Casale Monferrato

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Casale Monferrato
comune
Casale Monferrato – Stemma Casale Monferrato – Bandiera
Casale Monferrato – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Amministrazione
Sindaco Concetta Palazzetti (PD) dall'08/06/2014
Territorio
Coordinate 45°08′03″N 8°27′30″E / 45.134167°N 8.458333°E45.134167; 8.458333 (Casale Monferrato)Coordinate: 45°08′03″N 8°27′30″E / 45.134167°N 8.458333°E45.134167; 8.458333 (Casale Monferrato)
Altitudine 116 m s.l.m.
Superficie 86,32 km²
Abitanti 34 576[1] (31-01-2013)
Densità 400,56 ab./km²
Frazioni Casale Popolo, Rolasco, Roncaglia, San Germano, Santa Maria del Tempio, Terranova, Vialarda
Comuni confinanti Balzola, Borgo San Martino, Camagna Monferrato, Candia Lomellina (PV), Coniolo, Conzano, Frassineto Po, Morano sul Po, Motta de' Conti (VC), Occimiano, Ozzano Monferrato, Pontestura, Rosignano Monferrato, San Giorgio Monferrato, Terruggia, Villanova Monferrato
Altre informazioni
Cod. postale 15033
Prefisso 0142
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 006039
Cod. catastale B885
Targa AL
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Casalesi/Casalaschi
Patrono sant'Evasio
Giorno festivo 12 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Casale Monferrato
Sito istituzionale

Casale Monferrato (IPA: [kaˈsalemonferˈrato][2], Casal in piemontese, Casà in dialetto monferrino) è un comune italiano di 34.576 abitanti[3] della provincia di Alessandria, in Piemonte.

Sin da quando divenne municipium romano la città è stata il centro più importante del circondario;[4] dopo un periodo di decadenza causata dalla caduta dell'Impero romano d'Occidente e dalle invasioni dei popoli barbari, infatti, divenne un libero Comune e dal XV al XVI secolo fu la capitale dei Paleologi. Successivamente divenne dominio dei Gonzaga, che costruirono una delle più grandi e prestigiose cittadelle europee. Contesa nel corso del XVII e XVIII secolo tra francesi e spagnoli, durante il Risorgimento fu uno dei baluardi difensivi contro l'Impero austriaco.

Oggi Casale, collocata all'interno del triangolo industriale Torino-Genova-Milano, è un importante centro industriale noto soprattutto per la produzione di cemento e per la presenza dalla dismessa fabbrica Eternit, che produceva l'omonimo materiale altamente dannoso per l'uomo a causa della presenza di amianto.

Casale è anche conosciuta a livello internazionale come sede delle maggiori industrie italiane del comparto del freddo, in particolare delle vetrine refrigerate e dei camion refrigerati; per questo motivo viene anche definita Capitale del Freddo.[senza fonte]

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del monferrato casalese
Passeggiata lungo Po nei pressi del centro storico cittadino
Risaie della zona

Il comune di Casale Monferrato è esteso 86,32 km2[5] e si estende su un'area pianeggiante situata ai piedi delle colline del Monferrato, celebre regione vitivinicola della quale è considerata la capitale storica. La città inoltre sorge su una posizione favorevole poiché si trova a poca distanza dai capoluoghi di Vercelli, Alessandria, Asti e Novara e all'interno del triangolo industriale.

Secondo la Carta Geologica d'Italia, redatta dal Servizio Geologico d'Italia,[6][7] il territorio di Casale Monferrato è formato prevalentemente da alluvioni terrazzate ghiaioso-sabbiose o limose, recenti ed attuali,[6] dei maggiori corsi d'acqua (risalenti all'Olocene recente),[6] alluvioni sabbioso-ghiaiose fissate dagli alvei abbandonati debolmente sospese ed eccezionalmente esondabili (risalenti all'Olocene medio),[6] residui di alluvioni terrazzate sabbioso-ghiaiose sensibilmente sospese sui corsi d'acqua (risalenti all'Olocene antico);[6] in direzione ovest-sud ovest della città vi è la "Formazione di Casale Monferrato" (risalente all'Eocene medio-inferiore),[7] composta da alternanze di calcari più o meno marnosi,[7] arenarie calcaree fini ed arenarie micacee, calcari a Fucoidi e argille plastiche prevalentemente bruno-scure. Sono presenti microfaune ai livelli marnosi (da uno a sei metri di profondità).[7]

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale, sebbene rientri nella Pianura Padana, è situato su una serie di colline di altezza modesta: la casa comunale è posta a 116 m s.l.m.,[5] l'altezza minima raggiunta all'interno del territorio comunale è pari a 96 m s.l.m.,[5] mentre l'altezza massima registra 299 m s.l.m.[5]

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il principale corso d'acqua che attraversa il territorio comunale è il fiume Po. Vi sono inoltre altri 2 corsi d'acqua importanti: il canale Lanza e il canale Mellana che attraversano la città, di portata notevolmente inferiore.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Casale Monferrato.

Secondo la classificazione dei climi di Köppen Casale rientra all'interno del clima temperato ad estate calda (Cfa). In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +0,4 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di +22,7 °C. Le precipitazioni si concentrano soprattutto durante la primavera e l'autunno. In inverno possono esserci nevicate, talvolta abbondanti, e frequenti gelate. Viceversa, d'estate l'afa causata dall'alto tasso di umidità può rendere il caldo opprimente. Infine, nei mesi più freddi dell'anno vi sono formazioni di nebbia persistenti anche più giorni.[9][10][11]

CASALE MONFERRATO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 4,0 6,9 12,5 16,9 22,0 26,0 28,7 27,6 23,8 17,0 10,3 4,5 5,1 17,1 27,4 17,0 16,7
T. min. mediaC) -3,2 -2,0 2,5 6,7 10,7 14,5 16,7 15,8 12,8 7,9 3,9 -1,2 -2,1 6,6 15,7 8,2 7,1

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini ai romani[modifica | modifica wikitesto]

I primi abitanti delle terre casalesi furono i Liguri, i quali si insediarono sulle rive del Po. Erano divisi in tribù: gli Stazielli, gli Insubri, i Libui, i Dutunini, gli Jadatini e i Gabieni. In seguito si stanziarono i Celto-Galli i quali lasciarono vocaboli ancora oggi usati nella lingua piemontese.[13]

Vennero successivamente conquistati dai Romani che fondarono un municipium sulla zona dell'insediamento chiamato Vardacate.[4] Qui i Romani sconfissero i Cimbri e i Teutoni intorno al 100 a.C.

Dal Medioevo al Rinascimento[modifica | modifica wikitesto]

Dipinto di Sant'Evasio

In seguito alle invasioni barbariche e alla fine dell'impero, si stanziarono, sulla zona del municipium, i Longobardi intorno al 568 circa.

