Torre del Greco

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Torre del Greco
comune
Torre del Greco – Stemma
Torre del Greco – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Napoli-Stemma it.png Napoli
Sindaco Pasquale Manzo (Commissario Prefettizio) dal 06/02/2014
Territorio
Coordinate 40°47′07″N 14°23′43″E / 40.785278°N 14.395278°E40.785278; 14.395278 (Torre del Greco)Coordinate: 40°47′07″N 14°23′43″E / 40.785278°N 14.395278°E40.785278; 14.395278 (Torre del Greco)
Altitudine 43 m s.l.m.
Superficie 30,66 km²
Abitanti 85 382[1] (31-08-2013)
Densità 2 784,8 ab./km²
Frazioni Camaldoli della Torre, Lava Nuova, Leopardi, Santa Maria la Bruna
Comuni confinanti Ercolano, Torre Annunziata, Trecase, Boscotrecase, Ottaviano
Altre informazioni
Cod. postale 80059. Il CAP 80040 è stato in uso per le due frazioni sino a ottobre 2006
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063084
Cod. catastale L259
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti Torresi - Corallini
Patrono Beata Vergine Maria Immacolata e San Gennaro
Giorno festivo 8 dicembre e 19 settembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Torre del Greco
Posizione del comune di Torre del Greco nella provincia di Napoli
Posizione del comune di Torre del Greco nella provincia di Napoli
Sito istituzionale

Torre del Greco (Torre 'o Grieco in napoletano[2] e Torre 'u Grieco o semplicemente 'a Torre in torrese) è un comune italiano di 85 382 abitanti[1] della provincia di Napoli in Campania.

È il secondo comune non capoluogo di provincia più popoloso d'Italia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Torre del Greco è situata nelle immediate vicinanze del parco nazionale del Vesuvio, tra il Vesuvio e il golfo di Napoli.

Toponomastica[modifica | modifica sorgente]

L'antica denominazione della città era quella di Turris Octava, riferita probabilmente ad una torre eretta da Federico II di Svevia[3]. Il suo scopo era l'avvistamento dei nemici[4], nella fattispecie dei Saraceni, ed era l'ottava torre di questo tipo a partire da Napoli, o forse da essa distava otto miglia.[5] Secondo un'altra ipotesi[6] il nome deriverebbe da una villa appartenente ad Ottaviano Augusto.

La prima attestazione del toponimo attuale rimonta invece al XIV secolo[7] e si ritrova in un diploma dell'anno 1324 di Carlo, duca di Calabria.

Risulta pertanto cronologicamente errata la ricostruzione dello storico locale Francesco Balzano[8]. In accordo con essa, alla Regina Giovanna fu fatto dono da parte di un eremita di alcune piante d'uva di provenienza ellenica, ed il vino da esse ricavato, dal sapore particolarmente dolce, incontrò i favori della monarca, sicché tale viticoltura si diffuse coposiamente.

Tuttavia, secondo Lorenzo Giustiniani, erudito napoletano vissuto tra il Settecento e l'Ottocento che si occupò di redigere un corpus in tredici volumi sul Regno di Napoli, sembra comunque corretto[9] legare il nome della città alla ingente produzione del cosiddetto vino greco. Detta produzione, però, si sarebbe propagata già in epoca antecedente al regno della sovrana angioina.

Storia[modifica | modifica sorgente]

In epoca romana, come testimoniano numerosi reperti archeologici, Torre del Greco era probabilmente un sobborgo residenziale di Ercolano. Qui erano sorte numerose ville che godevano dall'amenità dei luoghi e dalla posizione centrale all'interno del golfo di Napoli.

Proprio come accadde con Ercolano, Pompei, Stabia e Oplonti, la devastante eruzione del Vesuvio del 79 d.C. sconvolse anche questi luoghi, fino a rimodellarne l'intero suolo e respingere il mare per oltre 500 metri.

La protostoria della città si confonde con quella di Sora e Calastro, il cui nome sopravvive in due delle attuali contrade: nel 535, infatti, gli abitanti di questi villaggi furono trasferiti a Napoli dal generale bizantino Belisario per ripopolare la città dopo il sacco che aveva subito.[10]

I Saraceni si insediarono nel territorio nell'880, con il permesso del vescovo di Napoli Atanasio, dal quale furono successivamente trasferiti ad Agropoli due anni dopo.[11]

La città in seguito fu presa dagli Svevi e, a partire dal Quattrocento, subì le vicende del Regno di Napoli, divenendo parte del demanio reale. Il re Alfonso I ne cedette poi il possesso alla famiglia Carafa, senza diritti feudali.

