Andronico II Paleologo

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Andronico II Paleologo
L'imperatore Andronico II Paleologo in un affresco, del monastero di Serres.
L'imperatore Andronico II Paleologo in un affresco, del monastero di Serres.
Basileus
In carica 11 dicembre 1282 - 1328
Predecessore Michele VIII Paleologo
Successore Andronico III Paleologo



Morte Costantinopoli, 13 febbraio 1332
Casa reale Paleologi
Coniugi Anna d'Ungheria
Violante di Monferrato
Figli Michele IX Paleologo
Costantino Paleologo - Giovanni Paleologo
Teodoro I del Monferrato
Demetrio Paleologo
Simonida Paleologa
Irene Paleologa
Maria Paleologa

Andronico II Paleologo (in greco Ανδρόνικος B' Παλαιολόγος; Nicea, 25 marzo 1259Costantinopoli, 13 febbraio 1332) è stato un imperatore bizantino. Fu basileus dei romei dal 1282 fino al 1328.

Gioventù[modifica | modifica sorgente]

Andronico II Paleologo era figlio secondogenito di Michele VIII Paleologo e Teodora Ducas Vatatzina, nipote di Giovanni III Ducas Vatatze. Andronico fu acclamato co-imperatore nel 1261, dopo che suo padre aveva riconquistato Costantinopoli all'impero latino, ma fu coronato ufficialmente solo nel 1272.

Il Regno[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Quando l'11 dicembre 1282, Michele VIII morì e Andronico salì al trono, il ventiquattrenne imperatore dovette trovare una situazione particolarmente precaria: In primo luogo il tesoro era praticamente vuoto, in secondo luogo ai confini europei così come a quelli asiatici aumentava la pressione dei popoli confinanti ed infine i pesantissimi contrasti sociali causati dalla politica paterna tesa a privilegiare particolarmente il ceto nobiliare e la politica unionista nei confronti del clero romano, atto particolarmente malvisto dal popolo.

Contrario all'unificazione religiosa con la chiesa latina e costretto, vivo Michele VIII, ad approvarla l'imperatore la annullò subito dopo la morte del padre ottenendo in cambio il sostegno del clero bizantino e dei propri sudditi anche se non fu in grado di risolvere i problemi dello scisma arsenita all'interno del clero ortodosso, fino al 1300. Nel 1284 sposò Violante di Monferrato.

Cercò di risolvere la grave crisi economica e fiscale dell'impero, che aveva generato una pericolosa svalutazione dell'hyperpyron e ad un calo degli introiti fiscali abolendo i privilegi fiscali concessi dal padre alla nobiltà e al clero ed istituendo un'imposta in natura sui raccolti, infine riorganizzò la monetazione bizantina fissando il valore dell'hyperpyron d'oro a 12 basilikon d'argento, moneta equivalente al ducato veneziano.

Un hyperpyron di Andronico II, che lo rappresenta in ginocchio a Cristo.

Cercando di risollevare le non prospere condizioni del tesoro bizantino, tuttavia, fu spinto a compiere gravi errori in quanto decise nel 1285 di smantellare gran parte della flotta bizantina riducendo il numero delle navi da 120 a 20, rendendo così l'impero bizantino sempre più dipendente dalle rivali repubbliche marinare di Venezia e Genova. Altro errore particolarmente grave fu parimenti la riduzione degli effettivi dell'esercito stanziale dell'impero che passò da 12.000 a 4.000 uomini affidandosi totalmente alle compagnie mercenarie in caso di necessità atto che espose ancor di più le frontiere dell'impero alla minaccia straniera cui però sdi aggiungeva il fatto che le milizie dell'impero, in caso di rivolta dei mercenari erano assolutamente insufficienti per reprimerle.

Nel 1290 Andronico II sì recò a far visita a Giovanni IV Lascaris, a cui Michele VIII aveva usurpato il trono, accecandolo e poi incarcerandolo. Andronico chiese scusa a Giovanni, per ciò che il padre gli aveva fatto ventinove anni prima; il gesto permise di calmare gli attriti fra gli Arseniti (che sostenevano Giovanni) e la chiesa ortodossa ufficiale. Nel 1291, rinegoziò con la repubblica di Genova gli accordi commerciali ottenendo in cambio della cessione della Crimea contributi finanziari.