Successivamente, il vescovo di Asti sant'Evasio convertì al cristianesimo il borgo, e fondò la chiesa di San Lorenzo (edificata sul luogo dell'attuale cattedrale).[14]

Il nome di Casale appare per la prima volta in un documento di donazione del diacono Andrea alla canonica di Sant'Evasio, datato 15 agosto 988.[15] Dopo il 1000 Casale ritornò ad essere popolato e nello stesso tempo iniziò ad assumere un assetto istituzionale tipica di un Comune.[15] A partire dalla fine dell'XI secolo, però, iniziarono i contrasti con il comune di Vercelli, che culmineranno nel 1215 con la distruzione di Casale ad opera dell'alleanza tra i comuni di Milano, Vercelli, Asti e Alessandria.[15] Nonostante ciò, il borgo e le mura furono ricostruite in tempi brevi.[15] Alla fine del XIII secolo, diventato un comune abbastanza potente, si offrì l'incarico di Capitano generale prima a Guglielmo VII del Monferrato e successivamente a Matteo Visconti.[15]

All'inizio del XIV secolo, a causa delle contese tra le diverse famiglie comunali, si decise di nominare paciere Teodoro I Paleologo, figlio dell'imperatore bizantino Andronico II Paleologo, giurandogli fedeltà.[16] Successivamente, intorno al 1352, Giovanni II Paleologo ordinò la costruzione di un castello per rafforzare la precedente cinta muraria;[16] nel 1370 i Visconti occuparono Casale, restituendola a Teodoro II Paleologo (assieme al Monferrato) nel 1404.[16]. Nel 1434 Gian Giacomo Paleologo trasferì la capitale del Marchesato del Monferrato a Casale.[16] Durante il regno di Gian Giacomo gli ospedali cantonali di Casale furono riuniti tutti nell'Ospedale di Santo Spirito[16] e, durante il regno del suo successore Guglielmo VIII Paleologo il borgo conobbe la sua massima fioritura:[16] Casale divenne il centro dell'amministrazione del marchesato, furono aperti numerosi istituti formativi e fondate nuove chiese.[16] Nel 1474, tramite una bolla di Papa Sisto IV, la chiesa di Sant'Evasio fu elevata a Cattedrale, nacque la Diocesi di Casale e il borgo fu elevato a Città.[16]

L'età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Casale nel 1745

In seguito al il Trattato di Cateau-Cambrésis del 1559 Casale passò sotto il dominio dei Gonzaga di Mantova,[17] che, alla fine del secolo, con il duca Vincenzo I, ingrandirono la struttura difensiva della città e costruirono una delle più potenti e prestigiose cittadelle europee.[17] Durante il periodo della Controriforma la città mutò notevolmente: i cittadini, infatti, capeggiati da Oliviero Capello, si ribellarono al potere assolutista che aveva instaurato Guglielmo Gonzaga, duca di Mantova e di Monferrato, che, tuttavia, dopo alcuni anni riuscì ad imporsi sui cittadini e a togliere alla città tutti i beni e le libertà.[17]

Durante il XVII secolo subì numerosi assedi di spagnoli e francesi,[18]. Durante questo periodo, intanto, la cittadella fu costantemente rinforzata e aggiornata con le più recenti tecniche difensive dell'epoca.[18] Nel 1708 Ferdinando Carlo di Gonzaga-Nevers fu accusato di fellonia contro l'Impero, perse tutti i poteri e i possedimenti, lasciandoli al successore Vittorio Amedeo II, duca di Savoia.[19] L'occupazione di gallo-ispani nel 1745 causò gravi danni a chiese e conventi. Il passaggio completo di Casale sotto i domini di Casa Savoia avvenne nel 1713, e, avendo perso la funzione di capitale, in città terminarono anche le spinte innovative in campo artistico e militare.[19] Dal 12 dicembre 1798 al 17 maggio 1799 Casale, seguendo i fermenti rivoluzionari che in quel periodo si stavano avvicendando in Europa, instaurò la repubblica, issando l'albero della libertà.[20] Successivamente la città fu occupata dagli austriaci e dai russi e rimase in loro possesso fino alla battaglia di Marengo (14 giugno 1800), quando tornò di nuovo nei domini francesi.[20]

L'età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Fino a dopo la metà del XIX secolo la città era rimasta cinta delle mura difensive e senza alcun collegamento con l'altra sponda del Po (tranne che un ponte di barche).[21] Su progetto di Matre di Chartres, il 22 agosto 1840 fu inaugurato un ponte sospeso in ferro lungo 228 metri diviso da una colonna centrale a cui si appoggiavano le gomene.[20] Intitolato a Carlo Alberto Re di Sardegna, il ponte durò quarant'anni per poi essere demolito; al suo posto venne eretto un nuovo ponte in ferro più resistente.[20] In città, nel frattempo, dopo la soppressione dei conventi durante i primi anni dell'Ottocento voluta da Napoleone, furono avviati numerosi interventi urbanistici che, tra le altre cose, conferirono a molti edifici civili e sacri un'architettura neoclassica.[20]

Palazzo Ricci in Piazza Santo Stefano

Nel 1849, durante la prima guerra d'indipendenza, gli austriaci assediarono Casale e cercarono di renderla un caposaldo della loro linea difensiva.[20] Dopo la metà del XIX secolo alcune delle opere militari costruite nei secoli precedenti furono demolite per creare nuovi spazi di allargamento urbano[22] (questa opera di demolizione andò avanti fino al 1930, quando fu smantellata la testa di Ponte).[23] In questo periodo furono realizzate numerosi impianti e strutture urbane come le fognature, un canale di irrigazione, la sistemazione delle strade e gli impianti del gas e dell'illuminazione, l'allargamento del cimitero, la circonvallazione, il cavalcavia sulla linea ferroviaria, la sistemazione dei giardini pubblici e il collegamento tramite tram con i sobborghi vicini.[23]

Palazzo del credito italiano

All'inizio del XX secolo a Casale si stabilirono numerosi impianti industriali, soprattutto cementiferi. Allo stesso tempo crebbe anche l'abusivismo edilizio, e per questo nel 1911 fu approvato il piano regolatore della Agro Callori, una delle aree urbane comunali.[24] Nello stesso anno, inoltre, si insediò nel comune la caserma di artiglieria pesante.[24] Lo scoppio della seconda guerra mondiale interruppe la crescita della città, che riprese solo dopo la fine delle ostilità soprattutto nel quartiere Oltreponte (posto sull'altra sponda del Po); in questo periodo fu ricostruito il ponte sul Po, bombardato durante la guerra, la città continuò ad allargarsi e si insediarono nuovi stabilimenti industriali.[24]

Nota è la presenza dello stabilimento Eternit di lavorazione dell'amianto, il quale dagli anni cinquanta ad oggi ha causato più di milleseicento morti tra i lavoratori e la popolazione, a causa di una grave malattia, oggi curabile ma non guaribile: il Mesotelioma pleurico, dovuta all'inalazione della fibra non lavorata. Si stima che fino al 2015-2020 continuerà ad aumentate l'incidenza di asbestosi (altra malattia dovuta all'amianto), a causa del lungo tempo che trascorre prima dell'insorgere delle malattie asbesto correlate.[25][26]

