Università degli Studi di Perugia

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Coordinate: 43°06′59″N 12°23′12″E / 43.116389°N 12.386667°E43.116389; 12.386667

Università degli Studi di Perugia
Logo Università di Perugia.gif
Stato Italia Italia
Città Perugia
Altre sedi Assisi, Foligno, Terni, Narni
Nome latino Studium Generale Civitatis Perusii
Fondazione 1308
Tipo Università statale
Dipartimenti 16
Rettore Franco Moriconi
Studenti 25 267 (a.a. 2012/13[1])
Dipendenti 1 200 (2007)
Affiliazioni AlmaLaurea, UNIMED
Sport CUS Perugia
Sito web www.unipg.it
 

L'Università degli Studi di Perugia è uno dei principali e più antichi atenei italiani.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La sede "storica" dell'Università di Perugia
I palazzi dell'Universita della sede centrale

Fu una tra le prime libere università sorte in Italia, eretta a Studium Generale l'8 settembre 1308, come attesta la Bolla papale "Super Specula" di Clemente V. Un'istituzione che educava alle arti della medicina e della legge esisteva comunque sin dagli inizi del Duecento, finanziata principalmente dal Comune di Perugia. Prima del 1300 si attesta le presenza di diverse universitates scholarium. Il celebre giurista civile Jacopo di Belviso vi insegnò dal 1316 al 1324. Il 1º agosto del 1318 papa Giovanni XXII diede all'Università il diritto di conferire lauree in legge civile e canonica, ed il 18 febbraio 1328 in medicina e nelle arti.[2]

Il 19 maggio 1355 l'imperatore Carlo IV promulgò un editto a rafforzare le bolle papali e ad elevare l'Università al rango di imperiale, al fine di favorire la rinascita della città dopo le ondate pestilenziali degli anni 1348-49. Nel 1362 fu fondato dal cardinale Niccolò Capocci il Collegium Gregorianum (successivamente rinominato Sapienza Vecchia), che all'atto della costituzione poteva ospitare sino a 40 giovani. In visita alla città l'11 ottobre 1371, Gregorio XI elevò la neonata facoltà di teologia al livello di Studium Generale. Questa facoltà venne soppressa, e le sue proprietà consegnate all'università, nel 1811. Nel 1426 nacque su iniziativa di Benedetto Guidalotti, vescovo di Recanati, e con l'approvazione di Martino V, il Collegio di San Girolamo. [3]

Durante la repubblica giacobina, nel 1798, l'Università cambiò sede, dalla piazza del Sopramuro (Matteotti), in seguito all'esproprio del vecchio Convento Olivetano di Montemorcino (1740, Luigi Vanvitelli), dove stabilì la propria residenza, rimasta invariata sino ai giorni nostri. La Biblioteca Universitaria, istituita nel Trecento, ha un catalogo di oltre 200.000 volumi e antichi testi provenienti soprattutto dalle corporazioni religiose soppresse.[4]
In seguito rinominato Sapienza nuova, si trattava di un ostello gratuito per studenti forestieri che non si potevano pagare gli studi, e si fuse con l'università nel 1829. Con la restaurazione pontificia (1814-1860) la Sapienza Nuova venne riaperta da Pio VII con il nome di Collegio Pio ed il 27 agosto 1824 Leone XII ne fece il collegio principale dell'università.
Un famoso studente dell'Ateneo fu Cesare Borgia che rimase nella città baglionesca dal 1489 al 1491: rientrato a Roma inviò ai Priori una missiva di elogi per gli studi fatti e per il buon carattere dei perugini.[5]

Con l'Unità d'Italia, nel 1860 l'Università di Perugia fu posta sotto la giurisdizione del Rettore e del consiglio cittadino, che, stabiliti nuovi statuti, modellati su quelli dell'Università di Bologna, li sottopose all'approvazione del governo. Negli anni trenta, grazie a Paolo Orano (1935-1944), prima docente poi rettore dell'ateneo perugino, si aggiunsero, a Giurisprudenza e Medicina e Chirurgia, le Facoltà di Scienze politiche, Medicina veterinaria, Chimica e Agraria.[6]

Durante il rettorato di Giuseppe Ermini (1945-1976) l’Università di Perugia visse un periodo di consolidamento ed espansione con l’istituzione di nuove Facoltà: Scienze (1957), Lettere e Filosofia(1960), Magistero (1965), Ingegneria (1968, inizialmente solo biennio propedeutico), Economia (1969).

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Il logo dell'università nell'Orto Medievale di San Pietro, facoltà di agraria.

L'emblema ufficiale dell'università ritrae a sinistra, su sfondo blu, sant'Ercolano, uno dei santi protettori della città, e a destra, su sfondo rosso, il grifo, simbolo della città. Rappresentano rispettivamente i poteri ecclesiastici e civili, che diedero lustro all'università nel Medioevo.

L'emblema venne creato a seguito della disposizione del Ministero della Pubblica Istruzione emessa nel 1925, con la quale si richiese a tutti gli Atenei nazionali di dotarsi di un proprio sigillo riproducente lo stemma storico.

