Riforma Gelmini

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Indice

Con il termine riforma Gelmini[1][2][3] si indica comunemente l'insieme degli atti normativi riguardanti il settore dell'istruzione entrati in vigore durante la permanenza in carica del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Mariastella Gelmini. Questi interventi sono contenuti in alcuni articoli della legge 133/2008, e sono proseguiti con la legge 169/2008, il cui scopo principale è quello di riformare il sistema scolastico italiano. La riforma è entrata in atto il 1º settembre 2009 per la scuola primaria e secondaria di primo grado, mentre per la scuola secondaria di secondo grado il 1º settembre 2010. La legge n. 240/10 del 30 dicembre 2010 di Riforma del sistema universitario è entrata in vigore nel gennaio 2011.

[modifica] Atti normativi interessati

[modifica] Legge 133/2008

Il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria),[4] in seguito legge 6 agosto 2008, n. 133[4], è un atto normativo adottato il 25 giugno 2008 sotto il Governo Berlusconi IV. Riguarda principalmente la finanza pubblica, ma sono presenti anche alcuni provvedimenti per il mondo scolastico ed universitario (in particolare, gli articoli 15, 16, 17, 64 e 66).

[modifica] Legge 169/2008

Il decreto-legge 1º settembre 2008, n. 137 (Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università),[5] in seguito legge 30 ottobre 2008, n. 169[5] è un atto normativo adottato il 30 ottobre 2008 che contiene una serie di modifiche inerenti al sistema della pubblica istruzione italiano. Questo decreto, tuttavia, riguardò essenzialmente le scuole primarie (ex elementari) e secondarie (ex medie e superiori): le principali novità in materia di istruzione universitaria erano contenute nella finanziaria triennale (legge 133/2008) e nel successivo decreto sulle università.

[modifica] Decreto-legge 10 novembre 2008 n. 180

Convertito con la legge di conversione, 9 gennaio 2009 n. 1 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 6 del 9 gennaio 2009) (Disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca).

[modifica] Legge n. 240/10 del 30 dicembre 2010

La legge n. 240/10 del 30 dicembre 2010 (Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario)[6] è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 14 gennaio 2011, ed è entrata formalmente in vigore il 29 gennaio 2011. La legge modifica radicalmente tutto il sistema universitario; i suoi effetti vedranno la luce gradualmente poiché la sua applicazione dipende dall'emanazione di numerosi decreti attuativi.[7] È anche nota come disegno di legge S. 1905[8], ma in sede di approvazione parlamentare, il disegno di legge originario è stato notevolmente modificato.

[modifica] Decreto ministeriale n. 17 del 22 settembre 2010

Il decreto ministeriale n. 17 del 22 settembre 2010 registrato alla Corte dei conti in data 20 gennaio 2011 determina i Requisiti necessari dei corsi di studio[9]

[modifica] Aree di intervento

[modifica] Interventi trasversali

Questi interventi vanno ad applicarsi alle scuole primarie e secondarie (entrambi i gradi). Le ore scolastiche, che per motivi di forza maggiore (es. trasporti) potevano essere ridotte fino a 50 minuti, ritorneranno ad essere ore effettive di 60 minuti.[10]

Reintrodotto lo studio dell'educazione civica nelle scuole primarie e secondarie (entrambi i gradi), tramite la materia Cittadinanza e Costituzione.[5] I libri di testo adottabili sono solo quelli per cui l'editore si impegnava a non pubblicare nuove edizioni prima di 5 anni per la scuola primaria, e 6 anni per la scuola secondaria di primo e secondo grado, salvo dispense integrative che si rendessero necessarie per l'ampliamento della materia oggetto di studio.[5]

[modifica] Docenti e professori

La norma che prevedeva, a partire dal 2011, che i docenti migliori in via sperimentale in alcune scuole potessero ricevere un bonus di massimo €7.000 come premio produttività è stata preclusa dalla finanziaria 2010 (d.l. n. 78/2010, convertito in legge 122 30/7/2010).[10]

[modifica] Scuola dell'infanzia

Viene data alle famiglie la possibilità di anticipare l'iscrizione dei propri figli a 2 anni e mezzo.[10]

