Magneti Marelli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Magneti Marelli
Logo
Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Fondazione 1919 a Sesto San Giovanni
Sede principale Corbetta (MI)
Gruppo Fiat S.p.A.
Persone chiave Eugenio Razelli, direttore operativo
Settore Autoveicoli
Prodotti
  • componentistica automobilistica
Fatturato 4,5 miliardi di (2009)
Dipendenti 31.628 (2009)
Sito web www.magnetimarelli.com

La Magneti Marelli è un'azienda italiana che fabbrica alternatori, batterie per auto, bobine, centraline, navigatori, quadri di bordo, sistemi elettronici, sistemi di accensione, sistemi di scarico e sospensioni per auto e motoveicoli, la cui sede è attualmente situata a Corbetta in provincia di Milano. Le divisioni Sistemi Elettronici e Sistemi di Scarico sono invece situate a Venaria Reale, in provincia di Torino, insieme a Marelli Motorsport. La divisione Sospensioni è invece ubicata a Torino, non lontano da Mirafiori. La divisione Body Computer & Automotive Lighting è ubicata ad Orbassano, in provincia di Torino. Oggi è parte di Fiat S.p.A.. Nata come produttrice di magneti destinati sia all'aviazione, sia ai motori a scoppio automobilistici e motociclistici, ora è una multinazionale che opera in 19 paesi su 4 continenti con 85 unità produttive, 26 centri applicativi e 12 centri ricerca e sviluppo.[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Vettura fabbricata dalla Magneti Marelli, oggi esposta al Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci

La fondazione dell'azienda risale al 1919, col nome di F.I.M.M. - Fabbrica Italiana Magneti Marelli, frutto di una joint-venture tra la FIAT e la Ercole Marelli. Il primo stabilimento era localizzato a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano.

Dopo un inizio dedicato alla componentistica per auto le attività si ampliarono presto sia in campo internazionale con l'apertura di sedi a Parigi, Londra e Bruxelles, sia nel diversificare la produzione agli impianti di illuminazione e di avviso sonoro per veicoli, sia nel campo della costruzione di apparecchi radio e tv con la creazione della RadioMarelli e della Fivre (Fabbrica Italiana Valvole Radio Elettriche).

Televisore Magneti Marelli del 1938

La seconda guerra mondiale con i bombardamenti ai più importanti stabilimenti dell'azienda creò un evidente periodo di crisi dalla quale la Magneti Marelli uscì abbastanza rapidamente e dal 1967 entrò a far parte integralmente dell'universo Fiat che acquistò le quote in possesso della Ercole Marelli.

Nella continua politica di espansione il gruppo Magneti Marelli ha assorbito molte aziende come la Automotive Lighting, la Carello, la Solex, la Weber e la Ergom automotive.

Mercato[modifica | modifica wikitesto]

La multinazionale ha impianti produttivi in quattro continenti nel mondo, i più importanti si trovano in Italia (che è il paese con maggior concentrazione), ma è presente anche in: Argentina, Brasile, Cina, Corea, Francia, Germania, Giappone, India, Malesia, Messico, Polonia, Repubblica Ceca, Russia, Serbia, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti, Turchia. Questa capillarità consentire la fornitura a tutte le più importanti case automobilistiche mondiali.[1].

Magneti Marelli - Dati 2007[modifica | modifica wikitesto]

  • Centri di produzione: 49
  • Centri R&S: 30

Magneti Marelli - Dati 2013[1][modifica | modifica wikitesto]

  • Centri di produzione: 85
  • Centri R&S: 26
  • Centri applicativi: 12

Magneti Marelli nello sport[modifica | modifica wikitesto]

È fornitore di componentistica e sistemi elettronici per i principali campionati motoristici internazionali, tra cui Formula 1, MotoGP e WRC. Nella Formula 1 è (o è stata) sponsor tecnico dei principali team, tra cui Scuderia Ferrari, Toyota F1 Team, Renault F1 e Red Bull Racing.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Magneti Marelli, storia di un'eccellenza italiana - Dai magneti alle radio alle luci a LED, 95 anni di tecnologia e innovazione. URL consultato il 23 novembre 2014.
  2. ^ (PDF) Lista dei più importanti riconoscimenti internazionali dell'intero gruppo dal 1937 al 2011. URL consultato il 23 novembre 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]