Il 15-16 ottobre 2000 il quartiere Oltreponte, situato nella parte nord della città, venne completamente sommerso da un'esondazione insieme alla frazione Casale Popolo e Terranova; anche i comuni limitrofi di Balzola, Morano sul Po, Trino vennero travolti da un'eccezionale piena del Po, subendo notevoli danni.[27]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Casale Monferrato-Stemma.png

Descrizione araldica dello stemma:

« Inquartato: nel 1º e 4º di rosso, alla croce d'oro, accantonata da quattro B all'antica, affrontati, pure d'oro; nel 2º e 3º d'argento, al capo di rosso; sul tutto una rotella d'azzurro raggiata d'oro, al monogramma di Cristo: I. H. S. d'argento. Corona marchionale »
(Comuni-Italiani.it)


Il primo ed il quarto rappresentano le armi dei Paleologi. Il secondo ed il terzo quelle degli Aleramici. La scritta IHS sta a significare Iesus Hominum Salvator, ossia Gesù Salvatore degli uomini. Lo stemma è stato riconosciuto ufficialmente il 17 dicembre 1936. Questo stemma è stato riconosciuto con decreto 17 dicembre 1936 e trascritto nei registri della consulta araldica il 19 dicembre 1936.[28]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

La Medaglia

La città di Casale Monferrato è la 13ª tra le 27 città decorate con Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale" (9 marzo 1899) per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento. Periodo, definito dalla Casa Savoia, compreso tra i moti insurrezionali del 1848 e la fine della prima Guerra Mondiale nel 1918. Per ricordare l'impresa, Casale Monferrato ha intitolato a Cesare Cobianchi una via della città.

« In ricompensa del valore dimostrato dalla cittadinanza nell'assedio del 23, 24 e 25 marzo 1849. L'episodio si riferisce alla difesa della città contro le truppe austriache del maresciallo von Wimpffen, che incalzavano i piemontesi dopo la sconfitta di Novara. Lo stesso 23 marzo, gli austriaci furono accolti a Casale da cannonate, sparate dalla guarnigione cittadina (un solo reggimento e alcuni profughi). Un ruolo di particolare rilievo nella difesa della città ebbe Cesare Cobianchi, colonnello della Guardia Nazionale. Nonostante i ripetuti attacchi, Casale non cedette: fu infatti la notizia dell'armistizio a porre fine alle ostilità. »
(Comuni italiani.it)


Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Duomo di Sant'Evasio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Duomo di Casale Monferrato.

Il Duomo è il più antico monumento della città di Casale Monferrato e una delle più importanti cattedrali in stile romanico lombardo del Piemonte. Secondo la Passio, opera che descrive le vicende e il martirio di sant'Evasio, la fondazione della chiesa risale all'VIII secolo d.C. ad opera del re longobardo Liutprando.[29] Le prime notizie certe dell'esistenza della chiesa sono documentate in un atto di donazione del 974 e in atti successivi risalenti all'XI secolo.[29] Fu consacrato nel 1108 da Papa Pasquale II.[29] Nel 1215, a seguito della guerra fra i Casalesi e gli Alessandrini, i Vercellesi, i Pavesi ed i Milanesi, fu gravemente danneggiata e in più punti ricostruita.[29] Sebbene sia stata oggetto di numerosi interventi e restauri durante il XVIII e l'XIX secolo, mantiene ancora oggi gran parte delle caratteristiche acquisite in epoca medievale.[29]

La monumentale facciata a capanna è asimmetrica e incorniciata da due campanili laterali. Ai lati del portone d'ingresso principale vi sono due colonne su cui sono collocate le copie ottocentesche di due statue raffiguranti rispettivamente il re longobardo Liutprando e la regina Teodolinda. L'interno è composto da un nartece rettangolare, un tiburio, cinque navate suddivise da grandi pilastri e, proseguendo la navata centrale, dalla zona composta dal presbiterio (che presenta nella volta e nel catino absidale i dipinti murali eseguiti da Costantino Sereno nel 1860-61 in stile neobizantino)[30], dal coro e dall'abside.[31] Ai muri perimetrali della chiesa sono addossati gli altari laterali, che hanno subito, nel tempo, numerose modifiche.[30] Incernierate nella torre campanaria, infine, vi sono la sacrestia e la cappella di sant'Evasio.[31]

Chiesa di San Domenico[modifica | modifica wikitesto]

È la più importante chiesa cittadina dopo il Duomo;[32] fondata da Guglielmo VIII nel 1472, fu terminata nel 1506 da Bonifacio V ed affidata alla cura dei Padri Domenicani.[33] Negli stessi anni fu edificato anche il convento.[33] Sia il convento che la chiesa rimasero unite fino al 1822, quando, a seguito delle soppressioni napoleoniche, una parte del convento fu divisa in tre lotti e concesso a privati.[32] La facciata, in cotto, è scandita da contrafforti sporgenti; l'elemento di maggior pregio è il portale (1505) sormontato da un rosone contornato dai segni dello zodiaco.[34] Nel corso dei secoli (specie nel XVIII secolo) la chiesa ha subito numerosi restauri che ne hanno radicalmente cambiato la struttura e fuso lo stile gotico, quello rinascimentale e quello barocco.[35][36] L'interno è divisa in tre navate con alte colonne (una quarta navata è stata soppressa dai Domenicani nel 1675 per rendere la chiesa simmetrica).[36] Vi sono numerose opere d'arte datate dal XV al XVIII secolo,[34] come un dipinto quattrocentesco raffigurante la Madonna con Bambino (di scuola fiamminga)[37]Il miracolo del libro di San Domenico, La resurrezione da parte di San Domenico del nipote del cardinale Colonna, La battaglia degli Albigesi di Pier Francesco Guala (fine XVII inizio XVIII secolo) e altri dipinti attribuiti del XVI secolo attribuiti a Nicolò Musso, Giovan Battista Caire e Guglielmo Caccia.[34] Degne di nota la tomba cinquecentesca Benvenuto Sangiorgio, cavaliere gerosolimitano e membro del Senato casalese,[34] e di altri principi Paleologi e Gonzaga. All'interno del convento spiccano la Cappella del Rosario, ricca di stucchi e decorazioni, il chiostro rinascimentale, la torre campanaria ed il salone quattrocentesco.[34]

Chiesa di San Paolo[modifica | modifica wikitesto]

Iniziata nel 1586 su disegno dell'architetto milanese Lorenzo Binago, padre barnabita, la chiesa a croce greca, fu consacrata il 12 novembre 1595.[38] La chiesa fu officiata con l'annesso collegio, ora scuola elementare di Stato, fino al 1802, anno della soppressione napoleonica dai padri Barnabiti.[38] Sulla facciata statue della Madonna di Loreto, di San Pietro, San Paolo, San Carlo Borromeo e Sant'Alessandro Sauli. Sono presenti numerose opere del Sei-Settecento, tra cui opere pittoriche di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo: Decollazione di San Paolo, Assunta, San Matteo e l'Angelo e la Vocazione di Matteo.[39] Sempre all'interno della chiesa, sul lato destro, vi è la Casa di Loreto, aperta nel 1645.[38]