Nel 1295 Andronico associò al trono il figlio Michele IX Paleologo cui diede poteri sempre più ampi tra i quali il controllo dell'economia e il comando supremo dell'esercito.

L'opera e l'influenza del co-imperatore fu estremamente importante nella riforma del sistema giudiziario bizantino, viziato da una fortissima corruzione. La riforma prevedeva l'istituzione di un "Tribunale supremo dei Romani" composto da 12 giudici, 8 laici e 4 provenienti dal clero ortodosso, le cui sentenze erano inappellabili e con specifica competenza sul reato di corruzione, cui furono aumentate le pene mentre la codificazione fu riscritta in modo da renderla più flessibile. Fu certamente un'innovazione notevole anche se non fu sufficiente a curare il problema visto che lo stesso imperatore fu costretto ad esiliare 3 giudici proprio perché corrotti.

La politica nei Balcani[modifica | modifica sorgente]

Il fallimento definitivo della politica unionista, se da un lato ricompattò l'impero, dall'altro espose Bisanzio alle ritorsioni occidentali. In primo luogo, con grande astuzia Andronico II si cautelò sposando, nel 1284, Violante, figlia del marchese Guglielmo VII del Monferrato, alla quale il marchese trasferì alla figlia, ribattezzata Irene, i suoi diritti sul Regno di Tessalonica. Il fallimento, invece, delle nozze tra il figlio Michele e Caterina di Courtenay, erede della corona dell'Impero latino, provocò l'intervento dell'erede di Carlo II d'Angiò, Filippo I di Taranto, il quale, con l'aiuto di Venezia e della Chiesa, sperava di realizzare i sogni del suo avo. Filippo invase nello stesso anno[quando? 1297 forse] l'Epiro ma, invischiato nelle lotte tra i potentati locali, fu costretto a ritirarsi e l'imperatore riuscì a rafforzare il controllo di Bisanzio sugli stati vassalli dell'Epiro e della Tessaglia.

La ritirata degli Angioini, tuttavia, rafforzò anche la nascente potenza serba che riuscì ad assicurarsi Durazzo. L'imperatore riuscì a disinnescare la minaccia solo attraverso un nuovo matrimonio, quello di sua sorella Eudocia al re serbo Stefano Milutin e poi, dopo lunghe e complesse trattative conclusesi solo nel 1299, con le nozze tra nuovo il re serbo e Simonis, figlia del basileus.

Se le manovre diplomatiche poterono risolvere tali problemi, lo smantellamento di strutture militari ebbe esiti fatali in altre situazioni. L'assenza di una flotta aveva stretto ancora maggiormente il rapporto tra Costantinopoli e Genova, cui Michele aveva concesso un quartiere a Galata. Venezia, infatti, non era disposta a tollerare ulteriormente questo vantaggio e, nel 1294, esplosero le ostilità tra le repubbliche marinare, di fronte alle quali Andronico si dichiarò neutrale. Ma questo non bastò quando, nel 1296, la flotta veneziana attaccò il quartiere di Galata e gli stessi sobborghi di Costantinopoli, dal momento che la Città aveva offerto ospitalità ai profughi genovesi. La pace tra Genova e Venezia, a seguito della celebre Battaglia di Curzola, nel 1298, lasciò Andronico da solo a dover fronteggiare i Veneziani. La mancanza di una marina bizantina rese i veneziani padroni del mare egeo dove riconquistarono le Cicladi e l'Eubea costringendo l'imperatore ad accettare la stipula d'un trattato, nel 1302, in cui Venezia otteneva il rinnovo di tutte le concessioni precedenti, il risarcimento dei danni subiti e il possesso le isole conquistate.

