Rita Levi-Montalcini

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Monogramma del Senato della Repubblica Italiana Parlamento Italiano
Senato della Repubblica
Sen. Rita Levi-Montalcini
[[File:|200px|Rita Levi-Montalcini]]
Luogo nascita Torino
Data nascita 22 aprile 1909 (1909-04-22) (100 anni)
Luogo morte
Data morte
Titolo di studio Laurea in medicina e chirurgia
Professione Scienziata, ricercatrice, politico
Partito
Legislatura XIV, XV, XVI
Gruppo Gruppo misto
Coalizione
Circoscrizione
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Senatore a vita
Investitura Nomina presidenziale
Data 1º agosto 2001
Incarichi parlamentari
  • Membro 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali)
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Medaglia del Premio Nobel Nobel per la medicina 1986

Rita Levi-Montalcini (Torino, 22 aprile 1909) è una scienziata e senatrice italiana. È stata insignita del premio Nobel per la medicina nel 1986 e nominata senatrice a vita nel 2001 dal presidente Carlo Azeglio Ciampi. È socia nazionale dell'Accademia dei Lincei per la classe delle scienze fisiche.

Indice

[modifica] Biografia

Figlia di Adamo Levi, ingegnere elettrotecnico e matematico dotato, e della talentuosa pittrice Adele Montalcini,[1] e sorella di Gino (1902 - 1974, eccellente scultore e architetto in voga negli anni 30), e Anna,[2] nel 1909 Rita nacque insieme alla sorella gemella Paola (19092000, nota pittrice). Entrambi i genitori erano molto acculturati e instaurarono nei figli il loro alto apprezzamento della ricerca intellettuale. Vivevano, comunque, un tipico stile di vita Vittoriano, tutte le decisioni prese dal capo della famiglia, il marito e padre.[1] Costui aveva un grande rispetto per le donne, ma credeva che una carriera professionale avrebbe interferito con i doveri di una moglie e di una madre. Perciò decise che le sue tre figlie non sarebbero state impegnate negli studi che aprono la via ad una carriera professionale e che non si sarebbero iscritte all'università.[1] Rita, a vent'anni, resasi conto di non potersi adattare ad un ruolo femminile come concepito da suo padre, gli chiese il permesso di impegnarsi in una carriera professionale. In otto mesi colmò le sue lacune in latino, greco e matematica, sostenne da esterna l’esame di maturità[3] e ottenne il diploma di scuola superiore.[1] Paola studiò pittura con Felice Casorati e diventò un'artista di grande valore[2] mentre Rita, inizialmente propensa ad una carriera da scrittrice e descrivere una saga italiana allo stile "Lagerlof",[1] nonostante il padre fosse d’idee tradizionali e contrario all’emancipazione femminile,[2][1] decise nell'autunno del 1930 di studiare medicina all'università di Torino, dove all'età di vent'anni entrò nella scuola medica dell'istologo Giuseppe Levi (padre di Natalia Ginzburg), iniziando gli studi sul sistema nervoso che avrebbe proseguito per tutta la sua vita, salvo alcune brevi interruzioni nel periodo della seconda guerra mondiale. Ebbe come compagni universitari due futuri premi Nobel, Salvador Luria e Renato Dulbecco. Tutti e tre furono studenti di Giuseppe Levi verso il quale si sentirono in debito per una superba formazione in scienze biologiche e per aver insegnato loro come affrontare i problemi scientifici in un modo più rigoroso in un momento in cui tale approccio era del tutto "inusuale".[1] Nel 1936 si laureò in Medicina e Chirurgia con 110/110 e lode, successivamente, si specializzò in neurologia e psichiatria, ancora incerta se dedicarsi completamente alla professione medica o allo stesso tempo portare avanti le ricerche in neurologia.[1][4][5]