Chiesa di Santa Caterina[modifica | modifica wikitesto]

Cupola della chiesa di Santa Caterina

Costruita all'inizio del Settecento su progetto di Giovanni Battista Scapitta, assieme al convento, la chiesa fu consacrata il 24 agosto 1720.[40] La chiesa mantenne inalterata la sua struttura originaria, mentre il convento subì numerose trasformazioni (divenendo anche scuola e ospedale).[40] Considerata uno dei capolavori barocchi della città,[41] l'esterno è caratterizzato da una grande cupola e dalla facciata a due ordini. L'interno, a croce greca è caratterizzato dal gruppo scultoreo in marmi policromi che raffigura la Vergine Assunta (opera di Giovanni Battista Bernero). Le pareti interne della chiesa sono interamente abbellite con affreschi e riccamente decorate.[41]

Sinagoga[modifica | modifica wikitesto]

Presenti in città già dal XIV secolo,[42] a partire dal 1570 Guglielmo Gonzaga permise agli ebrei di Casale e di altri centri del Monferrato di professare liberamente la loro religione.[42] La sinagoga, edificata nel 1595 (come testimonia una lapide), fu assorbita durante il XVII e il XVIII secolo dal ghetto ebraico.[42] Anche in periodi di minor libertà per gli ebrei, come l'epoca napoleonica, la sinagoga fu costantemente abbellita con nuove opere artistiche. Nel 1866 la nuova sinagoga, completamente trasformata, fu consacrata.[43] L'esterno è molto sobrio, mimetizzato con l'ambiente circostante, mentre l'interno è caratterizzato dalla massiccia presenza di stucchi d'oro.[43] Nel matroneo è stata allestita la mostra permanente dei documenti e delle opere artistiche della comunità; la biblioteca e l'archivio storico sono collocate al secondo piano.[43] Attualmente la sinagoga non è utilizzata regolarmente perché il numero di ebrei è molto ridotto.[44]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo di Anna d'Alençon[modifica | modifica wikitesto]

Risalente al tardo Quattrocento,[45] è un'antica costruzione caratterizzata da un tipico cortile rinascimentale, circondato da colonne circolari di laterizio con capitelli cubiformi, un porticato con archi a sesto acuto e a tutto sesto, tipicamente rinascimentali e decorazioni a stemmi e tavolette dipinte rappresentanti personaggi della famiglia paleologa e della stessa Anna d'Alençon; al suo interno nelle ampie sale spiccano soffitti a cassettoni.[45] Abitato in origine dalla marchesa Anna d'Alençon, dal XVII secolo appartenne alla famiglia Fassi di Balzola.[46]

Palazzo Treville[modifica | modifica wikitesto]

L'opera più nota di Giovanni Battista Scapitta, è uno dei palazzi più importanti della città.[47] Costruito tra il 1710 ed il 1714 è in stile Barocco piemontese e si affaccia Via Mameli creando un notevole impatto visivo con la sua imponente facciata curvilinea. Di particolare interesse sono l'atrio e il cortile, ricchi di luce e colore.[47] La facciata, invece, datata 1780, segue lo stile neoclassico.[47]

Palazzo Sannazzaro[modifica | modifica wikitesto]

Di origine tardo-medievale, fu profondamente rimaneggiato durante il Settecento, epoca in cui assunse l'attuale aspetto barocco.[48] I segni della struttura originaria (le monofore) sono ancora visibili sulla facciata e sul fianco destro del palazzo. L'autore del palazzo è ignoto, mentre si conosce il committente, Giovanni Battista Sannazzaro (che fu anche sindaco di Casale).[48] L'esterno è decorato in maniera sobria ed elegante; dopo il portone d'ingresso si accede al cortile, di grande effetto scenografico.[48]

Palazzo San Giorgio[modifica | modifica wikitesto]

Sorto sui resti di un palazzo precedente, fu costruito nel 1778; stilisticamente è un'opera di transizione tra il Rococò e il Neoclassico.[49] Ha una facciata ripartita in tre ordini con finestre contornate da stucchi. Il portale, formato da colonne binate, è sormontato da un balcone con balaustra in pietra ornata da quattro putti in marmo, rappresentanti le quattro stagioni.[50] Le stanze interne sono notevolmente decorate con affreschi e stucchi. Anche gran parte dell'arredamento è dell'epoca.[50] Nel cortile è possibile osservare parte dell'edificio preesistente, con sala affrescata dal Guala.[51] Attualmente il palazzo è sede dell'amministrazione comunale.[50]

Palazzo Magnocavalli[modifica | modifica wikitesto]

Attribuito per affinità stilistiche a Benedetto Alfieri, si caratterizza per l'elegante atrio e per lo scalone che si avvita intorno a due colonne che crea un certo effetto monumentale, nonostante sia stato ricavato in uno spazio ristretto.[52]

Casa Tornielli[modifica | modifica wikitesto]

Costruita nella seconda metà del Quattrocento[53] (come dimostrano gli elementi stilistici), fu restaurato nel 1907 dalla famiglia Tornielli assumendo la forma attuale;[53] I primi interventi di restauro del palazzo ebbero inizio già tra il 1510 e il 1520, quando alcuni elementi del palazzo furono aggiornati al gusto rinascimentale.[53] Durante il Seicento ed il Settecento subì altri interventi, anch'essi che modificarono la struttura originaria.[53] Rimane comunque la più importante architettura gotica cittadina: la facciata è contraddistinta da quattro monofore ogivali. Superato il portone del XVI secolo (attribuito a Michele Sammicheli)[54], si accede ad un porticato con basse colonne tipiche rinascimentali che conduce al cortile.[55]

Teatro Municipale[modifica | modifica wikitesto]

Teatro Municipale

Casale disponeva già di un teatro, sorto nello stesso luogo di quello attuale, all'inizio del Seicento, chiamato Trincotto;[56] questo primo edificio fu trasformato nel 1673, anno in cui vennero aggiunti gli spalti.[56] Nel 1697, però, il teatro fu chiuso per difficoltà di gestione, per essere ricostruito interamente in legno nel 1703.[57] Nonostante ciò, però, tra il 1785 ed il 1786 fu costruito un nuovo teatro (su progetto di Agostino Vitoli),[56] più grande, inaugurato nel 1791 e arrivato fino ai giorni nostri.[58] Dai contemporanei fu considerato il miglior teatro del Regno di Sardegna dopo quello di Torino.[59] Durante il XIX secolo subì numerosi interventi di restauro tesi a proteggere le decorazioni e a salvaguardare la struttura da incendi.[58] L'edificio dispone di un prezioso interno con quattro ordini di palchi in mattone e loggione decorati con stucchi, dorature e velluti. Il palco reale è caratterizzato dalla presenza di vittorie e cariatidi, queste ultime opera di Abbondio Sangiorgio.[60]

