Rita da Cascia
| Santa Rita da Cascia | |
|---|---|
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Religiosa |
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| Nascita | Roccaporena, 1381 |
| Morte | Cascia, 22 maggio 1457 |
| Venerato da | Chiesa cattolica |
| Beatificazione | 1627, da Urbano VIII |
| Canonizzazione | 1900, da Leone XIII |
| Santuario principale | Basilica di Santa Rita, Cascia |
| Ricorrenza | 22 maggio (Memoria Facoltativa) |
| Attributi | Santa degli impossibili. Avvocata dei casi disperati. |
| Patrono di | donne maritate infelicemente, casi disperati e apparentemente impossibili, protettrice dei serigrafi. |
Rita da Cascia, al secolo Margherita Lotti (Roccaporena, 1381 – Cascia, 22 maggio 1457), monaca agostiniana nella regione di Cascia (PG), fu proclamata santa da papa Leone XIII nel 1900.
Indice
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[modifica] Agiografia
[modifica] Roccaporena (PG)
La prima parte della vita di santa Rita è piuttosto oscura, esistono fonti scritte piuttosto tarde, come la ricostruzione agiografica fatta da Agostino Cavallucci nel 1610 con la Documentazione Ritiana Antica (D.R.A). Comunque la maggior parte delle biografie composte sui pochi dati certi concordano nel fatto che sia nata a Roccaporena, presso Cascia (PG), e che il suo nome sia diminutivo di Margherita. Studi incrociati e molteplici ricerche confermano come anno di morte il 1447, e quello della nascita il 1371. Rita morì in età avanzata per il tempo e il modo in cui viveva: le fonti dicono che, nei quarant'anni di clausura, il suo corpo era sottoposto continuamente a penitenze e a digiuni e, nonostante ciò, visse a lungo per l'epoca medioevale. Figlia unica di Antonio Lotti e Amata Ferri, entrambi sono descritti come persone molto religiose e "pacieri di Cristo" nelle lotte politiche e familiari tra guelfi e ghibellini. Furono loro ad insegnarle a leggere e a scrivere. Ancora oggi è tramandata la leggenda delle api. La leggenda narra che, mentre i genitori di Rita erano occupati a mietere, Lei si trovava sotto un albero dentro una cesta. Un contadino si ferì con la falce ed abbandonò il lavoro per andare a farsi medicare, passò davanti a Rita e vide delle api intorno alla cesta e, con la mano ferita, tentò di allontanarle. La ferita si rimarginò. Le api non punsero la piccola Rita ma le depositarono il miele nella bocca. Questo, dalla tradizione, è considerato il primo evento miracoloso relativo alla vita di Santa Rita.
Le agiografie la descrivono come una ragazza mite che rispettava ed obbediva ai genitori . Affascinata dalla famiglia Agostiniana, Rita desiderava farsi suora ma per volere dei genitori si risolse verso il matrimonio. Come era usanza del tempo, i matrimoni spesso venivano programmati già in giovanissima età, soprattutto se l'età dei genitori cominciava ad essere elevata. Così anche Rita, all'età di sedici anni, andò sposa a Paolo Mancini (detto anche Paolo di Ferdinando), ufficiale comandante la guarnigione di Collegiacone, descritto come uomo dal carattere molto orgoglioso, autoritario e discendente da una diramazione della nobile famiglia Mancini. Ebbero due figli forse gemelli: Giangiacomo Antonio e Paolo Maria. Rita si dedicò instancabilmente alla sua famiglia creando le premesse per la successiva conversione di suo marito. Infatti riavvicinò il suo sposo alla fede ed educò i figli alla religione. Proprio quando l'unione matrimoniale, che durò circa diciotto anni, sembrava andare bene, Paolo Mancini fu ucciso, probabilmente dai suoi ex-compagni per rancori passati, in piena notte mentre rincasava.
Rita, credente fino in fondo, perdonò gli assassini di suo marito ma si angosciò profondamente quando capì che i suoi figli volevano prendere la strada della vendetta. Si affidò allora alla preghiera, auspicando addirittura la loro morte fisica piuttosto che vederli responsabili di atti di violenza e quindi con il rischio della morte della loro anima. Poco tempo dopo i due ragazzi si ammalarono contemporaneamente e morirono.
