Ercolano di Perugia

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Sant'Ercolano
Pietro Perugino, Sant'Ercolano, 1495-1500, Perugia, Galleria Nazionale dell'Umbria.
Pietro Perugino, Sant'Ercolano, 1495-1500, Perugia, Galleria Nazionale dell'Umbria.

Vescovo e Martire

Morte Perugia, 549
Venerato da Chiesa cattolica
Santuario principale Chiesa di Sant'Ercolano, Perugia
Ricorrenza 7 novembre; talvolta 1º marzo
Attributi Abiti vescovili; Pastorale; Palma del martirio
Patrono di Perugia

Ercolano di Perugia (... – Perugia, 549) è stato vescovo di Perugia ed è santo patrono di Perugia. Viene festeggiato il 7 novembre e il 1º marzo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il racconto di san Gregorio Magno nei Dialoghi, Ercolano morì martire tentando di impedire a Totila, re degli Ostrogoti, l'invasione della città. Prima che la città fosse presa, Ercolano tentò di salvarla con un vecchio stratagemma: riservò l'ultimo sacco di grano all'ultimo agnello. Intendeva così dare agli Ostrogoti l'impressione che i perugini avessero cibo in abbondanza per sostenere ancora un lungo assedio. Ad ogni modo Totila non si fece ingannare dal trucco e s'impossessò della città lo stesso. Le antiche biografie lo dicono in rapporto con altri tre celebri santi dell'Umbria del tempo: il vescovo san Florido e il prete Amanzio di Città di Castello e il vescovo Fortunato di Todi.

Prima di essere decapitato, Ercolano venne scorticato vivo. Sempre secondo Gregorio Magno, 40 giorni dopo la decapitazione il corpo del Vescovo venne rinvenuto intatto e senza i segni dell'orrenda tortura subita.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa cattolica ricorda sant'Ercolano il giorno 7 novembre.

Dal Martirologio Romano: "A Perugia, sant’Ercolano, vescovo e martire, decapitato per ordine di Totila, re dei Goti".

Monete[modifica | modifica wikitesto]

L'effigie del Santo è rappresentata in molte monete emesse da Perugia nell'epoca comunale, la prima raffigurazione risale all'emissione del Bolognino nel 1374 e da quel momento il nome del Santo, in latino, si trova in quasi tutte le monete comunali sino al 1517. Successivamente compare anche nelle monete pontificie di Leone X battute nella zecca di Perugia, nel Baiocco di Paolo III e nel Quattrino emesso come moneta di necessità dai perugini durante i due mesi della cosiddetta "Rivolta del Sale" fra il 2 aprile ed il 2 giugno del 1540.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Angelo Finetti, La zecca e le monete di Perugia nel Medioevo e nel Rinascimento, Perugia, Volumnia, 1997. ISBN 88-85330-74-6.

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