Nel 1631 un'eruzione di proporzioni ingenti distrusse tutto il versante a mare del Vesuvio: Torre del Greco venne invasa da torrenti fangosi e da grandissimi flussi lavici, dei quali uno in particolare generò le scogliere della Scala.

Il 18 maggio 1699 la città riacquistò il diritto di possesso del suo territorio con un atto di compravendita dall'ultimo dei proprietari, il marchese di Monforte, per 106.000 ducati e dopo questa data si ebbe una fioritura del commercio marittimo, mentre la flottiglia peschereccia dell'epoca contava 214 imbarcazioni, dedite alla raccolta delle spugne, del corallo e delle conchiglie. In quest'epoca si cominciò la lavorazione del corallo, divenuta poi tradizionale.

Tra il XVII e il XVIII secolo, in epoca borbonica, vi furono edificate diverse ville signorili dell'area vesuviana: le ville del Miglio d'oro, che conservano ancora oggi splendidi esempi di architettura settecentesca.

Il Comune di Torre del Greco è stato poi travolto nel 1707 dalla caduta abbondante di piroclasti del Vesuvio, insieme ai comuni di Scafati, Striano e Boscotrecase, con danni alle coltivazioni e centinaia di feriti.

L'eruzione del Vesuvio del 1794 seppellì il centro storico sotto uno spessore lavico di circa 10 metri. Numerose altre eruzioni avevano provocato nei secoli ingenti danni alla città: e dinfatti sullo stemma municipale, che comprende una torre, è riportato il motto della fenice: Post fata resurgo.

Pietro Antoniani Eruzione del Vesuvio vista da Torre del Greco

La città divenne municipio sotto la dominazione di Giuseppe Bonaparte nel 1809 con l'elezione del primo sindaco Giovanni Scognamiglio. Sotto la dominazione di Murat diventò, insieme alla vicina Portici, la terza città del Regno di Napoli, dopo Napoli e Foggia, con 18.000 abitanti, malgrado le ripetute eruzioni vulcaniche che, anche nel XIX secolo, avvenivano quasi ogni due anni[12].

Società[modifica | modifica sorgente]

Come si evince dalla tabella Torre del Greco è tra i 5 comuni della Campania più popolati:

Comune Provincia Abitanti[13] Maschi  % Femmine  %
Napoli NA 958.139 454.331 47,4% 503.808 52,6%
Salerno SA 131.763 61.521 46,7% 70.242 53,3%
Giugliano in Campania NA 110.608 54.201 49% 56.407 51%
Torre del Greco NA 85.310 41.285 48,4% 44.025 51,6%
Pozzuoli NA 80.789 39.159 48,5% 41.630 51,5%
Panorama della città

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[14]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Torre del Greco ha una popolazione distribuita su due centri abitati, confinanti senza soluzione di continuità: il capoluogo, omonimo, e la frazione di Santa Maria la Bruna che comprende la contrada Leopardi, (così chiamata in onore del poeta che vi soggiornò nell'ultimo periodo della sua vita) e la contrada Palazzone, che deve il nome alla presenza di un enorme edificio un tempo sede della guarnigione borbonica addetta al controllo della zona di caccia tra Villa Inglese e Via Prota.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Santa Maria la Bruna[modifica | modifica sorgente]

È un insediamento di tradizione prevalentemente agricola, nonostante la vicinanza con il mare, che ha avuto una considerevole espansione negli anni settanta. Si trova a sud-est della città ed è servita dall'omonima stazione della linea ferroviaria Napoli-Salerno, che ospita anche le officine FS.

