Vincenzo Irolli

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Voluttà, 1900 ca. (Fondazione Cariplo)

Vincenzo Irolli (Napoli, 1860Napoli, 1949) è stato un pittore italiano.

Indice

[modifica] Biografia

Si avvicinò alla pittura già all'età di diciassette anni, dopo essere stato all'Esposizione Nazionale di Napoli del 1877, dove poté ammirare i "Parassiti" di Achille D'Orsi e il "Corpus Domini" di Francesco Paolo Michetti.

Allievo dell'Accademia delle Belle Arti di Napoli dal 1877, studiò sotto la direzione dei maestri Gioacchino Toma e Federico Maldarelli, manifestando subito capacità artistiche di rilievo. Nel 1879 vinse il primo premio alla XV Mostra della Promotrice Salvator Rosa, evento che lo rese noto al grande pubblico, e ne favorì una notevole fortuna artistica e commerciale.

Passò gli anni giovanili nella casa paterna di Calvizzano, recandosi spesso a Napoli presso il mercante d'arte Ragozzino, che curava la distribuzione delle sue opere. A causa delle ristrettezze economiche del periodo, gli anni della giovinezza fra il 1883 e 1895 furono per Irolli caratterizzati da un lavoro serrato su soggetti di facile commerciabilità. Tali opere venivano cedute ad un rivenditore di colori della zona di piazza Bellini a Napoli, il quale provvedeva a farli copiare ad artisti di minor talento, ma ugualmente bisognosi, e a rivenderli in massa al grande pubblico. Tale produzione fu in seguito collettivamente attribuita ad Irolli, e non mancò di danneggiarne la reputazione presso i critici d'arte.

Irolli è stato un pittore verista, la cui opera si è spesso soffermata su figure di popolane, bambini e scene di vita quotidiana, e nella quale alcuni ravvisano influenze del grande pittore napoletano Antonio Mancini (1852-1930).

La sua impronta tradizionalista non lo fece amare dai critici del tempo, più interessati al movimento modernista, ma Irolli non fece mai nulla per adattare la propria pittura ai tempi. Anzi, teneva nel suo studio un quadro raffigurante un pittore intento a finire un brutto quadro cubista, di gran moda al tempo, dando prova di garbata ironia nei confronti delle nuove tecniche.

Il disprezzo della critica contemporanea lo portò ad arrivare alla Biennale di Venezia più che sessantenne, sebbene le sue opere fossero da tempo ed ampiamente conosciute ed apprezzate all'estero, specie in Germania. Oggi alcuni suoi dipinti sono esposti nelle Gallerie d'Arte Moderna di Torino, Milano, Palermo, al Museo di Capodimonte di Napoli ed al "Petit Palais" di Parigi.

Negli anni 1889-1890 collabora con Luca Postiglione, Pietro Scoppetta, Vincenzo Volpe, Eduardo Matania, Attilio Pratella, Giuseppe Alberto Cocco, Giuseppe Casciaro, Giuseppe Chiarolanza, Gaetano Esposito, Vincenzo Migliaro e Vincenzo Caprile alla decorazione del Caffè Gambrinus a Napoli.

Nel 1890 diviene socio del Circolo Artistico Politecnico di Napoli, rimanendovi iscritto fino al 1920.

Accanto all'opera pittorica, Irolli fu anche intellettuale di livello, ed annoverò tra le sue amicizie figure come Ferdinando Russo e Salvatore Di Giacomo.

[modifica] Opere

La produzione di Irolli, al netto di quanto rivenduto in suo nome secondo quanto di sopra ricordato, è estremamente copiosa, grazie alla sua indole di infaticabile lavoratore. Al fine di avere un quadro organico, è utile suddividere le sue opere a seconda della manifestazione artistica in cui sono apparse per la prima volta.

Mostra Promotrice napoletana

Una testa (1881) Studio dal vero (1883) Ritratto di Carmine Franchi (1886) Ritratto dell'Avvocato Monaci (1886) Primavera 1891 Mezza figura 1892

Esposizione di Belle Arti di Roma

Capriccio (1883)

Esposizione Nazionale Artistica di Venezia

Dal vero (1887) Chiaroscuro (1887) Studio (1887)

XIII Biennale di Venezia

Pesci (1922) L'inascoltato (1922) L'invito (1922) La trapunta (1922)

Mostra Minerva d'Arte Sacra di Napoli (1936)

Pesca miracolosa La lavanda dei piedi La guarigione del cieco nato La Deposizione La Comunione Cristo alla tomba di Lazzaro La Vergine in adorazione La Madonna dell'aviazione Il chierichetto in preghiera La festa del Redentore La festa del cieco nato

Tra le sue opere ricordiamo ancora:

  • Gioioso Ritorno, olio su tela, cm 95 x 47, collezione privata
  • Ritratto della Signora Emilia Laide Tedesco (Napoli, collezione privata);
  • La preghiera (Napoli, collezione Tramontano);
  • Sogno primaverile (Museo Mulhouse);
  • Il sorriso di Dio;
  • Culla vuota;
  • Incertezza;
  • Sulla casa;
  • In cucina;
  • In attesa dell'apparizione;
  • Ferdinando Russo al balcone;
  • Il corriere dei piccoli (Napoli, Municipio);
  • Amore e dovere;
  • Luce e ombra;
  • Buffone;
  • Confidenze;
  • Ragazza in preghiera;
  • Prima Comunione (Trieste, Museo Civico Revoltella);
  • Primavera (Napoli, Museo di Capodimonte);
  • Il caffè Florian a Venezia (Torino, Galleria d'Arte moderna);

[modifica] Curiosità

A Napoli, la strada in cui viveva a Capodimonte (all'epoca via Cagnazzi) è a lui intitolata; anche a Roma è presente via Vincenzo Irolli.

[modifica] Bibliografia

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