Bruno Rossi

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Bruno Benedetto Rossi
Premio Wolf Premio Wolf per la fisica 1987

Bruno Benedetto Rossi (Venezia, 13 aprile 1905Cambridge, 21 novembre 1993) fu un fisico italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Compiuti gli studi universitari in fisica tra le Università di Padova e di Bologna (dove si laurea nel 1927), dal 1928 al 1932 è assistente di Antonio Garbasso all'Università di Firenze, dove fonda la scuola fiorentina di fisica dei raggi cosmici, lavorando come astrofisico presso l'osservatorio di Arcetri.

Ad Arcetri nel 1930 Rossi perfeziona la tecnica di coincidenza, costruendo circuiti che consentono di collegare rivelatori a grandi distanze. Nello stesso anno ha l’idea di utilizzare il campo magnetico terrestre per misurare se le particelle cosmiche siano prevalentemente positive o negative: se i raggi cosmici sono prevalentemente particelle di carica positiva, per l’interazione con il campo magnetico terrestre appariranno provenire prevalentemente da Ovest; se sono particelle negative appariranno provenire prevalentemente da Est. Esegue la misura proprio ad Arcetri, e ottiene un risultato ambiguo.

Nel 1932 diventa professore di fisica sperimentale all'Università di Padova e, successivamente, si prodiga per la costruzione dell'attuale dipartimento di fisica.

Dopo aver perfezionato i suoi strumenti a Padova, Rossi programma una campagna di misure all’Asmara nelle colonie eritree, perché l’effetto Est-Ovest doveva essere maggiore in prossimità dell’Equatore. Riesce a compiere il suo viaggio nel 1933, e dimostra che i raggi cosmici sono prevalentemente particelle di carica positiva; pubblica il suo risultato nel 1934. Rossi fu sfortunato: qualche mese prima Alvarez e Compton avevano ottenuto lo stesso risultato (citarono comunque correttamente nel loro lavoro il fatto che l’idea era stata di Rossi).

Nel corso delle sue misure all’Asmara Rossi ottiene un altro risultato importantissimo. Riporta durante un test delle apparecchiature l’osservazione di scariche quasi simultanee di contatori Geiger molto distanti tra loro posti su una linea orizzontale. Era la scoperta degli sciami estesi di particelle: ampi sciami di particelle vengono generati da raggi cosmici primari ad alta energia che interagiscono con i nuclei d’aria nell’alta atmosfera, dando inizio a una cascata di interazioni secondarie che alla fine porta uno sciame di elettroni, fotoni, muoni che raggiungono il livello del suolo. Gli sciami di particelle sono la spiegazione diretta del fenomeno di scarica spontanea degli elettroscopi, da cui tutta l’indagine sui raggi cosmici era partita all’inizio del secolo.[1]

Nel 1938, essendo di origini ebraiche, è costretto la lasciare l'Italia a seguito della promulgazione delle famigerate leggi razziali. Si sposta dapprima a Copenaghen, ospite di Niels Bohr, poi in Gran Bretagna e infine negli Stati Uniti.

Bruno Rossi mentre ispeziona il satellite Uhuru

Tra il 1939 e il 1943 soggiorna prima alla University of Chicago e poi alla Cornell University. Tra il 1943 e il 1945 partecipa, insieme a Fermi e Segré, al progetto Manhattan nei laboratori di Los Alamos per la realizzazione della prima bomba nucleare.

Invitato dallo stesso Fermi a collaborare al progetto Manhattan, accetta dopo molte esitazioni sperando si trattasse solamente di una "dimostrazione". Dopo le esplosioni di Hiroshima e Nagasaki e la seguente corsa agli armamenti nucleari rivede le sue posizioni e negli anni ottanta manifesta una netta opposizione al progetto di scudo spaziale voluto da Reagan.

Dal 1946 al 1970 insegna al MIT, dove si afferma come una delle maggiori autorità internazionali nell'ambito della fisica dei raggi cosmici e della ricerca astronomica e spaziale.

Nel 1958 viene fondata l’American Science & Engineering (AS&E) e Bruno Rossi ne diventa presidente del consiglio di amministrazione e consulente scientifico. L'anno successivo, Rossi chiama a lavorare anche Riccardo Giacconi, con il quale inizia i primi studi di astronomia a raggi X, che porteranno alla messa in orbita del satellite Uhuru e del primo telescopio a raggi X orbitante, l'Osservatorio Einstein.

Dal 1974 al 1980 rientra in Italia, dove ricopre la cattedra di complementi di fisica generale a Palermo.

In ambito scientifico egli è anche considerato come il fondatore dell'astronomia a raggi X.

Deceduto nel 1993, i suoi resti riposano al Cimitero delle Porte Sante a Firenze.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Alessandro De Angelis, L'enigma dei raggi cosmici, Milano, Springer, 2012.
  2. ^ (EN) Bruno B. Rossi

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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