Quartieri, contrade, zone e rioni[modifica | modifica sorgente]

  • Lava Nova detto anche "ncoppa â lava nova": è una zona della contrada Scappi, così chiamata perché costruita al di sopra della lava dell'ultima eruzione vesuviana del 1794.
  • Via Nova: zona che prende il nome, come in molte altre cittadine della provincia di Napoli, dalla via di "circumvallazione"[15], costruita durante il ventennio fascista.
  • Vesuviana: zona situata a ridosso della stazione "Torre del Greco" della ferrovia Circumvesuviana.
  • Camaldoli: zona situata sul "colle di Sant'Alfonso", ovvero "u Monte".
  • Fiorillo: zona che prende il nome dalla omonima strada che segna il confine tra Torre del Greco ed Ercolano.
  • Santa Teresa: zona tra la chiesa di Santa Maria del Popolo e la zona Fiorillo, che comprende la chiesa ed il convento dei frati di Santa Teresa degli Scalzi, dal quale prende il nome.
  • Litoranea: in napoletano "abbasc â litorania", zona corrispondente al lungomare, aperta al traffico nel corso dell'estate del 1958.
  • Portosalvo: piccolo borgo marinaro, in cui si trova la parrocchia di Santa Maria di Portosalvo, il locale circolo nautico, la sede staccata della locale capitaneria di porto e le attività economiche legate alla nautica. È diviso in: "Scarpetta", "Banchina", "Spiaggia del Fronte" e "Porto", nomi locali di quattro aree del porto di Torre del Greco. La "Scarpetta" è la diga frangiflutti di levante; termina con il fanale verde delimitante l'imboccatura del porto, costruita su una lingua sottomarina di roccia lavica che si allunga verso il mare in direzione ortogonale alla linea di costa; la "Banchina" è il punto all'interno del porto dove trovano spazio per poter ormeggiare i natanti da pesca e da diporto; la "Spiaggia del Fronte" costituisce la zona tra la banchina ed il braccio della diga foranea, anche detta "'nterra â rena", dove sono ubicati i più antichi cantieri navali di Torre del Greco e la Sede della sez. LEGA NAVALE ITALIANA; il "Porto", nel linguaggio locale indica la diga foranea o "frangiflutti di ponente", sulla cui estremità è posto il fanale rosso delimitante, in coppia con il fanale verde della "diga frangiflutti di levante", l'accesso del porto.
  • La Ripa: zona nodale tra Torre del Greco centro, ovvero "'Ncopp'â ripa" e Torre del Greco bassa, ovvero "sott'â ripa". Il sopra ed il sotto sono messi in comunicazione dalle utilizzatissime "Scale della ripa" tra Via Comizi e Via Fontana.
  • Sopra De Nicola: è una zona residenziale nella quale vi è la villa acquistata dall'avvocato napoletano Enrico De Nicola e dove quest'ultimo morì.
  • Contrada Calastro: situata a ponente del porto, sede di storici cantieri navali e di alcuni stabilimenti balneari.
  • Contrade "Montedoro", "Scappi" e "Bianchini", di origine agricola e attualmente zone residenziali suburbane, occupano l'area a metà distanza tra il Vesuvio ed il centro della città.
  • Contrada Leopardi: così chiamata in onore del poeta che vi abitò tra l'estate del 1836 e l'inverno del 1837 nella villa Carafa-Ferrigni, attualmente chiamata "Villa delle Ginestre".
  • Contrade "Sant'Antonio", "Cappella Carotenuto o Lamaria", "San Vito", "Epitaffio", "Lava Troia", "Ponte della Gatta", "Torretta Fiorillo", "Casa Cirillo", "Viuli", "Villa Inglese" e "Palazzone" sono antiche contrade inglobate nella cittadina a seguito della moderna espansione urbanistica, di cui restano oggi solo i toponimi.

La contrada "Leopardi" e le zone di "Palazzone", "Viuli", "Villa Inglese", "Casa Cirillo", "Cappella Nuova," "Camaldoli", "Torretta Fiorillo" e "Ponte della Gatta" sono ubicate nella frazione di Santa Maria La Bruna. ."ncopp i fierr" :è un quartiere che va dalla strada di 'San Giuseppe alle Paludi' a 'Sott a rip' chiamato così per la presenza di ringhiere che ne delimitano il passaggio carrabile da quello pedonale.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Aree archeologiche[modifica | modifica sorgente]

L'area di maggior interesse archeologico, risalente al I secolo d.C., è la "contrada Sora", caratterizzata da resti della Villa Sora, probabilmente posseduta dalla famigli Flavia. Annesso alla villa, vi è un complesso termale, ora praticamente sulla spiaggia torrese. L'attenzione sul sito fu posta alla luce dal Gruppo Archeologico Torrese "G. Novi". Fu redatto anche una pubblicazione in merito dal titolo "Reportage archeologico a Villa Sora". L'attenzione messa in essere dal G.A.T. coinvolse anche l'allora direttore degli Scavi di Ercolano, e grazie alla Banca di Credito Popolare e ad un contributo dell'Amministrazione Comunale fu possibile effettuare uno scavo. Oggi, ciò che è possibile osservare in contrada Sora è frutto di quell'attività di ricerca.

