Castelnuovo Scrivia

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Castelnuovo Scrivia
comune
Castelnuovo Scrivia – Stemma
Panoramica di Piazza Vittorio Emanuele II
Panoramica di Piazza Vittorio Emanuele II
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Amministrazione
Sindaco Pierangelo Luise (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 44°58′53″N 8°52′56″E / 44.981389°N 8.882222°E44.981389; 8.882222 (Castelnuovo Scrivia)Coordinate: 44°58′53″N 8°52′56″E / 44.981389°N 8.882222°E44.981389; 8.882222 (Castelnuovo Scrivia)
Altitudine 85 m s.l.m.
Superficie 45,42 km²
Abitanti 5 473[1] (31-12-2010)
Densità 120,5 ab./km²
Frazioni Gerbidi, Ova, Pilastro, Secco
Comuni confinanti Alzano Scrivia, Casei Gerola (PV), Guazzora, Isola Sant'Antonio, Molino dei Torti, Pontecurone, Sale, Tortona
Altre informazioni
Cod. postale 15053
Prefisso 0131
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 006053
Cod. catastale C243
Targa AL
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti castelnovesi
Patrono san Desiderio
Giorno festivo 23 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castelnuovo Scrivia
Sito istituzionale

Castelnuovo Scrivia (Castelneuv da Scrivia in piemontese, Castarnöv in dialetto locale) è un comune italiano della Provincia di Alessandria, in Piemonte di 5.508 abitanti, situato nel Tortonese, sulla destra del torrente Scrivia.

« La terra nostra di castelnuovo

è posta non molto lontano dalle radici de l'apennino, a la foce ove schirmia scarca le sue per l'ordinario limpidissime acque in Po. Quivi è l'aria tanto temperata quanto in altro luogo di lombardia, del che fanno fede amplissima i molti uomini vecchi che vi si truovano e la sanità che di continuo vi persevera. »

(Matteo Maria Bandello)

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fortificato per ordine di Teodorico, re degli Ostrogoti, intorno al 500, fu ampliato dal re longobardo Liutprando, nel 722. Alleato di Federico Barbarossa, partecipò alla distruzione di Tortona nel 1155, ottenendo in cambio privilegi, tra i quali il diritto di esporre la bandiera comunale, ai tempi giallo-oro e bianco-argento.

In costante guerra con Tortona, fu per breve tempo libero comune, finché nel 1300 circa Castelnuovo Scrivia fu assoggettata alla compagine politica che i Visconti, già signori di Milano, stavano costituendo. Da allora le sorti del borgo furono legate alla città meneghina. Tra i signori che la tennero in feudo si ricordano: Bandello, Torriani, Visconti, Carmagnola e Sforza. In particolare fra i feudatari va ricordato Borso d'Este che concesse il beneficio della esenzione dal servizio militare, testimoniata dalla bandiera sulla torre.

Nel 1570, mutata la denominazione da Castelnuovo di Tortona in Castelnuovo Scrivia, divenne feudo dei marchesi Marini, e dopo l'estinzione di questa famiglia, dal 1778, dei Centurione.

Nel 1800, tagliato fuori dalle strade ferrate, nonostante il proliferare di filande e fornaci, Castelnuovo declinò, anche a causa della forte emigrazione verso il Sudamerica. Pagato un forte tributo di vittime alla Grande guerra (102 caduti) e alla seconda guerra mondiale (59), sede del comando di una brigata partigiana particolarmente attiva durante la Resistenza, nel dopoguerra il paese ha ripreso vigore puntando su nuove industrie, sull'agricoltura, sul commercio e si è rivitalizzato con una forte ondata immigratoria di 300 veneti fra il 1951 e il 1970, 1500 meridionali (soprattutto calabresi) negli anni sessanta-settanta e 300 da altre regioni.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]


Luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

La parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo

Di particolare interesse è la chiesa parrocchiale, dedicata ai santi Pietro e Paolo: è in stile romanico e risale al XII secolo; è stata rimaneggiata nel XVI e nel XIX secolo. Il portale presenta leoni stilofori, lunetta e capitelli, eseguiti dal magister Albertus all'epoca di Federico Barbarossa (come attesta l'iscrizione stessa). L'interno, a tre navate, conserva un dipinto su tavole di Alessandro Berri, L'Ultima cena, un affresco del XV secolo rappresentante la Madonna della Misericordia, e quattro capitelli del 1100, residui dell'antica pieve. Tra le cappelle merita una menzione quella del SS. Sacramento (cappella lunga). La chiesa custodisce un organo edificato nel 1612 dagli artefici pavesi fratelli Vitani, restaurato nel 2012.

Il palazzo pretorio (castello dei Torriani e Bandello) ha un bel porticato ogivale, bifore e arengo. Al piano superiore si trovano alcune sale con affreschi dei secoli XV e XVI. Il castello è dominato da una torre merlata, alta 39 metri. Fa parte del circuito dei "Castelli Aperti" del Basso Piemonte.

