Luca Francesconi (compositore)

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Luca Francesconi

Luca Francesconi (Milano, 17 marzo 1956) è un compositore italiano. Ha scritto finora oltre cento lavori, dal solista all’opera al multimedia, commissionati da importanti istituzioni musicali ed emittenti radiofoniche italiane e internazionali. Collabora regolarmente con prestigiosi direttori, solisti, ensemble e le migliori orchestre del mondo, spesso anche nel ruolo di direttore d'orchestra. Ha diretto per quattro anni la Biennale Musica di Venezia (2008-2011).

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Luca Francesconi nasce a Milano da un padre pittore[1] che ha diretto il Corriere dei piccoli e ideato il Corriere dei ragazzi[2] e una madre che ha firmato note campagne pubblicitarie. Trascorre i primi anni al QT8, quartiere popolare sorto accanto all'enorme cumulo di detriti postbellici che in seguito sarebbe diventato il Monte Stella. A cinque anni, conquistato da un concerto di Svjatoslav Richter, comincia a studiare pianoforte. Ammesso alle scuole medie del Conservatorio sei anni dopo, tuttavia, istintivamente si ritrae. Gli sembra un posto troppo accademico e ufficiale, e preferisce frequentare le medie al QT8, nonostante nel frattempo si sia trasferito più in centro con la famiglia. Il suo rapporto con la musica e con la vita prende così una strada, molto presto, di responsabilità e scelta costante, di ricerca e sperimentazione diretta.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Dobbiamo ripensare a fondo e filtrare con decisione il potenziale ricchissimo elaborato prima di noi; ed utilizzarlo a fini espressivi.[3]

Al Conservatorio di Milano riapproda nel 1974, mentre frequenta il liceo classico Berchet e batte il territorio musicale in lungo e in largo, interessato a ogni dimensione possibile del suono[4]. Suona in gruppi jazz e rock, in concerti classici, incide dischi come session man, compone musica per teatro, cinema, pubblicità e televisione. Sono esperienze gratificanti, anche dal punto di vista economico, ma non basta. Si rende conto che un linguaggio realmente vivo guarda il presente ma prende linfa dalle sue radici. Viene per lui il momento di scavare nella tradizione musicale a cui appartiene. Il Conservatorio di Milano dà sempre più spazio alla musica contemporanea, e Luca Francesconi si iscrive al corso di composizione tenuto da Azio Corghi. “Da lui ho imparato il mestiere, quello proprio fondamentale, il contrappunto e queste cose, la serietà del lavoro e l'apertura mentale”[5]. Nel frattempo continua a esplorare la musica elettronica e nel 1977 si concede un'immersione totale nel jazz al Berklee college of Music a Boston.

A lezione da Karlheinz Stockhausen[modifica | modifica wikitesto]

La montagna è davanti a noi e bisogna passarci attraverso, con enorme forza e pazienza. Non è sufficiente contemplarla né sgattaiolarle davanti per sentieri secondari, né tantomeno tornare indietro sostenendo che la montagna non c'è.[6]

Donnerstag aus Licht va in scena al Teatro alla Scala di Milano nel 1981. Stockhausen è un riferimento storico: Francesconi lo ammira per la straordinaria coerenza organizzativa, per la ricerca infaticabile di un'unità linguistica. Nella prima opera ne apprezza a fondo anche il lato visionario. Vuole vederlo lavorare e si iscrive al corso intensivo tenuto da Stockhausen a Roma in quello stesso anno. “Da lui ho imparato il rigore, prima assumendolo per osmosi, poi smitizzandolo”.[7]

Incontro e collaborazione con Luciano Berio[modifica | modifica wikitesto]

Luciano non parlava molto degli aspetti più ‘tecnici’ e delicati del lavoro del compositore. Ricordo che nei momenti più imprevisti lanciavo delle domande a bruciapelo, sperando di cogliere delle indicazioni. Le risposte erano come degli enigmi. Avevano un che di sacrale e necessitavano di rituali divinatori per poterle decodificare[8].

Da Berio impara soprattutto sul campo, come un tempo gli artigiani a bottega: dal 1981 al 1984 è suo assistente. Lavora direttamente sullo spartito di La vera storia, partecipa alla produzione come maestro sostituto e pianista di scena; nel 1984 collabora con lui alla riscrittura dell'Orfeo di Monteverdi. È con Berio anche a Tanglewood dove segue uno dei celebri corsi estivi.

Attività, opere, ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Ne 1984 tre suoi pezzi, fra cui Passacaglia, per grande orchestra, (1982), vengono selezionati per il Gaudeamus International Composers Award di Amsterdam. È la prima grande affermazione internazionale, che crea un legame costruttivo con l'ambiente musicale olandese, e il presupposto per ulteriori commissioni. In Italia ha invece la possibilità di mettere seriamente in pratica per la prima volta la sua idea di “polifonia di linguaggi” grazie a una commissione del Teatro Lirico di Cagliari: Suite 1984. La polifonia che ho in mente non ha niente a che vedere con il "postmoderno" o il collage, il pastiche esotico, la provinciale chinoiserie dei nostri nonni (ma anche di Stockhausen o di certi gruppi pop). È piuttosto una libera fusione di idee in un corpo compatto e solidissimo linguisticamente che rivela nella profondità interna e non in una esteriore eterogeneità le sue profonde energie. Energie che vengono dalla terra, dalla cultura popolare, dalle antiche culture africane e orientali.[9]

“Nel 1984 il Teatro Lirico di Cagliari propone il quartetto del pianista e compositore Franco D'Andrea con il gruppo Africa Djolé del master percussionist Fode Youla della Guinea. Le loro musiche dovevano essere riunite in forma sinfonica (Suite 1984) dal ventottenne Luca Francesconi per l'esecuzione dell'Orchestra del Teatro diretta dallo stesso Francesconi, fresco di studi severi, assistente di Luciano Berio e ‘allievo per il jazz di D'Andrea’, come amava definirsi. Il concerto attirò da ogni dove gli esperti desiderosi di novità e di promettenti sincretismi fra civiltà musicali diverse, e fu un trionfo.”[10] “Orchestra, percussionisti africani e quintetto jazz: già la scelta dell'organico contiene, in modo esplicito, il nucleo generativo di uno dei principali motori estetici della musica di Luca Francesconi: la tendenza ad accostare, seguendo le regole del contrasto e della fusione, suoni e linguaggi di matrice assai diversa[11].

1984-1990[modifica | modifica wikitesto]

Il primo disco, un vinile registrato negli Stati Uniti, contiene Viaggiatore insonne, su testo di Sandro Penna. “L'atteggiamento di Francesconi come compositore è in effetti simile a quello di un viaggiatore instancabile, che esplora spazi linguistici in cerca dei loro confini sempre mobili, e conduce uno studio etologico per determinare i confini tra rumore e suono, tra istinto e ragione”.[12]

Il nuovo Vertige, per orchestra d’archi, viene eseguito a Strasburgo. Compone diversi lavori per ensemble che saranno eseguiti a Cagliari (Onda sonante, per otto strumenti, commissionato dalla Nieuw Ensemble, direttore Ed Spanjaard, 1985), Parigi (Tracce, per flauto, 1986), Città di Castello (Da capo, per nove strumenti, 1988), Middelburg (Finta-di-nulla, per soprano e diciannove strumenti, testo di Umberto Fiori, Xenakis Ensemble, direttore Diego Masson, soprano Marie Duisit,1991), Bruxelles (Encore/Da capo, per 9 strumenti, Ictus Ensemble diretta dall’autore, 1995).

Nel 1984 Casa Ricordi diventa il suo editore e da allora pubblica tutte le sue opere.

