Requiem

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Autografo del Requiem K 626 di Wolfgang Amadeus Mozart: l'inizio del Dies Irae

Il requiem è una messa secondo il rito liturgico della Chiesa cattolica eseguita e celebrata in memoria del defunto. Può essere anche utilizzata come servizio funebre, in particolare nel caso di funerali solenni, c'è anche l'uso di eseguirla come parte della liturgia nel giorno dei defunti, che vengono commemorati il 2 novembre. Secondo la religione cattolica le messe offerte in memoria dei defunti che si trovano in Purgatorio possono abbreviare la loro permanenza di espiazione, a favore di un più celere passaggio al Paradiso.

Il requiem è anche una composizione musicale che utilizza gli inni propri dei riti cattolici (o altro cerimoniale religioso) con una trama musicale. Mentre i vari testi della messa, quali l'Introito o il Graduale cambiano di giorno in giorno secondo il calendario liturgico, nella messa esequiale questi testi sono sempre fissi. Si tratta di testi drammatici nella loro rappresentatività e, in quanto tali, hanno attirato l'attenzione e ispirato non pochi compositori.

L'uso, molto popolare, della parola requiem deriva dalle parole iniziali dell'Introito: «Requiem aeternam dona eis, Domine, et lux perpetua luceat eis.» («L'eterno riposo dona loro, Signore, e splenda ad essi la luce perpetua.») Il rito delle esequie nella liturgia cattolica differisce dalla messa di tutti i giorni anche perché vengono omessi alcuni inni, mentre è prevista la sequenza Dies irae.

Testi del messale[modifica | modifica wikitesto]

I testi della Messa da Requiem presenti nell'attuale Messale Romano (riformato dopo il Concilio Vaticano II), sono solo in parte quelli che, nel corso dei secoli, hanno ispirato molti grandi compositori. Sono invece integralmente presenti nel Messale Tridentino, utilizzato per la celebrazione della Messa nella Forma straordinaria del Rito Romano.

Introito[modifica | modifica wikitesto]

(LA)

« Requiem aeternam dona eis, Domine, et lux perpetua luceat eis. Te decet hymnus Deus, in Sion, et tibi reddetur votum in Ierusalem. Exaudi orationem meam; ad te omnis caro veniet. »

(IT)

« L'eterno riposo dona loro, Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Si innalzi un inno a te, o Dio, in Sion, a te si sciolga il voto in Gerusalemme; esaudisci la mia preghiera, a te viene ogni mortale. »

Kyrie eleison[modifica | modifica wikitesto]

Come nell'Ordinario della messa. Dal Greco: Signore pietà.

Graduale[modifica | modifica wikitesto]

(LA)

« Requiem aeternam dona eis, Domine, et lux perpetua luceat eis; In memoria aeterna erit iustus ab auditione mala non timebit. »

(IT)

« Dona loro eterno riposo, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Il giusto sarà sempre ricordato, non temerà annunzio di sventura. »

Tratto[modifica | modifica wikitesto]

(LA)

« Absolve Domine animas omnium fidelium defunctorum ab omno vinculo delictorum et gratia tua illis succurrente mereantur evadere iudicium ultionis, et lucis aeternae beatitudine perfrui. »

(IT)

« Assolvi, Signore, le anime di tutti i fedeli defunti da tutti i vincoli dei loro peccati, possano meritare di evitare il giudizio finale per la tua grazia, e godano beati della luce eterna. »

Sequenza[modifica | modifica wikitesto]

(LA) « 

Dies irae, dies illa
solvet saeclum in favilla,
teste David cum Sybilla.

Quantus tremor est futurus,
quando judex est venturus,
cuncta stricte discussurus.

Tuba mirum spargens sonum
per sepulchra regionum,
coget omnes ante thronum.

Mors stupebit et natura,
cum resurget creatura,
judicanti responsura.

Liber scriptus proferetur,
in quo totum continetur,
unde mundus judicetur.