In zona "Colle dei Camaldoli" esistono i ruderi di una villa rustica e in "contrada Calastro" altre presenze archeologiche testimoniano l'esistenza di un suburbio cittadino. Tutto ciò fu sempre catalogato e ritrovato grazie all'attività di campo dell'Gruppo Archeologico Torrese, che, tra le altre cose, rinvenì anche dei ruderi in Contrada Scappi. Mentre in zona porto si possono trovare le famosissime Cento Fontane

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

Luoghi di culto[modifica | modifica sorgente]

Le chiese di Torre del Greco furono spesso riedificate su edifici più antichi, distrutti nel corso dei secoli dalle eruzioni laviche del Vesuvio. Tra questi:

E i vari Istituti religiosi, fra i quali:

  • Monastero degli Zoccolanti, edificato sulle vestigia di un precedente complesso monastico nel Cinquecento. All'interno del chiostro sono rappresentati in 28 pannelli affrescati, episodi della vita e della predicazione di Francesco d'Assisi
  • Convento delle Adoratrici dell'Addolorata e della Santa Croce
  • Convento delle Suore Benedettine di Santa Geltrude
  • Convento dei Frati Carmelitani Scalzi con la relativa chiesa di Santa Teresa (nel territorio parrocchiale di S. Maria del Popolo).

Le Ville vesuviane[modifica | modifica sorgente]

Tra le ville che sorsero nella zona tra il XVII e il XVIII secolo sono da citare:

Dipinto della città del 1848, di Aleksandr Andreevič Ivanov

I giardini pubblici sono stati intitolati a Vincenzo Ciaravolo, marinaio morto nel Mar Rosso, che scelse, durante l'affondamento della nave su cui navigava, di sacrificare la propria vita pur di non abbandonare il suo comandante che era rimasto a bordo.

Musei[modifica | modifica sorgente]

La città ospita due musei dedicati al corallo: uno storico all'interno dell'"Istituto statale d'arte Francesco Degni " e l'altro più piccolo e privato, con la collezione Liverino. Dal 2006 presso la Pro Loco è visitabile un piccolo Museo Del Gioco e del Giocattolo d'epoca. Dal 2010 la sezione locale della Lega Navale Italiana ha insediato il Museo della Marineria nei pressi della zona porto, più precisamente nei locali della stazione ferroviaria F.S.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Città leopardiana[modifica | modifica sorgente]

Ritratto di Giacomo Leopardi

Torre del Greco si fregia del titolo di Città Leopardiana. Giacomo Leopardi soggiornò a Torre del Greco poco prima della sua morte ed ivi compose: La Ginestra e Il tramonto della Luna.

Festa dei Quattro Altari (a fest ri quatt altar)[modifica | modifica sorgente]

