Antonio Garbasso

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sen. Antonio Garbasso
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Antonio Garbasso
Luogo nascita Vercelli
Data nascita 16 aprile 1871
Luogo morte Firenze
Data morte 14 marzo 1933
Professione fisico
Data 18 settembre 1924

Antonio Garbasso (Vercelli, 16 aprile 1871Firenze, 14 marzo 1933) è stato un fisico e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si laureò in fisica all'Università di Torino nel 1892,[1] dove si mise in evidenza con un progetto sulla variazione della resistenza di ferro e nickel in un campo magnetico e sui vettori elettromagnetici nelle onde piane. Si perfezionò recandosi in Germania per studiare con Heinrich Hertz all'Università di Bonn e Hermann von Helmholtz all'Università di Berlino.[2] Fu professore di Fisica Matematica all'Università di Pisa (1895-1899) e di Torino (1899-1903).

Dal 1903, fu professore di fisica sperimentale all'Università di Genova e, successivamente, dal 1913 all'Università di Firenze, dove contribuì a far potenziare l'Istituto di Fisica di Arcetri, facendo chiamare molti dei più brillanti ingegni della fisica italiana. Fra i suoi allievi si ricordano Antonino Lo Surdo, Rita Brunetti, Giuseppe Occhialini, Franco Rasetti e Vasco Ronchi.

Partecipò come volontario alla prima guerra mondiale, dove ottenne il grado di maggiore, e condivise l'ideologia fascista anche se si oppose alla riforma di Giovanni Gentile che metteva in secondo piano le discipline scientifiche. Fu eletto sindaco sindaco di Firenze, in seguito alle elezioni del 1920, vinte dal Blocco Nazionale, rimanendo in carica fino al 1927, tranne un breve periodo di due mesi, nel 1923, in cui fu sostituito dal commissario prefettizio Bruno Fornaciari.[3] Nel 1926 venne nominato senatore mantenendo la carica di sindaco di Firenze. Il 9 gennaio 1927 l'amministrazione comunale fu sciolta per l'entrata in vigore della legge n. 237 del 4 febbraio 1926 che istituiva i podestà.[3] Fu nominato primo podestà di Firenze ma rimase in carica solo fino al 13 settembre 1928 quando fu sostituito da Giuseppe Della Gherardesca.[3]

Ha lavorato sull'elettromagnetismo (teoria sulla emissione della luce), la spettroscopia, l'ottica, i raggi X, l'elettrotecnica (scarica dei condensatori), radiazione, fisica nucleare.

Diresse la Società Italiana di Fisica dal 1912 al 1914 e dal 1921 al 1925; ha presieduto il Comitato di Astronomia, Matematica e Fisica del CNR ed il Consiglio di Amministrazione dell'Istituto Nazionale di Ottica. Dal 14 luglio 1932 al 13 luglio 1933 fu Presidente dell'Accademia dei Lincei.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

Nel 1908 gli fu assegnata la Medaglia Matteucci.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Sulla luce polarizzata circolare e particolarmente sulla sua velocità nei mezzi dotati di potere rotatorio magnetico, Tip. Guadagnini, Torino, 1892
  • Sulla luce bianca, pubbl. su "Atti della R. Acc. delle Scienze di Torino", vol.XXX, 16 dic.1894
  • Sopra i raggi del Rontgen (con A. Battelli), pubbl. su "Nuovo Cimento", S.4, vol. III, genn.1896
  • Raggi catodici e raggi X (con A. Battelli), pubbl. su "Nuovo Cimento", S.4, vol. III, maggio 1896
  • Su la polarizzazione rotatoria dei raggi di forza elettrica, pubbl. su "Nuovo Cimento", S.5, vol. IV, settembre 1902
  • Teoria elettromagnetica dell'emissione della luce, pubbl. su "Mem. della R. Acc. delle Scienze di Torino", S. II, T.LIII, 6 febbr.1903
  • L'aereo Artom e la dirigibilità delle onde elettriche, Vincenzo Bona, Torino, 1909
  • Su la teoria degli spettri a doublets, pubbl. dell'Ist. di Fisica della R. Università di Genova, Pisa, 1909
  • Fisica d'oggi, filosofia di domani, Libreria ed. milanese, Milano,1910
  • Scienza e poesia a cura di J. De Blasi, prefazione di B. Mussolini, Firenze 1934.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dragoni, op. cit., pp597-598
  2. ^ Antonio Garbasso: la vita, il pensiero e l'opera scientifica, di Rita Brunetti, pubbl. su "Il Nuovo Cimento: organo della società italiana di fisica", Zanichelli, anno X, 1933
  3. ^ a b c Marco Palla, Firenze nel regime fascista (1929-1934), Firenze, leo S. Olschki, 1978, pp. 93-95..

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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