Quello stesso anno Benito Mussolini pubblicò il “Manifesto per la difesa della razza” firmato da dieci scienziati italiani cui fece seguito la promulgazione di leggi di blocco delle carriere accademiche e professionali a cittadini italiani non ariani.[1] Nel 1938, in quanto ebrea sefardita, fu costretta dalle leggi razziali del regime fascista ad emigrare in Belgio con Giuseppe Levi, sebbene stesse ancora terminando gli studi specialistici di psichiatria e neurologia. Sino all'invasione tedesca del Belgio (primavera del 1940), fu ospite dell'istituto di neurologia dell'Università di Bruxelles dove continuò i suoi studi sul differenziamento del sistema nervoso.[4] Poco prima dell'invasione del Belgio, tornò a Torino, dove allestì un laboratorio domestico situato nella sua camera da letto per proseguire le sue ricerche ispirate da un articolo di Viktor Hamburger del 1934 che riferiva sugli effetti dell'estirpazione degli arti negli embrioni di pulcini. Il suo progetto era appena partito quando Giuseppe Levi, che era scappato dal Belgio invaso dai nazisti, ritornò a torino e si unì a lei, diventando così, con suo grande orgoglio, il suo primo e unico assistente.[1] Il pesante bombardamento di Torino ad opera delle forze aeree angloamericane nel 1941 rese indispensabile abbandonare Torino e andare a rifugiarsi nelle campagne di periferia dove ricostruì il suo mini laboratorio e riprese i suoi esperimenti. Nel crollo del 1943 l'invasione dell'Italia da parte delle forze armate tedesche li costrinse ad abbandonare il loro rifugio ormai pericoloso.[1] L'8 settembre 1943, il fratello Gino Levi si sposò; e, dopo un breve viaggio di nozze a Oropa, decise di portare al Sud tutta la famiglia: la madre, la giovane moglie e le sorelle.[2] Iniziò un viaggio pericolosissimo, che si concluse a Firenze, ospiti della famiglia Mori, la cui figlia, pittrice, era amica di Paola. I Levi resterono a Firenze, divisi in vari alloggi, sino alla liberazione della città, cambiando spesso domicilio. Una volta furono salvati da una domestica, che li fece scappare appena in tempo. A Firenze, Rita fu in contatto con le forze partigiane del Partito d'Azione[4] e nel 1944 entrò come medico nelle forze alleate.[2] Nel ’44 gli Alleati costrinsero i tedeschi a lasciare Firenze; la Montalcini divenne medico presso il Quartier Generale anglo-americano e venne assegnata al campo dei rifugiati di guerra provenienti dal Nord Italia.[1] Qui si accorse però che quel lavoro non era fatto per lei, in quanto non riusciva a trovare il sufficiente distacco dal dolore dei pazienti.[3]

Dopo la guerra, la Levi Montalcini tornò dalla famiglia a Torino dove riprese gli studi accademici, allestì un laboratorio di fortuna a casa in una collina vicino ad Asti. I suoi primi studi (degli anni 1938-1944) erano stati dedicati ai meccanismi di formazione del sistema nervoso dei vertebrati. Con il suo maestro Giuseppe Levi, iniziò a fare ricerca negli embrioni di pollo attraverso i quali approfondì le ricerche sulle correlazioni nello sviluppo tra le varie parti del sistema nervoso e si rivolgeva allo studio dello sviluppo dei neuroni isolati da varie elementi del tessuto cerebrale dell’embrione.[5] I lavori di questo periodo furono anch'essi ispirati dagli studi di Viktor Hamburger, il quale, nel 1947, la invitò a Saint Louis, a prendere la cattedra di docente del corso di Neurobiologia al Dipartimento di zoologia della Washington University (nello stato statunitense del Missouri) prima come professore associato (sino al 1958) e poi come professore ordinario.[5] Tra le altre cose continuò le ricerche embrionali sulle galline.[4]

