Andronico II di Bisanzio
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Andronico II di Bisanzio | ||
|---|---|---|
| Basileus | ||
| L'imperatore Andronico II Paleologo in un affresco, del monastero di Serres. | ||
| Regno | 11 dicembre 1282 - 1328 | |
| Morte | 13 febbraio 1332 | |
| Costantinopoli | ||
| Predecessore | Michele VIII di Bisanzio | |
| Successore | Andronico III di Bisanzio | |
| Coniuge | Anna d'Ungheria | |
| Violante di Monferrato | ||
| Figli | Michele IX di Bisanzio - Costantino Paleologo - Giovanni Paleologo - Teodoro I del Monferrato - Demetrio Paleologo - Simonida Paleologa - Irene Paleologa - Maria Paleologa | |
| Casa reale | Paleologi | |
Andronico II Paleologo - in greco: Ανδρόνικος B' Παλαιολόγος (Nicea, 25 marzo 1259 – Costantinopoli, 13 febbraio 1332) è stato un imperatore bizantino. Fu basileus dei romei dal 1282 fino al 1328.
Indice |
[modifica] Biografia
[modifica] Gioventù
Andronico II Paleologo era figlio secondogenito di Michele VIII Paleologo e Teodora Ducas Vatatzina, nipote di Giovanni III Ducas Vatataze. Andronico fu acclamato co-imperatore nel 1261, dopo che suo padre aveva riconquistato Costantinopoli, all'impero latino, ma fu coronato ufficialmente solo nel 1272.
[modifica] Gli inizi
L'11 dicembre 1282, Michele VIII morì e Andronico gli successe al trono: il ventiquattrenne imperatore dovette risolvere grossi problemi dovuti ad alcuni errori del padre; tra essi vi erano: Alcuni privilegi alla nobiltà, all'unificazione delle chiese, atto malvisto dal clero e dal popolo che si ribellò ma anche alla quasi bancarotta dello stato. Iniziò il suo regno annullando l'atto di unione, che era stato voluto dal padre ( divenuto impopolare per questa scelta), che aveva obbligato Andronico ad appoggiare la sua decisione, anche se a ciò era contrario. Questo provvedimento fu molto ben visto dal clero,cui in cambio Andronico chiese in cambio il pagamento di alcune imposte; nonostante ciò non fu in grado di risolvere i problemi dello scisma all'interno del clero ortodosso, fino al 1300. Mitigò poi le concessioni del padre alla nobiltà e con tali provvedimenti riuscì a calmare il popolo. Nel 1284 sposò Violante di Monferrato.
Durante i primi (e poi gli ultimi anni )del suo regno l'impero fu colpito da una grossa crisi economica, infatti il valore dell'hyperpyron si abbassò precipitosamente, mentre la tesoreria di stato raccolse introiti inferiori al passato. Cercando di aumentare le entrate e ridurre le spese, Andronico aumentò le tasse, ridusse drasticamente le spese non necessarie, fece fondere l'oro del palazzo reale, abolì le esenzioni fiscali, fino ad arrivare nel 1285 a smantellare la flotta bizantina, composta da 120 navi, rendendo così l'impero bizantino, sempre più dipendente dalle rivali repubbliche marinare di Venezia e di Genova. Sempre per il medesimo motivo riorganizzò la monetazione bizantina che basò sull'hyperpyron d'oro che a sua volta valeva 12 basilikon d'argento (equivalevano al ducato veneziano) mentre istituì il tornese d'argento come palliativo per pagare i debiti (signoraggio).
Nel 1290 Andronico II, sì recò a far visita a Giovanni IV Lascaris, a cui Michele VIII aveva usurpato il trono, accecandolo e poi incarcerandolo, Andronico chiese scusa a Giovanni, per ciò che il padre gli aveva fatto ventinove anni prima.; il gesto permise di calmare gli attriti fra gli Arseniti (che sostenevano Giovanni) e la chiesa ortodossa ufficiale. Nel 1291, rinegoziò con la repubblica di Genova gli accordi commerciali ottenendo in cambio (cedendo loro la Crimea) contributi finanziari e l'obbligo di mantenimento della marina bizantina riorganizzata a 80 navi, ma non riuscì mai a svincolarsi dalla predominanza commerciale genovese.