[modifica] Scuola primaria

Reintroduzione della figura del maestro unico, che a partire dall'anno scolastico 2009/2010 ha sostituito nelle prime classi della primaria di primo grado i tre docenti per due classi precedentemente previsti per il modulo.[10] A causa della riduzione della spesa della legge 133/2008, si stabilì che "le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola".[5] Introduzione della valutazione numerica decimale nella scuola primaria, accompagnata da un giudizio sul livello di maturazione raggiunto.[5]

[modifica] Scuola secondaria di primo grado

Reintroduzione della valutazione numerica decimale nella scuola secondaria di primo grado.[5] Riduzione del monte orario, che passa da 33 a 30 ore settimanali, Laddove desiderato, compatibilmente con le disponibilità di insegnanti in organico e in sostituzione delle due ore della seconda lingua, le famiglie potrebbero optare per un aumento di due ore settimanali per l'apprendimento dell'inglese passando da 3 a 5, oppure utilizzare queste ore per corsi di italiano per studenti stranieri. Introduzione della prova nazionale dell'Invalsi di Italiano e Matematica nell'esame finale di licenza media.[10]

[modifica] Scuola secondaria di secondo grado

La riforma è stata attivata per l'anno scolastico 2010-2011, ed entrerà in pieno regime per l'anno scolastico 2014-2015. Essa prevede un drastico taglio delle ore di insegnamento negli Istituti tecnici e professionali, anche se molti, tra addetti della scuola, sindacati, e associazioni, speravano, fino all'ultimo, in un ripensamento, da parte del ministro Gelmini, almeno per quanto concerne la riduzione oraria degli insegnamenti cosiddetti "di indirizzo" degli Istituti tecnici, come l'insegnamento della materia "Tecnologie e disegno tecnico" ove, a seguito della riforma, è stata attuata la riduzione di 1/3 delle ore di lezione, e conseguentemente delle relative cattedre e quindi del personale docente. Il voto in condotta nelle scuole secondarie, mai abolito in precedenza, torna a fare media per concorrere a definire il giudizio finale dell'alunno in sede di promozione. Qualora uno studente non raggiungesse i sei decimi, non potrà essere ammesso alla sezione successiva o al ciclo successivo.[5]

Il comparto indirizzi (composto da 396 corsi sperimentali) e 51 progetti assistiti, di licei ed istituti tecnici, viene snellito e ridotto drasticamente, passando appunto da più di 750 a soli 20 indirizzi, venendo abolite, cancellate ed eliminate tutte le sperimentazioni dei licei, istituti tecnici e professionali precedentemente esistenti. L'insegnamento della lingua inglese diventerà obbligatorio per tutto il quinquennio (3 ore alle settimana, tranne nel Liceo Linguistico, dove si svolgono 4 ore nel biennio e 3 nel triennio), in ogni tipo di istituto superiore. L'insegnamento delle materie scientifiche verrà anch'esso potenziato in alcuni indirizzi.[10]

[modifica] Riordino dei licei

I licei nati dalla conversione degli istituti magistrali (liceo socio-psico-pedagogico, liceo delle scienze sociali) confluiscono tutti nel nuovo liceo delle scienze umane, che comprende due indirizzi distinti, uno tradizionale, dove si studierà anche il latino, e l'opzione economico-sociale, che prevede lo studio di una seconda lingua straniera anziché il latino e il potenziamento di diritto ed economia.[10] Gli indirizzi del vecchio liceo artistico e dell'istituto d'arte confluiscono interamente nel nuovo liceo artistico, che prevede un primo biennio unitario e sei diversi indirizzi nel secondo biennio e nell'ultimo anno. Per quanto riguarda il Liceo classico e il Liceo Linguistico, tutte le sperimentazioni, gli indirizzi e i vari progetti assistiti precedentemente esistenti vengono tutti aboliti ed eliminati e tutto confluisce in un unico e nuovo indirizzo presente di ordinamento. I licei musicali e quelli coreutici sono stati unificati nel liceo musicale e coreutico, che presenta due sezioni, una musicale e una coreutica. In tutti i licei riformati si studierà una prima lingua straniera per tre ore la settimana dal primo al quinto anno; nel Liceo delle scienze umane - Opzione Economico-sociale si studierà anche una seconda lingua straniera; la seconda lingua straniera potrà essere introdotta negli altri licei facendo ricorso all'autonomia dei singoli istituti.