[modifica] L'ingresso nel monastero
Ormai rimasta sola, Rita volle esaudire quel desiderio che era in lei già dalla giovinezza; il desiderio di prendere i voti e dedicarsi completamente a Dio e a quel carisma Agostiniano che a Cascia era fortemente presente nel monastero di Santa Maria Maddalena.
Per tre volte chiese inutilmente di entrare presso il monastero agostiniano di Santa Maria Maddalena a Cascia. Il suo stato vedovile e forse anche le implicazioni dell'omicidio del marito potrebbero averle ostacolato l'ingresso in monastero. Ma Rita trovò la terza via. Era tradizione medioevale che quando si offendeva con un omicidio, la parte offesa, per vendicare il defunto, doveva incaricare un membro familiare di uccidere i suoi uccisori. Rita impedì di far cospargere altro sangue e dimostrò la forza della Fede e il vero perdono che non chiede nulla in cambio: morti i due figli, dopo aver pacificato gli animi e riconciliato la famiglia di suo marito e quella dell'assassino, Rita entrò in monastero con la benedizione dei familiari rimasti del marito. Secondo la tradizione Rita, in piena notte, fu portata in volo fino dentro le mura del monastero dai suoi tre Santi protettori (Agostino d'Ippona, Giovanni Battista e Nicola da Tolentino) dallo scoglio di Roccaporena (luogo dove la Santa andava spesso a pregare). Così la Badessa, compresa la vera fede di Rita, la accolse in monastero, dove visse fino alla morte, dedicandosi alla preghiera.
[modifica] Il culto
[modifica] Alcuni episodi agiografici
Molti sono i segni soprannaturali che i credenti attribuiscono a Rita da Cascia: la sera del Venerdì Santo dopo la predica di Fra' Giacomo della Marca, affascinata dalla descrizione della passione di Cristo, avrebbe ricevuto una spina dalla corona di Cristo conficcata sulla fronte. La madre badessa rifiutò, in seguito a tale evento, la richiesta della santa di partire per Roma con le altre suore per un pellegrinaggio. Però, il giorno prima di partire, la tradizione vuole che la spina nella fronte sparì e così Rita poté partire. La spina fu portata da santa Rita per i suoi ultimi quindici anni. Il giorno del battesimo sarebbero apparse api bianche sulla sua culla; poi, api nere al suo letto di morte, una rosa rossa fiorita in inverno e due fichi sull'albero nel suo orto vicino a casa sua. Prima di morire mandò sua cugina a prenderli.
[modifica] La canonizzazione
Alla sua morte, avvenuta il 22 maggio 1457, il suo corpo venne collocato in una cassa di pioppo lavorata per atto devozionale dall'artigiano casciano Cecco Barbari. I primi miracoli, una volta verificati, venivano puntualmente registrati nel codex miraculorum, Codice dei miracoli in cui è presente quello di Cecco Barbari il quale, zoppo, allorché voleva far sistemare il corpo di Rita degnamente, ebbe la gamba guarita e, come gesto di devozione, le costruì lui stesso la cassa. Successivamente venne realizzata la cassa solenne con il vero volto della Santa e un'iscrizione che brevemente riassume gli ultimi anni della sua vita.
La venerazione di Rita da Cascia da parte dei fedeli iniziò subito dopo la sua morte e fu caratterizzata dall'elevato numero e dalla qualità di eventi prodigiosi, riferiti alla sua intercessione, tanto che acquisì l'allocuzione di "santa degli impossibili". La sua beatificazione è del 1627, 180 anni dopo la sua morte, durante il pontificato di Urbano VIII Barberini, già vescovo di Spoleto. Leone XIII, nel 1900, la canonizzò come santa. I credenti suoi devoti la chiamano "santa degli impossibili", perché dal giorno della sua morte sarebbe "scesa" al fianco dei più bisognosi, realizzando per loro miracoli molto prodigiosi, eventi altrimenti ritenuti irrealizzabili. La devozione popolare cattolica per santa Rita è tutt'ora senza dubbio una delle più diffuse al mondo, raccogliendo fedeli in ogni angolo della Terra; si documentano gruppi di fedeli anche in Australia.
Con la riforma dell'anno liturgico del Martirologio Romano, il 22 maggio, sua festività, è diventata "Memoria Facoltativa".
