Alessio V Ducas

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Alessio V Ducas
L'assedio di Costantinopoli del 1204, sul lato sinistro della rappresentazione, davanti alla tenda rossa, vi è rappresentato Alessio V Ducas.
L'assedio di Costantinopoli del 1204, sul lato sinistro della rappresentazione, davanti alla tenda rossa, vi è rappresentato Alessio V Ducas.
Basileus
In carica 8 febbraio 1204 - 12 aprile 1204
Predecessore Isacco II Angelo - Alessio IV Angelo
Successore Costantino XI Lascaris (Impero di Nicea)
Michele I d'Epiro (Despotato d'Epiro)
Alessio I di Trebisonda - Davide I di Trebisonda (Impero di Trebisonda)
Baldovino I di Costantinopoli (Impero latino)
Morte Costantinopoli, dicembre 1205
Casa reale Ducas
Coniuge Eudocia Angela

Alessio V Ducas, in greco: Αλέξιος Ε΄ Δούκας Μούρτζουφλος, Alexios V Doukas Mourtzouphlos (Costantinopoli, 1140Costantinopoli, dicembre 1205), è stato un imperatore bizantino. Fu basileus dei romei dall'8 febbraio 1204 al 12 aprile dello stesso anno, era detto Murzuflo ("dalle sopracciglia folte"),[1].

Alessio V proveniva dalla famiglia imperiale bizantina dei Ducas. Durante il suo regno non sembra che siano state coniate monete bizantine.

L'ascesa al trono[modifica | modifica sorgente]

Gustave Doré: Enrico Dandolo parlamenta con Alessio V.

Nel 1195 Alessio V Ducas appoggiò la rivolta di Alessio III Angelo contro l'Imperatore Isacco II Angelo, che andò in porto, e questo gli permise di ricoprire un ruolo importante nella corte bizantina, di cui faceva parte già in precedenza.

Ma Alessio III Angelo stava iniziando a creare scontento in tutto l'Impero bizantino, e nel 1201 ci fu un tentativo di rovesciare il governo, organizzato probabilmente da Alessio V; il complotto non andò in porto, e Alessio III rimase Imperatore.

Prima di diventare imperatore bizantino, Alessio V ricoprì la carica di protovestiario, ruolo che gli permetteva di accedere liberamente al palazzo imperiale. Era ben visto dai nobili bizantini, che consideravano invece Alessio IV Angelo una guida di scarso valore.

Alessio V si era dimostrato per contro un abile condottiero contro i latini. Nella notte dell'8 febbraio del 1204 entrò nel palazzo imperiale avvisando Alessio IV del divampare di una rivolta. Questi si lasciò convincere ad uscire dal palazzo dove i sicari di Alessio V lo aspettavano per assassinarlo.

Per ironia della sorte anche Isacco II Angelo, il co-imperatore, morì durante la notte per cause misteriose, probabilmente assassinato, ma non si esclude che sia morto di morte naturale. Alessio V si diresse quindi alla Basilica di Santa Sofia e si fece incoronare dal patriarca imperatore di Bisanzio.

Guerra coi crociati[modifica | modifica sorgente]

Il basileus Alessio V Ducas.

Alessio V, dopo aver sparso la voce che Alessio IV era morto soffocato nella notte, lo fece seppellire con tutti gli onori destinati a un imperatore, fingendo addirittura di piangerlo.

Il lutto del nuovo regnante non convinse però i principali sostenitori dei precedenti imperatori, ovvero le armate della quarta crociata e la flotta della Repubblica di Venezia, che si trovavano a Costantinopoli su richiesta dei due Angelo, dopo aver permesso ad Alessio IV di conquistare il potere scacciando suo zio Alessio III.

La popolazione di Costantinopoli non appoggiò subito l'usurpatore. Dalle cronache di Niceta Coniata veniamo a sapere che il 25 gennaio dell'anno 6712 (corrispondente al 1204), un'ampia folla, a cui si aggiunsero i senatori e i più alti esponenti del clero si radunò davanti alla chiesa di Santa Sofia. Il popolo aveva fatto pressione su queste alte cariche, per eleggere un altro basileus, tuttavia un nuovo cambio al vertice in così breve tempo era visto con sfavore, soprattutto a causa della presenza dei crociati alle porte della città. La folla propose molte persone, ma queste o venivano contestate o si ritiravano esse stesse. Dopo tre giorni, un gruppo di giovani armati obbligò un certo Nicola Canabo (detto "il macellaio" da Niceta Coniata) a diventare Imperatore, imponendogli di accettare la carica, poiché, nel caso avesse rifiutato, avrebbe pagato quel rifiuto con la sua stessa vita. Ma Nicola ebbe una breve carriera: dopo pochi giorni Alessio V mandò le sue guardie variaghe a catturarlo e anche coloro che lo avevano sostenuto non lo difesero. Nicola Canabo fu imprigionato e non si ebbero più notizie di lui.

I latini in effetti sospettavano che Alessio V fosse il responsabile della morte di Alessio IV, e lo accusavano di avere usurpato il trono. Dopo essere diventato imperatore, Alessio V chiuse i negoziati con i crociati e con la Repubblica di Venezia, rifiutandosi di rispettare le promesse di aiuti e finanziamenti alla spedizione che il suo predecessore aveva fatto ai capi della crociata per ottenerne l'appoggio al fine di diventare imperatore.