Nel 1295 Andronico, associò al trono il figlio Michele IX Paleologo cui diede il controllo dell'economia e il comando supremo dell'esercito.
[modifica] La guerra in Asia Minore
A differenza del padre, Andronico II riconobbe la gravità della situazione in Asia minore e cercò con ogni mezzodi cacciare i turchi ottomani. Il suo primo provvedimento, fu quello di spostare la sua corte in Asia Minore (a Nicea), dove poteva meglio sorvegliare la costruzione di fortificazioni e sollevare il morale delle truppe. Poi mandò il suo miglior generale, Alessio Filantropeno, nella valle del Meandro per scacciare i turchi; e ci riuscì (provvisoriamente) ma il successo fu vanificato da una congiura di palazzo. Visto che Alessio Filantropeno, convalescente, non poteva più comandare nessun'esercto, l'imperatore inviò in Asia Minore, il figlio co-imperatore Michele IX Paleologo, e il generale Mouzalon per attaccare i turchi che saccheggiavano i dintorni di Nicomedia, ma l'esercito di Mouzalon fu sconfitto nella battaglia di Bafeo nel 1302 e il co imperarore Michele, privo dell'aiuto dell'altro generale potè solo fortificare alcune città.
Nel 1308 l'imperatore chiese aiuto militare ai Mongoli di Persia e ai Serbi, suoi alleati per via matrimoniale,e, organizzata un'armata di 16.000 uomini, il co-imperatore Michele IX riprese alcuni territori e consolidò il dominio bizantino in Bitinia oramai ultimo territorio bizantino in Anatolia.
[modifica] Il periodo della compagnia catalana
A metà del 1302 arrivò a Costantinopoli due inviati di Ruggero da Fiore, che venivano ad offrire ad Andronico II il servizio della compagnia Catalana, per nove mesi, in cambio di ciò Ruggero richiedeva per sè il titolo di Mega dux e la mano di sua nipote Maria Paleologa, in più voleva paga doppia per sè e per i suoi uomini. Visto la disastrosa situazione che si era venuta a creare in Asia Minore, Andronico decise di accettare l'offerta del mercenario catalano, nonostante l'alto prezzo. L'offerta di De Flor fu accettata anche dagli aragonesi: questi ultimi governavano la Sicilia e l'Italia meridionale ed erano piuttosto ansiosi di liberarsi delle truppe irregolari non occupate in nessun conflitto. La compagnia Catalana fu imbarcata su 39 galere di re Federico III d'Aragona, ed altre navi che trasportarono circa 7.000 persone (che comprendevano mogli e figli), di cui almeno 2.500 combattenti.
A settembre dello stesso anno, a Costantinopoli arrivò quindi Ruggero da Fiore. Come promesso Andronico concesse a Ruggero il titolo di Mega dux e la mano di sua nipote Maria, figlia del zar di Bulgaria. La compagnia Catalana pochi giorni dopo si fecero subito notare uccidendo una compagnia di genovesi che reclamava il pagamento dei loro debiti. A seguito di ciò Andronico li inviò in Anatolia a combattere i turchi che, non avendo trovato resistenza alcuna, avevano raggiunto il Bosforo riducendo in schiavitù le popolazioni incontrate. Dopo il loro sbarco a Cizico i catalani cacciarono i turchi che assediavano la città, che fu occupata da loro non senza qualche problema con gli abitanti. In pochi mesi la Compagnia Catalana riuscì a cacciare i turchi dall'Asia Minore impossessandosi di Filadelfia, Magnesia ed Efeso. Il segreto delle vittorie dei catalani, consisteva nel gettarsi contro i nemici con tale velocità che questi non riuscivano ad utilizzare efficacemente la loro arma principale: l'arco.