Nel 1985 viene invitato a Trento, al Festival Musica '900, per una serie di dialoghi pubblici con Franco Donatoni. È un incontro importantissimo: parlando con il grande compositore veronese, nelle conversazioni pubbliche e durante i viaggi in treno, Francesconi sente che alcuni nodi si sciolgono. Plot in fiction, dedicato a Franco Donatoni, ne è in molti sensi l'esito felice.

Plot in Fiction[modifica | modifica wikitesto]

La cosa veramente difficile è scrivere lavori con una ricca e complessa articolazione di significati e di eventi; che siano cioè capaci di darsi una struttura di linguaggio, di essere un mondo ( Mahler!) ma la cui complessità sia in trasparenza.[13]

Per oboe e corno inglese o clarinetto e gruppo da camera (1986), costruisce la trama sonora intorno a note-cardine all'interno di un ordito formale rigoroso.[14] “Il punto qui è trovare il “plot” nella “fiction”, il filo narrativo che si snoda attraverso la complessità e l'intrico di una "foresta di simboli quotidiani”[15] È un'architettura che guida l'ascoltatore all'interno della composizione: la ricerca di una trasparenza compositiva (senza, mai tuttavia, scivolare nella semplicità; i mezzi lasciano inalterata la qualità del pensiero dell'autore), basata sull'energia pura, direttamente percepibile, senza la necessità di esibire i meccanismi sottostanti.[16] Viene eseguito per la prima volta a Trento, Festival Musica ’900, dall’Ensemble Musique Oblique diretta da Sandro Gorli; solista Diego Dini Ciacci.

Mambo[modifica | modifica wikitesto]

A questo punto direi che non si può più parlare di linguaggio privo di codice o di morfogenesi, cioè di linguaggio che si fa mentre l'evento estetico si produce. Bisogna fare i conti anche con un substrato, con quello che io chiamo pressione semantica, cioè con la storia.[17]

Per pianoforte solo, è il suo brano più jazz, in cui è più chiara la ricerca di un equilibrio sempre inquieto tra i materiali sonori, colti nella loro primitività, e il potere evocativo della Storia, a cui il compositore non si può sottrarre. Nel brano si sovrappongono un ostinato ritmico nel registro grave, una serie di linee diatoniche ascendenti-discendenti e, infine, una sequenza di accordi martellati di quattro suoni. In questo continuo 'attrito dei contrari' risiede il motore estetico della musica di F., nonché la carica di seduzione sonora delle sue opere.[18] Francesconi attinge come a una risorsa preziosa all'estrema capacità analitica sviluppata dalla cultura occidentale. Prende un riferimento musicale condiviso e lo sviscera fino a metterne a nudo ulteriori possibilità di sviluppo, di trasformazione. Impugnando la ‘pressione sematica’ come un grimaldello, si spinge sempre più in là, verso le radici energetiche del suono.

Agon, centro di ricerca e sperimentazione musicale[modifica | modifica wikitesto]

È importante che i compositori affrontino direttamente l'uso dei calcolatori; anche empiricamente, in un primo stadio. E che cerchino, studino, propongano nuovi mezzi per comunicare con essi, nuove interfacce. Che aiutino a riportare l'uomo al centro delle sue macchine.[19]

Nel 1990 Francesconi fonda Agon con in mente due grandi utopie. La prima è che sia ancora possibile e disperatamente importante lavorare insieme, in cooperazione, immaginando progetti fatti con altri, scambiarsi esperienze, idee. Agon nasce come organismo che ha un'identità pubblica, “non è lo studio mio o tuo”, vuole diventare un posto dove si possa parlare, incontrarsi e non solo fare il proprio interesse. La seconda utopia è partire dal basso e non dall'alta tecnologia; partire dalle esigenze musicali dei compositori per stimolare un rapporto diverso, più semplice, “meno terroristico” tra i musicisti veri e le macchine.[20] Maneggiare l'elettronica serve anche, secondo Francesconi, per recuperare un approccio fisico, uditivo alla composizione musicale, che solo con carta e matita rischia di diventare troppo speculativo, allentando il rapporto diretto con il materiale sonoro.[21]

 Agon è stato per anni uno dei più attivi centri di produzione e di ricerca musicale in Italia.[22]

Riti neurali[modifica | modifica wikitesto]

La complessità è sempre questione di qualità, non di quantità. Ciò che realmente conta è la trasparenza in una densità globale. Ciò significa che devo ricorrere a una sintassi particolarmente articolata solo se ne ho reale necessità, ossia solo se ho cose particolarmente articolate da dire.[23]

Composto nel 1991, per violino e otto strumenti, è il terzo studio sulla memoria. Come molte sue opere, sviluppa la materia su molteplici livelli, seguendo percorsi labirintici, eppure le sue textures chiaramente delineate offrono all'ascoltatore riferimenti inconfondibili.[24] Il solista stabilisce una vasta gamma di relazioni con la piccola orchestra (guidandola, lasciandosi guidare, contraddicendola, ignorandola, etc.) assumendo nel contempo varie posizioni. […] La complessità del contrappunto nasce dalla simultaneità delle varie posizioni.[25] “Ci sono cose che ci richiamano altre cose, o che acquistano significato in relazione ad altre cose. Siamo sottoposti, in un certo senso, a un destino percettivo storicamente determinato. Che lo si voglia o meno. L'illusione della tabula rasa, della trasparenza pura, da sola non basta. Probabilmente è meglio tener conto di questo problema percettivo fin dall'inizio e considerarlo uno dei parametri compositivi”.[26] La commissione è di Radio France, la prima è a Parigi il 14 gennaio 1992: Asko Ensemble, direttore Denis Cohen, solista Irvine Arditti.

Mentre le esecuzioni si susseguono ad Amsterdam, Parigi, Bruxelles, Anversa, un ampio ritratto alla Biennale di Venezia, nel 1993, consolida definitivamente la sua fama anche in Italia: la Nieuw Ensemble Amsterdam, Arditti e Ensemble Modern (con la nuova commissione di Plot II) raccolgono le forze in un unico concerto dedicato alla sua musica al teatro La Fenice.

Etymo[modifica | modifica wikitesto]

Il grande sforzo è mantenere nel compositore i due livelli, compositivo ed emotivo, e fare in modo che questi si rimandino in continuazione la responsabilità della forma dell'opera fino ad arrivare, alla fine, a un risultato di equilibrio.[27]

Tra il 1993 e il 1994, lavora e insegna a Parigi nella bottega ipertecnologica dell'Ircam, dove “si modella il suono con le mani”. Per questa commissione dell'Ircam, Francesconi analizza informaticamente i suoni e i loro comportamenti fino alla radice, all'etimo, per realizzare “uno dei corrispettivi musicali più convincenti e nello stesso tempo più impetuosi della scrittura di Baudelaire, provando con chiarezza di padroneggiare con sicurezza l'insidioso rapporto tra parole e musica.”[28]

Il pezzo è basato quasi tutto sulla poesia di Baudelaire Le Voyage, di cui in due momenti si ascoltano declamati dalla soprano due frammenti chiave: “Dites, qu'avez-vous vu?” (Dite, cosa avete visto?). L'analisi al computer di questa frase è il dna che articola tutto il pezzo, dalla microstruttura alla macroforma.[29] Il risultato è un organismo a più livelli che nei venticinque minuti di durata dispone il materiale di base (fonemi, particelle strumentali, trasformazione elettronica) e poi lo aggrega in strutture via via più complesse. Tutto comincia con un quesito sull'origine del significato (in greco: “etymon“). Cosa c'è prima della parola e cosa modella il linguaggio? E infine, che cosa ci permette di trascendere il linguaggio? In principio c'è il pre-linguaggio, le sue premesse. “Etymo“, un'opera con grandi ali bianche, comincia nei primi balbettii del linguaggio, nei fonemi. Nulla di intelleggibile, alliterazioni che rotolano e scivolano (o fluttuano) e un'orchestra che pare sospesa, come se stesse aspettando. Queste particelle fonetiche e musicali si aggregano in una sovrapposizione contrappuntistica, per esplodere infine in un mare di profondità da cui le prime parole sorgono.[30] Un esempio significativo di come Francesconi impieghi in modo magistrale l'elettronica per ampliare la gamma espressiva e il colore degli strumenti. La fisicità dell'esecuzione resta al centro della sua opera[31], ma l'elettronica lo aiuta a raggiungere un'estrema intensità espressiva.[32]

A fuoco (1995) è il quarto studio sulla memoria; Animus, per trombone e computer, (1996) viene eseguito a Parigi, mentre la London Sinphonietta porta Plot in fiction a Roma, a Santa Cecilia (1996).