Nuovo ordinamento Vecchio ordinamento Novità principali
Liceo classico (Unico indirizzo) Indirizzi e Sperimentazioni varie Verrà introdotto in ordinamento lo studio della lingua inglese per l'intero quinquennio.
Liceo scientifico Liceo scientifico
Liceo scientifico-tecnologico (con varie sperimentazioni)
Verrà rafforzato lo studio delle materie scientifiche. Saranno disponibili due indirizzi:
  • tradizionale
  • opzione scienze applicate
Liceo linguistico (Unico indirizzo) Indirizzi, progetti e sperimentazioni varie Si studieranno tre lingue straniere dal primo anno.
Liceo artistico Liceo artistico
Istituto d'arte
A partire dal terzo anno di studi avranno sei indirizzi tra cui si potrà scegliere:
  • arti figurative
  • architettura e ambiente
  • design
  • audiovisivo e multimediale
  • grafica
  • scenografia
Liceo musicale e coreutico Liceo musicale
Liceo coreutico
Saranno disponibili due indirizzi:
  • musicale
  • coreutico
Liceo delle scienze umane Liceo socio-psico-pedagogico
Liceo delle scienze sociali
Si studieranno, tra le altre materie, antropologia, sociologia, psicologia, pedagogia. Saranno disponibili due indirizzi:
  • tradizionale
  • opzione economico-sociale

[modifica] Riordino degli istituti tecnici

Con il riordino degli istituti si passa da 10 settori e 39 indirizzi a 2 settori e 11 indirizzi. Le ore scolastiche passano da 36 (eventualmente anche da 50 minuti) a 32 (da un'ora effettiva). Le ore di laboratorio sono passate da 1122 (vecchio quadro orario istituto tecnico industriale) a 264 ore nel biennio e con 891 ore nel triennio, nel vecchio ordinamento le ore di laboratorio del triennio nell'istituto tecnico industriale spaziavano da un minimo di 957 (per gli indirizzi di Meccanica ed Elettrotecnica) ad un massimo di 1180 (per gli indirizzi di Informatica e Chimica)quadro orario triennio. L'insegnamento della lingua inglese e delle scienze integrate (biologia, fisica, chimica) è stato intensificato.

L'impostazione sarà 2+2+1: durante il primo biennio si studieranno materie comuni, mentre durante il secondo biennio si studieranno la materie dell'indirizzo scelto. L'ultimo anno saranno presenti stage e tirocini, laddove disponibili.[10]

Il mondo scolastico e quello lavorativo saranno messi in stretto contatto, offrendo la possibilità agli studenti di fare tirocini, per introdurli al mondo del lavoro.[10][11][12]

Nuovo ordinamento Indirizzo Vecchio ordinamento
Istituto tecnico,
settore economico
Amministrazione, finanza e marketing Istituto tecnico commerciale
Turismo Istituto tecnico per il turismo
Istituto tecnico,
settore tecnologico
Meccanica, meccatronica ed energia Istituto tecnico industriale (indirizzi di meccanica)
Trasporti e logistica Istituto tecnico nautico
Istituto tecnico aeronautico
Elettronica ed elettrotecnica Istituto tecnico industriale (indirizzi di elettronica)
Informatica e telecomunicazioni Istituto tecnico industriale (indirizzo di informatica)
Grafica e comunicazione Istituto tecnico industriale (indirizzo telecomunicazioni, arti grafiche)
Chimica, materiali e biotecnologie Istituto tecnico industriale (indirizzo di chimica)
Sistema Moda Istituto tecnico industriale (indirizzi di arti tessili)
Agraria, agroalimentare ed agroindustria Istituto tecnico agrario
Costruzioni, ambiente e territorio Istituto tecnico per geometri
Istituto tecnico industriale (indirizzi di edilizia)

[modifica] Riordino degli istituti d'arte

Gli istituti d'arte saranno assimilati in parte dai licei artistici, le cui basi andranno a formare i nuovi indirizzi di design, di arti audiovisive e multimediale e di grafica e in parte dagli istituti professionali che vertono sul settore industria a artigianato.[12]

[modifica] Riordino degli istituti professionali

Gli istituti professionali erano suddivisi in 5 settori con 27 indirizzi, mentre con la riforma vengono suddivisi in due macrosettori con 6 indirizzi. Come per gli istituti tecnici le ore verranno ridotte a 32 per settimana. Rispetto agli istituti tecnici avranno però più autonomia, dal 25% al primo anno fino al 40% in quinta. Il quinquennio sarà strutturato in due bienni e un quinto anno singolo. Saranno disponibili meno ore di laboratorio e stage esterni.[11][12]