La chiesa di Sant'Ignazio (XVII secolo) ospita pregevoli opere tra cui: il Cristo deposto, a grandezza naturale, in legno rosa di Rodi; la statua lignea di Santa Caterina d'Alessandria; la tavola raffigurante Cristo fra santi attribuita a Gabriel da Castronovo.

Palazzo Centurione, di impronta genovese, del XVII secolo, è sede del museo civico.

Della cinta muraria, abbattuta nel 1828, non resta che un grande arco seicentesco.

All'interno del centro storico si trovano, tra l'altro, alcune case quattrocentesche e la casa natale di Matteo Bandello.

Da segnalare inoltre l'antica frazione Ova, impreziosita dall'omonima Villa Ova.

Persone legate a Castelnuovo Scrivia[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Pretorio
  • Stefano Bandello (1369-1450), frate domenicano beatificato da papa Pio IX morto a Saluzzo
  • Vincenzo Bandello (1435-1506) zio di Matteo Maria, nel 1501 è generale dell'Ordine dei domenicani ed ha ospitato Leonardo da Vinci nel convento delle Grazie a Milano
  • Matteo Maria Bandello (1484-1561), novelliere e scrittore italiano del Cinquecento
  • Franceschino e Manfredino Baxilio, fondatori di una scuola pittorica tortonese negli anni fra il 1450 e il 1510
  • Vincenzo Colli (1460-1508), segretario di Cesare Borgia e critico letterario
  • Alessandro Berri, pittore nella seconda metà del Cinquecento
  • Flavio Torti (1558-1622), giureconsulto a Pavia, storico, poeta e letterato
  • Enrico Borghi (1574-1630), generale dell'Ordine dei Servi di Maria e rettore delle università di Pavia e di Pisa
  • Ludovico Costa (1778-1835), segretario di stato presso i Savoia e famoso storico
  • Francesco Bersani (1843-1866), volontario all'impresa dei Mille a soli 16 anni e caduto nella terza guerra d'Indipendenza
  • Carolina Feltri (1833-1908), madre di San Luigi Orione
  • Cesare Zerba (1892-1973), cardinale nel 1965 e autore di molte pubblicazioni di diritto canonico
  • Vittorio Malosti (Badia Polesine, 1900 - Castelnuovo Scrivia, 1945), calzolaio immigrato dal Polesine, di umili origini, arruolatosi nelle Brigate Nere, mentre tentava di ricongiungersi con la famiglia, venne catturato da una banda di partigiani castelnovesi di fronte al municipio di Tortona nei giorni successivi alla fine della guerra, da essi rinchiuso nella ex caserma dei Carabinieri di Castelnuovo Scrivia usata come prigione, venne ucciso il 28 maggio 1945 - un mese dopo la fine della guerra - dopo che nelle settimane precedenti, ma a guerra già finita, era stato torturato ed esposto alla gogna pubblica. Il luogo dove si trova il suo corpo non è mai stato rivelato, così come i nomi degli autori dell'assassinio.[3][4]
  • Pier Angelo Soldini (1910-1974), giornalista e romanziere vincitore dei premi Viareggio, Foce e Bagutta
  • Carlo Ferrari da Passano, (1917-2011), architetto della Veneranda fabbrica del Duomo di Milano
  • Michele Mainoli (1927-1991), pittore, nato a Sannazzaro de' Burgundi, che ha vissuto a Castelnuovo gli ultimi 20 anni della sua vita.[5]
  • Marcellino Gavio (1932-2009), imprenditore
  • Roberta Giusti (1944-1986), annunciatrice e presentatrice televisiva

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Da sempre l'economia del paese si basa sull'agricoltura. Il settore è caratterizzato da un numerosissimo numero di aziende familiari. La produzione verte soprattutto su ortaggi, molto pregiati, e frumento.

L'industria in passato era marginale. Negli ultimi decenni del Novecento si è assistito a un deciso sviluppo di piccole ma rinomate attività: produzione di calzature (oggi praticamente assente); di tensiostrutture (Canobbio); di semirimorchi per autotrazione (Acerbi); di contenitori in plastica (Ramaplast); di strumenti musicali a fiato (Fratelli Patricola). Dai primi anni duemila alcune di queste attività o aziende si sono ridimensionate, ma rimangono ancora radicate nel territorio e importanti nell'economia della zona.

Molto sviluppata è l'attività artigianale, specie legata all'edilizia e al suo indotto.

Nel campo dei servizi, emergono le società di autotrasporto (Autosped e G & A - Gruppo Gavio, Santi Trasporti, Breglia Autotrasporti, Luigi Cozza Trasporti, Setti Trasporti); commercio di sementi (Sottotetti). Ferrari ortofrutticoli(ingrosso ortofrutticoli )

Numerose piccole e media imprese di vario tipo sono sorte o si sono trasferite recentemente nella vicina zona industriale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Giampaolo Pansa, Sconosciuto 1945, Sperling & Kupfer 2005, capitolo "Il Calzolaio"
  4. ^ www.vittoriomalosti.altervista.org/
  5. ^ www.mainoli.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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