Francesco Paolo Michetti

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sen. Francesco Paolo Michetti
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Francesco Paolo Michetti
Luogo nascita Tocco da Casauria
Data nascita 4 agosto 1851
Luogo morte Francavilla al Mare
Data morte 20 novembre 1929
Professione Pittore
Legislatura XXIII
Studio per figura femminile o Pastorella, 1900 ca. (Fondazione Cariplo)

Francesco Paolo Michetti (Tocco da Casauria, 4 agosto 1851[1]Francavilla al Mare, 5 marzo 1929) è stato un pittore e fotografo italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque da Crispino Michetti, maestro di musica, e da Aurelia Terzini. Si diplomò presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo, con Edoardo Dalbono, del maestro Domenico Morelli, di cui inizialmente imitò il naturalismo e il realismo visionario: giovane promettente, la sua opera fu subito notata anche da Filippo Palizzi, suo conterraneo, che in quegli anni viveva a Napoli. Michetti ebbe un figlio, Giorgio, che diventerà un Asso dell'aviazione italiana durante la Prima Guerra Mondiale.

L'Abruzzo rurale, con la sua natura ancora incontaminata, fu sempre la sua fonte di ispirazione principale. Già nel 1872 e poi nel 1875 espose le sue opere al Salon di Parigi, ma raggiunse la definitiva fama internazionale nel 1877, quando espose a Napoli la grande tela del Corpus Domini (che venne acquistata dall'imperatore Guglielmo II di Germania). Tale dipinto lasciava trasparire le influenze stilistiche dell'artista spagnolo Mariano Fortuny y Carbó, la cui opera era conosciuta da Michetti.

La sua fama si consolidò con le opere successive: il Voto (1880, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna), ispirata alla festa di san Pantaleone a Miglianico, Lungo il fiume paterno o Il dileggio (1888, Chieti, Museo Palazzo de' Mayo) e La figlia di Iorio (1894, Pescara, Biblioteca Provinciale versione definitiva, a tempera. La versione precedente, a olio, è al Palazzo de' Mayo a Chieti), il cui tema ispirò anche la più notevole delle tragedie di Gabriele d'Annunzio il quale gli dedicò anche il libro "Il Piacere". Nel 1898 partecipò alla Esposizione generale italiana.

Come molti pittori dell'epoca, fin dal 1871 Michetti si era anche interessato alla fotografia, inizialmente solo come procedimento per lo studio dal vero dei soggetti dei suoi quadri, poi anche come nuovo ed autonomo mezzo espressivo, valendosi anche di interventi grafici diretti sulle stesse matrici fotografiche.

Il Michetti fu anche l'ispiratore e l'iniziatore di un cenacolo artistico di rilevanza nazionale che da lui prese nome e che, a partire dagli anni ottanta dell'Ottocento, iniziò a riunirsi nel convento di Santa Maria del Gesù di Francavilla al Mare, che il pittore aveva acquistato e che oggi è noto come Convento Michetti. Fra i letterati, artisti ed uomini di cultura più rappresentativi che lo frequentarono vi furono Gabriele D'Annunzio, Francesco Paolo Tosti, Basilio Cascella, Costantino Barbella, Edoardo Scarfoglio, Matilde Serao, Antonio De Nino, Francesco Saverio Altamura al quale fece uno splendido ritratto a china, definendolo suo maestro, e, più tardi, Nicola D'Antino. Con Gabriele D'Annunzio in particolare il Michetti stabilì un sodalizio artistico e umano che si protrasse fino al 1904. Nel suo testamento spirituale il Vate, ricordando l'amico scomparso da alcuni anni, lo definì «...mei dimidium animi...»[2] e ancora «...il mio fratello...»[3]

Nel 1903 fu indicato dalla Regina Elena del Montenegro come idoneo alla produzione di alcuni bozzetti per illustrare le vignette di una serie di francobolli. Da tali bozzetti venne poi ricavato un francobollo emesso il 20 marzo 1906 che raffigurava l'effigie di Vittorio Emanuele III rivolta a destra. Per tale motivo il francobollo venne soprannominato Michetti a destra.