Nata come festa ricadente nell'ottava giornata dopo il Corpus Domini, per questo anche chiamata "Festa dell'Ottava" che in dialetto locale viene indicata come "A festa 'i ll'uttava". Si racconta, sebbene in realtà la città non fosse mai stata sottoposta a dominio feudale, che nel corso della giornata del "Corpus Domini" del 1699, il popolo torrese a fronte di enormi sforzi economici e notevoli sacrifici, acquisiva il territorio cittadino dal nobile Marchese di Monforte. Per quanto detto, in occasione dei festeggiamenti, per la raggiunta nuova condizione civico-sociale della città, che ebbero luogo nell'ottava giornata dopo il Corpus Domini, per poter dare più importanza e solennità alla festa e per dimostrare lo stato di perdurante ricchezza della popolazione torrese, in quattro punti importanti della città, come di seguito indicato, vennero costruiti quattro altari ovvero "are", il primo di questi altari sorgeva, sotto "a la ripa" ovvero nell'attuale Via Principal Marina, presso quello che al momento viene definito "Largo di Pezzettella", il detto altare risultava chiaramente visibile da Via Noto, da Piazza Santa Croce e da Via Comizi; il secondo sorgeva nella via dei commercianti, oggi via Roma, angolo via Salvator Noto; il terzo veniva eretto, nella piazza più antica di Torre del Greco, ovvero Piazza Luigi Palomba; il quarto, il più popolare, in corso Umberto I ('ncoppa â Guardia). Il primo citato, quello della zona "di vasciammare, comunemente identificato come " Ardare 'i fravica ", in quanto veniva realizzato totalmente in muratura, ecco perché di "fabbrica", sull'intonaco della stessa muratura, con la tecnica dell'affresco, autorevoli artisti locali, in tutte le epoche, venivano chiamati ad affrerscare soggetti relativi alla cultura locale e religiosa. Uno dei più autorevoli di questi fu il Maestro Nicola ASCIONE detto "Don Niculino Ascione", il quale, per le sue non comuni capacità artistiche, fu chiamato ad affrescare la Basilica Pontificia di Pompei. Lo stesso Maestro Nicola Ascione fu per parecchi anni docente presso l'Accademia Belle Arti.

Festa dell'Immacolata[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Festa dell'Immacolata a Torre del Greco.

La festa dedicata alla Madonna, a cui assistono centinaia di fedeli e spettatori provenienti da ogni parte.

Dialetto torrese[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto torrese.

Persone legate a Torre del Greco[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Il principale sport in città è il calcio, dove la Turris ha militato per più di 30 anni nei campionati professionistici conquistando un'ottima reputazione regionale. Molto seguìta negli anni precedenti è stata la squadra cittadina di pallamano Olimpia La Salle che ha conquistato buonissimi risultati per poi sciogliersi verso la fine degli anni novanta. Nella stagione 2009-2010 è ritornata e si è iscritta al campionato di serie C maschile.

Negli ultimi anni anche il basket sta avendo un'ottima crescita di pubblico e di risultati.

Lo sport del rugby è presente a Torre del Greco fin dal 1965, e quindi la città può vantare in questo sport una lunga tradizione che la pone certamente nell'ambito delle più antiche società dell'Italia meridionale, dopo Napoli, Catania, Messina e Salerno. Anche a livello di risultati sportivi si può annoverare, in questo sport, tra le prime dieci del sud; in particolare, oltre diversi atleti militanti nelle nazionali giovanili e nelle massime serie nazionali, ha dato al settore arbitrale un fortissimo apporto con due dei massimi arbitri italiani ed un commissario internazionale. Tra questi, il miglior arbitro italiano di oggi, Carlo Damasco.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Calcio a 5[modifica | modifica sorgente]

  • Turris Octava - Serie C1
  • 'Parco città - Serie D

Basket[modifica | modifica sorgente]

  • Torre del Greco Basket - serie D
  • C.S.S.D. Angioletti

Pallamano[modifica | modifica sorgente]

  • Olimpia La Salle - Militante in Serie C Maschile dalla stagione 2009-2010.

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

  • BravaTorre
  • A.S.D Angioletti
  • Parco Città Arcobaleno

Rugby[modifica | modifica sorgente]

  • Amatori Rugby Torre Del Greco 1965 - Serie C

Judo[modifica | modifica sorgente]

  • New Olimpic Center
  • Palestra Antares

Karate[modifica | modifica sorgente]

  • Pal. Jumping

Hockey[modifica | modifica sorgente]

  • Fortitudo Torre del Greco 1975 - serie A femminile

Economia[modifica | modifica sorgente]

Torre del Greco è nota nel mondo soprattutto per la lavorazione artigianale dei coralli, dei cammei e della madreperla[16]. Questa tradizione artistica, sviluppatasi a partire dal XVII secolo è ancora oggi tramandata dall'antica Scuola d'incisione e lavorazione del corallo annessa all'omonimo Museo.

Ai corallai si affiancarono istituti di assistenza economica e assicurativa, divenuti legali nel 1825. Il 19 aprile 1888 sorse la Banca di Credito Popolare di Torre del Greco, ancora attiva con oltre 64 filiali da Formia e tutto il basso Lazio fino a Salerno.