Nuovo ordinamento Indirizzo Vecchio ordinamento
Istituto professionale,
settore dei servizi
Agricoltura e sviluppo rurale Istituto professionale per l'agricoltura e l'ambiente
Socio-sanitario Istituto professionale per i servizi sociali
Istituto professionale per odontotecnici
Enogastronomia e ospitalità alberghiera Istituto professionale per servizi alberghieri e ristorazione
Servizi commerciali Istituto professionale per il commercio
Istituto professionale,
settore industria e artigianato
Produzioni artigianali e industriali Istituto professionale per l'industria e l'artigianato
Istituto d'arte
Manutenzione e Assistenza tecnica

[modifica] Università

[modifica] Legge 133/2008

All'Art. 16 la legge prevede la facoltà di trasformazione delle università in fondazioni di diritto privato.
La delibera di trasformazione è adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta (Comma 1). Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali (Comma 4), hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile (Comma 8), e subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell'Università (Comma 2). Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti delle fondazioni universitarie. Detti regolamenti devono essere approvati dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Lo statuto può prevedere l'ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati (Comma 6). Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico (Comma 9). La vigilanza sulle fondazioni universitarie è esercitata dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca (Comma 10), con il controllo della Corte dei Conti.

[modifica] Legge n. 240/10

La legge n. 240/10 del 30 dicembre 2010 si propone di riorganizzare il sistema universitario attraverso la modifica di settori strutturali dello stesso. Essa ha introdotto sostanziali modifiche agli organi ed all'articolazione interna delle Università, oltre a prevedere il passaggio alla contabilità economico-patrimoniale, la federazione e la fusione di atenei e restrizione dell’offerta formativa (meno Facoltà); ed una significativa riduzione della rappresentanza studentesca negli organi di gestione degli atenei.

[modifica] Decreto Ministeriale n. 17 del 22 settembre 2010

Il decreto determina i requisiti necessari dei corsi di studio, e causerà un forte ridimensionamento dell'offerta formativa delle università pubbliche.[13]

[modifica] Scuole di formazione e specializzazione

Per la SSIS e il COBASLID venne introdotto un criterio di reinserimento in graduatoria.[5] Con la legge 169 la laurea in scienze della formazione primaria diventa abilitante all'insegnamento.[5] Vengono introdotti nuovi criteri di accesso alle scuole di specializzazione di medicina.[5]

[modifica] Tagli a finanziamenti e posti di lavoro

L'insieme cumulativo dei provvedimenti correlati a questa "riforma" ha prodotto notevoli tagli ai finanziamenti per l'istruzione pubblica. Questi tagli, secondo quanto affermato da Giorgio Napolitano nel 2008, sarebbero giustificati dalla necessità di ridurre a zero il deficit pubblico italiano.[14] Lo stesso Napolitano ha poi sostenuto nel 2010 che è necessario rivedere alcuni tagli che sono risultati indiscriminati. Secondo il ministro Gelmini, invece, solamente gli sprechi sono stati tagliati.[15][16]

[modifica] Scuola primaria e secondaria

Nel triennio dal 2007-2008 al 2010-2011 le classi sono calate di 10.617 unità, nonostante il numero degli alunni in Italia non sia mai diminuito. Nel triennio 2008-2011 si è effettuata l'eliminazione di oltre 87.400 cattedre intere. Dal 2007-2008 al 2009-2010 hanno perso l'incarico ben circa 25.000 supplenti con incarichi annuali. Nel 2009 e nel 2010 sono diminuiti di 30.000 unità i posti per il personale non docente, e si è verificato un taglio di ulteriori 14.000 posti nell'attuale 2011.[17]