La celebrità internazionale del pittore fu tale che Vittorio Emanuele III, il 4 aprile 1909, decise di nominarlo Senatore del Regno. Morì nel marzo 1929 nel suo convento di Francavilla, dinanzi al quale, nel 1938, fu eretta una statua in bronzo che lo raffigura a figura intera, opera dell'amico Nicola D'Antino.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia

L'archivio fotografico[modifica | modifica sorgente]

Le fotografie scattate da Francesco Paolo Michetti sono conservate in parte presso l'Istituto Centrale per il catalogo e la Documentazione di Roma e in parte presso la Fondazione Alinari di Firenze.

Copertina di spartito musicale disegnata da Michetti per Tosti

Francesco Paolo Michetti nei musei[modifica | modifica sorgente]

Abruzzo[modifica | modifica sorgente]

Campania[modifica | modifica sorgente]

Emilia-Romagna[modifica | modifica sorgente]

Lazio[modifica | modifica sorgente]

Marche[modifica | modifica sorgente]

Toscana[modifica | modifica sorgente]

Veneto[modifica | modifica sorgente]

  • Galleria d'Arte Moderna Rizzarda di Feltre (BL)
  • Museo d'Arte Contemporanea Dino Formaggio di Teolo (PD)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Alcuni biografi riportano le date del 2 o 4 ottobre
  2. ^ Cit. da: Gabriele D'Annunzio, Il libro segreto (a cura di Pietro Gibellini), Milano, BUR Rizzoli (RCS Libri), ed. 2010, p. 87, ISBN 978-88-17-04262-8
  3. ^ Gabriele D'Annunzio, Ibdem, p. 92

Bibliografia essenziale[modifica | modifica sorgente]

Michetti eseguì anche dei disegni per emissioni filateliche
  • Ettore Moschino, F. P. Michetti, Napoli, Edizioni Gli Amici dell'Arte, 1932;
  • Tomaso Sillani, Francesco Paolo Michetti, Milano - Roma, Bestetti e Tumminelli, 1932;
  • Eugenio Jacobitti, Francesco Paolo Michetti, Firenze, Seeber, 1933;
  • Alfredo Schettini, Michetti e Dalbono, Napoli, 1951;
  • Raffaele Aurini, Michetti Francesco Paolo, in Dizionario bibliografico della gente d’Abruzzo, vol. III, Teramo, Ars et Labor, 1958 e anche in Nuova edizione ampliata, a cura di Fausto Eugeni, Luigi Ponziani, Marcello Sgattoni, Colledara, Andromeda editrice, 2002, vol.IV, pp. 157–181;
  • Marina Miraglia, Francesco Paolo Michetti, Torino, Giulio Einaudi, 1975;
  • Restituto Ciglia, La figlia di Jorio, opera pittorica di F. P. Michetti, Pescara, Editrice italica, 1977;
  • Franco Di Tizio, Francesco Paolo Michetti nel cinquantenario della morte, 1980 (Pescara: Laboratorio litografico Brandolini);
  • L' ultimo Michetti, pittura e fotografia, Firenze, Alinari, 1995, Catalogo della Mostra tenuta a Francavilla al Mare nel 1994-1995;
  • Francesco Paolo Michetti: dipinti, pastelli, disegni, Napoli, Electa Napoli, 1999, Catalogo della Mostra tenuta a Roma e a Francavilla al Mare nel 1999 per iniziativa della Fondazione Francesco Paolo Michetti; Regione Abruzzo;
  • Francesco Paolo Michetti: il Cenacolo delle arti: tra fotografia e decorazione, Napoli, Electa Napoli, 1999;
  • Aldo Marroni, Un sentire neo-pagano, in Omaggio a Francesco Paolo Michetti, Giulianova, Sala G, Trevisan, 2003;
  • Franco Di Tizio, Francesco Paolo Michetti nella vita e nell'arte, Pescara, Ianieri editore, 2007;

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]