Certa di rimanere negli Stati Uniti solo pochi mesi, quella che doveva essere una breve permanenza si riverò poi una scelta trentennale. Nel 1951 si recò in Brasile per effettuare degli esperimenti in vitro presso l’Università di Biofisica di Rio de Janeiro.[4] Fino al 1977 rimase negli USA, dove realizzò gli esperimenti fondamentali che la condussero, nel 1951-52, durante la sperimentazione di un trapianto di tumore di topo sul sistema nervoso dell’embrione di un pulcino, alla scoperta del fattore di crescita nervoso, noto come NGF (Nerve Growth Factor), una proteina che gioca un ruolo essenziale nella crescita e differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche.[4] Nel 1954, continuò nelle analisi in vitro e, in collaborazione con un suo allievo, biochimico, Stanley Cohen, arrivò all’isolamento e all’identificazione di tale sostanza: una proteina che viene sintetizzata da quasi tutti i tessuti e in particolare dalle ghiandole esocrine,[3] con cui meglio accertò la molecola proteica tumorale e ne chiarificò i meccanismi di crescita e di differenziazione cellulare. Con questa scoperta "andava contro l’ipotesi che il sistema nervoso fosse statico e rigidamente programmato dai geni".[4] Alla luce degli sviluppi successivi poté così cogliere appieno il significato di questa scoperta: alcune cellule del sistema simpatico sono stimolate dall’organo di cui regolano l’attività, una maggior richiesta è in grado di modificare in senso ipertrofico le cellule di questo sistema. Dopo aver sperimentato che, trattando alcuni topi con un siero anti-NGF, questi presentavano gravi problemi neuroendocrini, dovuti ad alterazioni irreversibili dell’ipotalamo, Rita Levi-Montalcini lo utilizzò per controllare la crescita dei tumori delle cellule nervose.[5] Nel 1956 venne nominata professore associata e nel 1958 professore ordinario presso la Washington University di St. Louis e, nonostante inizialmente volesse rimanere in quella città solo per un anno, vi lavorò e vi insegnò fino al suo pensionamento, avvenuto nel 1977.[3] Per circa trent'anni fece le ricerche su questa molecola proteica e sul suo meccanismo d'azione, per le quali nel 1986 è stata insignita del Premio Nobel per la medicina insieme al suo studente biochimico statunitense Stanley Cohen per l'intuizione dei fattori della crescita nello sviluppo umano.[4] Nella motivazione del Premio si legge: «La scoperta del NGF all'inizio degli anni Cinquanta è un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa estrarre ipotesi valide da un apparente caos. In precedenza i neurobiologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell'organismo». In particolare, si distinse per la scoperta del fattore che promuove la crescita delle cellule nel sistema nervoso periferico (NGF).[1] La scienziata devolse una parte del premio alla comunità ebraica per la costruzione di una nuova sinagoga a Roma.[3] Nel 1987 ricevette il National Medal of Science, l'onorificenza più alta del mondo scientifico americano.

Durante la permanenza negli Stati Uniti, la Levi Montalcini restò comunque legata all'Italia. Fondò un gruppo di ricerche e dal 1961 al 1969 diresse il Centro di Ricerche di neurobiologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Roma), in collaborazione con l'Istituto di Biologia della Washington University, e dal 1969 al 1979 rivestì la carica di Direttore del Laboratorio di Biologia cellulare del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Dopo essersi ritirata da questo incarico "per raggiunti limiti d'età" continuò i suoi studi come ricercatrice e Guest professor dal 1979 al 1989.[4] Dal 1989 al 1995 lavorò presso l'Istituto di neurobiologia del CNR con la qualifica di "Superesperto". Le sue indagini si concentravano sullo spettro di azione del NGF, utilizzando tecniche sempre più sofisticate.[6]

Dal 1993 al 1998 ha presieduto l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana. È membro delle più prestigiose accademie scientifiche internazionali, quali l'Accademia Nazionale dei Lincei per la classe delle Scienze Fisiche, l'Accademia Pontificia (prima donna ammessa), l'accademia nazionale delle scienze detta dei XL, la National Academy of Sciences statunitense e la Royal Society. È inoltre Presidente onorario dell'Associazione Italiana Sclerosi Multipla. Attualmente collabora con l’Istituto Europeo di Ricerca sul Cervello (Ebri), dove vi si reca ogni giorno e continua le sue ricerche sul cervello, convinta che siamo alla vigilia di nuove importanti scoperte, decisive per la cura di molte patologie.[2][4] Nel 1999 è stata nominata ambasciatrice dell'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) dal direttore generale Jacques Diouf.[7]

