Bruno Maderna

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Bruno Maderna

Bruno Maderna (Chioggia, 21 aprile 1920Darmstadt, 13 novembre 1973) è stato un compositore e direttore d'orchestra italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Bruno Maderna era nato Bruno Grossato, ed in un secondo momento adottò il cognome da nubile della madre, Maderna. Il padre Umberto Grossato, musicista d'intrattenimento, lo ha avviato alla musica trasmettendogli i primi rudimenti musicali e a soli 7 anni, dato il suo precoce talento, lo fece esibire come violinista e direttore nella sua orchestrina, The Happy Grossato Company. Nel 1934, preso sotto tutela da Irma Manfredi, ricca signora veronese, inizia lo studio della composizione con A. Pedrollo.

Dopo questi esordi precoci, Maderna proseguì i suoi studi musicali regolari presso i conservatori di Milano, Roma e Venezia, diplomandosi nel 1940 e perfezionandosi sotto la guida di importanti docenti, quali Alessandro Bustini, Gian Francesco Malipiero, Antonio Guarnieri e Hermann Scherchen. Durante la seconda guerra mondiale aderì alla resistenza partigiana e fu in seguito catturato ed imprigionato dai nazisti.

Gian Francesco Malipiero lo chiamò successivamente ad insegnare composizione presso il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia nel 1947, anche se ne riconobbe i meriti come autore di musica solo molto più tardi. Il direttore del Conservatorio veneziano ammirò invece sempre Maderna come acuto conoscitore e studioso della musica antica. In questi anni Maderna incontrò Luigi Nono, allora studente di giurisprudenza, che divenne suo allievo privato. Nono fu l'unico allievo importante di Maderna, attorno al quale si coagulò un notevole nucleo di musicisti veneziani.

Poco più tardi iniziò anche a partecipare ad alcuni concerti esteri in qualità di direttore d'orchestra, carriera incessante che lo rese apprezzato soprattutto in Europa centrale: Karl Amadeus Hartmann, ad esempio, lo chiamò, primo direttore straniero, a un concerto della serie Musica Viva a Monaco di Baviera nel 1950. Questo evento diede inizio, di fatto, alla sua carriera internazionale di direttore d'orchestra, carriera che si svolse sotto l'insegna di un salutare eclettismo: il suo repertorio, infatti, andava da Purcell ai contemporanei, passando per Wagner, Debussy, Mahler e molti altri. Nel 1951 fondò il Internationales Kranichsteiner Kammerensemble, di cui fu direttore stabile.

Durante i corsi estivi di Darmstadt presentò le B.A.C.H. Variationen per due pianoforti. A Darmstadt Maderna entrò in contatto con molti autori, che rivestiranno un ruolo importante nell'evoluzione della musica del secolo XX: Pierre Boulez, Olivier Messiaen, John Cage, Karlheinz Stockhausen e Henri Pousseur. Inoltre numerose furono le frequentazioni con importanti interpreti della nuova musica, come il flautista Severino Gazzelloni, per il quale scrisse Musica su due dimensioni.

Dopo l'incarico a Venezia, assieme a Luciano Berio ed al tecnico Marino Zuccheri fondò lo Studio di fonologia musicale della RAI a Milano; assieme a Berio fondò pure la rivista Incontri musicali. Parallelamente a ciò, tenne diversi congressi e promosse manifestazioni e concerti con lo scopo di promuovere la musica contemporanea, svolgendo anche attività didattica (tenne alcuni corsi di composizione dodecafonica presso il conservatorio di Milano e dei seminari presso la Darlington's Summer School of Music).

Negli anni sessanta la sua carriera concertistica internazionale si intensifica, pur continuando la sua carriera didattica nelle materie della composizione e della direzione d'orchestra (tenne, tra l'altro, corsi presso il Mozarteum di Salisburgo ed il conservatorio di Rotterdam). La sede principale della sua vita era comunque diventata Darmstadt, dove spostò la sua cittadinanza ufficiale nel 1970.

Negli ultimi anni di vita raggiunse l'apice della carriera, componendo innumerevoli brani “maturi”, divenendo direttore musicale stabile dell'Orchestra sinfonica della RAI di Milano e vincendo il premio Italia.
Nel 1973 gli venne diagnosticato un cancro ai polmoni e da lì a poco morì a Darmstadt, in novembre.
Il vasto cordoglio suscitato dalla sua prematura scomparsa è testimoniato anche dal numero di composizioni che furono dedicate alla sua memoria, tra le quali il Rituel in Memoriam Bruno Maderna di Pierre Boulez, Calmo di Luciano Berio ed il Duo pour Bruno di Franco Donatoni.

