Renato Ricci
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Renato Ricci (Carrara, 1º giugno 1896 – Roma, 22 gennaio 1956) è stato un politico italiano.
Dopo il diploma di ragioneria si arruola volontario nella Prima guerra mondiale con il grado di tenente dei bersaglieri nel 1915 e partecipò a tutta la campagna meritandosi due medaglie al valore ed una croce di guerra al merito, quale comandante di pattuglie di Arditi per azioni compiute al di là delle linee italiane. Dopo aver partecipato all'impresa fiumana con Gabriele D'Annunzio, torna a Carrara ad occuparsi di politica.
Squadrista convinto, aderisce al Partito Nazionale Fascista nel maggio del 1921 ed un mese dopo fonda il Fascio nella sua città. Si distingue per le numerose azioni violente contro gli esponenti della sinistra ed i lavoratori in sciopero. Arrestato dalle forze dell'ordine a Sarzana nel luglio dello stesso anno, una colonna comandata da Amerigo Dumini, tentò di liberarlo, fallendo nell'episodio che passò alla storia come i "Fatti di Sarzana". Successivamente scarcerato dopo la "presa" di potere dei fascisti a Sarzana, nel 1923 fu nominato commissario politico del fascismo per la Lunigiana e console generale della MVSN. L'anno seguente divenne deputato ed entrò nel consiglio direttivo del PNF.
Vicesegretario del partito dal 1925 al 1929 (se si esclude una breve parentesi tra il giugno del 1925 ed il marzo del 1926), fu anche commissario straordinario del Fascio di Parma e di Trieste. Per i suoi stretti legami con gli ambienti economici carraresi Benito Mussolini lo nomina commissario governativo per l'Ente portuale di Carrara (1924), responsabile del Consorzio per l'industria e il commercio del marmo (1928) e soprattutto Ministro delle Corporazioni dal 1939, carica in cui viene coinvolto negli scandali finanziari connessi alla costruzione del Foro Mussolini.
Presidente dell'Opera Nazionale Balilla dal 1927, entrò nel governo Mussolini anche come sottosegretario per l'Educazione fisica giovanile (1929-1937). Inizialmente contrario all'alleanza con il Terzo Reich, si allinea solo in un secondo momento alle posizioni filotedesche di Mussolini, quando l'entrata in guerra dell'Italia era già stata decisa. Durante la Seconda guerra mondiale combatté in Albania e divenne uno dei più importanti interlocutori dei capi nazisti, Heinrich Himmler in particolare. Dopo il 25 luglio del 1943 Ricci si rifugiò in Germania, salvo poi tornare in Italia poco dopo la costituzione della Repubblica di Salò, di cui divenne Ministro di Stato e presidente della Milizia che, con l'aggiunta di Carabinieri, diventa la Guardia Nazionale Repubblicana: nell'agosto del 1944 il duce lo solleverà da tale incarico per assumere lui stesso il comando della GNR.
A guerra ormai ultimata si diffuse tra i partigiani la notizia che Ricci si fosse suicidato e pertanto egli poté scampare all'arresto. Catturato in giugno, fu condannato due volte a tren'anni di carcere ma nel 1950 uscì dal carcere grazie all'amnistia voluta dal leader comunista Palmiro Togliatti; successivamente si occupò di affari con la Germania e nel 1954 divenne vice-presidente dell'"Associazione Combattenti della RSI".
Morì a Roma a causa di una malattia.