[modifica] Università

Secondo fonti dello stesso ministero, nel 2010, rispetto all’anno precedente, la quota di stanziamenti assegnati per la ricerca universitaria è diminuita di circa il 7%[18][19]. Secondo la stessa fonte ministeriale, l’Italia si colloca al di sotto della media dei 27 Paesi dell’Unione Europea: stanziamo per la ricerca scientifica 12 euro in meno per abitante ed il rapporto rispetto al PIL è di 0,10 punti percentuali inferiore. Inoltre: nel 2009 nei 27 Paesi dell’Unione Europea si registra complessivamente un calo dell’1,15% degli stanziamenti per la ricerca rispetto all’anno precedente... ma questa riduzione riguarda principalmente la Spagna... e l’Italia (-1,6% milioni di euro e -4,1% milioni di euro). Ciononostante, in rapporto al PIL la Spagna mostra una propensione ad investire in ricerca scientifica maggiore della nostra... e stanzia circa 8 euro per abitante in più dell’Italia.[18]
Per il triennio 2012-14, relativamente al comparto Università, sono previsti tagli del 13% (fonte CUN[20]). Nella stessa nota il CUN rileva come il ritardo nell'assegnazione dei finanziamenti renda difficoltosa per gli atenei la programmazione delle attività, dei servizi e degli investimenti (il Fondo di Finanziamento Ordinario per l'anno 2010 è stato assegnato con Decreto pubblicato il 30 dicembre 2010).
Secondo una stima della CGIL i tagli previsti per il 2012-14 dimezzeranno le risorse destinati ai servizi rivolti agli studenti, in particolare, le risorse per Centri Universitari Sportivi, Diritto allo studio e residenze studentesche[21]. Queste stime si baserebbero su dati ufficiali, ma i redattori della fanno notare che, nel triennio appena trascorso, (2008-2010) il Fondo di Finanziamento Ordinario effettivamente assegnato è stato sempre inferiore a quello preventivato sulla carta e, se questo avvenisse anche negli anni futuri, i tagli risulterebbero ancor più elevati.

[modifica] Reazioni

[modifica] Alle leggi 133/2008 e 137/2008

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Onda (movimento studentesco).
Manifestazione contro la legge 133/2008, a Palermo
Beata Ignoranza: manifestazione contro la legge 133. 30 ottobre 2008

Questo decreto, con le disposizioni inerenti alla scuola presenti in finanziaria, ha provocato un'ondata di manifestazioni di protesta sia da parte degli insegnanti, per quanto riguarda l'introduzione del maestro prevalente (ovvero del "maestro unico") nelle scuole primarie, sia da parte di molti studenti, che si oppongono al contenimento della spesa pubblica in materia di istruzione.

Il decreto legge 137/2008 non dispone tagli alla spesa (che sono contenuti nella 133/2008 e nella legge finanziaria 2010), ma ridisegna il sistema scolastico in base alle sopravvenute diminuzioni delle risorse e ai diversi pensieri sociali del governo. In alcuni casi alle manifestazioni sono seguite le occupazioni degli atenei e degli istituti scolastici. Il 30 ottobre 2008 è stato indetto uno sciopero generale del comparto scuola. Le contestazioni della cosiddetta Onda anomala studentesca non sono state ascoltate dai partiti politici della maggioranza, che hanno accusato gli studenti di essere disinformati e gli insegnanti di voler instaurare una semplice difesa corporativista.

L'Italia dei Valori e l'allora segretario del Partito Democratico Walter Veltroni annunciarono la propria intenzione di indire un referendum per l'abrogazione della legge[22].

Il d.d.l. diviene legge il 23/12/2010 dopo l'approvazione da parte del senato.

[modifica] Alla legge 240/10

Il d.d.l. S.1905 è stato approvato dal Senato il 29 luglio 2010 ed, in forma modificata, il 30 novembre 2010 dalla Camera. È stato approvato definitivamente in terza lettura dal Senato il 23 dicembre 2010 ed è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 14 gennaio 2011 come 240/10. Il disegno di legge ha suscitato le proteste di molte componenti universitarie[23]; dapprima dei ricercatori, che hanno annunciato la loro indisponibilità a carichi didattici non obbligatori, causando in molti casi lo slittamento dell'inizio delle lezioni. La protesta si è rapidamente estesa anche a categorie di docenti (specie gli associati) e, soprattutto, agli studenti, e si sta orientando verso forme di protesta più eclatanti, come l'occupazione simbolica di monumenti e tetti di edifici.[24][25] Dopo le giornate di mobilitazione del 14 dicembre e del 21 dicembre 2010, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha incontrato una delegazione di studenti al quirinale.[26][27]

