Rita Levi-Montalcini

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Monogramma del Senato della Repubblica Italiana Parlamento Italiano
Senato della Repubblica
Sen. Rita Levi-Montalcini

Luogo nascita Torino
Data nascita 22 aprile 1909 (1909-04-22) (100 anni)
Luogo morte
Data morte
Titolo di studio Laurea in medicina e chirurgia
Professione Scienziata, ricercatrice, politico
Partito
Legislatura XIV, XV, XVI
Gruppo Gruppo misto
Coalizione
Circoscrizione
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Senatore a vita
Nomina Presidenziale
Data nomina 1º agosto 2001
Incarichi parlamentari
  • Membro 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali)
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Medaglia del Premio Nobel Nobel per la medicina 1986

Rita Levi-Montalcini (Torino, 22 aprile 1909) è una scienziata e senatrice italiana. È stata insignita del premio Nobel per la medicina nel 1986 e nominata senatrice a vita nel 2001 dal presidente Carlo Azeglio Ciampi. È socia nazionale dell'Accademia dei Lincei per la classe delle scienze fisiche.

Indice

[modifica] Biografia

Nacque a Torino il 22 aprile 1909 insieme alla sorella gemella Paola Levi Montalcini (19092000). Dopo aver studiato medicina all'università di Torino, dove all'età di vent'anni entrò nella scuola medica dell'istologo Giuseppe Levi, iniziò gli studi sul sistema nervoso che avrebbe proseguito per tutta la sua vita, salvo alcune brevi interruzioni nel periodo della seconda guerra mondiale. Si era laureata nel 1936.

Nel 1938, in quanto ebrea sefardita, fu costretta dalle leggi razziali del regime fascista ad emigrare in Belgio con Giuseppe Levi, dove continuò le sue ricerche in un laboratorio casalingo. Sino all'invasione tedesca del Belgio (primavera del 1940) era stata ospite dell'istituto di neurologia dell'Università di Bruxelles. La Levi Montalcini tornò a Torino dopo la guerra ed allestì un laboratorio di fortuna a casa in una collina vicino ad Asti, dove con il suo maestro Giuseppe Levi iniziò a fare ricerca sullo sviluppo del sistema nervoso negli embrioni di pollo.

I suoi primi studi (degli anni 1938-1944) sono dedicati ai meccanismi di formazione del sistema nervoso dei vertebrati.

Nel 1947 accettò l'invito a proseguire le sue ricerche al Dipartimento di Zoologia della Washington University (nello stato statunitense del Missouri), dove rimase fino al 1977.

Nel 1951 / 1952 scoprì il fattore di crescita nervoso noto come NGF (Nerve Growth Factor), che gioca un ruolo essenziale nella crescita e differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche. Per circa trent'anni proseguì le ricerche su questa molecola proteica e sul suo meccanismo d'azione, per le quali nel 1986 è stata insignita del Premio Nobel per la medicina insieme al biochimico statunitense Stanley Cohen. Nella motivazione del Premio si legge: «La scoperta del NGF all'inizio degli anni Cinquanta è un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa estrarre ipotesi valide da un apparente caos. In precedenza i neurobiologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell'organismo».

In laboratorio esamina dei vetrini

Dal 1961 al 1969 ha diretto il Centro di Ricerche di Neurobiologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Roma) in collaborazione con l'Istituto di Biologia della Washington University, e dal 1969 al 1979 il Laboratorio di Biologia cellulare. Dopo essersi ritirata da questo incarico "per raggiunti limiti d'età" continuò i suoi studi come ricercatrice e guest professor dal 1979 al 1989, e dal 1989 al 1995 lavorò presso l'Istituto di Neurobiologia del CNR con la qualifica di "superesperto". Le sue indagini si concentravano sullo spettro di azione del NGF, utilizzando tecniche sempre più sofisticate. [1]

Dal 1993 al 1998 ha presieduto l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana. È membro delle più prestigiose accademie scientifiche internazionali, quali l'Accademia Nazionale dei Lincei, l'Accademia Pontificia, l'accademia nazionale delle scienze detta dei XL, la National Academy of Sciences statunitense e la Royal Society. È stata nominata senatore a vita dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il 1º agosto del 2001. Ha ricevuto numerosi altri riconoscimenti fra i quali quattro lauree honoris causa delle Università di Uppsala (Svezia), Weizmann-Rehovot (Israele), St. Mary (Usa) e Bocconi (Milano). Ha vinto inoltre il Premio internazionale Saint-Vincent, il premio Feltrinelli ed il premio "Albert Lasker" per la ricerca medica.

La Montalcini figura anche tra i membri onorari del CICAP [2], fin dalla sua fondazione[3].

In campo non scientifico, nel 2006, è stata autrice del testo di una canzone dei Jalisse che ha partecipato alle selezioni per il Festival di Sanremo 2007, pur non riuscendo a qualificarsi.[4]

Nel 2009, giungendo all'età di cento anni, è stata il primo vincitore del premio Nobel a varcare il secolo di vita [5].