Judex ergo cum sedebit,
quidquid latet apparebit,
nil inultum remanebit.

Quid sum miser tunc dicturus,
quem patronum rogaturus,
cum vix justus sit securus.

Rex tremendae maiestatis,
qui salvandos salvas gratis,
salva me, fons pietatis.

Recordare Jesu pie,
quod sum causa tuae viae,
ne me perdas illa die.

Quaerens me sedisti lassus,
redemisti crucem passus;
tantus labor non sit cassus.

Juste judex ultionis,
donum fac remissionis
ante diem rationis.

Ingemisco tamquam reus,
culpa rubet vultus meus:
supplicanti parce, Deus.

Qui Mariam absolvisti,
et latronem exaudisti,
mihi quoque spem dedisti.

Preces meae non sunt dignae,
sed tu, bonus, fac benigne,
ne perenni cremer igne.

Inter oves locum praesta,
et ab haedis me sequestra,
statuens in parte dextra.

Confutatis maledictis,
flammis acribus addictis,
voca me cum benedictis.

Oro supplex et acclinis,
cor contritum quasi cinis,
gere curam mei finis.

Lacrimosa dies illa,
qua resurget ex favilla
judicandus homo reus.
Huic ergo parce, Deus.

Pie Jesu Domine, dona eis requiem! Amen!

 »
(IT) « 

Giorno d'ira, quel giorno
distruggerà il mondo nel fuoco,
come affermano Davide e la Sibilla.

Quanto terrore ci sarà,
quando verrà il giudice,
per giudicare ogni cosa.

Una tromba che diffonde un suono meraviglioso
nei sepolcri di tutto il mondo,
chiamerà tutti davanti al trono.

La morte e la natura stupiranno,
quando la creatura risorgerà,
per rispondere al giudice.

Verrà aperto il libro,
nel quale tutto è contenuto,
in base al quale il mondo sarà giudicato.

Non appena il giudice sarà seduto,
apparirà ciò che è nascosto,
nulla resterà ingiudicato.

E io che sono misero che dirò,
chi chiamerò in mia difesa,
se a mala pena il giusto è tranquillo?

Re di tremenda maestà,
tu che salvi per tua grazia,
salva me, o fonte di pietà.

Ricordati, o Gesù buono,
che sono il motivo della tua via,
non perdermi, in quel giorno.

Cercandomi ti sedesti stanco,
mi hai salvato morendo in croce;
fa' che tanta fatica non sia inutile.

O giudice che punisci giustamente,
donami la remissione dei peccati
prima del giorno del giudizio.

Piango perché sono colpevole,
il mio volto arrossisce per la colpa:
risparmia chi ti supplica, o Dio.

Tu che hai assolto Maria Maddalena,
e hai esaudito il ladrone,
hai dato speranza anche a me.

Le mie preghiere non sono degne,
ma tu, buono, fa benignamente,
che io non bruci nel fuoco eterno.

Dammi un posto tra gli agnelli,
allontanami dai capri,
ponendomi alla tua destra.

Condannati i maledetti,
gettati nelle vive fiamme,
chiama me tra i benedetti.

Prego supplice e prostrato,
il cuore contrito come cenere,
abbi cura della mia sorte.

Giorno di lacrime, quel giorno,
quando risorgerà dalle braci
l'uomo reo per essere giudicato.
Ma tu risparmialo, o Dio.

Signore Gesù buono, dona loro riposo! Amen!