È stata nominata senatore a vita dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il 1º agosto del 2001. Ha ricevuto numerosi altri riconoscimenti fra i quali quattro lauree honoris causa delle Università di Uppsala (Svezia), Weizmann-Rehovot (Israele), St. Mary (USA) e Bocconi (Milano). Ha vinto inoltre il Premio internazionale Saint-Vincent, il premio Feltrinelli ed il premio "Albert Lasker" per la ricerca medica. La Montalcini figura anche tra i membri onorari del CICAP,[8] fin dalla sua fondazione.[9] In campo non scientifico, nel 2006, è stata autrice del testo di una canzone dei Jalisse dal titolo Linguaggio Universaleche ha partecipato alle selezioni per il Festival di Sanremo 2007, pur non riuscendo a qualificarsi.[10] Il 22 gennaio 2008 è stata insignita della laurea specialistica honoris causa in biotecnologie industriali presso l'Università Bicocca di Milano. Nel 2009, giungendo all'età di cento anni, è stata il primo vincitore del premio Nobel a varcare il secolo di vita.[11] È altresì il più anziano senatore a vita in carica[12] nonché della storia della Repubblica Italiana.[senza fonte]Il 30 settembre 2009, per i suoi studi sul sistema nervoso, ha ricevuto il Wendell Krieg Lifetime Achievement Award, riconoscimento internazionale istituito dalla più antica associazione internazionale dedicata allo studio del sistema nervoso, il Cajal Club.[13]

[modifica] Ruolo pubblico

È da sempre molto attiva in campagne di interesse sociale, quali quelle contro le mine anti-uomo, o per la responsabilità degli scienziati nei confronti della società. Nel 1992 ha istituito in memoria del padre, assieme alla sorella gemella Paola, la Fondazione Levi Montalcini, rivolta alla formazione ed all'educazione dei giovani, nonché al conferimento di borse di studio a giovani studentesse africane a livello universitario, con l'obiettivo di creare una classe di giovani donne che svolgano un ruolo di leadership nella vita scientifica e sociale del loro paese.

Particolarmente sensibile ai temi della difesa dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile, nel 1998 ha fondato la sezione italiana di Green Cross International ong. riconosciuta dalle Nazioni Unite e presieduta da Mikhail Gorbaciov, di cui è consigliere. Significativo l'impegno sulla prevenzione e sulle conseguenze ambientali e sociali delle guerre e dei conflitti legati allo sfruttamento delle risorse naturali, con particolare riferimento alla protezione e all'accesso alle risorse idriche.

Rita Levi-Montalcini nel 2007

Con la vittoria dell'Unione di Romano Prodi alle elezioni politiche del 2006, la Levi-Montalcini, in qualità di senatrice a vita, ha accordato la fiducia al governo Prodi II. Ha rifiutato la presidenza del Senato in periodo di elezione del presidente stesso, che le spettava per anzianità, a causa di una ridotta capacità visiva. Ha dichiarato di aver votato Franco Marini in tutti gli scrutini. La Montalcini ha continuato a sostenere tenacemente il governo Prodi fino alla sua caduta, pur senza partecipare ai lavori delle commissioni parlamentari. Per questo motivo l'ex ministro Francesco Storace l' ha contestata in maniera inusitata, ironizzando sull'età della senatrice e suggerendo di fornirla di un paio di stampelle. La scienziata gli ha risposto per le rime con una lettera pubblicata dal quotidiano La Repubblica.[14]

Negli stessi giorni la Lega Nord ha proposto un emendamento alla legge finanziaria per eliminare gli stanziamenti ad hoc per la fondazione EBRI (European Brain Research Institute) fondata dalla senatrice a vita Rita Levi Montalcini: si tratta dell'ultima delle sue numerose iniziative scientifiche, un nuovo centro di ricerca sul cervello a Roma[15] in collaborazione con la Fondazione S. Lucia[16] e il CNR. La senatrice è allora intervenuta in aula, per motivare la sua non partecipazione alla votazione dell'emendamento della Lega per "conflitto d'interesse", con le seguenti parole: «Signor Presidente, io non voterò, ma ringrazio molto quanti si rendono conto dell'attività svolta dall'istituto EBRI per la scienza italiana. Sono veramente molto grata a tutti coloro che si rendono conto di quanto stiamo facendo per la scienza, che mai è stata così utilmente portata avanti. Grazie infinite». L'emendamento della Lega Nord è stato in seguito respinto a larghissima maggioranza con 173 voti contrari, 57 astenuti e 75 voti a favore.