Wanderer[modifica | modifica wikitesto]

Gli sforzi di formalizzazione del pensiero creativo e del pensiero tout court sono importantissimi anche per i compositori, ma d'altra parte l'approccio "analogico" e qualitativo dell'artista aiuta a sdrammatizzare il rapporto con i mezzi tecnologici e soprattutto a riaffermare l'impossibilità di discretizzare, quantificare l'esperienza umana; l'impossibilità di convertire in moneta binaria e spedire via fibre ottiche la somma totale dell'essenza, la totalità dell'esperienza estetica, del corpo, degli affetti, del mondo.[33]

Il 17 gennaio 2000 Riccardo Muti dirige Wanderer alla Scala di Milano. “Questo viaggiatore è l'uomo che, dopo aver fatto l'inventario delle generazioni che l'hanno preceduto, prende con sé solo lo stretto necessario per imboccare la strada verso l'immensità degli spazi possibili. All'ingresso del nuovo millennio, Luca Francesconi si sbarazza del peso schiacciante della tradizione, specialmente quello generato dal serialismo e dai suoi adoratori. Dopo profonde ricerche sul tempo, sui tempi, verrebbe da dire, sul tessuto sonoro, Luca Francesconi esplora qui un tipo di linguaggio che favorisce la narrazione.[34]

Cobalt, Scarlet: Two Colours of Dawn[modifica | modifica wikitesto]

La musica è  più vicina di ogni altra forma espressiva a quel nucleo di "energia esistenziale"  che vive nel profondo.[35]

Il 2000 è anche l'anno di Cobalt, Scarlet: Two Colors of Dawn. “Un unico movimento di ventitré minuti per grande orchestra divisa in gruppi paralleli, talvolta contrapposti, comincia con un pianissimo di bagliori metallici che si avvicendano dai due lati del palco. Poi altri strumenti a percussione, fiati e ottoni si aggiungono sommessamente sviluppando, trasformando piani di volume e colori. Ma è un improvviso accento metallico che scatta come una carica di profondità a riempire la sala non tanto di fragore quanto di presenza, di rapimento”.[36] “Questa composizione segna una svolta nella carriera di Luca Francesconi che arricchisce la sua esplorazione al cuore della materia sonora con l'apporto della sua sensibilità, della sua emotività. La sua musica accede così a una dimensione aritistica più ampia, quella di un incontro armonioso della tecnica e della psicologia nel senso più ampio del termine.[37]

Teatro musicale[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1985 a oggi Luca Francesconi ha composto otto lavori di stampo teatrale, da Scene, su testo di Umberto Fiori, all'opera da camera In Ostaggio, da Lips, Eyes Bang, per attrice/cantante, dodici strumenti e audio video in tempo reale, alla videopera Striaz. Ballata viene messa in scena nel 2002, commissionata dal Théâtre de La Monnaie di Bruxelles, per la regia di Achim Freyer.

Ballata[modifica | modifica wikitesto]

La mia idea era voltare pagina, liberarmi per così dire del Novecento. Volevo utilizzare tutte le densità espressive che mi venivano concesse da quel secolo, e per me è stata una specie di sintesi delle esperienze musicali che più mi avevano colpito.[38]

Nel 1994 Luca Francesconi aveva realizzato un'opera radiofonica vincitrice del Prix Italia, Ballata del rovescio del mondo, su testo Umberto Fiori; nel 1996, la stretta collaborazione con il poeta milanese si ripropone per il suo terzo lavoro di teatro musicale, Ballata, tratto dalla Ballata del vecchio marinaio di Samuel Coleridge. Divisa in due atti, Ballata si avvale di una grande orchestra con la sezione percussioni allargata; a destra della scena è disposta un ensemble strumentale ispirata alle orchestrine zigane, e quattro cori femminili distribuiti ai quattro angoli della sala “fanno da muri che si aprono e si chiudono verso l'irrazionale, la memoria, verso il flash back”5. Alla dislocazione spaziale contribuiscono suoni elettronici elaborati all'Ircam.[39] Per la parte del vecchio marinaio, in origine, Francesconi aveva pensato a Sting, con cui ha registrato la prima canzone dell'opera, Day After Day.[40] La collaborazione non è andata in porto per problemi di lingua (Sting non se la sentiva di cantare e recitare in italiano), ma è rimasta l'idea di un narratore d'oggi che, come il vecchio marinaio, subisce la dannazione di dover girare per il mondo in cerca di qualcuno a cui raccontare le sue avventure incredibili, dal naufragio ai ghiacci del Polo sud al sole cocente dell'equatore, all'apparizione dei mostri e del vascello fantasma. Il piano temporale è sdoppiato, in scena il vecchio marinaio racconta e lui stesso giovane appare in piena tempesta. Diverse tecniche compositive si avvicendano, dal primo espressionismo in poi, integrate da altre esperienze, come la tradizione popolare folclorica. “Luca Francesconi sviluppa una scrittura orchestrale inventiva, sensuale e seducente allo stesso tempo, integrando sapientemente le risorse elettroniche elaborate dall'Ircam. Ma, ancora di più, impiega con maestria l'ardente armamentario di una vocalità consumata e tutt'altro che consunta – dal parlare cantato brechtiano al madrigalismo monteverdiano, passando dalle songs dell'opera barocca inglese e tutti gli avatar del lirismo operistico italiano da Verdi a Berio, di cui è stato allievo.”[41]

Buffa opera[modifica | modifica wikitesto]

Chi l'ha detto che la musica d'oggi debba per forza creare angoscia? Basta pensare che Albanese entrava in scena correndo inseguito da uno zampirone alto due metri e mezzo.'[42]

Va in scena al Piccolo Teatro di Milano nel 2002, su un testo di Stefano Benni, con Antonio Albanese sempre in scena come attore/cantante, accanto al coro e alla Buffa orchestra, personaggio vero e proprio, diretta dal compositore stesso. Riallacciandosi alla tradizione dell'opera buffa, è un pezzo di teatro musicale comico, di immediata comunicativa, che riempie il Piccolo Teatro per trenta serate e viene ripreso al Teatro Morlacchi di Perugia.[43] “Si poteva immaginare che il testo di Stefano Benni, con le sue metafore surreali, sarebbe stato godibile. Si poteva altresì ipotizzare che, all'alto grado d'invenzione del ‘libretto’, l' ottimo attore Antonio Albanese avrebbe aggiunto una robusta dose di simpatia, comicità e ironia. Era meno ovvio, tuttavia, che risultasse del pari avvincente la musica di Luca Francesconi. Non perché il musicista milanese non abbia i ‘numeri’ del compositore di razza, ma perché ripercorrendo il suo catalogo, ampio per un under 50, vien fatto di ricordare pezzi dotati di alta temperatura drammatica, se non di vera e propria tensione tragica. Invece in Buffa Opera, lavoro nel quale il mondo odierno è visto dalla prospettiva, parziale ma acuta, degli insetti - blatte api farfalle zanzare o ragni che siano - Francesconi ha saputo utilizzare un vasto campionario di oggetti stilisticamente connotati (dal jazz all'avanguardia, dal musical alla canzonetta) per farne godibile parodia della musica d'oggi e del modo in cui si consuma”.[44]

