Francesco Antonio Vallotti

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Francesco Antonio Vallotti

Francesco Antonio Vallotti (Vercelli, 11 giugno 1697Padova, 10 gennaio 1780) è stato un organista, compositore e teorico della musica italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Troppo poveri per garantirgli un'educazione, i suoi genitori dovettero alla generosità di alcuni loro compatrioti l'opportunità di farlo entrare in seminario, dove si distinse particolarmente nella musica, sotto la direzione di un maestro chiamato Brissone. Dopo l'uscita dal seminario Vallotti si recò a Chambery ed entrò nel convento dei minori conventuali per abbracciare la regola di San Francesco. Di ritorno a Vercelli, dopo tre anni d'assenza, fu inviato al convento di Cuneo e vi continuò i suoi studi, poi partì per Milano per completare il suo corso di teologia.

Poiché la sua vocazione per la musica si manifestava sempre più marcatamente, i suoi superiori lo inviarono a Padova, e lo affidarono alle cure di padre Calegari, maestro di cappella della cattedrale di questa città. Vallotti aveva allora raggiunto l'età di 25 anni. Studiò la nuova teoria armonica del suo maestro e ne adottò i principi. Un viaggio che fece a Roma, nel 1728, non cambiò la sua opinione riguardo a quest'ultima e non lo riportò alla dottrina dell'antica scuola romana.

Di ritorno a Padova, fu nominato organista della chiesa di Sant'Antonio, dandovi prova di un raro talento esecutivo e di compositore. Tartini lo considerava il più grande organista del suo tempo. Dopo il ritiro di Calegari, Vallotti gli successe nelle funzioni di maestro di cappella che ricoprì fino alla sua morte, giunta il 10 gennaio 1780 all'età di 83 anni.

Considerazioni sull'artista[modifica | modifica sorgente]

Burney che lo conobbe a Padova nel 1770, dice che era di una bontà tanto grande che non lo si poteva conoscere senza amarlo. La sua fecondità, nelle composizioni di musica religiosa, ha del prodigioso, sebbene mettesse molta cura nello scrivere le proprie opere e nonostante queste fossero riempite di fughe e di artifici di contrappunto. Era considerato, dal 1750, come uno dei più abili compositori d'Italia in questo genere di musica. Fece vedere a Burney due grandi armadi ripieni di sue messe, salmi, mottetti e vespri.

La teoria armonica[modifica | modifica sorgente]

Gran parte della vita di Vallotti fu riempita dagli studi e dai lavori concernenti la teoria dell'armonia e del contrappunto. Abbracciando queste scienze nel suo insieme, secondo la teoria che aveva appreso dal suo maestro Calegari, e che egli aveva portato a compimento, se ne era formato 4 divisioni, ciascuna delle quali fu oggetto di uno studio particolare. Sfortunatamente, la sua età era troppo avanzata quando intraprese la pubblicazione delle sue opere. Morì pochi mesi dopo che la stampa del primo volume fu completata. Questo libro ha per titolo:

Della scienza teorica e pratica della moderna musica, libro primo, in Padova; appresso Giovanni Manfré, 1779

Un volume in-4° di 167 pagine, con sette tavole. Un frammento di una lettera scritta da padre Martini, il 13 aprile 1783, riportata da P. della Valle (memorie storiche del P. Giamb. Battista Martini, p.113) ci informa su quale fosse il contenuto delle altre opere. La prima che doveva seguire il volume stampato era una trattazione dei toni o dei modi alla quale Martini fa molti elogi. La seconda, dice egli, era un trattato pieno di dottrina ed erudizione ma sul quale si riprometteva di consultarsi con un amico dell'autore:

« Presentemente ho radunati scritti che l'autore ha composti con grande maestria e singolare erudizione sopra i tuoni o modi musicali. Libro che merita di esser pubblicato e che farà grande onore all'autore. Vi è un altro trattato pieno di dottrina e di erudizione, ma sopra di questo ne parlerò col P. maestro Trento. Rivedrò gli altri scritti e tutti quelli che saranno completi e in istato di pubblicarsi con la stampa, ne proporrò il mio debole sentimento. »
(Giovanni Battista Martini, dalla lettera citata.)

