Galleria nazionale dei Selachoidei

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Galleria Nazionale dei Selachoidei - GNS
Tipo Scienze Naturali: Zoologia (dedicato ai Chondrichthyes)
Data fondazione gennaio 2005
Fondatori Carbone L. +
Indirizzo Corso Umberto I, 131 Avellino, Italia
Direttore Lorenzi D.

La galleria nazionale dei Selachoidei (più conosciuta con l'acronimo GNS), è un museo scientifico allestito nella città di Avellino, riguardante l'ittiologia, più propriamente dedicato ai Pesci cartilaginei o Chondrichthyes.

Informazioni essenziali[modifica | modifica sorgente]

Dati storici[modifica | modifica sorgente]

La GNS è stata progettata nel 2000. Dopo l'interessante mostra, allestita presso il Museo Zoologico degli Invertebrati di Avellino "A contatto con gli squali" nel 2004, si è accelerata l'apertura al pubblico della Galleria, che è avvenuta nel gennaio 2005.

Trasferimento alla nuova sede[modifica | modifica sorgente]

Attualmente la GNS è in fase di trasferimento alla nuova sede di Corso Umberto I, nel centro storico di Avellino. In questa sede sarà collocata anche la Biblioteca GNS. Nel progetto della nuova sistemazione una sala sarà dedicata ad ospitare degli squali e batoidei vivi mantenuti in acquari.

Esposizioni[modifica | modifica sorgente]

La GNS è dedicata al mondo degli squali e dei loro parenti più prossimi (Chimere e Batoidea), la maggioranza dei reperti esposti sono appartenenti all'ordine dei Selachoidei.[1]

Attualmente espone al pubblico reperti (squali imbalsamati, mascelle, denti, campioni anatomici, etc.) di specie appartenenti agli otto sottordini viventi, con circa 100 specie di squali fra mediterranee e tropicali.

Recentemente è stata aggiunta una piccola collezione di Holocephali o Chimere, che fra i reperti del Mediterraneo possiede un esemplare femmina pescato a Manfredonia (FG) il 14/05/2009, si tratta di uno dei pochi esemplari provenienti dal Mar Adriatico riaccolti o avvistati.[2]

Collezioni[modifica | modifica sorgente]

  • Una collezione significativa è quella degli squali sega della famiglia Pristiophoridae, unica in Italia. Questi squali sono riconoscibili per la sega fornita di due baffi, da non confondere con i pesci sega che appertengno all'ordine Rajiformes e alla famiglia Pristidae.
  • Una collezione particolare è quella degli "Squali del Giappone" con reperti provenienti dall'Isola di Okinawa, Kochi, Kagoshima.

Servizi[modifica | modifica sorgente]

Didattica[modifica | modifica sorgente]

Per le scuole e i gruppi di persone la galleria realizza appositi percorsi didattici.

Diversabilità[modifica | modifica sorgente]

Per le persone disabili, invece, c'è l'opportunità di fare visite guidate tattili con reperti originali.

Biblioteca[modifica | modifica sorgente]

La Biblioteca GNS "Lauretana Carbone" è la biblioteca allestita presso la Galleria nazionale dei Selachoidei, riguardante esclusivamente i Pesci cartilaginei o Chondrichthyes, attualmente unica nella sua specializzazione in Italia. Questa biblioteca è dedicata alla fondatrice dell'ICMZ Luretana Carbone.

La Biblioteca GNS ha lo scopo di fornire al fruitore una panoramica delle principali pubblicazioni dedicate ai Pesci Cartilaginei edite in Italia e, più in generale, in Europa e nel mondo.

I testi, sia in lingua italiana che in lingue straniere , sono stati selezionati da un'equipe composta da: biologi, ittiologi, naturalisti ed esperti in letteratura per l’infanzia e l’adolescenza, dando particolare predilezione ai cataloghi di specie (sia regionali che globali), ai libri di carattere scientifico (soprattutto ittiologico e biologico), ai testi fotografici e di informazioni scientifiche, fino ai testi per i ragazzi e per l’infanzia. I materiali di questa biblioteca sono distinti in tre sezioni.

Sezione "Generale" (prima)[modifica | modifica sorgente]

Comprende libri e opuscoli di consultazione, principalmente a carattere scientifico, cataloghi di specie generali, cataloghi di specie dedicati a zone particolari del mondo (esempio Mediterraneo o Australia), testi fotografici, monografie (esempio squali bianchi o squali martello, o ancora reperti fossili di squali). In questa sezione "Generale" la maggioranza dei testi sono in lingua inglese ed italiana (ci sono anche libri in tedesco, in spagnolo e in francese).

Sezione "Infanzia e ragazzi" (seconda)[modifica | modifica sorgente]

C’è una sezione di testi per i più piccoli (libri per l'infanzia e per ragazzi), con libri illustrati, interattivi e in 3D in lingua: italiano (la maggioranza), inglese e francese.

Sezione "Cineteca Documentaristica" (terza)[modifica | modifica sorgente]

La sezione “Cineteca Documentaristica in dvd” (audiovisivi) possiede una collezione di materiali in lingua italiana, inglese e spagnola, nello specifico tutti i titoli sugli squali usciti in lingua italiana in formato Dvd e documentari in lingua italiana della “National Geographic”, della "Discovery Channel" e della "BBC".

Attività[modifica | modifica sorgente]

La Biblioteca mantiene relazioni di carattere scientifico ed informativo con istituzioni, nazionali ed internazionali, ad essa affini. Inoltre, promuove ed organizza rapporti di scambio culturale con altri enti e favorisce tutte le attività utili allo studio e alla ricerca per i propri utenti (in particolar modo per gli studenti ed i ricercatori).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A.A.V.V., "Galleria Nazionale dei Selachoidei", in Tra arte e scienza. I musei privati di Avellino, ACO Avellino 2012, pp. 4–6.
  • Associazione Culturale ACO, "Galleria Nazionale dei Selachoidei", in Musei Avellino 2007, ACO Avellino, 2007, pp. 2.
  • Associazione Culturale ACO, "Galleria Nazionale dei Selachoidei", in Musei della città di Avellino, ACO Avellino 2009, pag.2.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Secondo alcuni autori si tratta di un ordine a cui apparterrebbero come sottordini gli otto ordini di squali esistenti: Erich Abel, Rupert Riedl, Selachoidei in Fauna e flora del Mediterraneo, Padova, Franco Muzzio Editore, 1991, ISBN 8870215733.
  2. ^ "Nell'Adriatico sono state, fino ad oggi [1991], segnalate due catture: una avvenuta il 7 gennaio 1927, e un'altra il 28 giugno del 1951." Francesco Costa, Chimera in Atlante dei pesci dei mari italiani, Milano, Mursia, 1991, ISBN 884253188X.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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