Gesualdo Considered as a Murdered, commissionato dall'Holland Festival, viene rappresentato per la prima volta ad Amsterdam nel giugno 2004. Il libretto è di Vittorio Sermonti, la regia di Giorgio Barberio Corsetti. “L'insieme, con le notevoli prestazioni di Davide Damiani nel ruolo di Gesualdo, Eberhard Franscesco Lorenz nel ruolo del suo servitore che ricorda Iago, e specialmente di Alda Caiello nei panni della cameriera della moglie, rivela una motivazione appassionata – una prova di teatro maturo da parte di un compositore con un reale talento drammatico”.[45]

Quartett[modifica | modifica wikitesto]

Non arrischiatevi a venirci, se non accettate di dover mettere in discussione quello che fate e chi siete. Questa è un'opera violenta, blasfema, fatta di istinti sessuali e assenza di pietà. Gli unici due personaggi in scena sono la personificazione del cinismo, si sono giurati di non amare mai più.[46]

Nel 2011 debutta alla Scala di Milano un'opera che sta girando il mondo, giunta ormai alla trentatreesima rappresentazione in tre diverse produzioni e in forma di concerto. L'ottavo lavoro di teatro musicale di Luca Francesconi è una commissione congiunta del Teatro alla Scala, Wiener Festwochen e Ircam, si intitola Quartett e si basa su un testo di Heiner Müller, a sua volta tratto da Le relazioni pericolose di Choderlos de Laclos. Il titolo è in tedesco come nell'opera di Müller mentre il libretto è stato elaborato in inglese dal testo originale dal compositore stesso “Perché la lingua inglese, anche nelle sue forme più belle ed eleganti, è ormai una sorta di esperanto. Ed è quella che meglio si addice ai sincretismi di musica europea, jazz, folk, popular music, elettronica presenti non da oggi nelle mie partiture».[47] L'opera ha un unico atto, tredici scene, per un'ora e venti minuti di durata complessiva. Due soli personaggi in scena, piccola orchestra in buca, grande orchestra e coro fuori scena (e disponibili come registrazione effettuata alla Scala di Milano), elettronica (Studio Ircam, Serge Lemouton: suoni in tempo reale e preregistrati).

La messa in scena scaligera è affidata ad Alex Olle di La Fura dels Baus, che concentra l'azione in una grande scatola sospesa sul palcoscenico a dodici metri d'altezza, proiettando sull'intera grandezza dello sfondo video che rimandano al mondo esterno. Allison Cook, mezzo soprano, interpreta la marchesa di Merteuil, in alternanza con Sinead Mulhern; Robin Adams, baritono, è il visconte di Valmont. Il direttore è Susanna Mälkki. Questa stessa produzione è stata ripresa nel 2012 a Vienna (Wiener FestWochen, direttore Peter Rundel), nel 2013 ad Amsterdam, Nederlandse Opera, (apertura dell'Holland Festival, direttore Susanna Mälkki) e all'opera di Lille (Ensemble Ictus, direttore Georges-Elie Octors), e nel 2014 a Lisbona (Gulbenkian Foundation, direttore Susanna Mälkki).

Quartett è stata eseguita in forma di concerto alla Cité de la Musique a Parigi dall'Ensemble Intercontemporain (marzo 2013). Una prima nuova produzione è andata in scena a Porto e a Strasburgo, sempre con Allison Cook e Robin Adams, ma per la regia, scenografia e costumi di Nuno Carinhas, le luci di Nuno Meira, con Remix Ensemble diretta da Brad Lubman (Casa da Musica di Porto, 24 settembre 2013 e Festival Musica di Strasburgo 28 settembre 2013).

L'opera è stata prodotta nuovamente a Londra, dalla Royal Opera House in coproduzione con l'Opéra di Rouen e la London Sinfonietta, dal 18 al 28 giugno 2014, per la regia di John Fulljames. Due cast si sono alternati per dieci recite (Leigh Melrose and Kristin Chávez, Mark Stone, Angelica Voje) sulle strutture metalliche di un bunker post atomico ideati da Soutra Gilmour con le luci di Bruno Poet e i video di Ravi Deepres proiettati su teli laceri calati dall'alto nell'atmosfera raccolta del Linbury Studio. Sotto le strutture, luci calde e soffuse illuminavano la London Sinfonietta, diretta da Andrew Gourlay.

Nel 2015 l'Opera di Malmö presenterà la quarta produzione per la regia di Stefan Johansson, scenografia di Jan Lundberg. Malena Ernman è la marchesa di Merteuil e Christian Miedl il visconte di Valmont; il direttore è Frank Ollu.

Concezione[modifica | modifica wikitesto]

“L'idea di Heiner Müller è legata a un rapporto di coppia: un uomo e una donna chiusi in una stanza. Hanno evidentemente un passato, e un presente burrascoso; c'è una sorta di facciata che vorrebbe nascondere delle cose, ma viene dilaniata dal conflitto che è dietro e che esplode in maniera feroce, addirittura crudele. Si capisce che ci sono retroscena foschi, di manipolazioni, tradimenti, gelosie. Non è un'opera ottocentesca, ma è una vera esperienza multimediale: due orchestre, più un coro. C'è un'orchestra da camera, agile, veloce, che produce un primo cortocircuito percettivo: sentiamo delle cose molto vicino all'orecchio, come se stessimo spiando nell'intimità. Poi c'è uno spazio intermedio, che è lo spazio dei sogni, in cui il suono comincia ad ammorbidirsi; poi c'è l'ulteriore spazio ‘del fuori’, che è addirittura oltre il teatro: una grande orchestra e un grande coro in eco che sono altrove e vengono riprodotti in teatro tramite mezzi tecnologici creando un tempo e uno spazio diversi. Una camera, quasi una cella, una prigione, sta sospesa nel vuoto. Dunque noi vediamo i personaggi muoversi e agire come insetti in un terrario, mentre si trasformano, si scambiano i ruoli, impersonano una sorta di teatrino loro personale, cambiano maschere. Alla fine di questa costruzione drammaturgica, rimane solo la donna, lasciandoci intuire un'idea di salvezza.”[48]

2014[modifica | modifica wikitesto]

Due importanti commissioni sinfoniche internazionali segnano l'anno in corso.

Duende. The Dark Notes[modifica | modifica wikitesto]

Una perigliosa discesa negli inferi delle note nere, per ritrovare una forza primigenia nello strumento forse più carico di storia dell’Occidente[49]

Scritto per la straordinaria solista Leila Josefowicz, questo concerto per violino e orchestra è una commissione congiunta di SR Sweedish Radio, e BBC Proms. Eseguito a Stoccolma a febbraio e a Torino a maggio, è nel programma 2015 dei BBC Proms.

Dentro non ha tempo[modifica | modifica wikitesto]

“Curioso quel titolo, Dentro non ha tempo. ‘Può essere letto in tre modi: come la sospensione temporale che chi se ne va lascia in quelli che l'hanno amato. Come riferimento alla grande tradizione musicale da cui viene Luciana, la famiglia Abbado. Un omaggio al passato che non ha tempo. Infine un'allusione alla forma della composizione, basata su tre battute del Don Giovanni di Mozart dilatate per 29 volte. Come l'anno di nascita di Luciana, il 1929.[50]

Commissionata dal Teatro alla Scala per il ciclo Strauss, Dentro non ha tempo, per grande orchestra, è dedicato a Luciana Abbado Pestalozza, l'amica scomparsa che con la sua sensibilità e capacità organizzativa ha svolto un ruolo cruciale nello sviluppo della musica contemporanea in Italia. Il pezzo è stato eseguito alla Scala il 14 giugno 2014 con la direzione di Esa-Pekka Salonen.