Nel 1304, l'esercito bizantino, comandato da Michele IX, fu sconfitto dai bulgari, nella battaglia di Skafida e nel conseguente trattato di pace (1307) venivano cedute numerose fortezze occupate alcuni anni addietro (mentre la Bulgaria fronteggiava i mongoli).
Durante la primavera del 1304, Ruggero con la sua compagnia, fu richiamato da Andronico per respingere un invasione degli alani, provenienti dal nord del Mar Nero. Dopo di ché Ruggero tornò in Asia Minore e avanzò fino alle Porte di Ferro nelle montagne del Tauro cilicio (1304), dove nell'agosto del 1305 lui ed i suoi uomini sconfissero i turchi, catturando un enorme bottino. Andronico diede a Ruggero la regione in feudo, con la sola esclusione delle città. Sfortunatamente l'intesa fra i catalani e le popolazioni locali era tutt'altro che perfetta: in effetti gli uomini di Ruggero, particolarmente gli sregolati almogavari, commisero parecchi eccessi tanto da far rimpiangere alla popolazione locale l'occupazione turca. Ciò nondimeno i bizantini non fecero nulla per sistemare le cose, tanto che a Magnesia, allorché Roger de Flor partì per la sua campagna militare, gli abitanti catturarono il bottino della compagnia ed al ritorno di quest'ultima chiusero le porte della città. I catalani si apprestavano a porre sotto assedio la città, quando furono richiamati da Andronico in Europa a combattere contro i bulgari.
I rapporti fra Andonico e lo zar bulgaro Teodoro Svietoslav stavano diventando sempre più tesi. Nel 1305 Teodoro invase il territorio imperiale e si apprestava ad attaccare i porti bizantini del Mar Nero. Michele IX tentò di respingerli ma il suo esercito, troppo piccolo, fu sconfitto . Tuttavia volle prendersi la rivincita e fece appello a Ruggero, però l'armata bizantina vedeva di mal occhio i catalani e si oppose al loro arrivo, per cui Michele scrisse al fratello che l'impiego della compagnia avrebbe provocato una rivolta nell'armata bizantina. Così, quando i catalani di Ruggero, attraversato il Bosforo, si fermarono a Gallipoli, Andronico chiese loro di rientrare in Asia Minore. Ruggero, esasperato e sentendosi preso ingiro, da questo cambiamento di direzione, si rifiutò e chiese all'imperatore che i suoi uomini fossero pagati, ma ricevette solo modeste somme. Nello stesso tempo sbarcarono a Madyte i rinforzi inviati da Giacomo II d'Aragona e Federico III, al comando del nobile aragonese Berenguer d'Entença, con l'intento di preparare la via ad una occupazione di Costantinopoli utilizzando gli stessi almogravi.
Un suo successo nella politica di Andronico II, avvenne nel 1306, quando il secondo figlio avuto con Violante, Teodoro, venne nominato marchese del Monferrato, essendosi estinta la casa degli Aleramici.
Tuttavia, la compagnia causò molti danni e fastidi ad Andronico: da una parte, gli almogaveri commisero diversi eccessi con la popolazione locale bizantina; dall'altra, l'ambizione di Ruggero fu grande e pretese di comportarsi come il sovrano dei territori conquistati, infatti sembrava che Ruggero volesse crearsi uno stato indipendente in Asia Minore. Ruggero arrivò persino a negoziare con Andronico la concessione del titolo di cesare dell'impero in cambio dei territori liberati dell'Asia Minore, eccettuando le grandi città. Per raggiungere titolo di Cesare, Ruggero cedette a Berenguer il suo di Mega dux. I rapporti fra bizantini e Compagni Catalana sembrarono normalizzarsi. Questi avvenimenti tuttavia furono nefasti per l'impero bizantino. Nal gennaio del 1307, Ruggero fortificò la penisola, i turchi attaccarono Filadelfia mentre il re di Sicilia preparava una spedizione per conquistare Costantinopoli. Andronico, disperato, si riconciliò con Ruggero, che fu nominato Cesare, e gli furono donate in feudo le province bizantine dell'Asia (eccetto la Bitinia). Ruggero si apprestava ad attaccare i turchi con 3.000 uomini, la situazione migliorava ed i catalani sbarcano in Asia.