È presente un'importante industria armatoriale, erede dei pescatori di corallo, con sei grandi società di navigazioni ("Deiulemar", "Giuseppe Bottiglieri di Navigazione", "Fratelli D'Amato", "Di Maio & Partners", "Perseveranza", "Bottiglieri - De Carlini - Rizzo") e altre di minore importanza. Nel 2012 il fallimento della Deiulemar ha messo in crisi l'intera economia cittadina, visto il coinvolgimento, come obbligazionisti della società, di più di 10000 famiglie torresi; precedentemente, sempre nel settore dell'armatoria, c'era già stato il fallimento della Di Maio Line[17].

Attività lavorative ed economiche prevalenti sono: Il lavoro marittimo, i cantieri navali siti sul porto, il centro di manutenzione delle Ferrovie dello Stato a Santa Maria la Bruna, laboratori orafi e del corallo e aziende florovivaistiche di media e piccola estensione.

Tra gli anni tra i cinquanta e settanta Torre del Greco rappresentava il maggiore serbatoio di forza lavoro legato alle grandi navi, sia da passeggeri che da carico. I marittimi iscritti superavano le 30.000 unità, creando uno stato di agiatezza e di ricchezza che ancora oggi risulta essere unico nella storia del lavoro marittimo ed industriale in Italia. Oggi a seguito di strutturali mutamenti avvenuti nell'ambito nazionale ed internazionale, questo settore riesce ad occupare solamente circa 6.000 lavoratori.

Istituzioni per la sicurezza[modifica | modifica sorgente]

Torre del Greco è sede di Commissariato di P.S. diretta da un Primo Dirigente della Polizia di Stato, un comando di compagnia e due comandi di stazione dei carabinieri, diretti da un capitano, un comando di compagnia della guardia di finanza, diretta da un capitano, ed un comando stazione del Corpo Forestale dello Stato. Oltre alle forze dell'ordine statali è presente il Comando di Polizia Locale con funzioni di Polizia Giudiziaria, Polizia Amministrativa, Vigilanza Edilizia, Polizia Ambientale, Polizia Stradale e Pubblica Sicurezza ausiliaria.

Sono inoltre presenti alcune associazioni di volontariato, che talvolta danno il loro contributo a particolari eventi o calamità naturali, tra cui un gruppo di volontari della protezione civile I.R.T. siti all'interno del complesso comunale distaccato dei Molini Meridionali Marzoli.

Per quanto attiene alla sicurezza in mare, il demanio ed il lavoro marittimo a Torre del Greco ha sede una capitaneria di porto, con compiti di tutela della sicurezza della navigazione e della vita umana in mare. Il suo comandante è anche capo del compartimento marittimo di Torre del Greco il quale con il grado di Capitano di Fregata ovvero Tenente Colonnello, è riconosciuto Comandante del presidio Militare. Il compartimento ha competenza sul litorale di Portici, Ercolano e della stessa Torre del Greco oltre che sul comune di San Giorgio a Cremano ed i comuni della provincia di Benevento.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sindaci di Torre del Greco dal 1944[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1944 1946 Francesco Brancaccio sindaco
1946 1950 Crescenzo Vitelli sindaco
1950 1950 Antonio Brancaccio sindaco
1950 1951 Amerigo Liguori sindaco
1950 1952 Pietro Palomba sindaco
1952 1956 Francesco Coscia sindaco
1956 1957 Ubaldo Nardi sindaco
1957 1957 Mario Rotondi sindaco
1957 1957 Bartolomeo Mazza sindaco
1957 1958 Leonardo Mazza sindaco
1958 1961 Raffaele Capano sindaco
1961 1965 Antonio Magliulo sindaco
1965 1966 Raffaele Capano sindaco
1966 1969 Pasquale Accardo sindaco
1969 1974 Ciro Ferrer sindaco
1974 1975 Tommaso Borrelli sindaco
1975 1979 Pasquale Accardo sindaco
1979 1985 Mario Auricchio sindaco
1985 1988 Antonio F. Mennella sindaco
1988 1990 Francesco Palomba sindaco
1990 1993 Salvatore Polese sindaco
1993 1993 Ferdinando Amoroso commissario prefettizio
1993 1994 Antonio Cutolo sindaco
1994 1995 Ferdinando Amoroso commissario prefettizio
1995 1998 Antonio Cutolo sindaco
1998 1998 Emilio De Luca commissario prefettizio
1998 2001 Romeo Del Giudice sindaco
2001 2002 Giovanni Balsamo commissario prefettizio
2002 2005 Valerio Ciavolino sindaco
2005 2006 Carlo Alfiero - Narcisa Brassesco - Luigi Colucci commissione straordinaria
2006 2006 Valerio Ciavolino sindaco
2006 2007 Ennio Blasco commissario prefettizio
2006 2007 Giuseppe Giordano commissario prefettizio
2007 2012 Ciro Borriello sindaco
2012 2014 Gennaro Malinconico sindaco
2014 2014 Pasquale Manzo commissario prefettizio
2014  ? Elezioni 25 Maggio 2014 sindaco