Biennale di Venezia[modifica | modifica wikitesto]

Il dizionario semantico di oggi può metterci in contatto con altre culture, avventurarci a recuperare sonorità magmatiche. La Tarantola del Salento, i canti sardi, le polifonie africane... La musica etnica può aprire paesaggi dell' animo profondi, zone oscure, luoghi di conoscenza dimenticati. Bisogna aver coraggio, e come lo Stalker di Tarkovskij andare là dove stanno le energie feroci, allo stato brado. Non stravaganti ma "extra vagans" verso il nocciolo incandescente delle origini[51]

Dal 2008 al 2011 Francesconi è stato direttore artistico della Biennale musica di Venezia. La sua impronta è già riconoscibile nei temi dei quattro festival (“Radici futuro”, “Il corpo del suono”, “Don Giovanni e l'uom di sasso” e “Mutanti”) e si allarga nella concezione del festival come luogo ideale per “cercare forme nuove e diverse di percezione e di attenzione”[52]. Fuori dalle sale da concerto e dai teatri, gli ascoltatori scelgono liberamente come avvicinarsi alla musica, che viene disseminata nella città come su un palco in movimento, accessibile e sconfinato. È l'idea portante di Exit, nottata festosa che ha chiuso ciascuno dei quattro festival trasformando il Teatro alle Tese in un corpo umano disteso (Exit 02), “un’esperienza a geometria variabile, un nuovo modo di vivere lo spazio, il suono e il tempo dal tramonto all’alba”[53], o invitando ad imbarcarsi verso l'isola di San Michele per un omaggio a Strawinsky con tre pezzi di clarinetto sulla sua tomba, per poi partecipare al banchetto che evoca il finale del Don Giovanni. Don Giovanni è anche al centro di uno degli esperimenti più celebrati di questo quadriennio: “Palazzo Pisani, sede del Conservatorio ‘B. Marcello’, è il luogo scelto per la messa in scena di Don Giovanni a Venezia, ideato dallo stesso Francesconi. Per questa, che è stata definita un'opera-labirinto, si chiede al pubblico di mettere a disposizione non solo la propria sensibilità, ma l'intelligenza, per riuscire a creare una specie di varco tra lo spazio e il tempo in cui la musica si possa inserire. Cancellata la vecchia struttura del concerto, Francesconi prende a prestito tre scene chiave dell'originale mozartiano - il duello tra Don Giovanni e il Commendatore, la seduzione di Zerlina e la morte di Don Giovanni - e le mette in scena ciclicamente, in tre luoghi diversi dell'antico palazzo veneziano, intervallando tra le logge, le sale e i cortili altri otto brani originali commissionati ad autori contemporanei. Come se entrasse in una grande galleria e decidesse autonomamente come e cosa guardare, davanti a sé lo spettatore avrà insomma una pluralità di eventi musicali, scenici, teatrali e visivi da combinare, scardinando le abitudini percettive di spazio e tempo.”[54]

Insegnamento[modifica | modifica wikitesto]

Questo che mi è successo è un fatto più unico che raro. Dunque trovo interessante sottoporlo all’attenzione dei lettori del Giornale della Musica, veri appassionati di musica in Italia (altro caso raro). Non parlerei di una vicenda squisitamente privata se non fosse un’occasione per aprire una riflessione e forse una discussione sul disastro della cultura in Italia e in particolare della cultura musicale. Ho dato le dimissioni dal Conservatorio di Stato.[55]

Luca Francesconi ha insegnato per venticinque anni nei conservatori italiani, oltre che all'Università dell'Ohio, a Rotterdam e a Strasburgo. Ha tenuto masterclass in tutta Europa e nel mondo, dal Giappone agli Stati Uniti, dalla Cina al Canada. Attualmente insegna composizione al Musikhögskolan ( Lund University ) in Malmö, dove dirige il dipartimento di composizione.

Altre collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

Ho imparato tanto dal lavoro di Ronconi con il testo, un vero e proprio scavo a profondità abissali[56].

Risalgono all'anno 2000 due importanti esperienze. Il Piccolo teatro di Milano gli commissiona la musica per la pièce di Calderón de la Barca La vida es sueño, per la regia di Luca Ronconi, che proprio quell'anno prendeva il posto di Giorgio Strehler alla direzione del teatro.

Firma le musiche del film di Paolo Rosa Il mnemonista, produzione di Studio Azzurro.

Premi[modifica | modifica wikitesto]

  • Gaudeamus 1984
  • Martin Codax di Vigo 1985
  • Guido d'Arezzo 1985
  • The New Music Composers’ Competition, New York 1986
  • StipendienPreis, Darmstadt Ferienkursen 1988
  • Kranichsteiner Musikpreis, Darmstadt 1990
  • Siemens Prize, Munich 1994
  • Prix Italia Torino 1994
  • Grand Prix du Disc, Academie Charles Cros 2008
  • Franco Abbiati Critics’ Prize for Best New Work for the opera Quartett in La Scala, Milano 2011