[modifica] Selezione di opere

  • Levi-Montalcini, R. (1942) Origine ed Evoluzione del nucleo accessorio del Nervo abducente nell'embrione di pollo, Tip. Cuggiani
  • Levi-Montalcini, R. (????) New developments in neurobiological research, Pontificia Academia Scient.
  • Levi-Montalcini, R. (1975) Il messaggio nervoso, Rizzoli
  • Levi-Montalcini, R. (1989) Elogio dell'imperfezione, Garzanti Libri, ISBN 978-88-11-67471-9
  • Levi-Montalcini, R. (1989) NGF: apertura di una nuova frontiera nella neurobiologia, Theoria, ISBN 8824101623
  • Levi-Montalcini, R.; Cimino, G.; Galzigna, L. (1993) Reti. Scienza, cultura, economia, Transeuropa, ISBN 8878281018
  • Levi-Montalcini, R. (1993) Il tuo futuro, Garzanti Libri, ISBN 8811738377
  • Levi-Montalcini, R. (1995) Per i settanta anni della Enciclopedia italiana, 1925-1995, Istituto della Enciclopedia italiana
  • Levi-Montalcini, R. (1996) Senz'olio contro vento, Baldini Castoldi Dalai, ISBN 978-88-8089-198-7
  • Levi-Montalcini, R. (1998) L'asso nella manica a brandelli, Baldini Castoldi Dalai, ISBN 8880894293
  • Levi-Montalcini, R. (1999) La galassia mente, Baldini Castoldi Dalai, ISBN 8880896369
  • Levi-Montalcini, R. (2000) Sclerosi multipla in Italia, Ass. It. Sclerosi Multipla, ISBN 8871480333
  • Levi-Montalcini, R. (2000) Cantico di una vita, Raffaello Cortina Editore, ISBN 978-88-7078-666-8
  • Levi-Montalcini, R. (2001) Un universo inquieto, Baldini Castoldi Dalai, ISBN 8884901111
  • Levi-Montalcini, R. (2002) Tempo di mutamenti, Baldini Castoldi Dalai, ISBN 978-88-8490-140-8
  • Levi-Montalcini, R. (2004) Tempo di azione, Baldini Castoldi Dalai, ISBN 8884904293
  • Levi-Montalcini, R. (2004) Abbi il coraggio di conoscere, Rizzoli, ISBN 978-88-17-00199-1
  • Levi-Montalcini, R.; Tripodi, G. (2005) Lungo le vie della conoscenza, Serra Tarantola, ISBN 8888507566
  • Levi-Montalcini, R. (2005) Eva era africana, Gallucci, ISBN 978-88-88716-35-0
  • Levi-Montalcini, R.; Tripodi, G. (2005) Lungo le vie della conoscenza, Rizzoli, ISBN 978-88-17-00823-5
  • Levi-Montalcini, R.; Tripodi, G. (2006) I nuovi magellani nell'er@ digitale, Rizzoli, ISBN 978-88-17-00823-5
  • Levi-Montalcini, R.; Tripodi, G. (2006) Tempo di revisione, Baldini Castoldi Dalai, ISBN 888490983X
  • Levi-Montalcini, R.; Botta, M.; Scrosoppi, M. I. (2007) La vita intellettuale, Proctor, ISBN 9788895499000
  • Levi-Montalcini, R.; Tripodi, G. (2007) Rita Levi-Montalcini racconta la scuola ai ragazzi, Fabbri, ISBN 978-88-451-4308-3
  • Levi-Montalcini, R.; Tripodi, G.; Ferri, G. (2008) Le tue antenate, Gallucci, ISBN 8861450334
  • Levi-Montalcini, R.; Tripodi, G. (2008) La clessidra della vita di Rita Levi-Montalcini, Baldini Castoldi Dalai, ISBN 8860734444
  • Levi-Montalcini, R. (2008) Ritmi d'arte , Serra Tarantola, ISBN 8895839056
  • Levi-Montalcini, R. (2009) Cronologia di una Scoperta, Baldini Castoldi Dalai, ISBN 978-88-6073-557-7
  • Levi-Montalcini, R. (2009) L'altra parte del mondo, Rizzoli, ISBN 8817015296