 »

Offertorio[modifica | modifica wikitesto]

(LA)

« Domine, Iesu Christe, Rex gloriae, libera animas omnium fidelium defunctorum de poenis inferni et de profundo lacu. Libera eas de ore leonis, ne absorbeat eas tartarus, ne cadant in obscurum; sed signifer sanctus Michael repraesentet eas in lucem sanctam, quam olim Abrahae promisisti et semini eius. »

(IT)

« Signore Gesù Cristo! Re di gloria! Libera le anime di tutti i fedeli defunti dalle pene dell'inferno e dalla fossa profonda! Liberale dalla bocca del leone, affinché non vengano inghiottite dal Tartaro, e non cadano nell'oscurità: ma l'alfiere san Michele le porti nella luce santa, che un tempo hai promesso ad Abramo e alla sua stirpe. »

(LA)

« Hostias et preces tibi, Domine, laudis offerimus; tu suscipe pro animabus illis, quarum hodie memoriam facimus. Fac eas, Domine, de morte transire ad vitam. Quam olim Abrahae promisisti et semini eius. »

(IT)

« A te, o Signore, offerte e preghiere offriamo con lodi. Ricevile in favore di quelle anime, delle quali oggi facciamo memoria: falle, o Signore, passare dalla morte alla vita, che un tempo hai promesso ad Abramo e alla sua stirpe. »

Sanctus e Benedictus[modifica | modifica wikitesto]

Come nell'Ordinario della Messa.

Agnus Dei[modifica | modifica wikitesto]

« In Missis Defunctorum non dicitur miserere nobis, sed ejus loco dona eis requiem, et in tertio additur sempiternam. »

Testo come nell'Ordinario della messa, con le invocazioni miserere nobis modificate in dona eis requiem, e dona nobis pacem in dona eis requiem sempiternam ("Dona loro la pace (eterna).")

Communio[modifica | modifica wikitesto]

« Lux aeterna luceat eis, Domine, cum sanctis tuis in aeternum, quia Pius es. Requiem aeternam dona eis, Domine; et lux perpetua luceat eis. »
(LA)
« Splenda ad essi la luce perpetua, Signore, con i tuoi santi in eterno, poiché tu sei Pietoso. L'eterno riposo dona loro, Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. »
(IT)

Il Requiem nel rito parigino[modifica | modifica wikitesto]

Il rito parigino ha una Messa per i defunti che presenta alcune differenze con il Requiem del rito romano:

  • una lieve variazione di testo nell'introito: Exaudi Deus orationem meam al posto di Exaudi orationem meam;
  • differenza nel graduale;
  • omissione del Dies irae;
  • cinque differenze di testo nell'offertorio Domine Jesu Christe.

Il testo del Requiem secondo il rito parigino si ritrova in molte composizioni musicali francesi; non mancano neppure esempi di commistione fra i due messali. Tracce del messale parigino sono ancora presenti nei Requiem della fine del XVIII secolo e dell'inizio del XIX secolo.[1]

Composizioni musicali[modifica | modifica wikitesto]

Il Requiem o Harem per molti secoli i testi del requiem venivano cantati su melodie gregoriane. La prima impostazione polifonica viene generalmente attribuita al compositore Johannes Ockeghem, intorno al 1460; si suppone che il suo requiem attingesse molto dal più anziano Guillaume Dufay, ma la partitura di Dufay è andata perduta. Molti dei primi requiem utilizzano dei testi diversi da quelli della liturgia ufficiale, probabilmente perché prima del Concilio di Trento diverse erano le impostazioni liturgiche in molti paesi europei. Il requiem di Antoine Brumel, datato intorno al 1500, è il primo che comprende il Dies iræ.

Oltre 2.000 requiem sono stati composti fino ad oggi. Molte delle versioni rinascimentali venivano eseguite senza strumenti musicali, di solito con il canto a cappella, mentre a partire dal XVII secolo i compositori preferirono sempre più spesso l'uso di strumenti per accompagnare il coro, includendo anche voci soliste. Si registrano sovente delle modifiche tra le varie composizioni su quali parti dei testi liturgici sono musicate: molti compositori omettono il Graduale; una scuola di compositori francesi (capeggiata dal Fauré) omette il Dies iræ per ragioni stilistiche, mentre lo stesso testo era spesso al centro di composizioni di artisti francesi nei secoli precedenti.