Accademico di Santa Cecilia

Membro onorario dell'Accademia Filarmonica Romana

Socio onorario di Milano Musica

Composizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • I Quartetto, per archi, 1977
  • Passacaglia per grande orchestra, 1982
  • Concertante per chitarra e ensemble,Tanglewood 1982
  • Viaggiatore insonne per soprano e cinque strumenti (testo di Sandro Penna), 1983
  • Notte per mezzosoprano e diciannove (testo di Sandro Penna), 1983–1984
  • Suite 1984 per orchestra, percussionisti africani e quintetto jazz con l’Orchestra dell’Ente Lirico di Cagliari, il gruppo di Franco D’Andrea e Africa Djolé della Costa d’Avorio, sotto la direzione dell’autore, 1984
  • Finta-di-nulla per soprano e diciannove strumenti (testo di Umberto Fiori), 1985
  • Onda sonante per otto strumenti, 1985
  • Vertige per orchestra d'archi, 1985
  • Da capo per nove strumenti, 1985–1986
  • Encore/Da capo per nove strumenti, 1985–1995
  • Impulse II per clarinetto, violino e pianoforte, 1985, 1995
  • Al di là dell’oceano famoso, per 8 voci miste, Netherland Radio Chamber Choir, 1985
  • Secondo quartetto (Mondriaan Quartet)
  • Tracce, per flauto, 1985-1987
  • Plot in fiction per oboe, corno inglese e undici strumenti, 1986
  • Respiro per trombone solo, 1987
  • Trama per sassofono e orchestra, 1987
  • Mambo, per pianoforte solo, 1987
  • Attesa per quintetto di fiati, 1988
  • La voce, folk song per soprano e tredici strumenti (testo di Umberto Fiori), 1988
  • Aeuia per baritono e dodici strumenti (su testo di Jacopone da Todi), 1989
  • Les barricades mystérieuses per flauto e orchestra, 1989
  • Piccola trama per sassofono e otto strumenti, 1989
  • Richiami II - 1° studio sulla memoria, 1989–1992
  • Memoria per orchestra, 1990
  • Secondo Concerto per oboe e orchestra da camera, 1991
  • Mittel per cinque bande in movimento, 1991
  • Riti neurali, 3° studio sulla memoria per violino e otto strumenti, 1991
  • Islands concerto per pianoforte e orchestra da camera, 1992
  • Miniature per sedici strumenti, 1992
  • Voci per soprano, violino e nastro magnetico (testo di Umberto Fiori), 1992
  • Aria per ottetto di fiati, 1993
  • Plot II per sassofono e quindici strumenti, 1993
  • Risonanze d’Orfeo, suite per orchestra di fiati dall'Orfeo di Claudio Monteverdi, 1993
  • Trama II per clarinetto, orchestra e live electronics, 1993
  • Terzo quartetto “Mirrors” per archi, Quartetto Arditti, De Singel Antwerpen, 1994
  • Ballata del rovescio del mondo, radio-opera su testi di Umberto Fiori, 1994
  • Etymo per soprano, orchestra da camera e live eletcronic, da Charles Baudelaire, commissione IRCAM per soprano, Ensemble InterContemporain, direttore Pascal Rophé, soprano Luisa Castellani, Klangregie dell’autore,1994
  • A fuoco - 4° studio sulla memoria per chitarra e ensemble, 1995
  • Animus per trombone e live electronics, 1995–1996
  • Inquieta limina. Un omaggio a Berio per ensemble con fisarmonica, 1996
  • Venti Radio-Lied, tre cicli di microfilm radiofonici su testi di Umberto Fiori, interpretati da Moni Ovadia e Phillis Blanford1996–1997
  • Sirene/Gespenster, Oratorio pagano per coro femminile in quattro cantorie, ottoni, percussioni ed elettronica, 1996–1997
  • Striaz, video-opera per 4 cori femminili ed elettronica, produzione Mittelfest/Video: Studio Azzurro, 1996
  • Ballata, opera, 1996–1999
  • Respondit, due madrigali di Carlo Gesualdo trascritti e ripensati per 5 strumenti con un trattamento elettronico dello spazio, 1997
  • Lips, Eyes Bang, per attrice/cantante, 12 strumenti, audio e video in tempo reale, Amsterdam, Nieuw Ensemble, AGON, Studio Azzurro, STEIM, voce Phyllis Blandford, 1998.
  • Memoria II per orchestra, 1998
  • Wanderer per grande orchestra, 17 gennaio 2000 Teatro alla Scala di Milano direttore Riccardo Muti, Filarmonica della Scala
  • Cobalt, Scarlet. Two Colours of Dawn per grande orchestra, 1999–2000
  • Terre del Rimorso, (terminata nel 2001), commissione d’État francese per soli, coro e orchestra, per il Festival di Strasburgo, 6 ottobre 2001, SWR Symphonie Orchester e Vokalensemble Stuttgart, direttore Péter Eötvös, 2000-2001
  • Aria Novella, per doppio quartetto, Parigi, Ensemble Itinéraire, 2001
  • Let me Bleed, Requiem per Carlo Giuliani per coro misto a cappella, su testi di Attilio Bertolucci, 2001
  • Buffa opera su testi originali di Stefano Benni, cantante e voce recitante Antonio Albanese, 2002
  • Controcanto, ensemble strumentale mista da 10 a 25 strumenti, eseguito per la prima volta a Bruxelles, Palais des Beaux-Arts, Ensemble Ictus, direttore Georges-Elie Octors, 2003
  • Rest, per violoncello e orchestra, commissione della RAI, Torino Lingotto, Orchestra Sinfonica della RAI, direttore Jukka Pekka Saraste, solista Anssi Karttunen, 2003-2004.
  • Gesualdo Considered as a Murderer, opera su libretto di Vittorio Sermonti, 2004
  • Quarto Quartetto I voli di Niccolò, quartetto d’archi commissionato da Paganiniana 2004 del Comune di Genova, dedicato a Cesare Mazzonis, Quartetto Arditti, 2004
  • Kubrick’s Bone, per cimbalom e ensemble, 2005
  • Accordo, quintetto di ance, 2005
  • Body Electric, per violino con guitar rig e doppio ensemble, Amsterdam, Muziekgebouw, Orkest de Volharding e Doelen Ensemble, direttore Jussi Jaatinen, solista Irvine Arditti, 2006
  • Sea Shell per grande coro misto, su testo di Alceo (tradotto da Salvatore Quasimodo). Viene eseguito dallo Swedish Radio Choir a Stoccolma, 2006
  • Da capo II, composizione per 8 strumenti, Settimane Musicali di Stresa, Ensemble Bit20, direttore J. Stockhammer, 2007
  • Animus II, per viola e live electronics, Parigi, Ircam Espace de projection, Festival Agora, solista Garth Knox, regia del suono dell’autore, commissione di Françoise e Jean-Philippe 2007
  • Strade parallele, per 6 strumenti, elettronica e video su testo di Norberto Bobbio, Roma, Auditorium Parco della Musica, Ensemble Alter Ego, 2007
  • Hard Pace; concerto per tromba e orchestra, Roma, Auditorium, Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, solista Håkan Hardenberger, direttore Antonio Pappano, 2007
  • Fresco, per cinque bande in movimento, 2007
  • Unexpected End of Formula, per violoncello, ensemble ed elettronica, Colonia, WDR FunkHaus, musikFabrik direttore Christian Eggen, solista DirkWietheger, ZKM live-elektronik, 2008
  • Animus III, per tuba e live electronics, Colonia WDR FunkHaus, solista Melvyn Poore, ZKM Live-Elektronik, 2008
  • Sirènes, composizione per coro misto in cinque gruppi, orchestra ed elettronica, commissionata da Ircam-Centre Pompidou, 2009
  • Time, Real and Imaginary, Commande d’État francese per mezzosoprano e quattro strumenti su un testo di Samuel Taylor Coleridge, 2009
  • Attraverso, per soprano e ensemble, per le celebrazioni di Monteverdi, commissionato da Music Across Festival della Regione Lombardia e dal Teatro Ponchielli di Cremona, 2009
  • Jeu de Musica, per ensemble, eseguita a Strasburgo, Festival Musica, 2010
  • Quartett, opera su libretto in inglese dell'autore tratto dall'omonima pièce di Heiner Müller, commissione del Teatro alla Scala, regia di La Fura dels Baus, direttore Susanna Mälkki, 2011
  • Terra, opera-oratorio su libretto di Valeria Parrella, apre la stagione del Teatro San Carlo di Napoli per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia, regia di Jean Kalman, direttore Jonathan Webb, 2011
  • Herzstück, su testo di Heiner Müller, commissione dei Neue Vocalsolisten per l'Eclat Festival, 2012
  • Atopia, oratorio profano su testi di Piero della Francesca e Calderón della Barca, Madrid, 2012
  • Piano Concerto, per pianoforte e orchestra, con Nic Hodges, Oporto 2013
  • Duende, The Dark Notes, con Leila Josefowicz, coprodotto dalla Radio Svedese, RAI, BBC Proms, 2014
  • Dentro non ha tempo, per grande orchestra, in memoria di Luciana Pestalozza, commissione del Teatro alla Scala, direttore Esa-Pekka Salonen, 2014