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Dal 1883 esiste a Torre del Greco un lascito, legato alla volontà testamentaria di un sacerdote del tempo, finalizzato al sostegno del matrimonio di "donzelle bisognose"[18]. Nel 2010, la pubblicazione on line del bando[19] collegato alla donazione (Premio Maritaggio a favore di fanciulle bisognose) ha suscitato critiche, soprattutto da parte dell'UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti), in quanto il "premio maritaggio" è esclusivamente riservato alle coppie cattoliche[20]. Fra i tanti documenti richiesti per poter usufruire del lascito, attualmente gestito dal Comune, vi è infatti anche il certificato di buona condotta morale e civile dello sposo e della sposa rilasciato dalla chiesa[21].

ECA e LASCITO Sac. Raffaele SANNINO

Gli "Enti comunali assistenza"(ECA) furono istituiti con legge del 1937, scorporando dalle "Congregazioni di Carità", preesistenti, le funzioni di assistenza ai bisognosi.Questo fu l'avvio dell'assistenza sociale da parte dello Stato, attraverso queste istituzioni locali, il cui Consiglio di Amministrazione veniva nominato dal Consiglio Comunale. L'ECA di Torre del Greco ereditò dalla Congrega di Carità il lascito del sac.Raffaele Sannino, costituito dall'immobile in Largo Costantinopoli(Caserma Carabinieri, negozio generi alimentari e panificio Tarantino), oltre a titoli di Stato, censi e indennità di esproprio da riscuotere per locale al Porto. Nel periodo luglio 1952 - settembre 1954 vi fu una vera rivoluzione normativa ed organizzativa. Basta ricordare che con il D.P.L. n. 355/1947 lo Stato estese a ciascun componente dei nuclei familiari bisognosi l'"indennità di caropane", goduto già da lavoratori pubblici e privati. Ogni mese di giugno dal 1948 veniva chiesto dalla Prefettura di Napoli l'elenco dei beneficiari, ma l'ECA rispondeva che non vi erano "bisognosi" a Torre del Greco(nel 1948!!!). Questo avvenne sino al 1952, quando il neo "segretario" dell'ente, Francesco Ulloa Severino, sottopose al Consiglio di Amministrazione, presidente il dott. Francesco Paolo Manguso, il "regolamento per gli interventi economici per l'assistenza ordinaria e straordinaria" che, approvato, consentì di iscrivere nell'elenco dei bisognosi i nuclei familiari indigenti che beneficiarono dell'indennità di oltre 500 lire mensili per ciascun componente il nucleo familiare. Il regolamento adottato eliminò la richiesta di concessioni economiche da parte degli interessati di volta in volta, consentendo agli stessi l'iscrizione nell'elenco dei bisognosi e per conseguenza in un ruolo mensile inviato d'ufficio al Tesoriere presso il quale i beneficiari potevano riscuotere direttamente il "sussidio"(assistiti ordinari), salvo casi straordinari che venivano esaminati dal Consiglio di Amministrazione. Nello stesso periodo fu redatto il regolamento del personale, avviando così la procedura per la sistemazione in posti di ruolo delle unità in servizio ed il regolamento per la concessione dei "maritaggi a fanciulle bisognose", redatto dallo stesso segretario in collaborazione con il Parroco dell'allora Chiesa di S.Croce, Mons.Stefano Perna. Nel frattempo furono unificate le rendite del lascito Sannino(realizzazione da parte dello Stato dell'indennità di esproprio di un locale al Porto, occupato dalla Guardia di Finanza, revisione fitti, scadenze titoli, affranco di numerosi censi e reinvestimento in titoli di Stato, ecc.) In definitiva il regolamento per la concessione dei "maritaggi a fanciulle bisognose" fu