[modifica] Il corpo
I resti mortali della santa si conservano dietro una grande grata in ferro battuto, nella cappella a lei dedicata, in stile neobizantino. Essi sono custoditi all'interno di una teca di vetro e argento, nella Basilica che fu consacrata come Chiesa il 18 maggio 1947 ed eretta a Basilica da Pio XII il 1 agosto 1955. La Basilica è collegata all'antico monastero di Santa Maria Maddalena. Recenti ricognizioni mediche hanno confermato la presenza sulla zona frontale sinistra, tracce di una lesione ossea aperta ( forse osteomielite ); il piede destro mostra segni di una malattia sofferta negli ultimi anni di vita, forse associata ad una sciatalgia, mentre la sua statura era di cm 157; il viso, le mani e i piedi sono mummificati, mentre il resto del corpo, coperto dall'abito agostiniano, è in forma di semplice scheletro.
[modifica] Feste in onore di S. Rita
[modifica] Umbria
(oltre che a Cascia e Roccaporena)
[modifica] Farnetta (Montecastrilli, TR)
Nella chiesa di San Nicola da Bari nel piccolo paese di Farnetta di Montecastrilli ha luogo annualmente, il 22 maggio, la festa con la benedizione delle rose portate dai fedeli, dei mezzi agricoli e delle automobili con una processione solenne per le vie del paese.
[modifica] Friuli-Venezia Giulia
[modifica] Udine
Nella chiesa di San Pietro Martire è viva la devozione alla Santa, di cui si celebra la memoria il 22 maggio, con grandissimo concorso di popolo. Vengono celebrate le Sante Messe con grande partecipazione e benedette le rose, come da tradizione. Fonte: il Parroco di Santa Maria Annunziata nella Chiesa Metropolitana, nel cui territorio insiste la Chiesa di San Pietro Martire.
[modifica] Albaredo d'Adige (VR)
Festa in onore di Santa Rita domenica successiva al 22 maggio presso la contrada Valle con la benedizione delle rose.
[modifica] Lombardia
[modifica] Pavia
Nella basilica di San Pietro in Ciel d'Oro, il 22 maggio si celebra ogni anno a Pavia la festa di Santa Rita, con la benedizione delle rose, vendute nei pressi della chiesa fino nel viale alberato, via Matteotti, che i fedeli portano per la benedizione in sagrestia, dove è anche possibile baciare due pezzetti di reliquie contenute all'interno di croci di circa 30 cm. Il sacerdote impone una benedizione collettiva a rose e persone, al termine della quale è possibile mettersi in fila per ricevere una benedizione speciale, per opera del sacerdote, dalla "santa delle cose impossibili". La festa è molto partecipata in un'atmosfera composta di raccoglimento, la basilica solitamente gremita e rischiarata da bei canti liturgici. Nel cortiletto è allestito un piccolo altare dove i fedeli possono accendere candele votive ed eventualmente lasciare delle preghiere in mezzo alle rose; vengono anche venduti piccoli oggetti sacri commemorativi quali rosari, immaginette e libri della santa, ecc.
[modifica] Emilia-Romagna
[modifica] Bobbio (PC)
Ogni 22 maggio nella ricorrenza della festa di S. Rita si celebrerà la S. Messa nella Basilica dell'Abbazia di San Colombano, dove l'ultima cappella laterale di sinistra è dedicata alla santa patrona degli impossibili, che viene ornata dalle rose dei devoti. Alla fine della celebrazione la tradizionale benedizione delle rose portate in chiesa dai presenti.[1]
[modifica] Castellana di Gropparello (PC)
A Castellana, frazione del Comune di Gropparello, Santa Rita è ricordata nella locale chiesa con la messa e con la benedizione delle auto d’epoca. Segue come tradizione un’escursione in auto lungo un percorso sulle colline piacentine.
[modifica] Piacenza
A Piacenza, nel Santuario di Santa Rita a lei dedicata sullo stradone Farnese, amministrata dai frati Cappuccini, sono in programma messe ad ogni ora dalle 6 alle 11 e dalle 15 alle 19. Alle 12 messa e supplica alla Santa; alle 19 messa solenne. Alle 20.45 rosario e alle 21, messa solenne per tutti i benefattori del Santuario. Per tutta la giornata i frati sono a disposizione dei fedeli per le confessioni e per la benedizione delle rose, che potranno essere reperite dagli appositi banchetti allestiti sul sagrato della chiesa. Inoltre, come da consuetudine, dal primo mattino e sino a sera inoltrata, si tiene la tradizionale benedizione dei mezzi di trasporto.