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

  1. Viaggiatore insonne – Plot in fiction Ohio University – Virginia Starr, soprano - Direttore:Gzegorz Nowak ACCESS RECORD (1985, vinile)
  2. La voce (nel CD Folk Songs) Ensemble Musica ‘900 – Gabriella Munari, soprano - Direttore:Maurizio Dini Ciacci RICORDI CRMCD 1009 (1989)
  3. Alborada Stefano Cardi, chitarra Edipan PAM CDC 3009 (1990)
  4. Plot in fiction Asko Ensemble – Marieke Schut, oboe, Direttore:David Porcelijin ATTACCA BABEL 9057-4 (1991)
  5. Respiro elettrico Michele Lomuto, trombone - Franco Degrassi, elettronica TECNOPOLIS NOVUS HORTUS CRCD 392 (1992)
  6. Secondo concerto Xenakis Ensemble Amsterdam – Ernest Rombout, oboe Direttore : Luca Francesconi AUROPHON,AUR 32082 (1992)
  7. Attesa Quintetto Arnold, RICORDI CRMCD 1010 (1993)
  8. Charlie Chan Maurizio Barbetti, viola P.MUSICWORK (1994) àLes barricades mystérieuses – Passacaglia – Memoria - Trama Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin – Karl- Bernhard Sebon, fl. Direttore: Peter Hirsch Orchestre Symphonique de la Radio, Bucarest - Arno Bornekamp, sax Direttore : BarrieWebb - RICORDI CRMCD 1023 (1995)
  9. Tracce Pierre-YvesArtaud TREAVERSIERES (1995)
  10. Terzo quartetto – Riti Neurali - Plot in fiction - Richiami IIAsko Ensemble - Irvine Arditti – Direttori: Guido Maria Guida, Jonathan Nott, David Porceljin ARDITTI EDITION/AUVIDIS (1996)
  11. Ballata del rovescio del mondo (Prix Italia 1994) – Voci – Respiro - Solisti: Luisa Castellani, Nicholas Isherwood, Paolo Bessegato, IrvineArditti, Michele Lomuto -AGON - RICORDI /RICORDI OGGI [tel:5902 7432140 5902 7432140 5902] (1997)
  12. Encore/Da Capo – Mambo – Plot in Fiction – Attesa – Charlie Chan Ictus Ensemble – Jean-Luc Plouvier, pf. - Jean-Paul DeClerck, viola, Direttore:Georges-Elie Octors MEGADISC Bruxelles (1997)
  13. Tracce Rocco Parisi, cl.basso TAU KAY (1999)
  14. Etymo (selection) Ensemble itinerarie - Donatienne Michel-Dansac, soprano - Direttore: Pascal Rophé IRCAM – les années 90 (2000)
  15. Respondit Nederlands Blazers Ensemble - Direttore: Loudon Wainwright III EW 0061 (2000)
  16. Viaggiatore insonne – Plot in fiction Firebird Ensemble Direttore: BarrieWebb - METIER MSV 92018 (2002) 134 - Wanderer – Cobalt, Scarlet: Two Colours of Dawn Finnish Radio Symphony Orchestra - Direttori: Hannu Lintu, Rolf Gupta AGORA’/BMG RICORDI 1011 (2002)
  17. Alborada Ismo Eskelinen, chitarra ALBAABCD 213 (2003)
  18. Piccola trama – Riti neurali – Islands – Da capo – Secondo concerto - Solisti: Geoffrey Madge, Ernest Rombout, Mifune Tsuji and Frances Marie Uitti. Xenakis Ensemble - Direttore: Diego Masson BVHAAST 0108 (2003)
  19. Plot II Olivier Sliepen, sassofono United Instruments of Lucilin - Direttore:Mark Foster FUGA LIBERA FUG 501 (2003)
  20. Let me bleed – Terre del rimorso - Swedish Radio Choir Direttore:Andreas Hanson Radio-Sinfonieorchester Stuttgart des SWR - SWR Vokalensemble Stuttgart Direttore: Peter Eötvös STRADIVARIUS STR 33683 (2004)
  21. Cobalt Scarlet – Rest Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI – Anssi Karttunen, vc. Direttore: RobertoAbbado STRADIVARIUS STR 33703 (2005)
  22. Tracce Rolf-Erik Nystrom, sax contralto AURORA (2006)
  23. Etude Luigi Gaggero, cimbalom STRADIVARIUS STR 33785 (2007)
  24. Inquieta Limina Schoenberg Ensemble Direttore: Reinbert de Leuw ETCETERA KTC 9000 - CD 15 (2008)
  25. Mambo John Snijders, pf. Nat[now]ART 149 (2008)
  26. Etymo – Da capo – A fuoco – Animus Barbara Hannigan, soprano – Pablo Márquez, chitarra – Benny Sluchin, trombone – IRCAM Ensemble Intercontemporain - Direttore: Susanna Mälkki KAIROS 0012712KAI (2009)
  27. Islands Insomnio Ensemble, Laura Sandee, pf Direttore:Ubrich Pohl ENCORA EUTSCHLANDFUNK (2010)
  28. Unexpected End of Formula Ensemble musikFabrik Violoncello : Dirk Wietheger Direttore: Christian Eggen - WERGOWER 6857 2 (2010)
  29. Rest Orchestra Sinfonica Nazionale RAI Violoncello: Enrico Dindo - Direttore: Roberto Abbado STRADIVARIUS STR 57012 (2010)
  30. Ballata opera in due atti Orchestre Symphonique et Choeurs de La Monnaie - Bruxelles - Direttore: Kazushi Ono STRADIVARIUS STR 57012 (2011) 2 CD 135
  31. Herzstueck - per 6 voci soliste a cappella - NeueVokalSolisten - WERGO (2013)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Casa Ricordi, Luca Francesconi

