Superbike
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La Superbike è una categoria di moto da corsa, nella quale sono impiegati esemplari derivati dalla produzione di serie (ovvero le moto vendute anche al pubblico), ma elaborati nel motore, negli scarichi, nelle centraline e con tutti i restanti accorgimenti che li rendono meglio sfruttabili per la competizione.
Le Superbike devono apparire molto simili alle stradali; le maggiori differenze visibili sono la mancanza dei fari e degli specchietti.
Al campionato SBK possono partecipare solamente moto che hanno un numero minimo di esemplari prodotti, in modo da poter considerare il modello come una produzione di serie e non come una "special" (per esempio la Ducati Desmosedici RR, che sarà prodotta in soli 1500 esemplari, non permetterà alla casa di Borgo Panigale di schierarla nel campionato SBK).
Indice |
[modifica] Campionati
Oltre all'Italia, molte nazioni, come gli USA (AMA Superbike Championship), la Gran Bretagna (British Superbike Championship), l'Australia e il Canada, organizzano dei campionati nazionali di Superbike, mentre dal 1988 si svolge puntualmente ogni anno un campionato mondiale (World Superbike Championship) che coinvolge le massime case motociclistiche mondiali, attirando un considerevole numero di appassionati.
| Per approfondire, vedi la voce Campionato mondiale Superbike. |
[modifica] Regolamento
Fino al 2003 al campionato SBK potevano partecipare solamente moto di cilindrata fino a 750 cc se 4 cilindri, 900cc se 3 cilindri, 1000cc se bicilindriche; dal 2003 in poi il regolamento ha permesso anche l'impiego di moto di 1000cc con motore a 4 cilindri, e ciò ha consentito alle case nipponiche di schierare moto derivate dai modelli di punta della loro produzione di serie.
Le moto che competono nel campionato SBK hanno anche un peso minimo, stabilito per il 2005 dalla FIM in 165 kg. Le regole in relazione a quanto una moto possa essere modificata, sono differenti tra le competizioni americane della serie AMA e quelle del Campionato mondiale. Generalmente le potenze erogate da questi propulsori sono dell'ordine dei 200 cv.
Nel 2008 il World Superbike Championship, seguito da molti campionati nazionali, ha cambiato il proprio regolamento per permettere l'ingresso dei bicilindrici da 1200cc ma con restrizioni maggiori rispetto alle quadricilidriche.
[modifica] Valore
[modifica] Moto
La Superbike è una vetrina molto importante per i costruttori di moto, forse anche più della MotoGP: essendo derivate dalle versioni da strada, il valore della vittoria aumenta il prestigio della casa produttrice, incrementando così le vendite. Nei paesi anglosassoni usano dire "Win on Sunday, Sell on Monday" ("Domenica vinci, Lunedì vendi").
I colossi giapponesi del settore, ossia Honda, Yamaha, Suzuki e Kawasaki s'impegnano da anni nella categoria, così come le italiane Bimota, Aprilia , Benelli, Mondial, MV Agusta e, in particolar modo, Ducati. La piccola azienda di Borgo Panigale è partita proprio dalla Superbike per costruire la sua fama, ed infatti la casa italiana è quella che vanta il maggior numero di vittorie (sia nelle gare singole che nei campionati mondiali costruttori).
[modifica] Piloti
Per quanto riguarda i piloti, quello che viene considerato il "re" della categoria è l'inglese Carl Fogarty, vincitore del titolo mondiale per ben 4 volte (1994, 1995, 1998, 1999) sempre in sella a una Ducati (916 per i primi 2 titoli e 996 per gli altri 2). Il bottino di Fogarty sarebbe potuto essere ancora maggiore se durante le prove della seconda gara della stagione 2000 non fosse incappato in un terribile incidente che lo costrinse al ritiro dalle corse a 34 anni.
Immediatamente dietro, a quota 3 titoli mondiali, troviamo proprio l'erede di Fogarty in Ducati, Troy Bayliss. L'australiano, arrivato in Ducati dal campionato AMA Superbike tra lo scetticismo generale, ha il record di aver trionfato per 3 volte con 3 Ducati diverse: nel 2001 con la 996, nel 2006 (dopo una parentesi in MotoGP) con la 999, ed infine nel 2008, anno del suo ritiro, con la 1098, all'età di 39 anni. Soprattutto, Bayliss è stato forse il campione più amato dagli appassionati della Superbike, unendo nel tifo "ducatisti" e non, grazie al suo spettacolare stile di guida ed alla sua generosità verso i tifosi.
Altri campioni che hanno lasciato un segno nella storia della Superbike sono stati gli americani Doug Polen, Colin Edwards e Ben Spies, l'australiano Troy Corser e l'inglese James Toseland.
[modifica] Storia
Nato nel 1988, durante il primo periodo degli anni '90, il campionato mondiale di SuperBike veniva considerato una sorta di cugino povero del famoso e affascinante Motomondiale, ma verso la fine del decennio la sua popolarità era andata via via crescendo. Al termine della stagione 2000 però, Yamaha ritirò la propria squadra ufficiale, per impegnare tutti i suoi sforzi economici sul progetto M1, e venne seguita, al termine della stagione 2002, da Honda e Kawasaki.
Questo impoverì il livello tecnico complessivo per il 2003 (presenti in maniera costante solo Ducati e Suzuki), ma grazie anche alle continue novità inserite nei regolamenti, come l'introduzione del fornitore unico di pneumatici (la Pirelli dal 2004) che ha messo tutti i piloti sullo stesso livello a vantaggio dello spettacolo, è riuscita a coinvolgere un numero sempre maggiore di spettatori. Anche le televisioni si stanno interessando molto a questo campionato: in Italia è trasmesso da La 7, con il commento di Luigi Vignando dalla cabina e Fabrizio Calia dai box affiancati nel 2009 da Mauro Sanchini , e da Nuvolari, dove è commentata da Giovanni Di Pillo, voce storica di tali gare sin dagli esordi.
[modifica] Gara
Le gare della Superbike possono essere paragonata alle gare di Turismo delle quattro ruote in cui si utilizzano automobili derivate da quelle di serie. Caratteristica peculiare che differenzia le gare di Superbike con quelle del motomondiale è la presenza della Superpole per decidere la griglia di partenza, avvenimento che avviene il sabato e al quale partecipano i 16 piloti più veloci durante le qualifiche del venerdì.
La "vecchia" Superpole era una modalità di qualifica particolarmente entusiasmante, in quanto il pilota aveva a disposizione un solo giro, ed in quello soltanto doveva dare il meglio per posizionarsi più avanti possibile nella griglia di partenza del giorno dopo. Dal 2009 la Superpole è cambiata, diventando più simile alle prove di qualificazione della Formula 1. I migliori 20 piloti delle prove ufficiali entrano in pista insieme per fare il miglior tempo. Al termine della prima qualificazione vengono eliminati i 4 piloti più lenti. Solo 16 piloti accedono quindi alla seconda sessione e, fra questi, solo i migliori 8 si contendono le prime due file della griglia di partenza durante la terza sessione. I piloti hanno a disposizione solo 2 gomme da tempo da poter utilizzare nelle qualifiche.
La seconda differenza concerne la presenza di due manche. In una stessa giornata si corrono quindi 2 manche sullo stesso circuito. Le due manche sono perfettamente identiche, hanno la stessa griglia di partenza e assegnano entrambe punti validi per la classifica generale.
| Per approfondire, vedi la voce Gara di Superbike. |
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