Torre civica[modifica | modifica wikitesto]

Torre civica

A pianta quadrata, in mattoni, domina con i suoi 60 metri di altezza[61] tutta la città ed è uno dei suoi simboli; venne elevata probabilmente nell'XI secolo,[62] assieme alla chiesa di Santo Stefano e ad altre due torri (Moneta, verso est, e Luxenta, verso sud) a scopo difensivo.[62] Nel XVI secolo fu ristrutturata e fu costruita la parte al di sopra dell'orologio, in stile rinascimentale (tranne la cupola, aggiunta in epoca sabauda)[63].[62] Nel 1731 e nel 1780 furono condotti altri restauri (l'ultimo reso necessario da un fulmine che aveva danneggiato la cupola e l'orologio, che fu sostituito);[62] nel 1920, infine, un altro restauro eliminò l'intonaco e la portò all'attuale aspetto.[62] In cima vi è una banderuola raffigurante lo stemma della famiglia Gonzaga: croce attorniata da 4 aquile. Sulla torre due affreschi raffigurano lo stemma di Casale Monferrato.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello dei Paleologi[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso del castello dei Paleologi

Costruito nel 1352 da Giovanni II Paleologo, per rafforzare le fortificazioni già esistenti, nel Quattrocento fu ampliato e trasformato da Guglielmo VIII Paleologo e Bonifacio V.[64] Dopo la pace di Cateau-Cambrésis del 1559, passata la città in mano ai Gonzaga di Mantova, l'edificio perse la sua funzione di dimora e fu trasformato nuovamente in fortezza;[64] vennero infatti potenziati i fianchi, le torri, furono aggiunti i rivellini (negli stessi anni ebbe inizio anche la costruzione della Cittadella).[64] Fino alla metà del XIX secolo il castello mantenne inalterata la struttura impostata dai Gonzaga. Dal 1856, poi, a causa della necessità di nuovi spazi urbani, iniziò la demolizione dei rivellini.[64] Tuttora il castello è in parte visitabile ed è diventato un contenitore culturale della città.[65] L'edificio ha pianta esagonale asimmetrica con torrioni angolari ed è circondato da un fossato. Sul portone principale, come simbolo del potere signorile, è presente un bassorilievo marmoreo raffigurante le insegne gentilizie dei signori del Monferrato: Aleramo, Paleologi e Gonzaga. Degni di nota sono i cammini di ronda e gli spettacolari sotterranei dell´ala occidentale ricostruiti nel Settecento, entrambi visitabili.[60]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Mazzini[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Mazzini

È uno dei luoghi più antichi della città, forse addirittura risalente all'epoca romana, poiché è il punto di incrocio di via Saffi, via Duomo, via Roma e via Lanza.[66] Durante il Medioevo questa piazza, chiamata all'epoca piazza del Comune, era il centro della vita politica e commerciale del borgo.[66] Nel corso dei secoli, oltre a cambiare diversi nomi (da piazza del Comune divenne, durante la dominazione napoleonica, place de la Reunion, poi piazza Carlo Alberto, ed infine piazza Mazzini)[67] ha subito numerose modifiche che ne hanno alterato l'aspetto originale, specie dopo i lavori eseguiti nell'Ottocento.[66][67] Oggi la piazza è caratterizzata dalla presenza, al centro, della statua di Carlo Alberto a cavallo, dai portici (di varie tipologie) che la circondano quasi interamente, e dalla porta omonima rinascimentale.[67]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Casale non ha sul suo territorio siti archeologici; tuttavia in varie zone della città e dell'agro, nel corso degli anni, sono emersi numerosi reperti archeologici come monete, vasi, necropoli, iscrizioni funerarie, la cosiddetta Tavola Bronzea (che riporta l'antico nome della città, Vardacate), resti di fortificazioni, databili dall'età romana al Medioevo.[4][68]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Giardini pubblici[modifica | modifica wikitesto]

Vista dei giardini pubblici

Importante area verde all'interno della città sono i giardini pubblici situati tra viale Montebello e la stazione ferroviaria, estesi su una superficie di circa 90.000 metri quadrati.[69][70] Fin dal Settecento questa zona fu oggetto di rimboschimento, per iniziativa del marchese Alessandro Vincenzo d'Ormea,[69] governatore dell'epoca, che dopo aver ottenuto l'approvazione da parte di Carlo Emanuele III, diede ordine di piantare un migliaio di alberi ad alto fusto.[69] nell'Ottocento, il comune acquistò altre zone circostanti, allargando e ristrutturando i giardini.[70] I giardini furono dotati di estesi manti erbosi, 600 alberi ad alto fusto, 500 cespugli e 800 pianticelle di boschina (tra le quali piree, ligustrum, envoymus, pyracantha).[70] Durante il Novecento all'interno del parco trovarono posto anche alcune sculture, come il monumento ai Caduti (1929), caratterizzato dalle sculture in bronzo raffiguranti la primavera italica e del Fante, opera di Leonardo Bistolfi.[70] Oggi il parco annovera numerose specie di alberi e piante: gli alberi più numerosi sono gli ippocastani, ma sono presenti anche esemplari di Albizzia, Olmo, Maclura pomifera, Tiglio, Liriodendron, Magnolia, Platano, Betulla, Quercia, Faggio, Gingko biloba e Davidia involucrata.[70]

Area Attrezzata Sponde fluviali di Casale Monferrato[modifica | modifica wikitesto]

Nata nel 1911, questa area naturale si estende su 119 ettari. All'interno dell'area è situata anche la dismessa fabbrica Eternit, oggetto di archeologia industriale. Tra le specie ittiche che occupano la zona vi sono la trota marmorata, lo storione ed il temolo.[71] A seguito dell'alluvione del 2000, è in corso un'opera di sistemazione delle sponde.[72]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[73]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2010 nel territorio comunale si registra la presenza di 3.917[74] stranieri regolari (1639 maschi e 1816 femmine), pari circa al 10,8%[75] della popolazione casalese. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Il dialetto parlato a Casale fa parte della lingua piemontese. Nel duomo, sul sarcofago contenente le reliquie di S. Evasio, è incisa una delle più antiche attestazioni del piemontese e in generale di volgare in Italia: QUALELARCADESANVAX, da leggere Qua l'é l'arca de San Vax, è l'arca di S. Evasio. Tuttavia, come tutti i dialetti della zona del Monferrato, riceve numerose influenze liguri, lombarde e anche straniere.[76]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La religione più diffusa tra gli abitanti di Casale è il cristianesimo, soprattutto con la sua confessione cattolica.