La guerra in Asia Minore[modifica | modifica sorgente]

A differenza del padre, Andronico II riconobbe la gravità della situazione in Asia minore e cercò con ogni mezzo di cacciare i turchi ottomani. Il suo primo provvedimento fu quello di spostare la sua corte in Asia Minore, a Nicea, dove poteva meglio sorvegliare la costruzione di fortificazioni e sollevare il morale delle truppe. Poi mandò il suo miglior generale, Alessio Filantropeno, nella valle del Meandro per scacciare i turchi; e ci riuscì (provvisoriamente) ma il successo fu vanificato da una congiura di palazzo. Visto che Alessio Filantropeno, accecato, non poteva più comandare nessun esercito, l'imperatore inviò in Asia Minore il figlio co-imperatore Michele IX Paleologo, e il generale Mouzalon per attaccare i turchi che saccheggiavano i dintorni di Nicomedia, ma l'esercito di Mouzalon fu sconfitto nella battaglia di Bafeo nel 1302 e il co imperatore Michele, privo dell'aiuto dell'altro generale poté solo fortificare alcune città.

Nel 1308 l'imperatore chiese aiuto militare ai Mongoli di Persia e ai Serbi, suoi alleati per via matrimoniale, e, organizzata un'armata di 6.000 uomini, il co-imperatore Michele IX riprese alcuni territori e consolidò il dominio bizantino in Bitinia, oramai ultimo territorio bizantino in Anatolia.

Il periodo della compagnia catalana[modifica | modifica sorgente]

L'Asia Minore bizantina (viola) nel 1300.

A metà del 1302 arrivarono a Costantinopoli due inviati di Ruggero da Fiore, che venivano ad offrire ad Andronico II il servizio della Compagnia Catalana, per nove mesi; in cambio di ciò Ruggero richiedeva per sé il titolo di Mega dux e la mano di sua nipote Maria Paleologa, oltre alla paga doppia per sé e per i suoi uomini. Visto la disastrosa situazione che si era venuta a creare in Asia Minore, Andronico decise di accettare l'offerta del mercenario catalano, nonostante l'alto prezzo. L'offerta di De Flor fu accettata anche dagli aragonesi: questi ultimi governavano la Sicilia e l'Italia meridionale ed erano piuttosto ansiosi di liberarsi delle truppe irregolari non occupate in nessun conflitto. La Compagnia Catalana fu imbarcata su 39 galere di re Federico III d'Aragona ed altre navi che trasportarono circa 7.000 persone (comprese mogli e figli), di cui almeno 2.500 combattenti.

A settembre dello stesso anno, a Costantinopoli arrivò quindi Ruggero da Fiore. Come promesso, Andronico concesse a Ruggero il titolo di Mega dux e la mano di sua nipote Maria, figlia del zar di Bulgaria. La Compagnia Catalana pochi giorni dopo si fece notare uccidendo una compagnia di genovesi che reclamava il pagamento dei loro debiti. A seguito di ciò Andronico li inviò in Anatolia a combattere i turchi che, non avendo trovato resistenza alcuna, avevano raggiunto il Bosforo riducendo in schiavitù le popolazioni incontrate. Dopo il loro sbarco a Cizico i catalani cacciarono i turchi che assediavano la città, che fu occupata da loro non senza qualche problema con gli abitanti. In pochi mesi la Compagnia Catalana riuscì a cacciare i turchi dall'Asia Minore impossessandosi di Filadelfia, Magnesia[non chiaro] ed Efeso. Il segreto delle vittorie dei catalani consisteva nel gettarsi contro i nemici con tale velocità che questi non riuscivano ad utilizzare efficacemente la loro arma principale, l'arco.

Nel 1304, l'esercito bizantino, comandato da Michele IX, fu sconfitto dai bulgari, nella battaglia di Skafida e nel conseguente trattato di pace (1307) vennero cedute numerose fortezze occupate alcuni anni addietro (mentre la Bulgaria fronteggiava i mongoli).

