Monte Athos

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Coordinate: 40°09′28.72″N 24°19′48.76″E / 40.157979°N 24.33021°E40.157979; 24.33021

Monte Athos
Monte Athos - Bandiera Monte Athos - Stemma
Monte Athos - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Aftonomi Monastiki Politia Agiou Orous
Nome ufficiale Άγιον Όρος - Agion Oros
Αυτόνομη Μοναστική Πολιτεία Αγίου Όρους
Dipendente da Grecia Grecia
Lingue ufficiali greco, slavo ecclesiastico, bulgaro, georgiano, rumeno, russo, serbo
Capitale Karyes  (163 ab. / 2011)
Politica
Status repubblica monastica autonoma
Superficie
Totale 335,63 km² (194º)
 % delle acque 0 %
Popolazione
Totale 1.811 ab. (2011) (194º)
Densità 5,4 ab./km²
Geografia
Continente Europa
Fuso orario UTC+2 (UTC+3 in ora legale)
Economia
Valuta euro
Varie
TLD non esiste alcun servizio internet
de facto .gr, .eu
Prefisso tel. +30
Sigla autom. GR
Inno nazionale de facto Imnos Is Tin Eleftherian
Monte Athos - Mappa
 
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Monte Athos
(EN) Mount Athos
Iviron Aug2006.jpg
Tipo Misti
Criterio (i) (ii) (iii) (iv) (vi)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1988
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

La Repubblica monastica del Monte Athos (in greco Αυτόνομη Μοναστική Πολιτεία Αγίου Όρους Aftónomi Monastikí Politía Ayíou Órous) è un territorio autonomo della Repubblica Ellenica, dotato di uno statuto speciale di autogoverno (art. 105 della Costituzione greca). Confina per una sottile striscia di terra con la Macedonia Centrale.

L'amministrazione del territorio è affidata a un collegio, la Ιερά Κοινότητα (Iera Kinotita), che riunisce i rappresentanti dei 20 monasteri atoniti, alle cui dipendenze vi è un comitato esecutivo di quattro membri, la Ιερά Επιστασία (Iera Epistasia), presieduta a rotazione dal rappresentante di un monastero, il Protos. La Repubblica è soggetta alla giurisdizione ecclesiastica del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli e a quella politica del ministero per gli affari esteri greco: lo Stato greco è infatti rappresentato da un governatore con l'incarico di sovrintendere all'amministrazione del territorio e di farne rispettare lo statuto, con responsabilità esclusiva per la salvaguardia dell'ordine pubblico e della sicurezza.

Essendo parte di uno Stato membro dell'Unione europea, Monte Athos ne è esso stesso parte ed è soggetto, quasi interamente, alla legislazione comunitaria. Da un punto di vista fiscale, il suo territorio non fa parte dell'area europea dell'Imposta sul valore aggiunto mentre è compreso nell'area Schengen[1] Tuttavia, è previsto che l'applicazione della normativa Schengen tenga conto dello status speciale del Monte Athos[2] Infatti, l'ingresso è sottoposto a una particolare giurisdizione restrittiva: per entrarvi è infatti necessario uno speciale permesso di soggiorno, il Dhiamonitirion (Διαμονητηρίων), che permette di visitare Monte Athos per 4 giorni. Si può comunque richiedere in loco un'estensione per altri 2-3 giorni. Inoltre, è vietato l'ingresso alle donne. Proprio il timore che potesse portare alla rimozione di questo divieto, che ha dietro di sé una storia secolare, i monaci di Athos si erano fermamente opposti all'ingresso della Grecia nell'area Schengen[3].

L'Universal Post Union (U.P.U.) ha autorizzato, nel 2008, l'emissione di propri francobolli del Monte Athos, pur nell'ambito delle carte valori della Grecia, al fine di valorizzare le tradizioni ortodosse e far conoscere i tesori artistici conservati da secoli nei monasteri.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

La Repubblica si trova nella lingua più orientale della Penisola Calcidica ed è abitata da circa 1500 monaci ortodossi distribuiti in 20 monasteri o laure, in 12 skiti (comunità di monaci singoli sorte intorno a chiese) e in circa 250 celle (eremi isolati). Tutte le skiti o le celle sono autonome per quel che riguarda la loro vita interna, ma ricadono sotto la giurisdizione di uno dei 20 monasteri principali per quel che riguarda i problemi generali della vita monastica e i problemi amministrativi.

Ognuno dei 20 monasteri elegge un proprio superiore e i rappresentanti per la Santa Assemblea (Iera Kinotita), che esercita il potere legislativo su tutto il Monte Athos.