redatto nel periodo indicato(dopo il 1.7.1952) Il regolamento adottato nel 1885, indicato dal prof. Antonio Borriello(vedi nota n.17), non risultava alcuna traccia negli anni 40,fra gli atti dell'ECA e nemmeno vi era traccia nel bilancio degli anni indicati della destinazione specifica per la spesa dei "maritaggi", mentre le entrate dei beni del lascito venivano utilizzate per le spese ordinarie dell'Ente. Solo dopo l'adozione del regolamento dell'inizio degli anni '50 fu possibile realizzare la volontà del sac.Sannino, salvo che dal 1885 a tempo indeterminato fu attuato il testamento e poi non più per il passaggio della gestione dalla Congrega di Carità all'ECA, avvenuta con la citata legge del 1937.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/08/2013
  2. ^ Raffaele Viviani, I dieci comandamenti, Guida Editori, 2000, p. 144 [1]
  3. ^ Torre Del Greco in “Enciclopedia Italiana” – Treccani
  4. ^ Secondo un'antica ipotesi[senza fonte] la torre sarebbe già esistita in epoca romana con il nome di "Torre di Bassano", ed avrebbe preso il nome da un presunto governatore romano, che avrebbe avuto il soprannome di "il greco".
  5. ^ Symbolae litterariae, opuscula philologica, scientifica, antiquaria ... complectentes, 1748, pag. 92, http://books.google.it/books?id=NCQUAAAAQAAJ
  6. ^ La Provincia di Napoli: storia ed arte, Vittorio Gleijeses, Società Editrice Napoletana, 1987, books.google.it/books?id=JG4-AQAAIAAJ
  7. ^ Dizionario geografico-ragionato del regno di Napoli, Laurent Justinien, 1805, pag. 202, http://books.google.it/books?id=f1fsb3q8214C
  8. ^ Francesco Balzano, L'antica Ercolano, overo la Torre del Greco, tolta all' obblio, descritta in libri tre, Giovanni Francesco Pacì, 1688, pagg. 31-33, http://books.google.it/books?id=o0nPMJlyc_8C
  9. ^ Dizionario geografico-ragionato del regno di Napoli, Laurent Justinien, 1805, pagg. 202-203, http://books.google.it/books?id=f1fsb3q8214C
  10. ^ Attilio Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue isole, Firenze, 1844, p. 837 http://books.google.it/books?id=VIpJAAAAMAAJ&pg=PA837&dq=turris+octava&lr=&cd=16#v=onepage&q=turris%20octava&f=false
  11. ^ Pietro Giannone, Istoria civile del regno di Napoli, Capolago (Canton Ticino), 1840, III, p. 293.
  12. ^ Alexandre Dumas, I Borboni di Napoli, Napoli, 1864, pp.124-125 http://books.google.it/books?id=VH4qAAAAYAAJ&pg=PA12&dq=storia+dei+borboni+dumas&cd=1#v=onepage&q=&f=false
  13. ^ Bilancio demografico mensile - Dati Istat aggiornati al 31/1/2013
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  15. ^ Va da via Purgatorio a corso Vittorio Emanuele passando per il monastero delle suore battistine, la scuola "Nazario Sauro", l'incrocio con via G. Marconi, la Villa Bonanno (caserma dei carabinieri) e il complesso dell'INA-Casa.
  16. ^ Francesco Balletta. La ricchezza di Torre del Greco dalla fine del Seicento ai primi decenni dell'Ottocento. Rivista di Storia Finanziaria (Università degli Studi di Napoli) http://www.delpt.unina.it/stof/11_pdf/25-43.pdf
  17. ^ Il fallimento della DiMaio Line lascia sul lastrico Torre del Greco.
  18. ^ Torre del Greco, sul “premio maritaggio” i chiarimenti del Sindaco
  19. ^ Avviso: 3^ Area –Servizio Politiche Socio-Educative-scaduto- — Comune di Torre del Greco (NA)
  20. ^ Torre del Greco (NA): il TAR ingiunge al Comune di rispondere all’UAAR - UAAR Ultimissime
  21. ^ «Premio maritaggio», bonus assegnato dall’amministrazione di Torre del Greco - Corriere del Mezzogiorno

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