Per quanto riguarda tale confessione, la città è sede della Diocesi di Casale Monferrato, fondata nel 1474 tramite bolla di Papa Sisto IV; si estende su 970 chilometri quadrati ed è suddivisa in 115 parrocchie.[77] Il territorio comunale, invece, è suddiviso in 16 parrocchie (la più grande delle quali è la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, con 6080 abitanti).[78]

Tuttavia sono presenti molteplici minoranze, sia di antica origine come quella ebraica, sia dirette conseguenze dell'immigrazione recente come quella islamica o ortodossa. La Comunità ebraica di Casale Monferrato, seppure oggi sia di ridotte dimensioni, ha avuto parte importante nella storia della città e in generale del Basso Monferrato, dove un'altra comunità fiorì a Moncalvo. Presenti in città anche i Testimoni di Geova[79] e i pentecostali delle Assemblee di Dio in Italia che hanno anche un proprio luogo di culto.[80] Un importante centro di archeosofia si trova nella città ove molto spesso si tengono degli incontri iniziatici.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Sanità[modifica | modifica wikitesto]

Casale rientra nel distretto ASL di Alessandria, che conta sette ospedali sul suo territorio.[81] Uno di questi è l'ospedale Santo Spirito, situato in Viale Giolitti al numero 2, avente 231 posti letto[82] e formato dai seguenti reparti: Anatomia patologica, Anestesia e Rianimazione, Cardiologia, Chirurgia, Dermatologia, Diabetologia, Dietologia clinica, Farmacia ospedaliera, Immunoematologia e Trasfusionale, Laboratorio analisi, Malattie Infettive, Medicina interna, Medicina e Chirurgia d'Accettazione e d'Urgenza DEA - Pronto Soccorso, Nefrologia e Dialisi, Neurologia, Neuropsichiatria infantile, Oculistica, Odontostomatologia, Oncologia, Ortopedia e Traumatologia, Ostetricia e Ginecologia, Otorinolaringoiatria, Pediatria, Pneumologia, Psichiatria SPDC, Radiologia, Recupero e Rieducazione Funzionale, Fisiatria, Senologia, Terapia del dolore, Urologia.[83]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

La più importante biblioteca cittadina è la Biblioteca Civica "Giovanni Canna":[84] sorta grazie ad abbondanti donazioni susseguitesi nel corso degli anni, fu aperta al pubblico il 1º dicembre 1927. Dal 1970 la biblioteca è ubicata all'interno di Palazzo Langosco, ed offre numerosi servizi agli utenti.[85]

In città sono inoltre presenti la Biblioteca delle Ragazze e dei Ragazzi "Emanuele Luttazzi",[86] la Biblioteca del Seminario Vescovile[84], quella dell'Archivio Capitolare[84] ed infine la Biblioteca dell'Istituto Sperimentale per la Pioppicultura.[84]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Università[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso del Museo Civico
  • Museo Civico: situato all'interno del convento della chiesa di Santa Croce, è composto da una gipsoteca e da una pinacoteca e contiene numerose opere di artisti monferrini appartenenti a differenti epoche.[95]
  • Museo Ebraico: allestito all'interno del matroneo della Sinagoga, e in alcune stanze adiacenti, contiene numerosi argenti, tessuti e oggetti appartenuti alla comunità ebraica casalese.[96]
  • Casale fa parte inoltre dell’Ecomuseo delle terre d'acqua.[97]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • Radio Mondo

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

  • Casale News, quotidiano di informazione online di Casale e del Monferrato
  • Redazione locale de Il Monferrato, bisettimanale d'informazione della città
  • La Vita Casalese, settimanale d'informazione e di opinione della diocesi di Casale Monferrato

Editoria[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli eventi più significativi che durante tutto l'anno si svolgono a Casale, vi sono:

  • Fiera di San Giuseppe (intorno a metà marzo)[98]
  • Riso&Rose (quattro fine settimana di maggio)[99]
  • Festa del Vino e del Monferrato (intorno a metà settembre)[100]
  • Festa del Gusto (dedicata ai migliori prodotti vinicoli, ai birrifici artigianali, ai distillati e ai prodotti enogastronomici)[101]
  • Casale Città Aperta (monumenti aperti e visita guidata gratuita)[102]
  • Il Paniere (mercatino di prodotti biologici e gastronomia locale, ogni terzo weekend del mese)[103]
  • OyOyOy (Festival internazionale di cultura ebraica)[104]
  • Casale Monferrato, inoltre, ospitò due puntate di Giochi senza frontiere nel 1992[105].

Persone legate a Casale Monferrato[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Persone legate a Casale Monferrato.
Casalesi
Macrino d’Alba, Ritratto di Anna d’Alençon. Tempera su tavola. Crea, Santuario dell’Assunta.jpgLanza iii.jpgAscanio sobrero.gifFacino Cane.pngUmberto Caligaris.jpgVittorio Accornero de Testa.jpgRoberto bolle 2.jpg
A partire da sinistra: Anna d'Alençon · Giovanni Lanza · Ascanio Sobrero · Facino Cane · Umberto Caligaris · Vittorio Accornero de Testa · Roberto Bolle

Casale è stata la patria di numerosi artisti, atleti, scienziati, sovrani, politici, religiosi distintisi in molti casi anche al di fuori dei limiti locali, come:

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Foto aerea su Casale

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Le varie tappe dello sviluppo urbano di Casale si possono distinguere osservando la densità edilizia.[106] Nella parte più antica della città, infatti, gli edifici assumono una conformazione fitta e irregolare, mentre nella zona del cantone Brignano (più recente) si evince un'urbanistica più geometricamente definita.[106] Il castello in principio viene isolato dal resto centro abitato, a causa degli eventi storici che nel corso dei secoli hanno segnato la città,[107] collegato successivamente al resto del tessuto urbano dalle vie Garibaldi, Torino e Trevigi, sulle quali si affacciano alcuni dei più importanti palazzi e monumenti cittadini.[108]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Casale Monferrato comprende otto frazioni:

  • Casale Popolo;
  • Cerreto;
  • Rolasco;
  • Roncaglia;
  • San Germano;
  • Santa Maria del Tempio;
  • Terranova;
  • Vialarda.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Casale è situata in un'area pianeggiante dove prevale coltivazione del riso, ma comprende anche una splendida zona collinare limitrofa produttrice di pregiati vini (Barbera, Dolcetto, Grignolino,...) e sede di grandi aziende vitivinicole.

Industria[modifica | modifica wikitesto]

La città vantava una notevole presenza di piccole e medie imprese, ma anche di grandi gruppi industriali come la Bistefani, una delle più importanti industrie dolciarie italiane,[109]
la Cerutti, specializzata nelle macchine rotative,[110] la Buzzi Unicem, multinazionale del cemento,[111] e la dismessa Eternit.