La principale delle due città è Karyes, che funge da capoluogo: qui hanno sede le istituzioni della repubblica monastica, la tesoreria, gli alloggi dei rappresentanti dei vari monasteri, la farmacia, le poste, un piccolo ospedale, alcune botteghe e una foresteria. Vi risiede anche il governatore dello stato greco. La città, al centro della penisola di Athos e a 375 m s.l.m., è stata costruita intorno al IX secolo, in un sito nelle cui vicinanze sorgeva nell'antichità un santuario dedicato alla dea Artemide. A Karyes è conservata il Tragos, un rotolo di pergamena redatto nel 971 dagli igumeni dei monasteri athoniti e controfirmato e sigillato dall'imperatore Giovanni Zimisce, che sancisce l'indipendenza perpetua del Monte Athos.

Mezzi di trasporto[modifica | modifica wikitesto]

L'unico mezzo per arrivare in questa repubblica è il traghetto proveniente quotidianamente dalla città greca di Uranopoli: questo arriva al porto di Dafni, l'altro centro abitato della repubblica, da dove una corriera porta alla minuscola capitale. Per spostarsi tra i vari monasteri occorre fare affidamento sulle poche corriere, sui mezzi degli stessi monasteri, che all'occorrenza trasportano i visitatori, sui battelli che collegano i monasteri o le skiti sulla costa e, soprattutto, sulle proprie gambe. I sentieri, specie nella parte sud, sono spesso impervi e scoscesi, inadatti a chi soffre di vertigini.

Vi è un secondo battello, più piccolo, che collega i monasteri della costa est partendo dal porto di Ierissos. Viaggia solo in caso di bel tempo e quindi i collegamenti non sono sempre garantiti e sicuramente mai nella stagione invernale.

Il divieto di ingresso alle donne[modifica | modifica wikitesto]

Trattandosi di un territorio abitato da monaci, per tradizione in Monte Athos possono entrare solo uomini. Il controllo viene effettuato all'imbarco da Uranopoli e, se necessario, viene ripetuto all'arrivo a Dafni. Questo divieto è stato così rigoroso nel corso della millenaria storia dell'Athos, che solo poche volte è stato infranto: ciò è capitato, per esempio, durante la seconda guerra mondiale, quando un gruppo di partigiani comunisti greci, tra cui alcune donne, entrarono nella montagna sacra.

Il divieto si estende anche agli animali di sesso femminile, e ciò, per strano che possa apparire, è giustificato da un episodio assai spiacevole. I Valacchi profittavano della terra fertile dell'Athos per farvi pascere il loro bestiame, e s'insediarono sulla Santa Montagna portando con sé le loro mogli, travestite da uomini. La presenza delle donne e le loro pressanti gentilezze crearono smarrimento e debolezze presso i monaci. I Valacchi furono allontanati, e per evitare il ripetersi di questa situazione, si pensò di interdire l'accesso di animali femmine sull'Aghion Oros[4].

I cani e i gatti di compagnia possono essere femminili corporalmente, ma i nomi che vengono loro dati sono sempre maschili.

L'ospitalità monastica[modifica | modifica wikitesto]

Una guardia del Monte Athos a Karyes (serdàris)
Il "Dhiamonitirion", lo speciale permesso di soggiorno per accedere a Monte Athos
Francobollo del 2008 (Chiesa di Karyes)

Una delle caratteristiche principali del Monte Athos è che i visitatori sono ospitati dai vari monasteri. Per questa ragione il loro ingresso è limitato e l'accoglimento delle richieste può richiedere molti mesi. Solo il 10% circa dei 30.000 visitatori annui ammessi sono stranieri. È buona norma assicurarsi, mediante prenotazione, che il monastero dove si è previsto di fare tappa abbia posti disponibili nella foresteria. Non è infrequente, infatti, che pellegrini provenienti dal paese di origine dei monaci di quel monastero (ne esistono di Russi, Serbi, Bulgari eccetera) abbiano già riempito la foresteria. In tal caso il monastero è visitabile, ma occorre dormire in un altro luogo.

I visitatori vengono accolti al loro arrivo da un monaco che offre loukoumies, raki e acqua. Vengono poi accompagnati nella foresteria, dove si dorme in camerate con servizi comuni.

La vita interna e gli spostamenti tra i vari monasteri sono regolati dalla vita quotidiana monastica. Il tramonto, secondo l'antica consuetudine, corrisponde alla mezzanotte e i monaci si svegliano nella notte, all'ora sesta nel loro orologio tradizionale, per la preghiera. Il pranzo avviene verso le 11 e la cena verso le 17. I visitatori mangiano con i monaci e tutto si svolge in non più di 15 minuti, mentre un monaco legge le Scritture: mangiare, infatti, distrae dalla preghiera, scopo principale della loro vita. Naturalmente i visitatori, che si comportano da veri e propri pellegrini ortodossi, possono partecipare alle varie funzioni religiose.

