Zoe Porfirogenita

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Zoe Porfirogenita
L'imperatrice Zoe(Mosaico di Santa Sofia)
L'imperatrice Zoe
(Mosaico di Santa Sofia)
Imperatrice d'Oriente
In carica 15 giugno 1028 - giugno 1050 (19 aprile-11 giugno 1042, a pieno titolo)
Predecessore Michele V
Successore Costantino IX Monomaco
Morte Costantinopoli, giugno 1050
Sepoltura monastero della Theotokos Peripletos
(Costantinopoli)
Casa reale Macedoni
Coniugi Romano III Argiro
Michele IV
Costantino IX Monomaco

Zoe Porfirogenita (in greco: Ζωή, Zōē; Costantinopoli, 978 circa – Costantinopoli, giugno 1050) è stata un'imperatrice bizantina. Figlia del basileus Costantino VIII, fu basilissa dei romei (Imperatrice d'Oriente dal 15 novembre 1028 fino alla morte e, tra il 19 aprile e l'11 giugno 1042, lo fu a pieno titolo). Fu una delle tre donne che regnarono su Bisanzio, unitamente a sua sorella Teodora e Irene

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nata nel 978, visse con le sorelle sempre a Palazzo finché fu promessa dallo zio Basilio II in sposa ad Ottone III. Nel gennaio del 1002 partì da Costantinopoli facendo rotta per Bari dove sarebbe divenuta Imperatrice del Sacro Romano Impero, riunificando dopo secoli le due parti dell'Impero; al suo arrivo però seppe che Ottone era morto a Civita Castellana di febbre malarica e fu costretta a far ritorno a Costantinopoli, dove visse altri vent'anni chiusa nel Palazzo imperiale.

Nel 1028, prevedendo la sua prossima morte, Costantino VIII, privo di eredi maschi, per continuare la dinastia decise di far sposare Zoe con il personaggio più importante della città, l'eparca Romano Argiro (già sposato, ma costretto a divorziare). Zoe salì al trono il 15 novembre del 1028 al fianco di Romano III, anche se la vera erede era lei. Sin dall'inizio non ebbe però buoni rapporti con Romano III: egli voleva un'erede, ma la sovrana aveva compiuto cinquant'anni, così Romano iniziò ad evitarla e non le permise più di toccare il tesoro reale; questo contribuì a provocare il risentimento di Zoe che, con l'aiuto dell'eunuco Giovanni detto l'Orfanotrofo, avvelenò Romano III, ma questi non morì, quindi Zoe lo fece assassinare dal suo amante Michele, il fratello giovane ed affascinante di Giovanni di cui Zoe si era invaghita. Romano fu ucciso l'11 aprile del 1034 mentre faceva un bagno nelle piscine del Gran Palazzo. La stessa notte dell'assassinio Zoe sposò Michele, divenuto così Michele IV. Michele fu un buon imperatore con l'aiuto del fratello eunuco e, nonostante quest'ultimo avesse isolato sempre più la porfirogenita, ormai rinchiusa nel gineceo del Palazzo e sorvegliata a vista. Michele IV però era affetto da epilessia e l'eunuco Giovanni temeva che la sua famiglia perdesse il trono, così fece in modo che Zoe, su richiesta dell'amato Michele IV, adottasse suo nipote, anch'egli di nome Michele (il futuro Michele V), detto il Calafato.

Michele V Calafato però, nonostante Zoe gli avesse fatto ottenere la Porpora alla morte di Michele IV il dicembre 1041, dopo un paio di mesi allontanò dal Gran Palazzo sia Zoe che lo zio eunuco, affermando che stavano tramando contro la sua vita. Zoe fu così inviata in un monastero nell'isola di Prinkipo, nel mar di Marmara (Pasqua 1042), ma riuscì a tornare sul trono il giorno dopo, a seguito di una sommossa popolare, provocata dalla notizia del suo allontanamento dalla corte imperiale (19 aprile 1042). Il popolo l'aveva sempre amata, ultima discendente di una casata, quella Macedone, che aveva fatto grandi cose per l'Impero. Michele V, spodestato, venne dapprima accecato e poi ucciso. Zoe governò quindi brevemente con la sorella Teodora, nonostante il profondo odio reciproco[1], ed insieme promulgarono leggi contro la compravendita di cariche, apportarono migliorie all'amministrazione civile e militare e insediarono alcuni uomini di valore in posti importanti; durante il loro regno venne istituito un tribunale con il compito di indagare sugli abusi del loro predecessore (interrogato il gran domestico Costantino, furono rinvenute 3500 libbre sottratte al tesoro imperiale). Poi, vista l'incompatibilità di carattere delle due Porfirogenite sulla gestione del potere, si decise per un terzo matrimonio di Zoe con un senatore sessantenne, divenuto poi Costantino IX Monomaco (11 giugno 1042). Il matrimonio era solo una questione politica e Zoe sopportò il fatto che le varie amanti del marito Costantino presenziassero a feste e banchetti insieme a loro.[2]

Zoe morì nel 1050 e fu tumulata nel monastero della Theotokos Peripletos.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ostrogorsky, pag. 299
  2. ^ Ostrogorsky, pag. 299

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Léon Bloy, Costantinopoli e Bisanzio, Milano, Medusa, 1917.
  • Charles Diehl, La civiltà bizantina, 1962, Garzanti, Milano.
  • Georg Ostrogorsky, Storia dell'Impero bizantino, Milano, Einaudi, 1968, ISBN 88-06-17362-6.
  • Salvatore Impellizzeri, Imperatori di Bisanzio (Cronografia) 2 vol., Vicenza, 1984.
  • Gerhard Herm, I bizantini, Milano, Garzanti, 1985.
  • Giorgio Ravegnani, I trattati con Bisanzio 992-1198, Venezia, Il Cardo, 1992.
  • John Julius Norwich, Bisanzio, Milano, Mondadori, 2000, ISBN 88-04-48185-4.
  • Silvia Ronchey, Lo stato bizantino, Torino, Einaudi, 2002, ISBN 88-06-16255-1.
  • Alexander P Kazhdan, Bisanzio e la sua civiltà, 2a ed, Bari, Laterza, 2004, ISBN 88-420-4691-4.
  • Giorgio Ravegnani, La storia di Bisanzio, Roma, Jouvence, 2004, ISBN 88-7801-353-6.
  • Giorgio Ravegnani, I bizantini in Italia, Bologna, il Mulino, 2004.
  • Ralph-Johannes Lilie, Bisanzio la seconda Roma, Roma, Newton & Compton, 2005, ISBN 88-541-0286-5.
  • Alain Ducellier, Michel Kapla, Bisanzio (IV-XV secolo), Milano, San Paolo, 2005, ISBN 88-215-5366-3.
  • Giorgio Ravegnani, Bisanzio e Venezia, Bologna, il Mulino, 2006.
  • Giorgio Ravegnani, Introduzione alla storia bizantina, Bologna, il Mulino, 2006.
  • Charles Diehl, Figure bizantine, introduzione di Silvia Ronchey, 2007 (1927 originale), Einaudi, ISBN 978-88-06-19077-4
  • Giorgio Ravegnani, Imperatori di Bisanzio, Bologna, Il Mulino, 2008, ISBN 978-88-15-12174-5.

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Michele V 1028-1050 Costantino IX