Mirko Basaldella
Mirko Basaldella (Udine, 28 settembre 1910 – Cambridge (Massachusetts), 24 settembre 1969) è stato uno scultore italiano.
[modifica] Biografia
Fratello di Afro, studiò al Liceo artistico di Venezia, all'Accademia di Firenze e alla Scuola dell'arte di Monza.
Lavorò nello studio di Arturo Martini come allievo fino al 1933, quindi si trasferì a Roma. Qui conobbe gli artisti della scuola romana quali: Scipione, Corrado Cagli (di cui sposò la sorella), Antonietta Raphaël, Fazzini, Mazzacurati, Leoncillo.
Tenne la sua prima mostra nel 1935 alla galleria La Cometa. Un viaggio a Parigi, compiuto nel 1937 assieme al fratello Afro, lo aprì ad una visione più completa dell'arte uscendo dai confini della cultura mediterranea, assorbendo quella europea.
Nel 1939 si stabilì a Roma ed entrò nel gruppo milanese di Corrente. A New York, presso la galleria Knoedler nel 1947 tenne una mostra che ripeterà nei due anni successivi.
Tra il 1949 ed il 1951 realizzò i tre cancelli delle Fosse Ardeatine, imponente scultura in bronzo. Questa significativa esperienza indirizzò Basaldella verso la ricerca di un nuovo modo di fare scultura, con strutture e materiali diversi da quelli tradizionalmente usati, tra cui: cemento, reti metalliche, fili di ferro, materie plastiche.
Negli anni successivi ci furono molte visitazioni della cultura orientale, dell'iconologia mitica, dei totem, dei reperti assiri, mesopotamici, ebraici e precolombiani. Il periodo che va dal 1953 al 1960 fu caratterizzato dall'utilizzo di lamine di rame e di ottone ritagliate. Di quel periodo sono la serie dei Leoni di Damasco e delle Chimere.
Nel 1957 fu chiamato a dirigere il Design work shop al Visual Art Carpenter Centre della Harvard University di Cambridge nel Massachussets, da qui la sua scultura viene orientata verso direzioni tecnologiche, meccanicistiche e verso stimolazioni fantastiche dell'artigianato sacrale dei pellerossa, alcuni temi obbligati della scultura vennero riportati in forme archeologiche.
Nella seconda metà degli anni sessanta si dedicò ad una nuova serie di legni dipinti, gli ultimi bronzi e bronzetti nascono dalla capacità dello scultore di plasmare ogni tipo di materia, dai materiali di scarto ai mattoni, ai residui dei materiali d'incarto industriale. Infine ricompaiono anche i temi dichiaratamente figurativi ispirati alla tematica biblica degli anni trenta, carichi di raffinate momorie culturali.
Opere dello scultore sono presenti:
- Fosse Ardeatine a Roma
- Cimitero monumentale del Verano a Roma
- Leveret House alla Harvard University
- Krannert Art Museum di Urbana, Illinois
- Fondazione Werner-Green a Burg Wartenstein in Austria
- Musei Vaticani di Roma
- Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea a Roma
- Pinacoteca della Biblioteca Malatestiana di Cesena
- Galleria d'arte moderna di Udine
- Museo di Rotterdam
- Fogg Art Museum di Cambridge
- Filadelfia Museum
- Museo di Denver
- Palazzo C.I.T. di New York
- Fontana delle Voci, La Spezia
[modifica] Bibliografia
- Licio Damiani Il novecento- Mito e Razonalismo - Del Bianco Editore