Alcuni compositori hanno aggiunto al Requiem parti che sono proprie dell'ufficio della sepoltura, non facendo parte del servizio liturgico vero e proprio, ma nel caso del funerale segue dopo la messa, altri ancora hanno aggiunto dei movimenti supplementari da cantarsi nel corso del requiem, come il mottetto devozionale Pie Iesu nel requiem di Fauré, Duruflé, e Lloyd Webber. I due testi aggiuntivi per il pio ufficio della sepoltura sono:

Libera Me
(LA)

« Libera me, Domine, de morte æterna, in die illa tremenda, quando coeli movendi sunt et terra. Dum veneris iudicare sæculum per ignem. Tremens factus sum ego et timeo, dum discussio venerit atque ventura ira. Dies illa, dies iræ, calamitatis et miseriæ, dies magna et amara valde. Requiem æternam dona eis, Domine: et lux perpetua luceat eis. »

(IT)

« Liberami, o Signore, dalla morte eterna, in quel giorno tremendo quando la terra e il cielo si muoveranno, quando tu verrai a giudicare il mondo con il fuoco. Sono tremante pieno di timore, in considerazione del giudizio che verrà. Quel giorno è un giorno di ira, di calamità e miseria, un giorno molto triste. Dona loro l'eterno riposo, Signore: li illumini la luce perpetua. »

In paradisum
(LA)

« In paradisum deducant te Angeli; in tuo adventu suscipiant te martyres, et perducant te in civitatem sanctam Ierusalem. Chorus angelorum te suscipiat, et cum Lazaro quondam paupere æternam habeas requiem. »

(IT)

« In paradiso ti accompagnino gli Angeli, al tuo arrivo ti accolgano i martiri e ti conducano nella santa Gerusalemme. Ti accolga il coro degli Angeli e con Lazzaro, povero in terra, tu possa godere il riposo eterno nel cielo. »

Il Pie Iesu combina una parafrasi del versetto finale del Dies Iræ e dell'Agnus Dei.

Pie Iesu
(LA)

« Pie Iesu Domine, dona eis requiem. Dona eis requiem sempiternam. »

(IT)

« O Gesù buono, dona loro il riposo; dona loro il riposo eterno. »

A partire dal XVIII secolo e per buona parte del secolo successivo, furono in molti tra i compositori coloro che scrissero dei veri e propri concerti da requiem, dal momento che l'organico richiesto era notevole, o la durata troppo estesa. Ciò non rendeva possibile l'esecuzione di tali opere in una cerimonia funebre; i requiem di Gossec, Berlioz, Verdi, e Dvořák sono in pratica dei concerti drammatici, resi in forma di oratori. Una controreazione a questa tendenza fu iniziata dal movimento ceciliano, che raccomandava di limitare il requiem ad un sobrio accompagnamento a musiche di carattere liturgico evitando l'utilizzo di voci soliste di tipo operistico.

Requiem non cattolici[modifica | modifica wikitesto]

Requiem è utilizzato anche per indicare composizioni sacre che utilizzano testi religiosi appropriati per un rito funebre, o per designare composizioni per liturgie diverse da quella cattolica. Tra i primi esempi di questo tipo ci sono i requiem tedeschi composti nel XVII secolo da Schütz e Praetorius, adattamenti del requiem cattolico alla liturgia luterana, che fornirono ispirazione al Requiem tedesco di Brahms.

I requiem non cattolici includono:

  • Requiem tedeschi
  • Requiem inglesi
  • Kaddish ebraici
  • Greco ortodossi
  • Panikhidia per i russi ortodossi

Il Book of Common Prayer ("Libro della preghiera comune") degli Anglicani contiene sette testi che insieme costituiscono il materiale per le orazioni per il servizio funebre; molti compositori hanno arrangiato della musica su questi testi, tra questi Thomas Morley, Orlando Gibbons ed Henry Purcell.