[modifica] Ruolo pubblico

È da sempre molto attiva in campagne di interesse sociale, quali quelle contro le mine anti-uomo, o per la responsabilità degli scienziati nei confronti della società. Nel 1992 ha istituito in memoria del padre, assieme alla sorella gemella Paola, la Fondazione Levi Montalcini, rivolta alla formazione ed all'educazione dei giovani, nonché al conferimento di borse di studio a giovani studentesse africane a livello universitario, con l'obiettivo di creare una classe di giovani donne che svolgano un ruolo di leadership nella vita scientifica e sociale del loro paese.

Particolarmente sensibile ai temi della difesa dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile, nel 1998 ha fondato la sezione italiana di Green Cross International ong. riconosciuta dalle Nazioni Unite e presieduta da Mikhail Gorbaciov, di cui è consigliere. Significativo l'impegno sulla prevenzione e sulle conseguenze ambientali e sociali delle guerre e dei conflitti legati allo sfruttamento delle risorse naturali, con particolare riferimento alla protezione e all'accesso alle risorse idriche.

Rita Levi-Montalcini nel 2007

Con la vittoria dell'Unione di Romano Prodi alle elezioni politiche del 2006, la Levi-Montalcini, in qualità di senatrice a vita, ha accordato la fiducia al governo Prodi II. Ha rifiutato la presidenza del Senato in periodo di elezione del presidente stesso, che le spettava per anzianità, a causa di una ridotta capacità visiva. Ha dichiarato di aver votato Franco Marini in tutti gli scrutini. La Montalcini ha continuato a sostenere tenacemente il governo Prodi fino alla sua caduta, pur senza partecipare ai lavori delle commissioni parlamentari. [6]

Negli stessi giorni la Lega Nord ha proposto un emendamento alla legge finanziaria per eliminare gli stanziamenti ad hoc per la fondazione EBRI (European Brain Research Institute) fondata dalla senatrice a vita Rita Levi Montalcini: si tratta dell'ultima delle sue numerose iniziative scientifiche, un nuovo centro di ricerca sul cervello a Roma[7] in collaborazione con la Fondazione S. Lucia [8] e il CNR. La senatrice è allora intervenuta in aula, per motivare la sua non partecipazione alla votazione dell'emendamento della Lega per "conflitto d'interesse", con le seguenti parole: «Signor Presidente, io non voterò, ma ringrazio molto quanti si rendono conto dell'attività svolta dall'istituto EBRI per la scienza italiana. Sono veramente molto grata a tutti coloro che si rendono conto di quanto stiamo facendo per la scienza, che mai è stata così utilmente portata avanti. Grazie infinite». L'emendamento della Lega Nord è stato in seguito respinto a larghissima maggioranza con 173 voti contrari, 57 astenuti e 75 voti a favore.

[modifica] Selezione di opere

[modifica] Onorificenze

immagine del nastrino non ancora presente

Accademico d'Onore dell'Accademia delle Arti del Disegno

— Firenze[9]
Cavaliere di Gran Croce, Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria

Cavaliere di Gran Croce, Ordine al merito della Repubblica Italiana

— Roma, 8 gennaio 1987.[10]

[modifica] Note

  1. ^ Studi recenti hanno infatti dimostrato che esso ha un'attività ben più ampia di quanto si pensasse: non si limita ai neuroni sensori e simpatici, ma si estende anche alle cellule del sistema nervoso centrale, del sistema immunitario ematopoietico e alle cellule coinvolte nelle funzioni neuroendocrine.
  2. ^ Membri onorari del CICAP, dal sito web del comitato. URL consultato il 04-22-2009.
  3. ^ Auguri alla professoressa Montalcini, dal sito web del CICAP. URL consultato il 04-22-2009.
  4. ^ Paolo Conti. «I bocciati del Festival, tra Nobel e poetesse». Il Corriere della Sera, 09-01-2007. URL consultato in data 22-12-2008.
  5. ^ Nature: "Neuroscience: One hundred years of Rita". URL consultato il 2009-04-27.
  6. ^ Nell'ottobre del 2007 l'ex ministro Francesco Storace ha contestato la legittimità dell'apporto della Levi-Montalcini alla stabilità del secondo Governo Prodi, ironizzando sull'età della senatrice e suggerendo di fornirla di un paio di stampelle. La stampa (La Repubblica) fu la prima a far notare l'estrema anomalia della vicenda. Il giorno dopo il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, schierandosi con la Levi Montalcini, censurò l'intervento di Storace, aprendo una "querelle" politica che è sfociata in una denuncia per offesa all'onore o al prestigio del Presidente della Repubblica (articolo 278 del Codice Penale) a carico di Storace.
  7. ^ Sito web European Brain Research Institute. URL consultato il 05-09-2008.
  8. ^ Sito web Fondazione S. Lucia. URL consultato il 05-09-2008.
  9. ^ Elenco degli Accademici d'Onore dell'Accademia delle Arti del Disegno
  10. ^ Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana Dott.ssa Rita Levi. URL consultato il 05-09-2008.

[modifica] Bibliografia

  • Muhm, M. (1986) Vage Hoffnung für Parkinson-Kranke. Überlegungen der Medizin-Nobelpreisträgerin Rita Levi Montalcini, in: Süddeutsche Zeitung, Nr. 293, 22 Dezember 1986

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