Paderna

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Paderna
comune
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Amministrazione
Sindaco Matteo Gualco (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 44°49′17″N 8°53′32″E / 44.821389°N 8.892222°E44.821389; 8.892222 (Paderna)Coordinate: 44°49′17″N 8°53′32″E / 44.821389°N 8.892222°E44.821389; 8.892222 (Paderna)
Altitudine 300 m s.l.m.
Superficie 4,42 km²
Abitanti 233[1] (31-12-2010)
Densità 52,71 ab./km²
Comuni confinanti Carezzano, Costa Vescovato, Spineto Scrivia, Tortona, Villaromagnano
Altre informazioni
Cod. postale 15050
Prefisso 0131
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 006124
Cod. catastale G215
Targa AL
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti padernesi
Patrono san Giorgio
Giorno festivo 23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Paderna
Sito istituzionale

Paderna (così anche in piemontese) è un comune della provincia di Alessandria sulle estreme propaggini collinari dell'Appennino, sulla destra dello Scrivia, in Piemonte.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Piccola comunità collinare, di origine medievale, la cui economia è di tipo prettamente agricolo. I padernesi, che presentano un indice di vecchiaia tra i più alti della regione, vivono totalmente nel capoluogo comunale. Il territorio presenta un profilo geometrico ondulato, con variazioni altimetriche non molto accentuate. L’abitato, interessato da forte espansione edilizia, è in posizione panoramica su uno sperone che si dirama da un contrafforte interposto tra le valli dei corsi d’acqua.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo è attestato, dall’anno 1200, attraverso la forma di “Paderna”, derivante, molto probabilmente, dall’ellissi del sintagma (PRAEDIA) PATERNA (il cui significato è ‘(fondi) ereditati dal padre)’ o da (VILLA) PATERNA. Fondata in epoca medievale, dagli abitanti della vicina Tortona, probabilmente sul sito di una precedente località, posta tra l’attuale insediamento e Spineto. Le prime notizie storiche si hanno a partire dal 1155, anno in cui i Montemerlo, signori locali, accorsero in aiuto ai tortonesi nel momento in cui vennero assediati da Federico Barbarossa. Successivamente venne ceduta in feudo alla signoria degli Spinola prima e a quella dei Carbone poi. Tra il 1676 e il 1688 gli abitanti riuscirono a ottenere il riscatto del feudo, al fine di avere una maggiore indipendenza. Nel 1630, come molti altri centri della zona, venne devastata dalla terribile peste di manzoniana memoria. Il suo emblema monumentale è la parrocchiale di San Giorgio, la cui mole divide la parte inferiore dell’insediamento da quella superiore. Il suo orientamento lascerebbe credere che sia stata costruita in età antica; la navata centrale è, probabilmente, di periodo paleocristiano, mentre le laterali risalgono al XIII e XIV secolo. La facciata è stata costruita nel Quattrocento e all’interno è possibile ammirare due tele raffiguranti San Sebastiano e la Madonna col bambino. Degni di visita sono anche il palazzo municipale, posto sul sito di un antico castello, e il campanile romanico, unico resto di un’antichissima pieve che venne costruita nella conca di Vezzano.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

La parrocchiale di San Giorgio, già citata in documenti dell'XI secolo, è a tre navate, di epoca successiva, mentre il campanile risale al XIX secolo. All'interno si conserva la statua lignea di S. Giorgio, opera attribuita alla scuola del Maragliano.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Sindaco: Matteo Gualco
  • Vicesindaco: Andrea Simonelli
  • Assessori: Damiano Cordani, Rosanna Ferrari, Valentina Ciparelli

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
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