Le ricche testimonianze storiche, artistiche, documentali e mistiche[modifica | modifica wikitesto]

L'Athos custodisce numerosi tesori artistici: antichi manoscritti, icone e affreschi dipinti dai più illustri rappresentanti della pittura bizantina, come Teofane il Greco e Manuele Panselinos. Fin dalle origini, la Santa Montagna ha ospitato mistici e maestri spirituali, i cui scritti - assieme a quelli di molti altri autori cristiani - furono raccolti nella Filocalia, una celebre antologia del XVIII secolo, la quale ha influenzato profondamente il mondo ortodosso. L'ultimo monaco canonizzato (1988) della Santa Montagna è il mistico Silvano del Monte Athos (1866-1938), i cui scritti sono stati tradotti nelle principali lingue occidentali[5].

Il canale di Serse[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Canale di Serse.

Il monte Athos è una penisola. Ma vi è stato almeno un lasso di tempo, in età non geologica ma storica, in cui è stata separata dal continente divenendo, tecnicamente, un'isola. Ciò è documentato dalla seconda spedizione delle Guerre persiane, quando Serse, memore della precedente sfortunata missione navale di Mardonio, fece costruire un canale navigabile per risparmiare alla flotta persiana il periplo del promontorio, le cui insidie avrebbero potuto rivelarsi ancora una volta determinanti[6].

Lista dei centri abitati[modifica | modifica wikitesto]

Il Monastero di Dochiariou, sulla costa occidentale del Monte Athos

I venti monasteri[modifica | modifica wikitesto]

  1. Grande Lavra (Μεγίστη Λαύρα, Megísti Lávra)
  2. Vatopedi (Βατοπέδι or Βατοπαίδι)
  3. Iviron (Ιβήρων; ივერთა მონასტერი, iverta monasteri) - costruito dai Georgiani
  4. Hilandar (Χιλανδαρίου, Chilandariou; Хиландар) - Serbo
  5. Dionysiou (Διονυσίου, Dionusiou)
  6. Koutloumousiou (Κουτλουμούσι, Koutloumousi)
  7. Pantokrator (Παντοκράτορος, Pantokratoros)
  8. Xiropotamou (Ξηροποτάμου)
  9. Zografou (Ζωγράφου, Зограф) - Bulgaro
  10. Dochiariou (Δοχειαρίου)
  11. Karakalou (Καρακάλλου)
  12. Filotheou (Φιλοθέου)
  13. Simonos Petra (Σίμωνος Πέτρα or Σιμωνόπετρα)
  14. Aghiou Pavlou (Αγίου Παύλου, Agiou Pavlou)
  15. Stavronikita (Σταυρονικήτα)
  16. Xenophontos (Ξενοφώντος)
  17. Osiou Grigoriou (Οσίου Γρηγορίου)
  18. Esfigmenou (Εσφιγμένου)
  19. San Panteleimone (Αγίου Παντελεήμονος, Agiou Panteleimonos; Пантелеймонов; o Ρωσικό, Rossikon) - Russo
  20. Konstamonitou (Κωνσταμονίτου)

Principali skite[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo sede delle istituzioni monastiche, a Karyes
Il Monthe Athos in 3D

Centri abitati[modifica | modifica wikitesto]

  • Karyes (238 ab.), capoluogo della repubblica monastica
  • Dafni (38 ab.), porto principale

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il trattato di ingresso della Grecia non esclude specificatamente Monte Athos dall'area territoriale della Convenzione di Schengen.
  2. ^ Dichiarazione congiunta n. 5 allegata all'atto conclusivo del trattato di ingresso della Grecia nella Comunità europea.
  3. ^ Monks see Schengen as Satan's work, BBC News, 16 giugno 1998.
  4. ^ Costa de Loverdo, J'ai été moine au Mont Athos, Paris, La Colombe, 1956.
  5. ^ Monte Athos - Grecia
  6. ^ mappe e monasteri

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Efthalia Rentetzi, I santuari in Grecia, in "Studi Ecumenici. Istituto di Studi Ecumenici S. Bernardino", Venezia 2008 (n. gennaio-marzo), pp. 35–60.[1]
  • Renato D'Antiga, Luci dal Monte Athos, ed. Casadei Libri, Padova 2004.
  • Id., Storia e spiritualità del Monte Athos, Casadei Libri, Padova 2008.
  • AA. VV., Voci dal Monte Athos, Servitium, Sotto il Monte (BG) 1994.
  • Basilio di Iviron, La bellezza salverà il mondo, Qiqajon, Bose 2011.
  • Id., Canto d'ingresso. Il mistero dell'unità nell'esperienza liturgica della Chiesa ortodossa, Servitium, Sotto il Monte (BG) 1998.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]