Geloso

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Logo della Società Anonima John Geloso (1954)
Radio Geloso d'epoca
Radio Geloso serie Sideral del 1965

La Geloso è stata una compagnia italiana produttrice di radio, televisori, amplificatori acustici, ricevitori amatoriali, apparecchi audio e componentistica elettronica. Fondata nel 1931 da John Geloso[1], con sede a Milano prima in via Sebenico e più tardi in un grande insediamento industriale in Viale Brenta 29.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1931 sull'esempio di quanto aveva visto per anni negli Stati Uniti dove aveva lavorato presso la Pilot, John Geloso iniziò a produrre a Milano scatole di montaggio per radioricevitori e amplificatori BF . Gran parte dei componenti con cui queste erano preparate venivano prodotti in azienda: Praticamente soltanto i tubi elettronici non vennero mai prodotti in azienda. Nel tempo vennero sviluppati nuovi progetti e brevetti. Durante il conflitto l'azienda produsse vario materiale per le forze armate oggi molto raro.

Dopo la seconda guerra mondiale, la Geloso si espanse e ampliò la sua produzione divenendo dal 1950 in poi un vero e proprio punto di riferimento dell'industria nazionale e degli appassionati e hobbysti di elettronica. Alla tradizionale produzione in scatole di montaggio vennero affiancati anche finalmente apparecchi finiti. Una particolare menzione meritano i ricevitori e trasmettitori radioamatoriali che incontrarono un gran successo di vendite in tutta Europa. In gergo radioamatoriale la Geloso veniva chiamata affettuosamente "il noto marchio".

I tanti altri prodotti con il marchio Geloso erano conosciuti e apprezzati in Italia e all'estero. Si trattava di prodotti innovativi, di buona qualità, ben realizzati e soprattutto dal prezzo contenuto. La produzione imponente spaziava dai radioricevitori, amplificatori, registratori a nastro chiamati pero' con la denominazione "magnetofono" depositata dalla Castelli (celebre il portatile economico "Gelosino" ), televisori BN, scatole di montaggio, strumentazione professionale da laboratorio ecc, ma anche componenti come condensatori, resistenze, potenziometri, deviatori, connettori, trasformatori, microfoni, ecc. Da notare che la folta produzione di magnetofoni veniva eseguita presso gli stabilimenti della Castelli che apponeva sui prodotti il marchio Geloso, che poi ne curava la distribuzione e vendita. Importante fu la produzione di altoparlanti elettrodinamici per uso cinematografico prima del conflitto, nonché la produzione di trombe e relativi driver per la sonorizzazione di piazze e stadi. Nell'arco degli anni 60 vi furono alcuni altoparlanti non prodotti dalla Geloso forniti dalla ditta genovese IREL [2]; ma dal 1962 la Geloso produsse in proprio vari altoparlanti (radio e HIFI) di ottima qualità. L'ultimo periodo di attività vide ampliarsi molto l'offerta con prodotti anche inediti. Tra questi i "lampioni sonori" per pubblica illuminazione contenenti un altoparlante per la diffusione di musica. Non fecero però in tempo a trovare gran diffusione perché l'ora della fine si stava avvicinando.

Il Bollettino Tecnico Geloso[modifica | modifica sorgente]

John Geloso era considerato un valido uomo d'affari, ma voleva anche condividere la sua passione per l'elettronica. Creò pertanto nel 1932 Il Bollettino Tecnico GELOSO, una pubblicazione trimestrale gratuita, che non solo conteneva tutte le informazioni per la riparazione e la messa a punto delle sue apparecchiature, ma anche e soprattutto, aggiornamenti, consigli, istruzioni, data sheet, schemari e tutto ciò che era necessario alla formazione dei tecnici e degli appassionati dell'epoca, in anni in cui non c'erano centri di formazione e le scuole di elettronica erano rarissime.

Questi bollettini hanno avuto il merito di diffondere, in modo semplice e chiaro, la conoscenza a persone che altrimenti non avrebbero avuto alcuna possibilità di sviluppare la loro passione, e si possono facilmente descrivere come la nascita dell'open hardware, in un momento in cui le documentazioni tecniche erano tenute gelosamente segrete.

I kit di montaggio[modifica | modifica sorgente]

Il contributo della Geloso alla conoscenza e divulgazione della radiotecnica fu notevole, grazie soprattutto ai kit di montaggio. Il kit permetteva di costruire un televisore o un radioricevitore, partendo praticamente da zero. Si cominciava con dei telai di metallo su cui si installavano i componenti. Altri kit pre-montati e tarati concludevano e facilitavano l'opera.

Poi, grazie alle istruzioni dei bollettini, si passava alla taratura dell'insieme. Infine era disponibile anche il mobile, di legno naturalmente, le manopole, i tasti ecc., tutto marcato Geloso.

La fine[modifica | modifica sorgente]

Alla morte nel 1969 di John, la Geloso era un impero di otto stabilimenti di produzione, con una capillare ed efficiente catena di vendita. La Geloso S.p.a. continuò però la produzione fino al 1972, anno in cui chiuse definitivamente[3].

Le ragioni della chiusura furono molte, principalmente la concorrenza estera più agguerrita, ma anche inefficace conduzione aziendale, problemi riconducibili alle lotte sindacali, molto forti a quel tempo, oltre ad una pesante esposizione bancaria della fabbrica.

Emblematica la coeva definizione di "Neo da estirpare" data da Vittorio Valletta (persona notoriamente legata a Mediobanca), nei riguardi del settore elettronico della Olivetti[4].

Attualmente la Paso S.p.A. è titolare della proprietà intellettuale, marchi e brevetti della Geloso.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ J. Geloso, radiomar.net. URL consultato il 3 febbraio 2010.
  2. ^ Per l'esattezza si trattava di due modelli di tweeter, indicati come SP 201 e TW 109 che furono inseriti anche nel catalogo componenti Geloso.
  3. ^ La storia dell'Ing. Giovanni Geloso, fracassi.net. URL consultato il 3 febbraio 2010.
  4. ^ Adriano Olivetti, La Storia siamo noi. URL consultato il 3 febbraio 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]