ributino, Riolante, Rofanello, Rosciano, Rotondo, Salcito, San Bartolomeo, San Diego, San Giovanni, San Giuseppe, San Martino, San Rocco, Santa Croce, Santa Lucia, Sant'Andrea, Sant'Angelo, Santissimo Redentore, Troiano, Vaglie, Vicigliano | ||||||||
| Comuni contigui: | Belforte del Chienti, Camporotondo di Fiastrone, Colmurano, Corridonia, Macerata, Petriolo, Pollenza, San Ginesio, San Severino Marche, Serrapetrona, Treia, Urbisaglia | ||||||||
| CAP: | 62029 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0733 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 043053 | ||||||||
| Codice catasto: | L191 | ||||||||
| Class. sismica: | zona 2 (sismicità medio-alta) | ||||||||
| Nome abitanti: | tolentinati | ||||||||
| Santo patrono: | San Catervo | ||||||||
| Giorno festivo: | 17 ottobre | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Tolentino (Tulindì in dialetto locale) è un comune italiano di 20.390 abitanti[1] della provincia di Macerata nelle Marche.
Indice |
[modifica] Geografia
Si trova in una posizione geografica territorialmente favorevole, ed ha sempre ospitato insediamenti abitativi, assumendo un ruolo storico, culturale ed economico importante come cerniera tra la costa e la zona montana: le prime testimonianze di vita nel territorio del comune risalgono al paleolitico inferiore per arrivare alla civiltà picena. La città di Tolentino si trova al centro della vallata del Chienti, a 60 km con l'innesto della Flaminia in direzione ovest (Roma) e a 40 km con l'innesto dell'Autostrada Bologna-Taranto (A14). Per questo motivo e per una fitta rete viaria, fra cui la SS 77 e la superstrada parallela, rappresenta un nodo di un certo rilievo dal quale sono facilmente raggiungibili le località sciistiche dei monti Sibillini per il soggiorno montano e le località balneari della costa.
[modifica] Storia
[modifica] Antichità
Numerose tombe risalenti all'VIII e IV secolo a.C. e il ritrovamento nel 1884 del famoso Ciottolo di Tolentino (che rappresenta la figura di donna nuda con testa zoomorfa), attesterebbero la presenza di un fiorente insediamento di piceni sul luogo dell'attuale Tolentino. I Piceni sarebbero giunti nella vallata del Chienti secondo la leggenda con la "primavera sacra", per cui alcuni giovani migrarono dalla Sabina oltre l'Appennino per trovare nuove terre nelle quali stabilirsi. Ma altri studi hanno portato all'ipotesi dell'insediamento di genti transadriatiche che si sarebbero spinte considerevolmente nell'interno. Queste teorie non trovano ancora la soluzione definitiva del problema aperto sull'origine di Tolentino, anzi lo accrescono per la conseguente e non improbabile distinzione tra Piceni e Picentes, questi ultimi ascritti più tardi dai Romani alla tribù Velina. Lo stesso nome di Tolentino trova discordi gli studiosi sulla sua radice: da quella del Filelfo che lo fa derivare dal greco "thòlos" a quella più recente che lo ritiene derivato dalla radice "Tul" con il significato di "limite" o, per meglio dire, "definitivo confine". Ambedue riportano al tema della trasmigrazione di popolazioni diverse e al consolidamento di una di esse. Del periodo romano mancano per Tolentino citazioni specifiche da parte degli storici. Dalle iscrizioni delle lapidi si sa che Tholentinum, compresa nel Picenum Suburbicarium, fu forse colonia e di certo Municipio romano. Purtroppo quasi ogni rudere dell'epoca romana è andato perduto per il sovrapporsi continuo di nuovi edifici, ad eccezione dei resti di una costruzione termale sotto il Palazzo Comunale. Una non dubbia testimonianza della situazione della città, sia pure al limite del periodo romano, però proviene dalla figura di Flavio Giulio Catervio, prefetto del pretorio, ritiratosi a Tolentino verso la fine del IV secolo, del quale si conservano il magnifico sarcofago e quanto rimane del relativo panteum. Secondo la tradizione a Flavio Giulio Catervio si deve la conversione al cristianesimo dei tolentinati, i quali lo proclameranno loro protettore con il nome contratto di San Catervo e presso il suo sepolcro costruiranno una chiesa retta da un Vescovo, come si desume dagli atti dei Concili Romani dal 487 al 502, sottoscritti appunto dal vescovo tolentinate. Dopo il crollo dell'Impero Romano, le Marche e Tolentino furono soggette alle invasioni barbariche. Così la maggior parte degli abitanti delle città si rifugiarono sulle alture, abbandonandola. Tolentino non subì la sorte comune delle altre città della vallata del Chienti, abbandonate e distrutte, ma continuò a sussistere, sia pure in limiti ristretti e con un numero esiguo di abitanti, in quanto il Panteum triabsidato del prefetto Catervio, divenuto luogo di culto e affiancato dalla fondazione monastica della cella Sanctae Mariae trovò, secondo le costumanze barbariche, il dovuto rispetto da parte degli invasori.