Durante la primavera del 1304, Ruggero con la sua compagnia fu richiamato da Andronico per respingere un'invasione degli alani, provenienti dal nord del Mar Nero. Dopodiché Ruggero tornò in Asia Minore e avanzò fino alle Porte di Ferro nelle montagne del Tauro cilicio (1304), dove nell'agosto del 1305 lui ed i suoi uomini sconfissero i turchi, raccogliendo un enorme bottino. Andronico diede a Ruggero la regione in feudo, con la sola esclusione delle città. Sfortunatamente l'intesa fra i catalani e le popolazioni locali era tutt'altro che perfetta: in effetti gli uomini di Ruggero, particolarmente gli sregolati almogavari, commisero parecchi eccessi tanto da far rimpiangere alla popolazione locale l'occupazione turca. Ciò nondimeno i bizantini non fecero nulla per sistemare le cose, tanto che a Magnesia, allorché Roger de Flor partì per la sua campagna militare, gli abitanti catturarono il bottino della compagnia ed al ritorno di quest'ultima chiusero le porte della città. I catalani si apprestavano a porre sotto assedio la città, quando furono richiamati da Andronico in Europa a combattere contro i bulgari.

Tornese di Andronico II, rappresentato insieme al figlio Michele IX Paleologo.

I rapporti fra Andonico e lo zar bulgaro Teodoro Svietoslav stavano diventando sempre più tesi. Nel 1305 Teodoro invase il territorio imperiale e si apprestava ad attaccare i porti bizantini del Mar Nero. Michele IX tentò di respingerli ma il suo esercito, troppo piccolo, fu sconfitto. Tuttavia volle prendersi la rivincita e fece appello a Ruggero, però l'armata bizantina vedeva di mal occhio i catalani e si oppose al loro arrivo, per cui Michele scrisse al fratello che l'impiego della compagnia avrebbe provocato una rivolta nell'armata bizantina. Così, quando i catalani di Ruggero, attraversato il Bosforo, si fermarono a Gallipoli, Andronico chiese loro di rientrare in Asia Minore. Ruggero, esasperato e sentendosi preso in giro da questo cambiamento di direzione, si rifiutò e chiese all'imperatore che i suoi uomini fossero pagati, ma ricevette solo modeste somme. Nello stesso tempo sbarcarono a Madyte i rinforzi inviati da Giacomo II d'Aragona e Federico III, al comando del nobile aragonese Berenguer d'Entença, con l'intento di preparare la via ad una occupazione di Costantinopoli utilizzando gli stessi almogravi.

Un successo nella politica di Andronico II fu nel 1306, quando il secondo figlio avuto con Violante, Teodoro, venne nominato marchese del Monferrato, essendosi estinta la casa degli Aleramici.

Un basilikon d'argento di Andronico II, che lo rappresenta insieme al figlio Michele IX Paleologo.

Tuttavia, la compagnia causò molti danni e fastidi ad Andronico: da una parte, gli almogaveri commisero diversi eccessi con la popolazione locale bizantina; dall'altra, l'ambizione di Ruggero fu grande e pretese di comportarsi come il sovrano dei territori conquistati: infatti sembrava che Ruggero volesse crearsi uno stato indipendente in Asia Minore. Ruggero arrivò persino a negoziare con Andronico la concessione del titolo di Cesare dell'impero in cambio dei territori liberati dell'Asia Minore, eccettuando le grandi città. Per raggiungere titolo di Cesare, Ruggero cedette a Berenguer il suo di Mega dux. I rapporti fra bizantini e Compagni sembrarono normalizzarsi. Questi avvenimenti tuttavia furono nefasti per l'impero bizantino. Nel gennaio del 1307, Ruggero fortificò la penisola, i turchi attaccarono Filadelfia mentre il re di Sicilia preparava una spedizione per conquistare Costantinopoli. Andronico, disperato, si riconciliò con Ruggero, che fu nominato Cesare, e gli furono donate in feudo le province bizantine dell'Asia (eccetto la Bitinia).

Ruggero si apprestava ad attaccare i turchi con 3.000 uomini, la situazione migliorava ed i catalani sbarcano in Asia.

