Ite missa est

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La locuzione latina Ite, missa est è la formula di congedo che nel rito latino della Messa chiude la stessa. Tradotta letteralmente significa "Andate, [l'offerta] è stata mandata" e si può riferire all'offerta sacrificale inviata a Dio oppure all'eucaristia inviata ai malati e agli assenti, secondo l'uso della Chiesa antica. Altri interpretano: "Andate, [l'assemblea] è stata congedata". Altri ancora ritengono che missa sia una variante di missio (congedo) e traducono: "Andate, è il congedo".

Sono le parole con le quali, al termine della Santa Messa celebrata in latino, il sacerdote congeda i fedeli, che rispondono «Deo gratias».

L'espressione viene anche a volte usata in modo scherzoso per indicare la conclusione, il compimento di qualcosa, in genere volendone sottolineare la lunga durata.

Origine liturgica[modifica | modifica sorgente]

Il verbo est della locuzione va inteso come in sé già contenente l'idea di "fine", di "chiusura", o meglio di "completezza".

Questa frase può essere tradotta quindi "Andate, la seduta è tolta"; oppure: "Andate, l'assemblea è congedata". Se Missa non fosse un sostantivo, ma un verbo[1], utilizzato come forma di congedo[2], la parola italiana "Messa" sarebbe conseguentemente il frutto di un errore di traduzione e non avrebbe un significato intrinseco.

La riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II (1962-1965) ha privilegiato altre espressioni di congedo. In italiano la proposta della formula di congedo è "La messa è finita, andate in pace", oppure "La gioia del Signore sia la vostra forza, andate in pace" (o altre simili).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mitto, -is, misi, missum, -ĕre
  2. ^ Ad esempio aliquem missum facio vuol dire "congedare qualcuno".

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Fonti[modifica | modifica sorgente]

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