[modifica] Medioevo
Nel 1166, dietro intervento dei figli del marchese d'Ancona, la città assume i caratteri di organismo comunale liberandosi facilmente dal dominio indiretto del monastero del Ss. Salvatore di Rieti a cui era sottoposta dal 1099. Tolentino diventa così un potente comune, ricco di chiese e conventi, protetto da una cinta muraria, che in parte si è conservata e con un'economia fiorente, fondata su vari opifici (concerie, mulini, lavorazioni tessili) La prosperità raggiunta tra il XII e il XIV secolo provoca numerose divergenze e scontri con comuni limitrofi. Come le altre città d'Italia nel XIV secolo Tolentino è logorata dagli scontri tra guelfi e ghibellini e dai tentativi della famiglia Accoramboni di farsi signori del comune, che non riusciranno mai nel loro intento trovando l'opposizione dell'intera comunità. Tuttavia Tolentino continua a rimanere un attivissimo comune sia sul piano economico che quello politico e artistico. La città conserva l'indipendenza comunale fino al 1445 ca., quando viene incorporata allo Stato Pontificio.
[modifica] Età moderna
Tra la fine del XIV e gli inizi del XVIII secolo Tolentino passa sotto il controllo dei Da Varano e poi degli Sforza, quindi entra nel dominio della Chiesa fino all'avvento di Napoleone. Nel 1797 viene stipulato il Trattato tra Napoleone Bonaparte e Pio VI con il quale la Chiesa deve accettare dure imposizioni economiche e territoriali. Nel 1815 si combatté nelle vicinanze della città la battaglia di Tolentino, tra Gioacchino Murat e l'esercito austriaco, da cui Murat uscì sconfitto, e Tolentino tornò territorio pontificio fino all'Unificazione d'Italia del 1861.
[modifica] XX secolo
Negli ultimi decenni del secolo ha inizio per la città un decisivo decollo industriale, e le sorti di Tolentino si legano a quelle nazionali, dal primo conflitto mondiale all'avvento del fascismo, dalla seconda guerra mondiale al breve ma doloroso periodo della Resistenza, in cui la città paga un alto prezzo in vite umane e sacrifici è per questo che Tolentino tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita nel 1994 della Medaglia d'Argento al Valor Militare[2] per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
Dal 2000, grazie al buon livello di occupazione e al folto tessuto di imprese presenti è aumentata fino a diventare ben visibile la presenza di immigrati, in prevalenza senegalesi di cui esiste una nutrita comunità, Albanesi, Rumeni e Macedoni, che hanno scelto di stabilirsi nel comune. Questo incremento ha creato alcune tensioni tra i vecchi cittadini, che non hanno mai avuto esperienze di multiculturalismo, e i nuovi cittadini, che hanno spesso preferito aggregarsi in gruppi mono-etnici. Nonostante questo, non si sono registrati episodi di intolleranza o razzismo.