Ma l'atteggiamento di Ruggero aveva risvegliato le ostilità del coimperatore Michele IX e voleva eliminare la compagnia catalana: per far ciò Michele IX invitò Ruggero e un centinaio di suoi comandanti a banchettare con lui. Ruggero, ignorando la grande ostilità di Michele, accettò. Quest'errore gli costò la vita: infatti nel corso del festino fastoso in suo onore, il 7 aprile 1307, Ruggero fu ucciso dagli alani di Michele, un altro gruppo di mercenari al servizio dell'imperatore insieme al suo seguito di 400 cavalieri e 1.000 fanti. Successivamente Michele, con l'aiuto di numerosi turchi, attaccò Gallipoli cercando di strappare la città al resto della compagnia comandata da Berenguer de Entença, che vi era giunto con 9 galere catalane. L'attacco non ebbe successo ma la Compagnia ne rimase decimata. Sotto la guida Berenger d'Entença i catalani massacrarono tutti gli abitanti bizantini di Gallipoli e vi crearono una specie di stato indipendente. Berenguer, con una piccola flotta, saccheggiava la Propontide, anche se poco tempo dopo fu catturato dai genovesi e successivamente liberato. Ma questa contrattaccò sconfiggendo l'esercito imperiale, e distruggendo quanto trovò sul suo passaggio in Tracia e in Macedonia: questi fatti, resi celebri nelle pagine della cronaca di Ramon Muntaner, vennero ricordati con il nome di "Vendetta catalana".


Guerra civile e morte[modifica | modifica sorgente]

Tornese di Andronico II.
Tornese di Andronico II.
L'impero bizantino alla salita al trono di Andronico III (1328).

Dopo le devastazioni apportate dalla compagnia catalana l'imperatore, pressato dal figlio, si rese conto che l'esercito era troppo debole per reagire a minacce esterne e così si istituì un esercito nazionale e si riarmò parte della marina ma ormai era troppo tardi per poter intervenire efficacemente in Asia Minore dove i Turchi avevano consolidato le proprie posizioni. La riforma militare, tuttavia ebbe qualche rilevanza in quanto diede all'impero le forze necessarie per ottenere il controllo diretto sulla Grecia settentrionale, defenestrando le piccole signorie locali che, pur pagando tributi all'impero, di fatto erano autonome e per giunta infide. Queste conquiste, che consolidarono le posizioni imperiali in Europa, furono però vanificate dall'insorgere della prima guerra civile dei Paleologi che per sette anni imperversò nell'impero e lo dissanguò.

La scintilla dello scontro fu la diseredazione del nipote Andronico III Paleologo, accaduta perché Andronico III geloso della sua fidanzata, ordinò ai suoi uomini di assassinare il primo uomo che usciva dalla casa della stessa: lo stupore fu molto quando, dopo averlo accoltellato scoprirono che era il fratello di Andronico III, Manuele. Il padre, Michele IX, morì di emorragia cerebrale, quando seppe la notizia. Andronico II, che voleva molto bene ad Andronico III, andò comunque su tutte le furie, visto che aveva perso il figlio e un nipote e prese la decisione di diseredarlo. Andronico il giovane però non cedette, si alleò a numerosi elementi della burocrazia e dell'esercito (tra cui il futuro basileus Giovanni Catacutzeno) e si ribellò al nonno, scatenando una guerra interna.

Durante la guerra civile i turchi ne approfittarono assediando Brussa che cadde nel 1326, quindi, eccetto le città e i dintorni di Nicomedia e Nicea, la Bitinia fu perduta. Come se non bastasse ciò anche i Serbi ne approfittarono conquistando alcune piazzeforti e per sostenere i costi Andronico smantellò per la seconda volta la marina permettendo ai latini di Nasso e a Venezia di riprendere l'Eubea e alcune isole dell'Egeo.

Nel 1328 i rivoltosi con un tranello penetrarono a Costantinopoli e Andronico II fu costretto ad abdicare a favore del nipote Andronico III Paleologo, figlio di Michele IX, e a ritirarsi in un convento. L'ex basileus morì il 13 febbraio 1332 a Costantinopoli.

Famiglia[modifica | modifica sorgente]

Andronico sposò in prime nozze Anna d'Ungheria, da quest'unione nacquero due figli:

Anna morì nel 1281, Andronico II sposò nel 1284, in seconde nozze, Violante di Monferrato, figlia di Guglielmo VII. Dalla loro unione nacquero sette figli:

Andronico ebbe anche due figlie illegittime:

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Imperatore bizantino Successore CoA of the Byzantine Empire.svg
Michele VIII 1282 - 1328 Andronico III
con Michele IX Paleologo
1294 - 1320

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