[modifica] Toscana
[modifica] Chiusdino (SI)
A Chiusdino (SI) esiste una veneratissima statua di santa Rita, nella chiesa di San Sebastiano, sede dell'antica Confraternita di San Galgano. È proprio questo sodalizio che organizza il 22 maggio la festa della santa, con varie celebrazioni liturgiche e la tradizionale benedizione delle rose, intensamente partecipata; particolare solennità assume questa festa quando essa cade di domenica.
[modifica] Camaiore (Lu)
A Camaiore (Lu) nella Chiesa dei SS. Angeli Custodi il 22 maggio di ogni anno si celebra la festa di S. Rita da Cascia, con la consueta benedizione delle rose e del pane.
[modifica] Abruzzo
[modifica] Lanciano (CH)
La santa patrona del quartiere più popoloso della città viene portata in processione dopo aver benedetto le rose portate dai fedeli sul sagrato della chiesa.
[modifica] Atri (TE)
La festa che Atri dedica alla santa degli impossibili è nota in tutto l'Abruzzo; la devozione che lega gli atriani a questa santa è fortissima (si dice che abbia salvato molte persone da malattie terribili e ancora oggi gli atriani le chiedono grazie e le offrono ex voto) e ogni anno, in occasione dei giorni di festa (che vanno dal 19 al 22 maggio) giungono numerose compagnie di pellegrini dall'Abruzzo e da molte zone del Mezzogiorno; la tradizione vuole che questi pellegrini, per essere riconosciuti, indossino tuniche bianche, ma ormai ciò è praticato da pochissimi. Un tempo, i pellegrini si addormentavano addirittura all'interno della chiesa di Santo Spirito (dove è conservata la statua della santa) detta "Santuario di Santa Rita". Infatti, Atri è considerata (dopo Cascia) il principale centro di culto della santa. La festa inizia fin dal 12 maggio con l'esposizione della statua di Santa Rita (splendida statua vestita) su un grandioso baldacchino, prosegue il giorno dopo con l'inizio della Novena, per proseguire nei giorni successivi con messe solenni e prediche recitate da predicatori chiamati per l'occasione. La sera del 19 maggio, mentre nella chiesa di Santo Spirito la campane suonano a festa, le grandiose luminarie sistemate lungo le vie dove passerà la processione vengono accese. Il 20 e 21 maggio sono segnati da lancio di continui mortaretti, dai concerti bandistici e dalle orchestre sinfoniche; il 21 maggio, poi, avviene il solenne avvio dell'indulgenza plenaria concessa nel 1901 da papa Leone XIII. Il 22 maggio è il giorno clou della festa: le visite alla chiesa di Santo Spirito si moltiplicano, la giornata è continuamente segnata dal lancio di mortaretti e dalle sfilate della banda; a mezzogiorno, nella messa solenne in Santo Spirito, le rose vengono benedette: alcune saranno messe ai piedi del baldacchino di Santa Rita, altre saranno decorate da veli e nastri e messe in una cesta in sagrestia. Le rose benedette vengono continuamente prese dai fedeli e a volte capita anche che già prima della processione esse siano finite. Il pomeriggio del 22 maggio è pieno di allegria, grazie ai bambini che fanno un continuo via vai tra le giostre e i fedeli che si accalcano nella chiesa di Santo Spirito per assistere alla messa cantata, presieduta dal vescovo della diocesi, da un altro invitato per l'occasione e dal predicatore incaricato delle omelie: la folle è enorme e spesso è costretta a posizionarsi lungo la scalinata del santuario. Alle 19.00 in punto la banda comincia a suonare il Mosè di Gioacchino Rossini e si avvia la processione con la statua della santa (portata a spalla dall'Arciconfraternita dell'Annunziata) che compie un giro completo del centro storico di Atri e fermandosi (come in tutte le processioni cittadine) presso il convento delle Clarisse. I balconi sono tappezzati da tappeti e coperti bianche e rosse ricamate con simboli sacri, mentre le strade si trasformano in un tappeto di rose a causa dei lanci di petali che gli atriani, al passaggio della processione, effettuano dai balconi. La processione ritorna davanti la chiesa verso le 