Montecosaro

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Montecosaro
comune
Montecosaro – Stemma Montecosaro – Bandiera
Montecosaro – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Macerata-Stemma.png Macerata
Amministrazione
Sindaco Reano Malaisi (lista civicaProgetto Comune) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 43°19′00.88″N 13°38′07.33″E / 43.316911°N 13.635369°E43.316911; 13.635369 (Montecosaro)Coordinate: 43°19′00.88″N 13°38′07.33″E / 43.316911°N 13.635369°E43.316911; 13.635369 (Montecosaro)
Altitudine 292 m s.l.m.
Superficie 21,88 km²
Abitanti 6 963[1] (31-12-2010)
Densità 318,24 ab./km²
Frazioni Crocette-Molino, Montecosaro Scalo (già Borgo Stazione)
Comuni confinanti Civitanova Marche, Montegranaro (FM), Montelupone, Morrovalle, Potenza Picena, Sant'Elpidio a Mare (FM)
Altre informazioni
Cod. postale 62010
Prefisso 0733
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 043028
Cod. catastale F482
Targa MC
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 934 GG[2]
Nome abitanti montecosaresi
Patrono San Lorenzo
Giorno festivo 10 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montecosaro
Posizione del comune di Montecosaro nella provincia di Macerata
Posizione del comune di Montecosaro nella provincia di Macerata
Sito istituzionale

Montecosaro (Montecòsaro, Montecò in dialetto montecosarese) è un comune italiano di 6.963 abitanti[1] della provincia di Macerata nelle Marche.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale di Montecosaro è simile a un rettangolo largo circa 3,5 chilometri da est a ovest e lungo 8 km da sud a nord. Il territorio è principalmente interessato dalla valle del fiume Chienti (il quale a 10 km verso est sfocia nel mare Adriatico tra i comuni di Porto Sant'Elpidio e di Civitanova Marche) che, scorrendo nell'estremo meridionale, chiude la parte corta del "rettangolo" e segna il confine coi comuni di Sant'Elpidio a Mare e Montegranaro quindi anche tra le province di Macerata e quella di Fermo. Proseguendo verso nord la valle inizia a salire lievemente e si incontra subito il centro abitato più consistente per popolazione e attività denominato Montecosaro Scalo. Oltrepassato l'abitato, il territorio torna a essere agricolo e a innalzarsi più convincentemente in dolci colline fino ad arrivare all'altezza di 252 m s.l.m. dove si trova il paese di Montecosaro, denominato anche Montecosaro Alto, sede comunale e centro storicamente più importante. Proseguendo l'orografia collinare si mantiene costante e si incontrano le cime principali del Monte San Michele 251 metri s.l.m., Monte del Pavone 258 metri e Monte della Giustizia dove si registra il punto più alto del territorio comunale con 271 m s.l.m.[3] dal quale nascono tre torrenti: il Caronte o fosso Fogliano che nella frazione civitanovese di Fontespina sfocia nell'Adriatico, e due affluenti del Chienti: il Cavallino o Sdregaro e il Pontigliano il quale ha la sua foce nei pressi del confine con Civitanova Marche, nel punto più basso del paese (27 metri) e dove è presente l'immissione di acqua di un altro fosso totalmente montecosarese, il Cantagallo, che a sua volta riceve le acque del fosso Cunicchio nei pressi della basilica della S.S. Annunziata.

Infine le colline a nord del territorio si "tuffano" in una stretta valle che è quella del torrente Asola che segna il confine coi comuni di Potenza Picena e Montelupone e delinea l'altro lato stretto del "rettangolo comunale", quello settentrionale. A est Montecosaro confina con Civitanova Marche, a ovest con Morrovalle il quale all'incirca ripete specularmente la stessa morfologia.

Montecosaro dista da Civitanova Marche 10 km, 21 da Macerata, 27 da Fermo e 45 da Ancona.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

In estate il clima è caldo e la temperatura varia dai 20 °C ai 30 °C. In inverno il clima è freddo mite e la temperatura varia dai -2 °C ai 10 °C.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico di Montecosaro, in collina, conserva l’aspetto tipico di Castello altomedievale con torri di difesa e d’avvistamento lungo le mura del ‘300, ancora ben leggibile l’impianto urbanistico risalente al ‘600.

Di origine picena, i primi documenti relativi all’insediamento risalgono al 936 e testimoniano lo sviluppo del nucleo urbano attorno alla Pieve di San Lorenzo. Punta avanzata e fortificata della Fermo Longobarda e poi della Marca Pontificia, fu insignito nel 1255 da Alessandro IV del titolo di: Monte fedele, per le sue prove di attaccamento alla Santa Sede.

Montecosaro fu sede del Pretore e Tribunale di giustizia a cui i Goti distrussero l’abitato in una crudele strage.

