Lampada alogena

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

1leftarrow.pngVoce principale: Lampada ad incandescenza.

Due lampade alogene dicroiche.

La lampadina alogena è una particolare lampada ad incandescenza, ma ci sono alcune fondamentali caratteristiche che la differenziano da quelle comuni.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Una lampada alogena dietro al filtro UV.

Al gas contenuto nel bulbo viene aggiunto iodio, kripton e, a volte, xeno per permettere il riscaldamento del filamento fino a oltre 3000 K, in modo da aumentare l'efficienza luminosa e spostare verso l'alto la temperatura di colore.

Nelle alogene il tungsteno che evapora a causa della temperatura elevata reagisce con il gas formando un alogenuro di tungsteno. Successivamente il composto, entrando in contatto con il filamento incandescente si decompone e rideposita il tungsteno sul filamento stesso realizzando un ciclo, il ciclo alogeno. In questo modo la durata di vita di una lampada alogena può essere almeno doppia di una lampadina ad incandescenza normale, sebbene il filamento sia molto più caldo.

Poiché il bulbo, per permettere la reazione chimica tra iodio e tungsteno, deve avere una temperatura non inferiore a 250 °C, viene utilizzato un vetro speciale (quarzo) ad alta resistenza.

Svantaggi e rimedi[modifica | modifica sorgente]

I limiti di questi dispositivi sono riconducibili all'emissione di raggi ultravioletti, dannosi per l'occhio umano e capaci di provocare cancro della pelle e causa di sbiadimento degli oggetti illuminati. Il fenomeno è in parte dovuto all'uso del quarzo al posto del vetro per la costruzione del bulbo. Il quarzo è infatti più resistente alle alte temperature ma trasparente ai raggi ultravioletti. La schermatura di queste radiazioni avviene ponendo davanti alla lampada una lastra di vetro, che ne riduce il passaggio al solo 15% e che serve anche come protezione in caso di esplosione accidentale dell'ampolla. Recentemente nella composizione delle ampolle sono state introdotte sostanze in grado di bloccare i raggi ultravioletti e dei pigmenti fluorescenti che li convertono in luce visibile, aumentandone l'efficienza complessiva.

Per ridurre il flusso di raggi infrarossi verso oggetti danneggiati da un eccessivo riscaldamento, esistono speciali lampade alogene dicroiche, dotate di uno schermo posteriore che riflette solamente la luce visibile lasciando disperdere i raggi infrarossi.

Vantaggi[modifica | modifica sorgente]

Il rendimento luminoso di una lampada alogena, grazie alla luce più bianca rispetto ad una lampadina ad incandescenza tradizionale, è del 50-100% superiore rispetto a questa, mentre la vita utile varia da 2000 a 6000 ore[1]. Essendo basate sullo stesso principio delle comuni lampade ad incandescenza, le lampade alogene sono spesso progettate con l'obiettivo di poter essere usate come sorgente luminosa ad intensità variabile, e pertanto sono la scelta naturale per i punti luce controllati da un varialuce o dimmer.

Variazioni[modifica | modifica sorgente]

Una lampada alogena, operante senza il vetro di protezione.

Recentemente sono state introdotte lampade alogene con filamenti migliorati o alimentazione a controllo elettronico (integrato nel bulbo stesso) che hanno consentito un incremento di resa del 40% circa, rispetto alle alogene convenzionali. Inoltre sono disponibili anche con la stesse forme delle lampadine ad incandescenza e presentano temperature di esercizio paragonabili. Risulta evidente il vantaggio in termini di risparmio energetico, senza rinunce in fatto di qualità o design.

Esistono lampade alogene alimentate direttamente dalla rete elettrica a 230 volt, in genere di potenza elevata, fino a 1000 watt. Altri modelli, molto piccoli e adatti ad illuminazioni localizzate e di arredo, sono alimentate a 12 volt (bassissima tensione) per mezzo di un trasformatore. In questo caso la lunghezza della linea a 12 V deve essere limitata a pochi metri per contenere la caduta di tensione entro i limiti ammissibili. La sezione minima prescritta dalla normativa vigente, per i conduttori a posa fissa, è 1,5 mm2.

Accorgimenti[modifica | modifica sorgente]

Anche se freddo (a lampadina spenta), il bulbo delle lampadine alogene non deve essere toccato con le dita, poiché i depositi di grasso lasciati sul medesimo carbonizzerebbero alla prima accensione a causa della temperatura elevata, annerendo il cristallo e provocandone al limite anche la rottura.

Il deterioramento del vetro di quarzo è causato dall'azione catalitica di questi residui, che innescano un processo di devetrificazione. Il vetro di quarzo è infatti meno stabile dei vetri ordinari.

In caso di contatto pulire la superficie con alcool.

I modelli da 230 V con innesto a vite E14 o E27 hanno due bulbi: uno esterno e uno interno, il quale a sua volta contiene il filamento e i gas. Il bulbo interno è sempre in vetro di quarzo, mentre in alcuni modelli quello esterno è in vetro come nelle lampadine tradizionali, quindi in tal caso può essere toccato con le dita (a lampadina spenta e raffreddata, per evitare ustioni). È però necessario accertarsene, leggendo con attenzione la documentazione e le avvertenze riportate dal produttore: se non si è certi che l'involucro esterno sia in vetro comune, potrebbe essere anch'esso in vetro di quarzo, quindi è bene non toccarlo con le dita.

Considerando il divieto da parte dell'Unione Europea di produrre e commercializzare lampadine a incandescenza tipo Edison, la lampada alogena rappresenta attualmente il sostituto la cui qualità di luce più si avvicina a quella delle lampadine classiche.

Formati[modifica | modifica sorgente]

Autoveicoli[modifica | modifica sorgente]

Normalmente disponibili a 12V per autovetture e motocicli o 24V per i veicoli industriali.

  • Filamento singolo, modelli a 55 W e 100 W:
    • H1 filamento assiale
    • H2 filamento assiale
    • H3 filamento traverso, da collegare con cavo resistente alle alte temperature
  • H4 filamento doppio, 55 W a 100 W anabbagliante, abbagliante tra 60 W e 130 W
  • H5 simile alla H4 ma con l'attacco P45t delle vecchie asimmetriche 40/45W ad incandescenza
  • H7 monofilamento, di norma da 55W, fino a 80W, utilizzo sia abbagliante che anabbagliante
  • H8, H9 e H11 monofilamento simile alla H7 ma con connettore stagno in plastica PGJ19, rispettivamente da 35W, 65W e 55W
  • HB3 monofilamento da 65W con attacco stagno in plastica P20d
  • HB4 monofilamento da 55W con attacco stagno in plastica P22d

Casa - Esterno[modifica | modifica sorgente]

  • R7s: lineare, doppio terminale, 117mm, alimentazione 230V.
  • R7s: lineare, doppio terminale, 78mm, alimentazione 230V.
  • EcoHalo Caps (2000h) 35W GY6.35 680lm  20 lumen
  • alogena a sigaretta (attacco T4) 120-500W 2000 lm
  • Note

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.tecnologiepulite.it/Documenti/settori%20produttivi/settore%20edile/BAT_gestione/BAT_ene_illuminazione.pdf

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]