20:30; prima del rientro effettivo della statua (che viene rivolta verso la folla) il predicatore effettua l'ultima, breve omelia dalla scalinata del santuario e uno dei due vescovi effettua la benedizione con la reliquia di Santa Rita, anch'essa portata in processione. Finalmente, alle 21.00, tra gli applausi festosi dei fedeli, le campane che suonano a festa e la banda che esegue nuovamente il Mosè, la processione fa finalmente rientro. La festa però non è ancora finita: a mezzanotte una gran folla si riunisce per assistere per lo spettacolo pirotecnico in Piazza Acquaviva e il successivo concerto bandistico, sulla cassa armonica, in Piazza Duomo. Le visite dei fedeli continuano per i giorni successivi e la festa ha finalmente fine quando, il 29 maggio, la statua di Santa Rita viene rimessa nella sua cappella e termina l'indulgenza plenaria. Le luminarie continuano però a illuminare Atri per tutta la sera, e saranno smontate solo dal giorno successivo. In occasione della festa di Santa Rita vengono inseriti varie manifestazioni culturali, oltre ai concerti bandistici, alle orchestre sinfoniche e alla presenza di personalità di spicco dello spettacolo, variando di anno in anno. Nel 2010, ad esempio, è stato festeggiato il 150º anniversario della morte di Pietro Baiocchi, unico abruzzese della Spedizione dei Mille e originario proprio di Atri: in suo onore (oltre a restauro della targa sulla facciata del palazzo di famiglia nel centro storico della città) il 20 maggio si è svolta una conferenza con tanto di sfilata della fanfara dei Bersaglieri, mentre il 27 maggio con la Serata Garibaldi si ricorderà l'assedio di Palermo nel 1860, dove trovò la morte Pietro Baiocchi, con tanto di orchestra sinfonica e coro lirico.
[modifica] Campania
[modifica] Marina di Camerota (SA)
La Santa, in processione, viene portata non in spalla, ma su una fiat 500, a passo d'uomo. l'automobile viene rivestita completamente di fiori raccolti nei giardini delle case di Marina di Camerota (SA). Anche i bambini adornano con fiori le loro biciclette, con esse seguono la processione. Molti adulti invece scelgono di seguire la Santa con la propria automobile. Alla fine della processione vi è la benedizione delle automobili, degli automobilisti e dei fiori, e il simulacro di Santa Rita che rientra in chiesa viene accompagnato dal suono di tutti i clacson presenti. Durante la messa, prima della processione, vengono distribuiti ai fedeli dei petali di rosa benedetti, sigillati in carta velina colorata.
[modifica] Avellino
Ad Avellino le celebrazioni in onore di Santa Rita cominciano con l'inizio della novena, il 13 maggio. Durante la settimana della novena, avviene la consacrazione dei bambini alla santa, e la vigilia della festa, dopo l'omaggio floreale dei battenti di San Pellegrino martire, vengono benedette le rose che saranno consegnate ai fedeli. Il 22 maggio, giorno della solennità della santa, vi è un susseguirsi di messe nella chiesa di San Francesco Saverio, detta anche di Santa Rita (che si trova nel centro storico della città, nei pressi della Cattedrale) a partire dalle 6 del mattino, e a mezzogiorno, dopo il pontificale tenuto dal vescovo, avviene la recita della supplica alla santa. Nel tardo pomeriggio la statua di Santa Rita viene portata in processione dalla sua chiesa, per un seguitissimo corteo nelle strade principali del centro. La processione trovava il suo culmine, ed il suo momento massimo di partecipazione quando la santa vieniva condotta nel piazzale dell'Ospedale San Giuseppe Moscati, dove i malati, si affacciavano alle finestre, lanciando coriandoli e fiori, e dove avveniva il volo delle colombe. Dal 2011 la statua della santa sosta per un momento di riflessione, e per la preghiera dei malati davanti all'ex pronto soccorso cittadino, poiché l'ospedale è stato trasferito in un'altra zona della città. Molte delle donne che seguono la processione attraversano le strade di Avellino completamente scalze.
