Giovanni Francesco Anerio

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Giovanni Francesco Anerio (Roma, 1567 circa – Graz, 11 giugno 1630) è stato un compositore e musicista italiano del tardo Rinascimento e dell'inizio dell'età barocca, fratello minore di Felice Anerio.


Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Maurizio Anerio e di Fulginia[1], Giovanni Francesco Anerio iniziò lo studio della musica come fanciullo cantore nella Cappella Giulia di San Pietro a Roma, sotto Giovanni Pierluigi da Palestrina. Intorno al 1583, anno in cui ricevette la prima tonsura[2], Anerio si avvicinò alla Congregazione Romana dell'Oratorio fondata da Filippo Neri, entrando nelle grazie del cardinale Domenico Ginnasi (di origini bolognesi) e diventando musico ufficiale di casa Ginnasi[senza fonte].
Anerio fu in stretti rapporti con i padri filippini; per essi compose il “Teatro armonico e spirituale”, pubblicato nel 1619, che segna un momento di fondamentale importanza per lo sviluppo dell'Oratorio in volgare.
Per qualche tempo fu a Verona in qualità di maestro di Cappella della Cattedrale, per tornare poi a Roma nel 1611.
Il 7 agosto 1616 celebrò nella chiesa del Gesù la prima messa, essendosi dedicato al sacerdozio dopo "lunghe meditazioni". Al generale della Compagnia di Gesù, Padre Acquaviva, dedicò i primi mottetti, apparsi appena dopo il suo rientro in Italia, mentre per il Collegio Romano compose altre musiche di soggetto sacro.
Nominato maestro di cappella a San Giovanni in Laterano, passò poi (dal 1613 al 1620) alla chiesa della Madonna dei Monti.
Fu chiamato alla corte di Sigismondo III re di Polonia in qualità di Maestro di Corte e là prestò servizio nell'ultimo periodo della sua vita. Morì a Graz, in seguito a una malattia contratta nel viaggio di ritorno dalla Polonia a Roma, mentre i suoi bagagli, tra cui cinque o sei casse contenenti musica, continuarono il viaggio verso l'Italia. Assistito dai domenicani, si spense il 12 giugno 1630 e fu sepolto con rito solenne nel cimitero di S. Andrea.

Composizioni[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla produzione oratoriale sopra descritta, Giovanni Francesco Anerio fu fecondo compositore di musica sacra: si contano non meno di 320 composizioni. Ad esse si aggiungono le opere profane come i madrigali, le canzonette e alcuni saggi di musica strumentale, come il Libro delle gagliarde intavolate per sonare nel cembalo e liuto (1607).

Del repertorio sacro si citano:

Agli oratori, tutti composti sopra testo volgare, appartengono il Dialogo pastorale al presepio (1600) ed il citato Teatro Armonico Spirituale (1619).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ RAFFAELE CASIMIRI, "Disciplina musicae" e Mastri di capella dopo il Concilio di Trento nei maggiori Istituti Ecclesiastici di Roma, Seminario Romano - Collegio Germanico - Collegio Inglese, in «Note d'Archivio per la storia musicale», anno XV, gennaio- febbraio 1938, n. 1, pp. 7-8.
  2. ^ Anerio ricevette la prima tonsura il 17 dicembre del 1583.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • RAFFAELE CASIMIRI, "Disciplina musicae" e Mastri di capella dopo il Concilio di Trento nei maggiori Istituti Ecclesiastici di Roma, Seminario Romano - Collegio Germanico - Collegio Inglese, in «Note d'Archivio per la storia musicale», anno XV, gennaio- febbraio 1938, n. 1.
  • Klaus Fischer, voce 'ANERIO, Giovanni Francesco' in New Grove Dictionary.
  • Liliana Pannella, voce 'ANERIO, Giovanni Francesco' in Dizionario Biografico degli Italiani.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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