“Il Cassero” punto più alto del paese, oggi parco urbano, un tempo imponente fortezza, nasconde anche nella nomenclatura origini, storia e natura ben diverse da quelle cui l’uso attuale l’ha destinato. Da qui, discendendo per la stradina verso la piazza, si incontra l’imponente e maestoso CAM il “Complesso Agostiniano Montecosaro”, oggi Palazzo Comunale. Il Monastero e la Chiesa, entrambi di epoca medievale, testimoniano il lungo cammino di Montecosaro nella storia. Una bellezza e armonia che fanno pensare all’intervento di qualche illustre architetto. Materiali di pregio, il Chiostro diviso in tre ordini. All’interno del Palazzo, è custodito un sarcofago romano del II - III secolo e nella chiesa si può ammirare uno splendido “Callido”, organo di fine ‘700 e la “Santa Croce” reliquario d’arte barbarico-bizantina, in argento dorato con incastonate nei bracci reliquie di Santi.

Entrando in piazza si incontra, la Chiesa Collegiata che nasce a metà Settecento, dalle ceneri dell’antica pieve di San Lorenzo, poi Santa Maria, dove è conservato il crocifisso ligneo, unico reperto che potrebbe testimoniare la presenza dell’antica pieve.

Appartiene quasi certamente al periodo medievale il Teatro delle Logge, che si trova in piazza, che subì una trasformazione nell’ottocento, perdendo ogni traccia dell’originaria struttura. Nel 1568, dalle sue grate penzolarono Enea Galizia e gli altri dodici cospiratori, impiccati in seguito al fallimento della rivolta contro i Cesarini.

Oggi Montecosaro comprende due nuclei urbani, il centro storico in collina e Borgo Stazione, ricco di attività industriali e commerciali, dove si trova l'Abbazia: Santa Maria a Piè di Chienti o meglio conosciuta come la Chiesa dell’Annunziata, meta importante di percorsi religiosi.

Costituisce uno degli esempi più tipici dell’architettura cluniacense nelle Marche ed in Italia. I primi dati storici certi risalgono all'anno 936 e le curiosità sulle leggende legate alla Chiesa sono più d'una.

Si racconta che prese il nome dell’Annunziata grazie all’indulgenza di un papa che fu gettato e sepolto in un pozzo del monastero, risorto dopo tre giorni, da questo evento, il buon auspicio della festa dell’Annunziata che si festeggia il 25 marzo con una processione per le vie adornate da fiori di carta.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Persone legate a Montecosaro[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • La SS 77 della Val di Chienti, a carattere extraurbano principale, taglia il territorio comunale da est a ovest e si trova nelle vicinanze del letto del fiume Chienti quindi all'estremo sud di Montecosaro. È il principale collegamento stradale che permette di raggiungere velocemente buona parte della provincia e l'Umbria in direzione ovest; all'autostrada Bologna-Bari e Civitanova Marche in direzione est.
  • L'antica strada che lo attraversa era la S.S. 485 che oggi transita nel centro della frazione di Montecosaro Scalo.
  • Oltre a una serie di altre minori strade provinciali e comunali che collegano i due principali borghi (Montecosaro Alto e Montecosaro Scalo) vi è anche importante la strada che collega, attraverso la dorsale collinare a nord rispetto al fiume Chienti, Macerata con la costa Adriatica collegando così tutti quei borghi che sono situati sulla collina alla sinistra della val di Chienti come Civitanova Alta e Morrovalle alto.

Ferrovia[modifica | modifica wikitesto]

Montecosaro è servita dalla ferrovia Civitanova Marche-Fabriano che è gestita dalle Ferrovie dello Stato e sulla quale ha la sua stazione omonima nella frazione di Montecosaro Scalo (da cui deriva il nome). Vi transita un traffico di treni locale che permette di raggiungere oltre che il capoluogo di provincia di Macerata, anche altre linee di livello nazionale come la Ferrovia Adriatica alla stazione di Civitanova Marche-Montegranaro e l'Ancona-Roma alla stazione di Fabriano.

Trasporti aerei e navali[modifica | modifica wikitesto]

Montecosaro dista 11 chilometri dal porto di Civitanova Marche che è principalmente a carattere peschereccio e turistico. Ancona è il porto principale più vicino.

Per quanto riguarda i collegamenti aerei nella vicina Fermo esiste un piccolo scalo merci, altrimenti l'aeroporto di riferimento è il Raffaello Sanzio di Falconara Marittima.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Vi è uno scarso servizio pubblico di trasporti urbani e anche sottoutilizzati, mentre più consistente è il servizio di corriere che collegano con il capoluogo di provincia e la vicina città di Civitanova Marche sia per quanto riguarda Montecosaro Alto sia soprattutto attraverso Montecosaro Scalo. Esiste attualmente un servizio di trasporto con la città di Fermo.

Vi sono presenti a Montecosaro Scalo alcune piste ciclabili, a volte in sede propria altre adiacenti alla strada, che percorrono il paese.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b http://www.tuttitalia.it/marche/35-montecosaro/statistiche/indici-demografici-struttura-popolazione
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Cartografia Tecnica Regionale. Numero foglio 303080
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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