Durante il corso del Novecento fu uno dei maggiori centri specializzati nella produzione del cemento, mentre negli ultimi venti anni si era consolidato il settore della refrigerazione, diventando (assieme a Ticineto e Quattordio) uno dei vertici del distretto dei frigoriferi industriali. Ad oggi rimangono a Casale ancora oltre 10 aziende.[112]. Il progetto Casale Capitale del Freddo si prefigge di portare formazione, un laboratorio ed un centro di ricerca nella città.[113].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Casale Monferrato è collegata alla rete autostradale tramite la A26 (Voltri - Gravellona Toce) tramite i caselli di pedaggio Casale Nord (situato nella frazione di Terranova) e Casale Sud (situato in Zona Industriale). Inoltre Strade statali (SS457, SS31, SS596 dir), regionali (SR31) e provinciali (SP50, SP55) la collegano con i centri limitrofi.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Casale Monferrato.

La città è servita anche da una stazione delle Ferrovie dello Stato, gestita da RFI, situata sulle linee Asti – Mortara, Chivasso – Casale Monferrato e Vercelli – Casale – Valenza.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

A circa 2 km a sud della città è presente l'Aeroporto "Francesco Cappa", situato lungo la strada provinciale 31 del Monferrato (SP 31) che porta dal centro verso Cantone Bassotti. La struttura, intitolata alla memoria del tenente di vascello Francesco Cappa, è dotata di una pista in erba lunga 1 150 m (TORA 880 m) con orientamento 18/36. L'aeroporto è gestito dall'Aeroclub Casale Monferrato ed effettua attività secondo le regole e gli orari VFR.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del territorio comunale casalese il trasporto pubblico urbano è gestito dall'A.M.C. s.p.a. (Azienda Multiservizi Casalese). L'azienda dispone di nove linee (per un totale di 168 km di lunghezza rete) che collegano i vari quartieri della città e le frazioni del comune.[114]

Il trasporto con autolinea extraurbano è gestito dalla casalese Autoticino di S.T.A.C. s.r.l. Questa azienda dispone di 18 Linee che collegano paesi e città del territorio con Casale, arrivando fino ai poli cittadini di Torino, Milano e Genova.[115]

Casale fa inoltre parte dell'iniziativa C'entro in bici, un servizio di bike sharing che vuole promuovere lo sviluppo della mobilità sostenibile.[116]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

L'ex sindaco ha concluso un intero mandato.
Dall'8 giugno 2014, per la prima volta nella storia cittadina di Casale Monferrato, viene eletta una donna sindaco.</br< Concetta (Titti) Palazzetti supera il sindaco uscente Giorgio Demezzi al ballottaggio, diventando così prima cittadina di Casale Monferrato.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

La città è gemellata con:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il Casale campione d'Italia 1913-1914.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Associazione Sportiva Casale Calcio.

I campo calcistico, Casale è rappresentata dal Casale Foot Ball Club fondata nel 1909. Nel 1913/1914 questa squadra riuscì a vincere il campionato; negli anni successivi fu retrocessa dapprima in Serie B e poi ancora nella 3ª e 4ª serie nazionale. Il Casale disputa la stagione 2014-2015 nel girone B del campionato di Eccellenza piemontese.

A Casale esiste una seconda squadra calcistica, la U.S.D. Junior Calcio[122] il cui impianto sportivo si trova a Oltreponte. La Junior Calcio milita, nella stagione 2010/2011, nel campionato di Prima Categoria.

Nel 2014 si aggiunge alle due note realtà cittadina, una terza compagine sportiva. Denominata Stay o' Party la neo società disputerà per la prima volta un campionato federale, riprende nei colori sociali lo stemma cittadino, il giallo ed il rosso, l'impianto sportivo dove disputa le partite di campionato casalingo è quello delle frazione di Casale Popolo, cantone Chiesa.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Junior Libertas Pallacanestro.

Molto seguita è la Junior Casale Monferrato,[123] la squadra di basket, recentemente promossa in Serie A, ma, dopo appena un anno, retrocessa in Legadue, serie in cui disputa il campionato 2012/2013.

Scherma[modifica | modifica wikitesto]

Il Club Scherma Casale viene fondato nel 1972 da alcuni giovani appassionati di scherma sotto la guida del Maestro Lino Ippolito che ne regge le sorti per circa un ventennio.Il Club esordisce a Roma nel 1974 nella fase nazionale dei Giochi della Gioventù aggiudicandosi la medaglia d'argento, riconquistata anche l'anno successivo con Gianni Ippolito. Nel 1975 vince il suo primo titolo regionale. Dal 2009 la squadra maschile è in A1, la massima serie di spada nazionale. Nel 2011 Lorenzo Buzzi conquista il mondiale cadetti di spada maschile e Sara Carpegna il mondiale militare di spada femminile.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1962 Casale Monferrato è stata sede di arrivo della 17ª tappa del Giro d'Italia vinta da Armando Pellegrini.

Motociclismo[modifica | modifica wikitesto]

Nell'anno 1922 è nato l'Auto Motoclub Casale, ora Moto Club Italo Palli; nel 1966 è stato costruito il campo da cross Belvedere e su di esso si sono svolte diverse manifestazioni internazionali; nell'anno 1975 prova del Campionato Mondiale di cross classe 500, nel 1976 una prova di campionato europeo di sidecarcross e nel 1981 una prova della Coppa delle Nazioni con la partecipazione, per la prima volta nella storia, di piloti cinesi su moto italiane il moto club Italo Palli è insignito di Medaglia d'Argento e Medaglia d'Oro CONI per meriti sportivi http://www.motoclubpalli.it/index.htm

Nell'anno 2008 è nato il Motoclub Monferrato http://www.motoclubmonferrato.it/

Negli anni ottanta è stato creato anche il Moto Club Ronzonese, poi diventato Centro Cross Casale