Nel secondo dopoguerra fu realizzato l'attuale sigillo circolare bipartito, nel quale ancor più recentemente è stata inserita la scritta circolare "Studium Generale civitatis Perusii A.D. MCCCVIII".[7]

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

Il palazzo della vecchia Università (piazza Matteotti)
(immagine degli anni quaranta)

Il Rettorato e l’Amministrazione centrale dell’Ateneo hanno sede a Perugia e nell’area cittadina sono dislocati i 16 Dipartimenti che erogano la maggior parte dei corsi dell’offerta formativa. Strutture universitarie decentrate sono presenti in tutto il territorio regionale: le attività didattiche coinvolgono, oltre che Perugia, le città di Assisi, Foligno, Narni. Il Polo Scientifico e didattico di Terni è il Centro di servizio che ha il compito di coordinare l'attività culturale e lo sviluppo dell'Ateneo nel territorio ternano. Ad oggi sono sette i corsi di laurea offerti dal Polo, di cui quattro triennali e tre magistrali. La sede di Terni del corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia ha sede presso l’azienda ospedaliera.

All’attività scientifica e d’insegnamento svolta nell’ambito dei Dipartimenti si unisce l’attività di strutture e centri di studio specializzati quali il Centro di Genomica Funzionale e l’Ospedale Veterinario didattico. Attualmente presso l’Università degli Studi di Perugia sono 12 i Centri di ricerca che svolgono attività di studio in particolari settori scientifici e 23 i Centri Interuniversitari che conducono attività di ricerca su progetti permanenti.

Sono inoltre attivi 3 Centri di Eccellenza della Ricerca di rilevanza internazionale, riconosciuti e finanziati dal MIUR: il Centro per i Materiali innovativi Nanostrutturali per applicazioni chimiche, fisiche e biomediche (CEMIN) a Terni, il Centro per la ricerca sulla Birra (CERB) e il Centro sulle Tecnologie scientifiche innovative applicate alla ricerca archeologica e storico-artistica (SMAart).

L’Università degli Studi di Perugia conta oltre 25.000 iscritti e sono più di 450 gli studenti che arrivano ogni anno grazie ai programmi di mobilità internazionale. Il riconoscimento all’Ateneo, da parte della Commissione Europea dell’ECTS Label – il marchio dell’eccellenza nell’applicazione dell’ECTS (European Credit Transfer System - Sistema Europeo di trasferimento dei crediti) in tutti i corsi di studio di primo e secondo ciclo e ciclo unico, ha recentemente confermato la qualità dell’ampia attività di internazionalizzazione.

L’Ateneo vanta proficui rapporti di collaborazione scientifica con Atenei e Istituzioni nazionali ed internazionali, resa concreta da oltre 300 accordi attivi con Paesi e Istituti di istruzione superiore dell’Unione Europea eleggibili nell’ambito della mobilità Erasmus e circa 90 accordi quadro di cooperazione con università europee ed extra-europee per lo sviluppo di iniziative sul fronte della ricerca e della didattica. Alcuni corsi di laurea erogati presso l’Università di Perugia già conferiscono il doppio titolo o il titolo europeo.[8]

Dipartimenti[modifica | modifica sorgente]

Sino al 2012 lo Studium Perusinum ha operato con la sua articolazione in 11 Facoltà (Agraria, Economia, Farmacia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Scienze della Formazione, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, Scienze Politiche).

A seguito  della riforma del sistema universitario dettata dalla L.240/2011, che prescrive nuove modalità di organizzazione e gestione delle attività didattiche e di ricerca, l’Università degli Studi di Perugia si è dotata di un nuovo Statuto e di un diverso assetto organizzativo. Le nuove strutture dipartimentali  hanno sostituito le Facoltà nella gestione dei corsi di studio e dell'offerta didattica in generale.

Il 22 gennaio 2013 il Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo, previo parere favorevole del Senato Accademico, ha approvato l’istituzione di 16 Dipartimenti entrati  in funzione il 1º gennaio:

  • Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie
  • Dipartimento di Economia
  • Dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali, Umane e della Formazione
  • Dipartimento di Fisica e Geologia
  • Dipartimento di Giurisprudenza
  • Dipartimento di Ingegneria
  • Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale
  • Dipartimento di Lettere - Lingue, Letterature e Civiltà Antiche e Moderne
  • Dipartimento di Matematica e Informatica
  • Dipartimento di Medicina
  • Dipartimento di Medicina Sperimentale
  • Dipartimento di Medicina Veterinaria
  • Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali
  • Dipartimento di Scienze Chirurgiche e Biomediche
  • Dipartimento di Scienze Farmaceutiche
  • Dipartimento di Scienze Politiche

L’Università degli Studi di Perugia propone una vasta offerta formativa che copre pressoché tutti gli indirizzi di studio di primo e secondo ciclo e ciclo unico. La formazione post lauream vede attive Scuole di specializzazione e di Dottorato e un’ampia offerta di Master in vari settori scientifico-disciplinari.

Docenti e laureati celebri[modifica | modifica sorgente]

Docenti[modifica | modifica sorgente]

Laureati[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [1]
  2. ^ Ermini, p. 15
  3. ^ Ermini, p. 35
  4. ^ Umbria, p. 144
  5. ^ Fusero, pp. 53-54
  6. ^ Dozza, p. 41
  7. ^ Dozza, p. 58
  8. ^ Dozza, pp. 70-72

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA. VV., Umbria, Touring Club Italiano, Milano 2004.
  • Giancarlo Dozza, Università di Perugia sette secoli di modernità 1308-1976, ed. Delta, Perugia 1991.
  • Giuseppe Ermini, Storia della Università di Perugia, Zanichelli, Bologna 1947.
  • Clemente Fusero, Cesare Borgia, dall'Oglio, Milano 1958.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]