Brahms Ircam, Luca Francesconi

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 1 Giancarlo Francesconi, a cura di E. Tadini, Milano, Salone Annunciata, 1959.
  2. ^ Sergio Badino, Conversazione con Carlo Chendi. Da Pepito alla Disney e oltre: cinquant'anni di fumetto vissuti da protagonista, Tenué 2006
  3. ^ Luca Francesconi, Les Esprits libres, in AA.VV. La loi musicale – Ce que la lecture de l’histoire nous (dés)apprend, a cura di D. Cohen Levinas, Paris, L’Harmattan, 2000
  4. ^ Guido Barbieri, Francesconi, Luca, Enciclopedia Italiana Treccani - VII Appendice (2007)
  5. ^ Ricciarda Belgiojoso, "Note d'autore. A tu per tu con i compositori d'oggi”, Postmedia Books, 2013
  6. ^ Luca Francesconi, Les Esprits libres, in AA.VV. La loi musicale – Ce que la lecture de l’histoire nous (dés)apprend, a cura di D. Cohen Levinas, Paris, L’Harmattan, 2000
  7. ^ Ricciarda Belgiojoso, Note d'autore. A tu per tu con i compositori d'oggi, Postmedia Books, 2013
  8. ^ Luca Francesconi, Per Luciano, Centro studi Luciano Berio, www.lucianoberio.org
  9. ^ Luca Francesconi, Les Esprits libres, in AA.VV. La loi musicale – Ce que la lecture de l’histoire nous (dés)apprend, a cura di D. Cohen Levinas, Paris, L’Harmattan, 2000
  10. ^ Franco Fayenz, Si chiude la ribalta della Scala per Quartett, antologia di soluzioni geniali, Il Sole 24 ore, 8 maggio 2011
  11. ^ Guido Barbieri, Francesconi, Luca, Enciclopedia Italiana Treccani- VII Appendice (2007)
  12. ^ Robert Coheur, A fuoco, 4° studio sulla memoria, www.modernmusix.com
  13. ^ Luca Francesconi, Les Esprits libres, in AA.VV. La loi musicale – Ce que la lecture de l’histoire nous (dés)apprend, a cura di D. Cohen Levinas, Paris, L’Harmattan, 2000
  14. ^ Guido Barbieri, Francesconi, Luca, Enciclopedia italiana Treccani, VII Appendice, 2007
  15. ^ Christopher Thomas, Metier, msvcd 92018, www.divineartrecords.com
  16. ^ Robert Coheur, A fuoco, 4° studio sulla memoria, www.modernmusix.com
  17. ^ Ricciarda Belgiojoso, Note d'autore. A tu per tu con i compositori d'oggi, Postmedia books, 2013
  18. ^ Guido Barbieri, Francesconi, Luca, Enciclopedia italiana Treccani, VII Appendice, 2007
  19. ^ Luca Francesconi, Cerca e ricerca, Milano 1994
  20. ^ Massimiliano Viel, Incontro con Luca Francesconi: Il calcolo e l'intuizione. L'elettronica come sfida, in Sonus, Materiali per la musica contemporanea, fascicolo n.11, dicembre 1993
  21. ^ Ricciarda Belgiojoso, Note d'autore. A tu per tu con i compositori d'oggi, Postmedia books, 2013
  22. ^ Guido Barbieri, Francesconi, Luca, Enciclopedia Italiana Treccani - VII Appendice (2007)
  23. ^ Luca Francesconi, Complessità, Milano 1989
  24. ^ Beth E. Levy, Furious Craft, 8 December 2008, Yerba Buena Center for the Arts Forum, Programma di sala, San Francisco Contemporary Music Players
  25. ^ Robert Coheur, A fuoco, 4° studio sulla memoria, www.modernmusix.com
  26. ^ Luca Francesconi, Complessità, Milano 1989
  27. ^ Massimiliano Viel, Incontro con Luca Francesconi: Il calcolo e l'intuizione. L'elettronica come sfida, in Sonus, Materiali per la musica contemporanea, fascicolo n.11, dicembre 1993
  28. ^ David Osmonde Smith, ‘Un no man’s land fertile: Francesconi et le théâtre musical’, in Programma di sala per Luca Francesconi, Ballata, Théâtre de la Monnaie, Brussels, October 2002.
  29. ^ Guido Barbieri, Francesconi, Luca, Enciclopedia Italiana Treccani - VII Appendice (2007)
  30. ^ Robert Coheur, A fuoco, 4° studio sulla memoria, www.modernmusix.com
  31. ^ Beth E. Levy, Furious Craft, 8 December 2008, Yerba Buena Center for the Arts Forum, Programma di sala, San Francisco Contemporary Music Players
  32. ^ Hubert Culot, Music Web International, Recensione a Etymo, Da capo, A fuoco, Animus, Kairos
  33. ^ Luca Francesconi, Cerca e ricerca, MIlano 1994
  34. ^ Wanderer - Cobalt, Scarlet : two colours of dawn, http://www.lamediatheque.be/travers_sons/0103ag01.html
  35. ^ Luca Francesconi, Les Esprits libres, in AA.VV. La loi musicale – Ce que la lecture de l’histoire nous (dés)apprend, a cura di D. Cohen Levinas, Paris, L’Harmattan, 2000
  36. ^ Chris Pasles, Old works and new shine equally bright, Los Angeles Times, 22 novembre 2003
  37. ^ Wanderer - Cobalt, Scarlet : two colours of dawn, http://www.lamediatheque.be/travers_sons/0103ag01.html
  38. ^ Ricciarda Belgiojoso, Note d'autore. A tu per tu con i compositori d'oggi, Postmedia books, 2013
  39. ^ Anne Genette, Ballata, www.lamediatheque.be
  40. ^ Ricciarda Belgiojoso, Note d'autore. A tu per tu con i compositori d'oggi, Postmedia books, 2013
  41. ^ Marie-Aude Roux, Ballata, drame syncretique de Francesconi, Le Monde, 14 novembre 2002
  42. ^ Ricciarda Belgiojoso, Note d'autore. A tu per tu con i compositori d'oggi, Postmedia books, 2013
  43. ^ Anna Bandettini, L'umanità salvata da uno scarafaggio, Repubblica, 11 maggio 2002
  44. ^ Enrico Girardi, Musica buffa per insetti, Corriere della sera, 22 maggio 2002
  45. ^ Andrew Clements, Gesualdo Considered as a Murder, The Guardian, Friday 11 June 2004
  46. ^ Tom Service, Luca Francesconi: do you dare go to his opera?, The Guardian, 19 June 2014
  47. ^ Franco Fayenz, Si chiude la ribalta della Scala per Quartett, antologia di soluzioni geniali, Il Sole 24 ore, 8 maggio 2011
  48. ^ Quartett - intervista a Luca Francesconi, Teatro alla Scala, Stagione 2010/2011
  49. ^ Attilio Piovano, ‘Duende, the Dark Notes‘ di Luca Francesconi in prima a Torino, Il corriere musicale, 3 maggio 2014
  50. ^ Giuseppina Manin, Le mie note sospese per Luciana Abbado, Corriere della Sera, 12 giugno 2014
  51. ^ Giuseppina Manin, La musica è finita, Corriere della sera, 30 settembre 2008
  52. ^ Silva Menetto, Alla Biennale protagonisti il Don Giovanni a Venezia e giovani ensemble da tutta Europa, Il Sole 24 ore, 16 settembre 2010
  53. ^ Giacomo Botteri, La ricerca dei valori e delle idealità perdute, domenica 19 ottobre 2008, www.nonsolocinema.it
  54. ^ Silva Menetto, Alla Biennale protagonisti il Don Giovanni a Venezia e giovani ensemble da tutta Europa, Il Sole 24 ore, 16 settembre 2010
  55. ^ Luca Francesconi, Il sacrificio dei musicisti italiani, Milano, 2005
  56. ^ Ricciarda Belgiojoso, "A tu per tu con i compositori d'oggi”, Postmedia Books, 2013

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giancarlo Francesconi, a cura di E. Tadini, Milano, Salone Annunciata, 1959.
  • Sergio Badino, Conversazione con Carlo Chendi. Da Pepito alla Disney e oltre: cinquant'anni di fumetto vissuti da protagonista, Tenué 2006
  • Luca Francesconi, Les Esprits libres, in AA.VV. La loi musicale – Ce que la lecture de l’histoire nous (dés)apprend, a cura di D. Cohen Levinas, Paris, L’Harmattan, 2000
  • Guido Barbieri, Francesconi, Luca,
 Enciclopedia Italiana Treccani- VII Appendice (2007)
  • Ricciarda Belgiojoso, Note d'autore. A tu per tu con i compositori d'oggi, Postmedia books, 2013


  • Luca Francesconi, Per Luciano, Centro studi Luciano Berio, www.lucianoberio.org
  • Franco Fayenz, Si chiude la ribalta della Scala per Quartett, antologia di soluzioni geniali, Il Sole 24 ore, 8 maggio 2011
  • Robert Coheur, A fuoco, 4° studio sulla memoria, www.modernmusix.com
  • Christopher Thomas, Metier, msvcd 92018, www.divineartrecords.com
  • Luca Francesconi, Cerca e ricerca, Milano 1994
  • Massimiliano Viel, Incontro con Luca Francesconi: Il calcolo e l'intuizione. L'elettronica come sfida, in Sonus, Materiali per la musica contemporanea, fascicolo n.11, dicembre 1993
  • Luca Francesconi, Complessità, Milano 1989
  • Beth E. Levy, Furious Craft, Yerba Buena Center for the Arts Forum, Programma di sala, San Francisco Contemporary Music Players, 8 December 2008
  • David Osmonde Smith, ‘Un no man’s land fertile: Francesconi et le the ́aˆtre musical’, in programme book for Luca Francesconi, Ballata, Théâtre de la Monnaie, Brussels, October 2002.
  • Hubert Culot, Recensione a Etymo, Da capo, A fuoco, Animus, Kairos, Music Web International.
  • Chris Pasles, Old works and new shine equally bright, Los Angeles Times, 22 novembre 2003
  • Anne Genette, Ballata, www.lamediatheque.be
  • Marie-Aude Roux, Ballata, drame syncretique de Francesconi, Le Monde, 14 novembre 2002
  • Anna Bandettini, L'umanità salvata da uno scarafaggio, Repubblica, 11 maggio 2002
  • Enrico Girardi, Musica buffa per insetti, Corriere della sera, 22 maggio 2002
  • Andrew Clements, Gesualdo Considered as a Murder, The Guardian, Friday 11 June 2004
  • Tom Service, Luca Francesconi: do you dare go to his opera?, The Guardian, 19 June 2014
  • www.ricordi.it/catalogue/composers/luca-francesconi
  • Quartett - intervista a Luca Francesconi, Teatro alla Scala, Stagione 2010/2011
  • Attilio Piovano, ‘Duende, the Dark Notes‘ di Luca Francesconi in prima a Torino, Il corriere musicale, 3 maggio 2014
  • Giuseppina Manin, Le mie note sospese per Luciana Abbado, Corriere della Sera, 12 giugno 2014
  • Silva Menetto, Alla Biennale protagonisti il Don Giovanni a Venezia e giovani ensemble da tutta Europa, Il Sole 24 ore, 16 settembre 2010
  • Giacomo Botteri, La ricerca dei valori e delle idealità perdute, domenica 19 ottobre 2008, www.nonsolocinema.it
  • Luca Francesconi, Il sacrificio dei musicisti italiani, Milano, 2005

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