Arquata Scrivia

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Arquata Scrivia
comune
Arquata Scrivia – Stemma Arquata Scrivia – Bandiera
Arquata Scrivia – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Sindaco Paolo Spineto (PdL) dal 30/05/2006
Territorio
Coordinate 44°41′33″N 8°52′54″E / 44.6925°N 8.881667°E44.6925; 8.881667 (Arquata Scrivia)Coordinate: 44°41′33″N 8°52′54″E / 44.6925°N 8.881667°E44.6925; 8.881667 (Arquata Scrivia)
Altitudine 248 m s.l.m.
Superficie 30,36 km²
Abitanti 6 260[2] (31-12-2010)
Densità 206,19 ab./km²
Frazioni Rigoroso, Varinella, Vocemola, Sottovalle.

Località: Campora, Moriassi, Pessino, Traveghero, Val d'Arquata[1]

Comuni confinanti Gavi, Grondona, Isola del Cantone (GE), Serravalle Scrivia, Vignole Borbera, Voltaggio
Altre informazioni
Cod. postale 15061
Prefisso 0143
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 006009
Cod. catastale A436
Targa AL
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 664 GG[3]
Nome abitanti arquatesi
Patrono santa Maria Assunta
Giorno festivo 15 agosto
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Arquata Scrivia
Sito istituzionale

Arquata Scrivia (Arquà in piemontese, Arquâ in ligure[4], Auquâ in dialetto locale) è un comune della provincia di Alessandria di 6.165 abitanti, si trova a metà strada tra Alessandria e Genova al confine con la Liguria.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

È situato sulla sinistra dello Scrivia, presso la confluenza del Borbera e dello Spinti nello Scrivia.

Il nome della città deriva dal Latino arcuata (a sua volta derivata da arcus) ossia "fatta ad arco"[5], riferito all’acquedotto che riforniva la vicina città romana di Libarna e alle sue arcate. Meno attendibile l'ipotesi dell'erudito ottocentesco Bottazzi che ne individua le origini nel latino"arcus aquae", ovvero "arco dell'acqua"[6]. Priva di fondamento la teoria di Andrea Poggi che fa derivare Arquata dal dialettale "A o coà" ossia "Al capo" o "Al promontorio": il toponimo infatti compare nelle fonti documentali secoli prima della formazione dei dialetti. Sorge alla sinistra del torrente Scrivia, lungo la Strada statale 35 dei Giovi, addossato alle prime pendici dei rilievi che fiancheggiano ad ovest la valle, separandola da quella del torrente Lemme. Il territorio del comune si estende anche a destra dello Scrivia, fin quasi all'imbocco della Val Borbera.

Il comune presenta due aspetti nettamente distinti, con il suo nucleo antico, di epoca medioevale, ricco di testimonianze storiche, sopravvissuto ai margini dei nuovi quartieri residenziali e industriali.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La nascita e lo sviluppo della città[modifica | modifica sorgente]

Il villaggio si sviluppa nel territorio della città di Libarna, conquistato dai romani all'inizio del II secolo a.C. e situato lungo la via Postumia. Grazie alla sua posizione strategica, Libarna divenne centro di un territorio amplissimo, acquistando grande importanza militare e commerciale. Tra il V e il VII secolo, nel periodo della sua decandenza la popolazione abbandonò il paese per salvarsi dalle scorrerie di barbari. Nel IX il paese, ormai ridotto ad un piccolo avamposto militare, appartenne all'Abbazia di Sant'Ambrogio di Milano.[7] Dal secolo XI è citato nelle fonti come castrum, ossia come luogo fortificato, divenne proprietà del ramo estense degli Obertenghi, che, a sua volta lo concesse nel 1003 a Pietro I vescovo di Tortona.

Negli anni successivi fu oggetto di contesa tra la Repubblica di Genova e i Comuni di Tortona, Alessandria e Alba. Dopo le guerre del 1199 e del 1217 e del 1224, i contendenti, stipulata la pace nel 1228, grazie alla mediazione del comune di Milano decisero lo smantellamento del castello di Arquata, ma questo non bastò a ristabilire la quiete che avvenne solo nel 1231 grazie ad un collegio di tre arbitri, presieduto dal vescovo di Alba, assegnando infine Arquata a Tortona.

Ricostruita dai tortonesi a partire dal 1244, con la riedificazione del castello e del borgo nuovo ai piedi di questo, nel 1278, fu concessa, in feudo, al capitano tortonese Guglielmo VII del Monferrato.