Nessuno dubita che questo secondo trattato sia quello in cui Vallotti sviluppava la singolare teoria che gli faceva negare che le dissonanze di seconda e settima fossero il rivolto l'una dell'altra, perché sommate assieme non facevano altro che costituire il complemento dell'ottava, mentre secondo la sua teoria non c'erano che rivolti di un'ottava nell'altra, di modo che la dissonanza di settima era il rivolto della nona e che perciò questa poteva divenire la nota grave (fondamentale) di uno degli intervalli che abbracciava, quando questi accordi erano rivoltati. Dottrina mostruosa, respinta dall'istinto musicale, e che il purista Martini non poteva ammettere più degli altri maestri. Dottrina, infine che ha sollevato contro di lei tutti i musicisti dItalia, quando il padre Sabbatini, allievo di Vallotti, e suo successore nella carica di organista della chiesa di Sant'Antonio, ne fece un'esposizione pratica nel suo libro intitolato: la vera idea delle musicali numeriche segnature. Degli altri scritti di Vallotti di cui parla padre Martini nella sua lettera, Sabbatini ha tratto un gran numero di esempi per il trattato di fughe composte secondo le teorie del suo maestro e le ha pubblicate nel:

Trattato sopra le fughe musicali di Fra Luigi. Ant. sabbatini M.C. corredato di copiosi saggi del suo antecessore padre Francesco Antonio Vallotti

Un'edizione moderna dei quattro libri del Trattato del Vallotti ('Trattato della moderna musica') è stato pubblicato nel 1950 (Padova, Biblioteca Antoniana) sulla base dei manoscritti conservati presso l'Archivio della Cappella Musicale della Basilica del Santo.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Responsoria in parasceve 4 v. cantanda comitante clavicembalo
  • Responsoria in sabbato sancto
  • Responsoria in coena domini

Le altre sue composizioni restano manoscritte; tra queste si contano:

  • 12 introiti a 5 e 8 voci
  • 24 Kyrie, 24 Gloria, e 21 Credo a 4 e 5 voci
  • 68 salmi a 2 e 8 voci con strumenti
  • 46 Inni
  • 10 responsori
  • 3 Dies Irae a 4 voci e strumenti
  • 2 Pange lingua
  • 15 Tantum ergo
  • 2 Te Deum
  • 2 De profundis
  • un Sepulto domino, vespri e altre composizioni

Ebbe inoltre modo di strumentare 43 pezzi sacri del suo maestro Calegari e gli introiti a 5 voci di Porta.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Leonardo Frasson, «Francescantonio Vallotti maestro di cappella nella basilica del Santo», in: Il Santo 20 (1980) fasc. 2-3, pp. 179-356.
  • Maria Nevilla Massaro, «Catalogo tematico delle opere di Francescantonio Vallotti», in: Il Santo 20 (1980) fasc. 2-3, pp. 357-533.
  • Leopold M.Kantner, «Francescantonio Vallotti. Verbreitung und Bedeutung seiner Kompositionen in ausseritalienischen Raum», in: Il Santo 20 (1980) fasc. 2-3, pp. 545-564.
  • Giulio Cattin, «Francescantonio Vallotti nella tradizione musicale della basilica del Santo. Le sue composizioni antoniane», in: Il Santo 20 (1980) fasc. 2-3, pp. 565-568.
  • F. Alberto Gallo, «Una Nota delli libri di musica tra le carte del Vallotti», in: Il Santo 20 (1980) fasc. 2-3, pp. 589-603.
  • Elisa Grossato, «Il violoncello concertante nella produzione del Vallotti», in: Il Santo 20 (1980) fasc. 2-3, pp. 589-603.
  • Vittore Zaccaria, «Il carteggio tra Francescantonio Vallotti e Giambattista Martini», in: Il Santo 20 (1980) fasc. 2-3, pp. 605-611.

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