Ma l'atteggiamento di Ruggero aveva risvegliò le ostilità del coimperatore Michele IX e voleva eliminare la compagnia catalana, per far ciò Michele IX invitò Ruggero, un centinaio di suoi comandanti , a banchettare con lui, Ruggero ignorando la grande ostilità di Michele, accettò. Quest'errore gli costò la vita, infatti nel corso del festino fastoso in suo onore, il 7 aprile 1307, Ruggero fu ucciso dagli alani di Michele, un altro gruppo di mercenari al servizio dell'imperatore insieme al suo seguito di 400 cavalieri e 1.000 fanti. Successivamente Michele, con l'aiuto di numerosi turchi, attaccò Gallipoli cercando di strappare la città al resto della compagnia comandata da Berenguer de Entença, che vi era giunto con 9 galere catalane. L'attacco non ebbe successo ma la Compagnia ne rimase decimata. Sotto la guida Berenger d'Entença i catalani massacrarono tutti gli abitanti bizantini di Gallipoli e vi crearono una specie di stato indipendente. Berenguer, con una piccola flotta, saccheggiava la Propontide. Poco dopo Berenguer de Entença fu catturato dai genovesi e successivamente liberato. Ma questa contrattaccò sconfiggendo l'esercito imperiale, e distruggendo quanto trovò sul suo passaggio in Tracia e in Macedonia: questi fatti, resi celebri nelle pagine della cronaca di Ramon Muntaner, vennero ricordati con il nome di "Vendetta catalana".
[modifica] Politica interna di Michele IX
Il basileus lasciò la gestione dell'economia al figlio, Michele IX il quale, per far fronte alle spese militari, ridusse le spese di corte e abolì i donativi a nobili e clero; poi riformò la riscossione fiscale un imposta generale sul reddito netto e In seguito a causa dell'aggravarsi della situazione economico-militare, istituì un imposta sul reddito dei ceti abbienti e tentò di riorganizzare i contratti agricoli.
Poi,non fidandosi più dei mercenari (dopo quello che avevano fatto i Catalani) attuò una riforma dell'esercito nella quale vennero arruolati numerosi contadini disoccupati e,furono congedate le milizie mercenarie turche e bulgare;così facendo venne aumentato l'esercito e riorganizzzato il sistema dei Themata(che doveva raccogliere 4.800 uomini per la difesa e altrettanti di riserva )senza alcun incremento dei costi.
Dopo la riforma militare, per risolvere la situazione disastrosa della giustizia, pose mano ad una riforma della magistratura bizantina istituendo un consiglio supremo di giustizia da cui dipendevano tutti i tribunali del regno inoltre venne riformato il codice ( ormai risalente a Manuele I Comneno). Per riorganizzare la burocrazia appesantì le norme sui funzionari corrotti o incapaci che venivano licenziati e i loro beni sequestrati, permettendo così un deciso miglioramento dell'efficienza burocratica, e per ridurre i costi la snellì;questo decreto è inoltre ricordato come inizio del Despotato Di Morea.
[modifica] Guerra civile e morte
La situazione dell'impero, tutto sommato stava migliorando, ma scoppiò la prima guerra civile dei Paleologi che per sette anni imperversò nell'impero e lo dissanguò. La scintilla della guerra civile, fu la diseredazione del nipote Andronico III Paleologo dal trono, accaduta perché Andronico III geloso che fosse tradito dalla sua fidanzata, ordinò ai suoi uomini di assassinare il primo uomo che usciva dalla casa della sua fidanzata, lo stupore fu molto quando dopo averlo accoltellato scoprirono che era il fratello di Andronico III, Manuele. Il padre, Michele IX, morì di emorragia cerebrale, quando seppe la notizia, Andronico II, che voleva molto bene ad Andronico III, andò comunque su tutte le furie, visto che aveva perso il figlio e un nipote e prese la decisione di diseredarlo. Andronico il giovane però non cedette, si alleò a numerosi elementi della burocrazia e dell'esercito (tra cui il futuro basileus Giovanni Catacutzeno) e si ribellò al nonno, scatenando una guerra interna.