[modifica] Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria
Grand'ufficiale della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia d'oro ai benemeriti per la cultura - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'oro ai benemeriti per la cultura

— Roma, 31 ottobre 1986
Medaglia d'oro ai benemeriti per la cultura - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'oro ai benemeriti per la cultura

— Roma, 6 giugno 2001

[modifica] Note

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m (EN) Rita Levi-Montalcini - Autobiography. nobelprize.org. URL consultato il 29-08-2009.
  2. ^ a b c d e f Andrea Casalegno. «Rita Levi Montalcini, 100 anni di vita e ricerca». ilsole24ore.com. URL consultato in data 03-10-2009.
  3. ^ a b c d e Sara Sesti. I cento anni di Rita Levi Montalcini. universitadelledonne.it. URL consultato il 29-08-2009.
  4. ^ a b c d e f g h i j Rita Levi Montalcini, Biografia. fondazioneitaliani.it. URL consultato il 03-10-2009.
  5. ^ a b c d Biografia scientifica di Rita Levi Montalcini. accademiaxl.it. URL consultato il 05-09-2009.
  6. ^ Studi recenti hanno infatti dimostrato che esso ha un'attività ben più ampia di quanto si pensasse: non si limita ai neuroni sensori e simpatici, ma si estende anche alle cellule del sistema nervoso centrale, del sistema immunitario ematopoietico e alle cellule coinvolte nelle funzioni neuroendocrine.
  7. ^ (EN) Meet the Goodwill Ambassadors. fao.org. URL consultato il 21-11-2009.
  8. ^ Membri onorari del CICAP, dal sito web del comitato. URL consultato il 04-22-2009.
  9. ^ Auguri alla professoressa Montalcini, dal sito web del CICAP. URL consultato il 04-22-2009.
  10. ^ Paolo Conti. «I bocciati del Festival, tra Nobel e poetesse». Il Corriere della Sera, 09-01-2007. URL consultato in data 22-12-2008.
  11. ^ Nature: "Neuroscience: One hundred years of Rita". URL consultato il 2009-04-27.
  12. ^ Scalfaro presiederà la seduta di venerdì e voterà per l'Ulivo. URL consultato il 18-09-2009.
  13. ^ «Premio internazionale a Rita Levi Montalici per studi sul cervello». libero-news.it. URL consultato in data 20-10-2009.
  14. ^ Nell'ottobre del 2007 l'ex ministro Francesco Storace ha contestato la legittimità dell'apporto della Levi-Montalcini alla stabilità del secondo Governo Prodi, ironizzando sull'età della senatrice e suggerendo di fornirla di un paio di stampelle. La stampa (la Repubblica) fu la prima a far notare l'estrema anomalia della vicenda. Il giorno dopo il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, schierandosi con la Levi Montalcini, censurò l'intervento di Storace, aprendo una "querelle" politica che è sfociata in una denuncia per offesa all'onore o al prestigio del Presidente della Repubblica (articolo 278 del Codice Penale) a carico di Storace.
  15. ^ Sito web European Brain Research Institute. URL consultato il 05-09-2008.
  16. ^ Sito web Fondazione S. Lucia. URL consultato il 05-09-2008.
  17. ^ Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana Dott.ssa Rita Levi. URL consultato il 05-09-2008.
  18. ^ vedi qui
  19. ^ Elenco degli Accademici d'Onore dell'Accademia delle Arti del Disegno vedi qui

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

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