[modifica] Puglia
[modifica] Barletta
Nella chiesa di S. Benedetto, a Barletta, è collocata una statua rappresentante la santa con una spina conficcata nella fronte. Il 22 maggio, in occasione della ricorrenza, si celebra l'Eucarestia più volte durante l'arco della giornata, perpetrando il consueto rito della benedizione delle rose. Si svolge la Processione Santa che porta il simulacro nelle vie limitrofe alla chiesa, ornate da luminarie.
[modifica] Molfetta (BA)
A Molfetta, l’associazione religiosa dei devoti di S.Rita , con sede nella Parrocchia di San Domenico, vanta circa 1500 iscritti. La parrocchia offre l’opportunità a tutti i fedeli e seguaci che accorrono in Chiesa e si accalcano per assistere alle funzioni (spesso costretti a posizionarsi lungo la scalinata l’ingresso ) di prender parte alla messa, novena e rosario, recitandole in tre momenti distinti della giornata (7.00 - 9.00 -18.00) e permettendo anche la visione in diretta sul sito www.parrocchiasandomenico.it. Nella serata del 21 maggio, a poche ore dalla festa, ha inizio la celebrazione del transito, durante il quale si riporta la lettura dell’ascesa al cielo della Santa, sulle note del GLORIA cantato dal coro parrocchiale “Capotorti”. Segue la benedizione e distribuzione ai presenti delle rose. La cerimonia si conclude con l’intonazione collettiva, sacerdote e fedeli, di canti di gioia alzando al cielo le rose appena ricevute come a voler rappresentare una distesa fiorita. Il 22 maggio, giorno della festa di Santa Rita, le messa partono alle 6 del mattino e terminano tutte con la benedizione delle rose e a mezzogiorno, dopo il pontificale tenuto dal vescovo, si recita la supplica alla santa. Alle 19.00 circa, la statua venerata in parrocchia viene portata in processione a spalla nelle strade principali del centro della città accompagnata dalla banda e da sbandieratori. Al passaggio della Santa, i balconi sono addobbati a festa con coperte, bandiere, stendardi, fiaccole e luminarie, mentre le strade si trasformano in un tappeto di rose a causa dei lanci di petali che i molfettesi, al passaggio della processione, effettuano dai balconi. Al ritorno della processione dinanzi la chiesa di San Domenico, la statua viene acclamata dai fedeli, le campane suonano a festa ed al triplice grido del parroco “evviva Santa Rita”, tutti battono le mani e dopo lo spettacolo pirotecnico la statua rientra in chiesa.
[modifica] Noicattaro (BA)
Nella chiesa di Santa Maria della Lama in Noicattaro è molto forte la devozione alla Santa, infatti le bambine del paese vengono vestite con i tradizionali abiti monacali, il 22 maggio dopo la solenne messa e dopo la benedizione delle rose viene fatto sfilare il gruppo statuario della Santa, sorretta da un angelo, inginocchiata ai piedi del crocifisso. Al rientro della processione vengono fatti esplodere i fuochi pirici.
[modifica] Locorotondo
La terza domenica di maggio nella Chiesa Madre si svolgono le sante messe e in serata la processione con il simulacro di Santa Rita, al rientro la benedizione delle rose e fuochi pirotecnici .
[modifica] Conversano
La prima domenica di Ottobre si festeggia la festa di Santa Rita. Qui la festa è molto sentita, Conversano rappresenta la seconda casa per Santa Rita poiché nel processo di santificazione, sono stati determinanti alcuni miracoli che la Venerata Santa ha fatto su una cittadina conversanese.
[modifica] Sicilia
[modifica] Belpasso (CT)
Santa Rita, la santa degli impossibili, è venerata e pregata nella chiesa parrocchiale N.S. Gesù Cristo Re a Belpasso (provincia di Catania). Le celebrazioni iniziano con i 15 giovedì prima del giorno della festa con la reliquia che viene accolta in 15 famiglie diverse ogni giovedì, per proseguire con il triduo e concludersi il giorno dedicato alla santa, il 22 maggio.