Durante la guerra civile i turchi ne apporfittarono assediando Brussa che cadde nel 1326, quindi, eccetto le città e i dintorni di Nicomedia e Nicea, la Bitinia fu perduta. Come se non bastasse ciò anche i Serbi ne approfittarono conquistando alcune piazzaforti e per sostenere i costi Andronico smantellò per la seconda volta la marina permettendo ai latini di Nasso e a Venezia di riprendere l'Eubea e alcune isole dell'Egeo.
Nel 1328 i rivoltosi con un tranello penetravano a Costantinopoli e Andronico II fu costretto ad abdicxare a favore del nipote Andronico III Paleologo, figlio di Michele IX, e a ritirarsi in un convento. L'ex basileus morì il 13 febbraio 1332 a Costantinopoli.
[modifica] Famiglia
Andronico sposò in prime nozze Anna d'Ungheria, da quest'unione nacquero due figli:
- Michele IX Paleologo fu coimperatore dell'impero bizantino dal 1294 al 1320;
- Costantino Paleologo, fu despota.
Anna morì nel 1281, Andronico II sposò nel 1284, in seconde nozze, Violante del Monferrato, figlia di Guglielmo VII. Dalla loro unione nacquero quattro figli:
- Giovanni Paleologo (1286c.-1308), fu despota;
- Teodoro I Paleologo, fu marchese del Monferrato, tra il 1306-1338;
- Demetrio Paleologo (morto dopo il 1343), fu despota. Padre di Irene Paleologa;
- Simonida Palaologa (1294 -morta dopo il 1336), sposò il re serbo Stefano Uroš II Milutin.
Andronico ebbe anche due figlie illegittime:
- Irene Paleologa, sposò Giovanni II Ducas, despota della Tessaglia;
- Maria Paleologa, sposò Toqta, khan dell'Orda d'Oro.
[modifica] Bibliografia
- Georg Ostrogorsky. Storia dell'Impero bizantino. Milano, Einaudi, 1968. ISBN 8806173626
- Gerhard Herm. I bizantini. Milano, Garzanti, 1985.
- John Julius Norwich. Bisanzio . Milano, Mondadori, 2000. ISBN 8804481854
- Silvia Ronchey. Lo stato bizantino . Torino, Einaudi, 2002. ISBN 8806162551
- Giorgio Ravegnani. La storia di Bisanzio . Roma, Jouvence, 2004. ISBN 8878013536
- Ralph-Johannes Lilie. Bisanzio la seconda Roma . Roma, Newton & Compton, 2005. ISBN 88-541-0286-5
- Alain Ducellier. Bisanzio (IV-XV secolo) . Milano, San Paolo, 2005. ISBN 8821553663
- Giorgio Ravegnani. Bisanzio e Venezia . Milano, Il Mulino, 2006. ISBN 8815109269
- Giorgio Ravegnani. Introduzione alla storia bizantina . Bologna, il Mulino, 2006.
- Charles Diehl, Figure bizantine, introduzione di Silvia Ronchey, 2007 (1927 originale), Einaudi, ISBN 978-88-06-19077-4
- Giorgio Ravegnani. Imperatori di Bisanzio . Bologna, Il Mulino, 2008. ISBN 978-88-15-12174-5
[modifica] Voci correlate
- Battaglia di Bafeo
- Campagna catalana (Asia minore)
- Battaglia di Skafida
- Assedio di Bursa
- Assedio di Nicea (1331)
- Niceforo Cumno
- Michele IX Paleologo
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Andronico II di Bisanzio
| Predecessore: | Imperatore bizantino | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Michele VIII | 1282 - 1328 | Andronico III | |
| con Michele IX Paleologo 1294 - 1320 |