Al contrario, il nuovo sovrano fece rinforzare le mura, e fece alzare la guardia sulle mura di Costantinopoli. Queste misure, insieme alle posizioni assunte nei confronti dei latini da Alessio, che era contrario alla riunificazione tra la chiesa ortodossa e quella cattolica promessa dal suo predecessore e considerava i crociati nemici dell'Impero, gli fecero guadagnare credito tra i suoi sudditi.

L'entrata dei crociati a Costantinopoli, il 12 aprile 1204.

Dopo questi avvenimenti, i capi latini, tra cui si distinse per la determinazione soprattutto l'anziano doge di Venezia, Enrico Dandolo, pianificarono la conquista della città e la spartizione dell'impero. Scoppiò la guerra: lo scontro più importante fu quello tra Enrico di Fiandra e Alessio V. Enrico aveva armato un esercito per razziare Filea, sul Mar Nero; mentre i crociati tornavano all'accampamento, lungo la strada furono attaccati in un'imboscata da Alessio V: La retroguardia comandata direttamente da Enrico fu presa di sorpresa. Fu una battaglia aspra il cui esito fu tuttavia una sconfitta per i bizantini, che oltre a essere battuti persero anche il vessillo imperiale ed un'icona d'oro della Vergine portata sempre in battaglia come protezione; l'icona, che era arricchita da pietre preziose incastonate, fu portata a Citeaux.

Quando Alessio V tornò a Costantinopoli, disse ai suoi sudditi che aveva vinto contro i crociati, e a coloro i quali gli domandavano dove fosse l'icona e il vessillo, lui rispose che li aveva messi al sicuro. Quando queste voci giunsero al campo dei crociati, costoro non la presero bene, e caricarono quindi il vessillo e l'icona su una nave veneziana, l'issarono in modo che gli abitanti di Costantinopoli potessero vederli, in modo da far capire ai bizantini che il loro imperatore era un bugiardo.

La presa di Costantinopoli[modifica | modifica sorgente]

Dipinto di Delacroix che raffigura l'entrata dei crociati a Costantinopoli.

I crociati attaccarono Costantinopoli il venerdì 9 aprile dello stesso anno, non riuscendo a conquistarla; la città fu presa il 13 aprile successivo, e sottoposta ad un saccheggio di tre giorni. Una commissione composta da tre rappresentanti dei crociati e tre della Repubblica di Venezia pose sul trono del nuovo Impero Latino d'Oriente Baldovino IX di Fiandra, con il nome di Baldovino I di Costantinopoli.

Il tentativo di riorganizzazione dell'Impero e la morte di Alessio[modifica | modifica sorgente]

Alessio V fuggì da Costantinopoli insieme a Eufrosina, che era la moglie di Alessio III Angelo, e prese con sé anche sua figlia Eudocia. Andò in Tracia, dove sposò Eudocia, e iniziò ad arruolare truppe per la controffensiva. Ma Alessio III Angelo che si considerava ancora il vero imperatore bizantino, distrusse l'esercito di Alessio V, mentre questi rimaneva accecato. Poi fu catturato in Tracia dai crociati, che lo riportarono a Costantinopoli, dove fu fatto scagliare giù dall'obelisco di Teodosio, per ordine del Doge di Venezia Enrico Dandolo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Era così chiamato perché aveva, appunto, le sopracciglia molto folte ed unite.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Georg Ostrogorsky, Storia dell'Impero bizantino, Milano, Einaudi, 1968, ISBN 88-06-17362-6.
  • Gerhard Herm, I bizantini, Milano, Garzanti, 1985.
  • Niceta Coniata, Grandezza e catastrofe di Bisanzio, Milano, Mondadori, 1994, ISBN 88-04-37948-0.
  • John Julius Norwich, Bisanzio, Milano, Mondadori, 2000, ISBN 88-04-48185-4.
  • Silvia Ronchey, Lo stato bizantino, Torino, Einaudi, 2002, ISBN 88-06-16255-1.
  • Alexander P Kazhdan, Bisanzio e la sua civiltà, 2ª ed, Bari, Laterza, 2004, ISBN 88-420-4691-4.
  • Giorgio Ravegnani, La storia di Bisanzio, Roma, Jouvence, 2004, ISBN 88-7801-353-6.
  • Marco Meschini, 1204 L'Incompiuta, Milano, Ancora, 2004.
  • Ralph-Johannes Lilie, Bisanzio la seconda Roma, Roma, Newton & Compton, 2005, ISBN 88-541-0286-5.
  • Alain Ducellier, Michel Kapla, Bisanzio (IV-XV secolo), Milano, San Paolo, 2005, ISBN 88-215-5366-3.
  • Giorgio Ravegnani, Bisanzio e Venezia, Milano, Il Mulino, 2006, ISBN 88-15-10926-9.
  • Giorgio Ravegnani, Introduzione alla storia bizantina, Bologna, il Mulino, 2006.
  • Paolo Cesaretti, L'impero perduto. Vita di Anna di Bisanzio, una sovrana tra Oriente e Occidente, Milano, Mondadori, 2006, ISBN 88-04-52672-6.
  • Charles Diehl, Figure bizantine, introduzione di Silvia Ronchey, 2007 (1927 originale), Einaudi, ISBN 978-88-06-19077-4
  • Giorgio Ravegnani, Imperatori di Bisanzio, Bologna, Il Mulino, 2008, ISBN 978-88-15-12174-5.
  • Goffredo de Villehardouin, La conquista di Costantinopoli, Milano, Testi e documenti, 2008, ISBN 978-88-7710-729-9.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Imperatore bizantino Successore CoA of the Byzantine Empire.svg
Isacco II e
Alessio IV Angelo
5 febbraio 1204-12 aprile 1204 Costantino XI Lascaris