Nel 1310 il paese venne venduto, per necessità finanziarie ad Opicino Spinola di Genova. Il 1313 è l'anno in cui Arquata fu elevata al rango di Feudo imperiale ligure dall'imperatore Enrico VII e concessa alla famiglia genovese degli Spinola di Luccoli. Arquata diventa quindi una entità politica autonoma con il suo governo, il suo tribunale e le sue leggi (lo statuto della città sarà redatto nel 1486).

Nel 1641, Filippo Spinola divenne marchese di Arquata, marchese del Sacro Romano Impero, mentre il figlio fu insignito del titolo di conte di Vocemola, dall'Imperatore del Sacro Romano Impero, Ferdinando III, oltreché la facoltà di battere moneta, legittimare bastardi e laureare poeti. Nel 1644 viene inaugurata la zecca di Arquata che inizia la propria attività con la battitura del quarto di scudo di lira genovese.

Durante l’invasione napoleonica il 5 maggio 1796, dopo che un gruppo di contadini arquatesi, tese un'imboscata ai soldati francesi, venne, per ordine di Napoleone, saccheggiata e incendiata. L'anno successivo i francesi abolirono i feudi imperiali liguri: ha quindi termine la lunga signoria degli Spinola e l’autonomia della città. La nuova amministrazione comunale decide l’annessione alla Repubblica Ligure, che a sua volta è incorporata al Primo Impero francese. Nel 1815, il congresso di Vienna, decretò l'annessione dell'ex Repubblica di Genova al Regno di Sardegna e con lei anche Arquata che passa alla provincia ligure di Novi. Con il decreto Rattazzi entra a far parte della provincia di Alessandria e quindi del Piemonte.

Nel 1861 cambia nome da Arquata ad Arquata Scrivia.

Il 7 giugno 2007 ha ottenuto dal comune di Gavi la frazione di Sottovalle.

Gli inglesi ad Arquata (1917-20)[modifica | modifica sorgente]

Nel 1917, durante la prima guerra mondiale, l'Inghilterra stabilì di inviare delle sue truppe a combattere insieme ai soldati italiani e scelse come base appunto Arquata Scrivia. L'odierno Palazzo Spinola, sede del Comune, ospitò il Comando Britannico; la vecchia chiesa di Sant'Antonio divenne uno spaccio per tabacchi, marmellata e scatolette; la Società Operaia di Mutuo Soccorso divenne la "House of British Soldier"; la fornace delle Vaie (ora demolita) divenne il panificio militare. Quasi di fronte alla Cappelletta della Madonetta alle Vaie, per iniziativa del cappellano inglese, oriundo romano, don Umberto Bertini, venne costruita la "Casa del Soldato Italiano". A ricordo del passaggio dei soldati inglesi rimane il piccolo British War Cemetery[8], costruito nel 1921 accanto al cimitero del paese. In esso sono sepolti i militari britannici di stanza nel campo base, morti di influenza spagnola tra il 1917 e il 1920.

Nel 1923, in previsione della visita reale del 13 maggio di quello stesso anno, il cimitero venne ristrutturato dall'architetto inglese Sir Robert Lorimar. Alla data stabilita, il British War Cemetery venne in effetti visitato dal re Giorgio V in persona. Il Re, accompagnato dalla regina Mary e dal grande scrittore premio Nobel Rudyard Kipling (che era stato nominato Commissario delle tombe di guerra del Regno Unito), venne scortato da un plotone dell'Esercito e dalla banda del Reggimento in uniforme da parata. Ad accoglierlo fu il sindaco di allora, parecchie autorità e la compiaciuta, ma quasi incredula, popolazione locale.

Monumenti ed edifici di pregio[modifica | modifica sorgente]

La Parrocchiale di San Giacomo e Sant'Antonio, venne rimaneggiata verso la metà del XVI secolo e fiancheggiata da un massiccio campanile quadrato. L'interno è caratteristico con cinque navate divise da colonne ottagonali. È conservata una statua lignea: l'Assunta di Bartolomeo Carrea. Nella piazza intitolata a Sante Bertelli, un pittore ottocentesco di scuola genovese, nato nel paese, oltre a Palazzo Spinola, di qualche interesse sono la Casa Grafogliati, risalente al Quattrocento, con archetti e cornici gotiche e un grazioso pozzo barocco, divenuto l'emblema del paese. Curiosa la Casa Dallegri, detta " di Carlo V".