[modifica] Castelbuono (PA)
A Castelbuono (PA) la festa prevede diversi giovedì di preparazione ed un triduo solenne che culmina con la giornata del 22 maggio. Diverse celebrazioni scandiscono la giornata e al termine di ognuna sono distribuiti pani benedetti. La sera, dal tetto della chiesa, sono lanciati numerosi sacchi di petali di rosa sulla folla (la pioggia delle rose). Sono attive a Castelbuono due confraternite dedicate alla santa, una maschile ed una femminile. tortorici con la benedizione delle auto
[modifica] Santa Rita (CL)
Nel Borgo Santa Rita, in provincia di Caltanissetta, viene festeggiata ogni 22 maggio, con una processione ed una messa solenne organizzata dalla chiesa madre di Sommatino, dove si trova una sua statua.
[modifica] Palermo
Nella chiesa di San Nicola da Tolentino a Palermo ha luogo annualmente, il 22 maggio, la festa con la benedizione delle rose portate dai fedeli, che poi conserveranno per donarne i petali ad amici o parenti ammalati.
[modifica] Il Corteo Storico di Santa Rita a Castelvetrano (TP)
A Castelvetrano (TP) la comunità parrocchiale della chiesa di Santa Maria della Salute coltiva da anni una intensa devozione per la santa e per la spiritualità agostiniana, dovuta anche dal fatto che nel 1628 dove attualmente sorge la chiesa era presente un convento di Eremiti Agostiniani, soppresso in seguito nel 1774 per mancanza di religiosi. La devozione ritiana nella città risale ai primi del ‘900. Una statua fu commissionata negli anni '90: all'arrivo una moltitudine popolare accompagnò il simulacro.
Il Corteo storico di Santa Rita a Castelvetrano nasce negli anni '90. Andando avanti negli anni il Corteo storico di Santa Rita si è sempre più affrancato dalle caratteristiche di manifestazione religiosa per sviluppare spettacolarità e fedeltà storica: oggi il corteo è un evento teatrale. Il corteo storico rappresenta i momenti più significativi della vita della santa attraverso otto quadri viventi, che sfilano per le vie della città: S. Rita bambina e suoi genitori, sposalizio di Santa Rita, uccisione del marito Paolo, S. Rita vedova e i due figli, ingresso miracoloso in monastero e i tre santi protettori, stimmatizzatone di S. Rita, miracolo dell'orto, morte di S. Rita.
Inoltre, il giorno 22 maggio si celebra la Festa in onore di S. Rita presso la Chiesa Maria SS. della Salute, con la celebrazione della S. Messa ed alla fine la benedizione delle rose, la solenne processione accompagnata dalle sacre note della locale banda musicale, ed al rientro in Chiesa la benedizione del pane che viene distribuito ai numerosi fedeli intervenuti.
[modifica] Catenanuova (EN)
La festa a Catenanuova (EN) venne istituita dopo la seconda guerra mondiale (1946) in seguito al voto di una cittadina ed alla grazia ricevuta: "se il marito fosse tornato vivo dai combattimenti di guerra, avrebbe acquistato una statua di santa Rita per ringraziamento". Nel giorno della festa, i fedeli indossano un abito con una cintura entrambi neri ed il colletto bianco, come quello della santa, e portano rose per la benedizione. Alla devozione di santa Rita sono legati i cosiddetti 15 giovedì prima della festa, e tre giorni prima ci si prepara con il triduo in suo onore. Il simulacro di santa Rita si conserva all'interno della chiesa San Giuseppe assieme ad una reliquia. Ogni anno, il 22 maggio alle 8 del mattino, i tradizionali colpi a cannone con le campane annunziano il giorno di festa. Alle 9,00 alle 11,00 e alle 18,00 la messa con la benedizione delle rose e degli “abiti” dei devoti. Intorno alle 19,00 avviene l'uscita del simulacro dalla chiesa parrocchiale, che percorrerà buona parte delle vie di Catenanuova, per poi rientrare a tarda sera subito dopo aver assistito ai giochi pirotecnici; è tradizione che al rientro in chiesa tutte le rose benedette, circa 500, vengano distribuite ai fedeli.
[modifica] Audiovisivi
La filmografia riguardante Santa Rita da Cascia non è molto nutrita. Il primo film realizzato su questa figura religiosa data al 1943, a firma di Antonio Leonviola, interpretato da Elena Zareschi. Il film è in bianco e nero, realizzato a Cascia e a Roccaporena con il contributo della popolazione locale in veste di figuranti e comparse. Il secondo audiovisivo di qualche rilievo viene realizzato dalla Rai negli anni settanta. Nel 1994-96, su impulso del Santuario di Cascia, viene prodotto il documentario scritto e diretto da Francesco Ferrari, dal titolo "Rita, la Santa di Cascia: un mirabile cammino di fede". Merita indubbiamente di essere ricordato il più recente Rita da Cascia, regia di Giorgio Capitani (2004).