A lui è intitolato il Conservatorio di musica di Cesena e la Scuola civica musicale di Verona.

La sua musica[modifica | modifica sorgente]

Spirito avventuroso ed irrequieto, Maderna non cessò mai di indagare nuove tecniche compositive; dal neoclassicismo modaleggiante dei lavori giovanili, ben presto si avvicinò all'espressionismo atonale della seconda scuola di Vienna ed alla dodecafonia, senza per questo dimenticare la principalissima esperienza bartokiana (di cui vi sono echi nel Concerto per due pianoforti e strumenti del 1948 e che ritornerà presente nelle tecniche proliferative da lui ampiamente utilizzate nei lavori degli ultimi anni).

Fu tra i precursori dello strutturalismo, assieme ai colleghi Stockhausen, Boulez e Nono, così come fu tra i primi ad indagare le possibilità offerte dall'alea (a questo riguardo, la sua Serenata per un satellite del 1969 viene universalmente considerata come uno dei momenti di più alto lirismo ottenuti con l'utilizzo di tecniche aleatorie).
Allo stesso tempo, fu precursore dell'impiego dei mezzi musicali elettronici (il suo brano Musica su due dimensioni fu il primo in assoluto a prevedere l'interazione tra un musicista dal vivo ed un nastro registrato).

Negli anni cinquanta ebbe pure saltuari contatti con la musica d'uso: scrisse commenti musicali per alcuni film e documentari e produsse pure alcuni arrangiamenti jazz per big band.

In generale, il temperamento di Maderna fu essenzialmente lirico, da cui la sua costante attenzione alla dimensione melodica; un segno di questo è anche la sua passione per strumenti prettamente melodici, come l'oboe e il flauto.

I suoi ultimi lavori denotano una grande volontà di sincretismo, mirata all'uscita da alcune dalle problematiche compositive legate agli anni precedenti, tentativo che avrebbe potuto portare a sviluppi importanti ed inaspettati, se non fosse stato troncato dalla sua prematura scomparsa nel 1973.

Principali opere[modifica | modifica sorgente]

Opere radiofoniche RAI[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Rossana Dalmonte, Mario Baroni (a cura di), Bruno Maderna, Documenti, Suvini Zerboni, Milano 1985
  • Rossana Dalmonte, Mario Baroni (a cura di), Studi su Bruno Maderna, Suvini Zerboni, Milano 1989
  • Rossana Dalmonte, Marco Russo (a cura di), Bruno Maderna Studi e Testimonianze, LIM, Lucca, 2004
  • Roberto Fabbi, Cena sociale. Satyricon e il “politico” in Musica/Realtà n.67, Lucca, LIM, 2002.
  • Massimo Mila, Maderna musicista europeo, Giulio Einaudi Editore, Torino 1999, ISBN 88-06-15059-6
  • Nicola Verzina, "B. Maderna. Etude historique et critique", L'Harmattan, Paris, 2003
  • Il Radiocorriere, n 12/1950

Edizioni musicali[modifica | modifica sorgente]

  • Aura per orchestra, Ricordi, Milano, NR 131960
  • Biogramma (1972) per grande orchestra, Ricordi, Milano, NR 131985
  • Concerto per violino e orchestra, Ricordi, Milano, NR 131592
  • Giardino religioso (1972) per orchestra, Ricordi, Milano, NR 132049
  • Grande aulodia per flauto, oboe e orchestra, Ricordi, Milano, NR 131648
  • Music of Gaity dal Fitzwilliam Virginal Book (trascrizione per orchestra da camera), Ricordi, Milano, NR 131540
  • Piece pour Ivry per violino, Ricordi, Milano, NR 131886
  • Serenata per un satellite per violino, flauto (ottavino), oboe (oboe d'amore, musette), clarinetto, marimba, arpa, chitarra e mandolino (tutti insieme o separati), Ricordi, Milano 1969 (ristampa 2006), NR 131626, ISMN M-041-31626-0
  • Solo per musette, oboe, oboe d'amore, corno inglese, Ricordi, Milano, NR 131888
  • Venetian Journal (da Boswell) (1972) per tenore, orchestra e nastro magnetico, Ricordi, Milano, NR 131987
  • Viola (o viola d'amore) per viola o viola d'amore, Ricordi, Milano, NR 131887
  • Y después per chitarra a dieci corde, Ricordi, Milano, NR 132051
  • Y después versione per chitarra a sei corde a cura di Wulfin Lieske, Ricordi, Milano, NR 138177
  • Dialodia per due flauti od oboi o altri strumenti, Ricordi, Milano, NR 132126

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 100314304 LCCN: n81093424