Nel 2010 nasce il Motoclub Monferrato, originato da moltissimi fuoriusciti del moto club Italo Palli ma che ricalca l'attività da esso svolta nel trentennio 1970/2000, ovvero gare di regolarità, enduro, cross, promozione dei giovani, convivialità e agonismo a tutti i livelli e per tutti. Nell'anno 2012 ha organizzato una gara di campionato italiano di minienduro.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 gennaio 2013.
  2. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato il 19 maggio 2013.
  3. ^ Dati Istat al 31/01/2013. URL consultato il 29 agosto 2013.
  4. ^ a b c Castelli, Roggero, op. cit., p.10.
  5. ^ a b c d Casale Monferrato:dati geografici - Comuni italiani.it. URL consultato il 31 agosto 2010.
  6. ^ a b c d e Servizio Geologico d'Italia - Carta Geologica d'Italia, foglio n° 58. URL consultato il 31 agosto 2010.
  7. ^ a b c d Servizio Geologico d'Italia - Carta Geologica d'Italia, foglio n° 57. URL consultato il 31 agosto 2010.
  8. ^ Classificazione sismica dei comuni italiani (a cura della Protezione Civile). URL consultato il 1º settembre 2010.
  9. ^ Piemonte - Le regioni d'Italia. URL consultato il 1º settembre 2010.
  10. ^ Piemonte - Le bellezze d'Italia sul web. URL consultato il 1º settembre 2010.
  11. ^ Sito ufficiale dell'Arpa Piemonte. URL consultato il 1º settembre 2010.
  12. ^ Classificazione climatica dei comuni italiani (D.P.R. 26 agosto 1993, n°412). URL consultato il 1º settembre 2010.
  13. ^ Storia di Casale Monferrato. URL consultato il 31 agosto 2010.
  14. ^ Castelli, Roggero, op. cit., p.17.
  15. ^ a b c d e Castelli, Roggero, op. cit., p.21.
  16. ^ a b c d e f g h Castelli, Roggero, op. cit., p.29.
  17. ^ a b c Castelli, Roggero, op. cit., p.36.
  18. ^ a b Castelli, Roggero, op. cit., p.40.
  19. ^ a b Castelli, Roggero, op. cit., p.47.
  20. ^ a b c d e f Castelli, Roggero, op. cit., p.50.
  21. ^ Castelli, Roggero, op. cit., p.55.
  22. ^ Castelli, Roggero, op. cit., p.61.
  23. ^ a b Castelli, Roggero, op. cit., p.63.
  24. ^ a b c Castelli, Roggero, op. cit., p.68.
  25. ^ Processo Eternit: Casale Monferrato e 2.000 morti di cui nessuno parla. URL consultato il 31 agosto 2010.
  26. ^ A Casale la maledizione dell'amianto: ne ha uccisi moltissimi per ottant'anni. URL consultato il 31 agosto 2010.
  27. ^ Messa in sicurezza del territorio casalese dal Rischio Idrogeologico. URL consultato il 31 agosto 2010.
  28. ^ Comuni italiani.it. URL consultato il 31 agosto 2010.
  29. ^ a b c d e Castelli, Roggero, op. cit., p.128.
  30. ^ a b Cattedrale di Casale Monferrato. URL consultato il 2 settembre 2010.
  31. ^ a b Castelli, Roggero, op. cit., p.133.
  32. ^ a b Castelli, Roggero, op. cit., p.221.
  33. ^ a b Castelli, Roggero, op. cit., p.229.
  34. ^ a b c d e Chiesa di San Domenico - Casaleonline.it. URL consultato il 3 settembre 2010.
  35. ^ Castelli, Roggero, op. cit., p.224
  36. ^ a b Castelli, Roggero, op. cit., p.225.
  37. ^ Chiesa di San Domenico - Comune di Casale Monferrato. URL consultato il 3 settembre 2010.
  38. ^ a b c Castelli, Roggero, op. cit., p.150
  39. ^ Chiesa di San Paolo - Casaleonline.it. URL consultato il 2 settembre 2010.
  40. ^ a b Castelli, Roggero, op. cit., p.106.
  41. ^ a b Chiesa di Santa Caterina - Casaleonline.it. URL consultato il 3 settembre 2010.
  42. ^ a b c Castelli, Roggero, op. cit., p.162.
  43. ^ a b c Castelli, Roggero, op. cit., p.163.
  44. ^ Sito della Sinagoga di Casale Monferrato. URL consultato il 2 settembre 2010.
  45. ^ a b Castelli, Roggero, op. cit., p.113.
  46. ^ Palazzo Anna D'Alençon di Casale Monferrato - Castelli Aperti. URL consultato il 1º settembre 2010.
  47. ^ a b c Castelli, Roggero, op. cit., p.144.
  48. ^ a b c Castelli, Roggero, op. cit., p.142.
  49. ^ Castelli, Roggero, op. cit., p.153.
  50. ^ a b c Palazzo San Giorgio. URL consultato il 3 settembre 2010.
  51. ^ Palazzo San Giorgio - Casaleoline.it. URL consultato il 3 settembre 2010.
  52. ^ Castelli, Roggero, op. cit., p.148.
  53. ^ a b c d Castelli, Roggero, op. cit., p.158
  54. ^ Casale Monferrato. URL consultato il 2 settembre 2010.
  55. ^ Casa Tornielli - Casaonline.it. URL consultato il 2 settembre 2010.
  56. ^ a b c Castelli, Roggero, op. cit., p.100.
  57. ^ Castelli, Roggero, op. cit., p.101.
  58. ^ a b Castelli, Roggero, op. cit., p.103.
  59. ^ Castelli, Roggero, op. cit., p.102.
  60. ^ a b Centro storico di Casale Monferrato - Casaleonline.it. URL consultato il 4 settembre 2010.
  61. ^ Torre civica di Casale Monferrato. URL consultato il 3 settembre 2010.
  62. ^ a b c d e Castelli, Roggero, op. cit., p.118.
  63. ^ Torre civica - Comune di Casale Monferrato. URL consultato il 3 settembre 2010.
  64. ^ a b c d Castelli, Roggero, op. cit., p.80.
  65. ^ Castello del Monferrato. URL consultato l'8 settembre 2010.
  66. ^ a b c Castelli, Roggero, op. cit., p.119.
  67. ^ a b c Castelli, Roggero, op. cit., p.120.
  68. ^ Castelli, Roggero, op. cit., p.25.
  69. ^ a b c Castelli, Roggero, op. cit., p.190.
  70. ^ a b c d e Giardini pubblici - Comune di Casale Monferrato. URL consultato il 6 settembre 2010.
  71. ^ I parchi del Piemonte - Sito della Regione Piemonte. URL consultato il 7 settembre 2010.
  72. ^ Parco Fluviale del Po e dell'Orba. URL consultato il 7 settembre 2010.
  73. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  74. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  75. ^ http://demo.istat.it/str2010/index.html.
  76. ^ Folklore Monferrino - Tradizioni del Monferrato. URL consultato il 1º settembre 2010.
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  78. ^ CCI - Dati Istituto Sostentamento per il clero 2006. URL consultato l'8 settembre 2010.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Aldo di Ricaldone, Stemmario comunale dell'antica provincia di Casale Monferrato, Edizioni Piazza D, 1992
  • ISBN 88-7889-029-4
  • Aldo di Ricaldone, Annali del Monferrato Vol I e II, Fornaca editore, Asti
  • Aldo di Ricaldone, Monferrato tra Po e Tanaro, Gribaudo Lorenzo Fornaca editore, Asti 1999
  • «Studium», Blasonario Casalese, Instituto International de genealogia y heraldica, Madrid, Studium Accademia di Casale e del Monferrato, a cura di Pier Felice degli Uberti e Marco Canova 1985, 62 tav, tiratura 500 copie
  • R. Grigliè, Invito al Monferrato, Andrea Viglongo & C. Editori, 1976
  • V.DE Vit, "Il Lago Maggiore, Stresa e le Isole Borromee", vol.IV, Prato 1878
  • Carlo Ibano, "Iscrizione del Can.teol.Cav.Carlo Albano pei solenni funerali dell'Avv.Cav.Cesare Cobianchi, celebrati il 1º luglio 1867, nella chiesa di San Filippo in Casale Monferrato", Tip. Corrado - 1867

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