[modifica] Musical
Su Santa Rita da Cascia è stato anche realizzato un musical dal Gruppo Teatrale "Madre Teresa" di Campofranco (CL). L'autore, Don Vincenzo Giovino, iniziò a lavorare allo spettacolo a partire dal 2007.Il Musical è strutturato in due tempi, definendo quella che è stata la vita della santa prima e dopo l'entrata in convento. Ogni tempo è suddiviso in quadri che raccontano le varie fasi della sua storia evidenziando la figura del marito, dei figli e della cugina Lapa, quest'ultima presenza costante e vicina a Rita sposa e suora. I ventisette brani che costituiscono il musical sono intercalati dalla figura di un Menestrello che racconta in prosa alcuni passaggi chiave della vita della santa. Durante la rappresentazione , nei momenti più difficili della santa, interverrà il "Balletto dell'Arcobaleno", simbolo di speranza, inno alla natura e richiamo di Dio alla vita. Significativo è il titolo dell'opera " RITA,una rosa tra le spine": la vita di Rita non fu affatto facile, era sposa di un uomo brutale, non per suo volere ma per volere dei genitori. Ebbe due figli e difese la loro innocenza pregando e ottenendo la loro morte. In tutto quest'odio Rita fu portatrice di pace, perdono, di conversione nelle famiglie. Una splendida rosa tra le spine, consapevole che la propria bellezza non le appartiene. [1]
Messa in onore di Santa Rita La Messa di Santa Rita da Cascia per soli, coro, orchestra è stata commissionata dal Monastero di Santa Rita e dal Santuario al compositore di musica sacra Mauro Zuccante in occasione del Centenario della Canonizzazione di Santa Rita. Lo stile di questa composizione esprime la grande devozione nella bellezza della sua semplicità. I modelli a cui si ispira questa composizione sono da ricercarsi tra le forme della musica religiosa popolare dal medioevo portata ai nostri giorni. La messa si basa sulla composizione di una falsariga di una lauda polifonica rinascimentale e di un antico inno ambrosiano. Il compact disc della messa eseguita per la prima volta nella Basilica di Cascia il 22 maggio 1999 dal Coro Polifonico della città di Tolentino è acquistabile a Cascia e il ricavato si userà per scopo benefico.

[modifica] La statua colossale
Il 27 giugno 2010 nelle vicinanze della città di Santa Cruz (Rio Grande do Norte), in Brasile, è stata inaugurata la statua religiosa cattolica più grande al mondo ed è dedicata ad una santa umbra: Santa Rita da Cascia. Cinquantasei i metri di altezza, 18 in più del Cristo redentore del Corcovado di Rio de Janeiro che in precedenza deteneva lo stesso record. La cittadina brasiliana, ora, sta organizzando anche un centro informativo sulla religiosa di Cascia. La città di Santa Cruz organizza ogni 22 maggio, una grande festa dedicata a Santa Rita alla quale, mediamente, partecipano non meno di 60.000 persone provenienti da ogni angolo del Brasile.
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Antonio Maria Sicari, Il quarto libro dei ritratti dei santi, Milano, Jaca Book, 1994, pp. 61-77. ISBN 88-16-30275-5; ISBN 978-88-16-30275-4. Anteprima parziale su books.google.it
- Mario Polia e Massimo Chiappini, Santa Rita da Cascia. La vita e i luoghi, San Paolo Edizioni, Milano, 2010 [2]
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Rita da Cascia
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Santa Rita da Cascia, da Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei Santi, SantieBeati.it
- Santuario di Santa Rita da Cascia
- Audiovisivi libri informazioni bibliografiche
- Rita e Roccaporena
- [3]
- Il Corteo Storico di Santa Rita a Castelvetrano
- Articolo Corriere dell'Umbria sulla statua colossale di Santa Rita a Santa Cruz Prima pagina del 28 giugno 2010
- Sito del musical su Santa Rita da Cascia