[modifica] Bibliografia

  • Gulisano Sebastiano, Un taglio al futuro. L'istruzione ai tempi della Gelmini, collana Report, Editori Riuniti, Roma, 2010, 309 pp. ISBN 9788835990062
  • Vincenzo Zeno-Zencovich, Ci vuole poco per fare una università migliore. Guardando oltre la «Riforma Gelmini», collana Nuovi percorsi, il Sirente, Fagnano Alto, 2011, 216 pp. ISBN 9788887847314
  • CRISPOLTI E.- D’ARCANGELO, Il secondo ciclo: l’istruzione e formazione professionale iniziale in CSSC-CENTRO STUDI PER LA SCUOLA CATTOLICA
  • BERTAGNA G.,"Pensiero manuale. La scommessa di un sistema educativo di istruzione e di formazione di pari dignità", 2006, Rubbettino, Soveria Mannelli
  • ROSTAN M. (cur.), "La professione accademica in Italia. Aspetti, problemi e confronti nel contesto europeo", 2011, LED Edizioni Universitarie, ISBN 978-88-7916-493-1
  • VAIRA M., "La Costruzione della Riforma Universitaria e dell'Autonomia Didattica. Idee, norme, pratiche, attori", 2011, LED Edizioni Universitarie, ISBN 978-88-7916-470-2

[modifica] Note

  1. ^ Riforma della scuola secondaria superiore, www.pubblica.istruzione.it
  2. ^ Riforma Gelmini, email al Quirinale - Repubblica.it. URL consultato il 21-10-09.
  3. ^ Bergamo: protesta degli studenti contro riforma Gelmini - Corriere Milano. URL consultato il 21-10-09.
  4. ^ a b L 133/2008. URL consultato il 31-08-2009.
  5. ^ a b c d e f g h i j k L. 169/2008. URL consultato il 31-08-2009.
  6. ^ Legge 30 dicembre 2010, n. 240
  7. ^ Napolitano: sì a riforma ma riscontra "criticità" nel testo L'attuazione della legge è del resto demandata a un elevato numero di provvedimenti, a mezzo di delega legislativa, di regolamenti governativi e di decreti ministeriali; quel che sta per avviarsi è dunque un processo di riforma, nel corso del quale saranno concretamente definiti gli indirizzi indicati nel testo legislativo e potranno essere anche affrontate talune criticità, riscontrabili in particolare negli articoli 4, 23 e 26. Nota ufficiale del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano
  8. ^ D.d.l. S.1905
  9. ^ Decreto ministeriale 22 settembre 2010 n. 17, Requisiti necessari dei corsi di studio, dal sito del MIUR.
  10. ^ a b c d e f g h i Comunicati stampa - MIUR - 18 dicembre 2008. URL consultato il 21-10-09.
  11. ^ a b Comunicati stampa - MIUR - 28 maggio 2009. URL consultato il 21-10-09.
  12. ^ a b c La riforma della scuola secondaria superiore. URL consultato il 01-03-2010.
  13. ^ Lauree che scompaiono, accorpamenti pazzi le denunce dei lettori sul caos-università La Repubblica, 1 aprile 2011.
  14. ^ Napolitano: indispensabili i tagli nella scuola
  15. ^ Napolitano: "No tagli a ricerca"
  16. ^ Università, Napolitano: "No tagli indiscriminati" Gelmini: premiamo i migliori e tagliamo sprechi
  17. ^ L'uragano di tagli del governo sull'istruzione. Il prossimo anno saltano altre 20 mila cattedre, La Repubblica, 6 marzo 2011
  18. ^ a b [http://statistica.miur.it/data/notiziario_1_2011.pdf Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Dipartimento per l’Università, l’Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica e per la Ricerca, Bollettino Statistico Numero 1/2011], pag. 3, 4 e 5.
  19. ^ Sempre meno soldi per la ricerca giù del 7% le risorse degli atenei, La Repubblica, 7 marzo 2011
  20. ^ Mozione CUN dell'11 gennaio 2011
  21. ^ Atenei, ora arriva la stangata Ecco tutti i tagli della Gelmini La Repubblica, 20 gennaio 2011
  22. ^ Scuola, il decreto Gelmini è legge - Corriere della Sera. URL consultato il 21-10-09.
  23. ^ Università, studenti protestano su tetto del Cern a Ginevra, TG1 online
  24. ^ UNIVERSITA': "OCCUPATE" POMPEI, PISA, L'AQUILA, CERN Agi news.
  25. ^ sito della rete29aprile
  26. ^ Articolo su Repubblica.it
  27. ^ sito di LINK-coordinamento universitario

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