[modifica] Luoghi di interesse
- Abbazia di Chiaravalle di Fiastra [1]
- Basilica di San Nicola [2]
- Castello della Rancia [3]
- Cattedrale di San Catervo [4]
- Chiesa di San Francesco
- Chiesa di Santa Maria Nuova
- Palazzo Parisani Bezzi
- Palazzo Sangallo
- Piazza Domenico Silverj [5]
- Piazza Madama
- Ponte del Diavolo [6]
- Teatro Nicola Vaccaj [7]
- Torre degli orologi [8]
[modifica] Cultura
Tolentino è sede del Museo della Caricatura e dell'Umorismo, che promuove la Biennale dell'Umorismo nell'Arte, manifestazione internazionale a cui partecipano artisti e vignettisti satirici da tutto il mondo; centro di grande interesse religioso ed artistico per la Basilica di San Nicola da Tolentino con annesso convento agostiniano e biblioteca Laurenziana. Vi sono anche un Museo Napoleonico e una seconda biblioteca, la biblioteca Filelfica comunale. Tolentino possedeva anche un pregevole teatro storico, sede della prestigiosa Compagnia della Rancia diretta dal regista Saverio Marconi, il Teatro Nicola Vaccaj, intitolato al musicista e compositore tolentinate Nicola Vaccaj, colpito il 29 luglio 2008 da un incendio in occasione di lavori di ristrutturazione.
Il Palazzo Sangallo ospita, inoltre, la Scuola Comunale di Recitazione, "Centro Teatrale Sangallo", fondata e diretta da Saverio Marconi.
Presso il Castello della Rancia ha sede il Museo civico archologico "Aristide Gentiloni Silverj", che conserva le testimonianze preistoriche, picene e romane del territorio.
A 15 km dal centro, l'Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, fondata dai monaci cistercensi nel XII secolo.
Ogni anno viene organizzato in città il Festival di musica corale "Città di Tolentino" al quale partecipano i migliori cori italiani e stranieri.
[modifica] Ricorrenze
[modifica] Sport
La squadra calcistica principale della città è l'U.S. Tolentino che vanta diversi campionati in Serie C2, attualmente milita nel girone F della Serie D grazie al ripescaggio ottenuto nella scorsa stagione.
Ottimi risultati vengono ottenuti anche dalla Pallanuoto Tolentino, troviamo infatti la squadra maschile in Serie B e quella femminile in A2.
[modifica] Personalità legate a Tolentino
Tra i Tolentinati illustri ricordiamo:
- San Nicola da Tolentino (1245-1305)
- Francesco Filelfo (1398-1481), umanista
- Niccolò Mauruzi da Tolentino (1350 c.-1435), capitano di ventura
- Nicola Vaccaj (1790-1848), musicista
- Domenico Silverj (1818 – 1900), musicista
- Giovanni Benadduci (1843-1907), storico e sindaco
- Mario Mattoli (1898-1980), regista
- Tullio Colsalvatico (1901-1980), scrittore
- Nicola Raponi (1931-2007), storico
- Saverio Marconi (1948), regista
[modifica] Economia
La percentuale degli addetti nel settore industriale, artigianale e dei servizi è più elevata rispetto alla realtà provinciale, regionale e nazionale. Tra le attività produttive emerge per tradizione,importanza e ricchezza quelle della lavorazione delle pelli, del cuoio e della carta,con marchi famosi a livello internazionale(Poltrona Frau e Nazareno Gabrielli; sono inoltre presenti manifatture tessili (Malagrida Manifattura e Arena), una discreta industria turistica e molte attività commerciali.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Luciano Ruffini (centrosinistra) dal 11/06/2007 (2º mandato)
Centralino del comune: 0733 9011
Posta elettronica: info@comune.tolentino.mc.it
[modifica] Note
- ^ Bilancio demografico 2008, dati ISTAT
- ^ Medaglia d'Argento
[modifica] Voci correlate
- Basilica di San Nicola da Tolentino
- Maestro della Cappella di San Nicola
- San Nicola da Tolentino
- Comunità Montana Monti Azzurri
- Unione Sportiva Tolentino
[modifica] Altri progetti
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