Sviluppi nel XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Nel XX secolo il requiem si è evoluto verso nuove diverse direzioni. Il genere del requiem di guerra è probabilmente il più alto e comprende alcune composizioni dedicate alla memoria delle persone morte in tempo di guerra. Sempre più spesso il requiem include delle liriche di carattere non liturgico, includendo ad esempio poesie di pacifisti, come nel caso del War Requiem di Benjamin Britten che giustappone il testo in latino con la poesia di Wilfred Owen. I diversi requiem incentrati sull'olocausto possono essere considerati all'interno di questo genere.

Infine, lo sviluppo del requiem di carattere squisitamente secolare, scritto per l'esecuzione pubblica senza specifica osservanza religiosa. Alcuni compositori hanno anche scritto delle opere esclusivamente strumentali che portano il titolo di requiem, come ad esempio la Sinfonia da Requiem di Britten.

Recentemente numerosi artisti hanno partecipato alla commemorazione e reso omaggio alla memoria dei defunti in talune occasioni pubbliche e private. Anche gli interpreti della musica moderna ed i cantanti rock hanno prestato la propria voce o brani da loro scritti o adattati in occasione di funerali. Una vasta eco ha avuto Candle in the Wind, cantata da Elton John il 6 settembre 1997 in occasione del funerale solenne di Diana Spencer, ex moglie del principe Carlo del Galles

In quest'ambito del tutto particolare la singolare reinterpretazione di Giovanni Lindo Ferretti, cantante del gruppo dei CCCP che inserisce alcuni brevi pezzi del Requiem all'inizio della versione live di Militanz, contenuta nell'album Live in Punkow. Singolare il contrasto tra il ritmo solenne del requiem ed il velocissimo pezzo punk-rock filosovietico che segue: ma le due parti si abbinano concettualmente in un mondo dove, come canta Ferretti nel finale, "il passato è afflosciato, il presente è un mercato". Il testo esatto è:

(LA)

« Rex tremendae maiestatis, qui salvandos salvas gratis, salva me, fons pietatis. Oro supplex et acclinis, cor contritum quasi cinis, gere curam mei finis. Lacrimosa dies illa, qua resurget ex favilla judicandus homo reus, judicandus homo reus. »

(IT)

« Re di tremenda maestà, tu che salvi chi deve essere salvato per la tua grazia, salva me, fonte di pietà. Prego supplice e prostrato, il cuore contrito come cenere, abbi cura della mia sorte.Giorno di lacrime, quel giorno, quando risorgerà dal fuoco l'uomo reo per essere giudicato. »

Presente nell'album "Socialismo e Barbarie" dei CCCP anche il testo aggiuntivo del rito della sepoltura: "Libera me Domine"

L'album "The Final Cut" del gruppo rock inglese Pink Floyd è un Requiem di guerra che il bassista e cantante del gruppo Roger Waters dedica al padre, Eric Fletcher Waters, ufficiale britannico morto in guerra durante lo Sbarco di Anzio nel 1944, ora seppellito a Cassino, in Lazio. L'album è in genere considerato di Roger Waters, e non del gruppo Pink Floyd (dimostrato anche dalla scritta sul retro dell'album: "By Roger Waters, performed by Pink Floyd", "Da Roger Waters, eseguito dai Pink Floyd").

Compositori di requiem[modifica | modifica wikitesto]

Periodo pre-classico[modifica | modifica wikitesto]

Periodo classico[modifica | modifica wikitesto]

Periodo romantico[modifica | modifica wikitesto]

Periodo post-romantico[modifica | modifica wikitesto]

Requiem tedeschi[modifica | modifica wikitesto]

Requiem inglesi[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Alan Menken e Stephen Schwartz hanno preso vari versi di questo testo sacro per varie colonne sonore nel film Il gobbo di Notre Dame.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jack Eby, A Requiem Mass for Louis XV: Charles d'Helfer, Francois Giroust and the Missa pro defunctis of 1775, in Oxford Journal for Early Music, May 2001, pp. 225-227

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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