Le chiese[modifica | modifica sorgente]

Via Interiore e la chiesa di San Giacomo Maggiore

Chiesa di San Giacomo Maggiore[modifica | modifica sorgente]

Situata nel borgo medievale, venne eretta inizialmente nel XII secolo, ma venne completamente rimaneggiata nel Rinascimento, ricorda le chiese genovesi del '600, inoltre vi sono aggiunte settecentesche barocche (1825). La cripta venne costruita da Filippo Spinola nel 1630.

All'interno si trovano opere di artisti liguri quali Giovanni Battista Carlone, Lazzaro Tavarone e Piola.

Oratorio di Nostra Signora dell'Assunta

Oratorio di Sant'Anna[modifica | modifica sorgente]

Davanti alla Chiesa di San Giacomo Maggiore si trova l'Oratorio di Sant'Anna, edificio con una sola navata con volta a botte. L'Oratorio risale al '500 ed è proprietà della locale Confraternita di San Carlo Borromeo, caratterizzato da un altare barocco e da un campanile a forma di lanterna.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[9]

Abitanti:
1600: 1000 ab.
1613: 800 ab.
1628: 700 ab.
1661: 773 ab.
1669: 770 ab.
1703: 763 ab.
1808: 1508 ab.
Nota: I dati escludono la nuova frazione di Sottovalle.

Stranieri[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti nel comune sono 567, ovvero il 9,1% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[10]:

  1. Romania Romania, 155
  2. Ecuador Ecuador, 123
  3. Albania Albania, 77
  4. Marocco Marocco, 34
  5. Senegal Senegal, 32
  6. Ucraina Ucraina, 21

Feste e ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

  • Fiera dei santi Giacomo e Filippo - 1º maggio - fiera del bestiame e di merci varie. Tale fiera ha una tradizione lunga 5 secoli e costituiva un importantissimo evento per la vita economica del paese.
  • Fiera di San Bartolomeo - 24 agosto - detta anche fiera delle cipolle.
  • Fiera di San Carlo - 4 novembre.
  • Festa patronale - 16 agosto San Rocco di Montpellier- festa a cura di Comune, Pro Loco e Croce Verde.
  • Festa della Madonna della Salute al campo in Località Rigoroso. Un tempo era tenuta nella Cappella-Santuario edificata nel 1815, oggi semplice tumulo per sessanta salme della nobile famiglia Poggi.

Edifici storici[modifica | modifica sorgente]

La casa Gotica
La stazione ferroviaria di Arquata Scrivia


Il Palazzo Spinola, antica abitazione dei marchesi, è ora sede municipale.

In un'altura, vicino all'antico borgo del paese, sorge una torre trecentesca residuo di un castello feudale e simbolo della città.

La casa del Tranquillo o casa gotica è un particolare edificio risalente al XV secolo, con una caratteristica struttura portante in legno e decorazioni in laterizio.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Arquata Scrivia è situata lungo la ex Strada statale 35 dei Giovi. Il comune è raggiungibile direttamente tramite autostrada, con casello autostradale di Vignole - Arquata sull'Autostrada A7.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Arquata Scrivia ha una stazione ferroviaria di media importanza, posta all'incrocio delle linee Torino - Genova e "Succursale" dei Giovi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comune di Arquata Scrivia - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  5. ^ G. B. Pellegrini, Toponomastica italiana, Milano 1990, p. 209; D. Olivieri, Dizionario di toponomastica piemontese, Brescia 1965 e M. A. Betoldi, I toponimi del Novese I, «Novinostra»,1, 1976, pp. 21-23.
  6. ^ G. A. Bottazzi, Osservazioni storico-critiche sui ruderi di Libarna, Tortona 1815
  7. ^ Un diploma di Carlo il Grosso elenca una serie di donazioni dell'imperatore al monastero ambrosiano alla data del 20 marzo 880.
  8. ^ Union Jack e Tricolore in Valle Scrivia (1917-1920), Società Storica del Novese, Afredo Casagrandi, Edoardo Morgavi, Arquata Scrivia, 1999
  9. ^ Statistiche I.Stat ISTAT e Archivio Parrocchiale di Arquata Scrivia  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 24 dicembre 2012.

Immagini[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Arquata Scrivia[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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