Morano sul Po

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Morano sul Po
comune
Morano sul Po – Stemma
Chiesa parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista
Chiesa parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Piemonte – stemma Piemonte
Provincia Alessandria – stemma Alessandria
Sindaco Enzo Piccaluga (lista civica) dal 29/05/2007
Territorio
Coordinate 45°10′6″N 8°22′2″E / 45.16833°N 8.36722°E / 45.16833; 8.36722 (Morano sul Po)Coordinate: 45°10′6″N 8°22′2″E / 45.16833°N 8.36722°E / 45.16833; 8.36722 (Morano sul Po)
Altitudine 123 m s.l.m.
Superficie 17,69 km²
Abitanti 1 526[1] (31-12-2010)
Densità 86,26 ab./km²
Frazioni Due Sture, Pobietto
Comuni confinanti Balzola, Camino, Casale Monferrato, Coniolo, Costanzana (VC), Pontestura, Trino (VC)
Altre informazioni
Cod. postale 15025
Prefisso 0142
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 006109
Cod. catastale F707
Targa AL
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 820 GG[2]
Nome abitanti moranesi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Localizzazione
Morano sul Po è posizionata in Italia
Morano sul Po
Sito istituzionale

Morano sul Po (Moran [mʊ'raɲ] in piemontese) è un comune italiano di 1.539 abitanti della provincia di Alessandria, in Piemonte.

Indice

[modifica] Storia

La nascita dell'attuale centro urbano è fatta risalire a prima dell'anno 1000, infatti uno dei primi documenti in cui compare il nome di Morano risale al 961. Antecedentemente a questo agglomerato si sapeva dell'esistenza di un villaggio romano, probabilmente preceduto da insediamenti galli e prima ancora da popolazioni liguri. La scoperta di una necropoli, avvenuta negli anni novanta del XX secolo, in località Pobietto, ha fatto sì che le origini si spostassero ulteriormente nel tempo, fino all'età del bronzo finale, ovvero intorno all'XI secolo a.C.

Incerta anche l'origine del nome, infatti parrebbe che il primo toponimo fosse "Aurianus" in riferimento ad alcuni giacimenti auriferi che si sarebbero trovati nelle aree alluvionali del Po; successivamente, visto l'impiego di schiavi negri (mori) per estrarre il prezioso metallo, il nome si trasformò in "Maurianus". Altra ipotesi vorrebbe derivare il nome dalla presenza di grandi quantità di piante di gelso (in dialetto murun) utilizzate per l'allevamento dei bachi da seta, attività che nella zona era molto diffusa. Infine, l'ultima ipotesi è quella che fa risalire il nome a bande di cavalieri mori che, dopo essere stati sconfitti, dovettero lasciare le terre di Frassinello ed Ottiglio e si rifugiarono su una grande isola in mezzo al Po nelle vicinanze del paese.

Intorno all'anno Mille Morano era possedimento della Diocesi di Vercelli; nell'agosto 1182, con atto notorio, passò al Marchese del Monferrato. Nel 1431 Morano fu occupata da truppe sabaude del Duca di Savoia, ma nel 1435 dovette essere restituita al Marchese del Monferrato. Nel 1538 il borgo veniva infeudato ad Alberto Bobba di Lu, seguirono anni di continue dominazioni, di presenza costante di eserciti anche stranieri, sovente mercenari. Nel 1685, estintosi il casato dei Cattaneo, passò ai Marchesi Paletti-Sanzoni, quindi nel 1720 il Duca Vittorio Amedeo II confermò il feudo ai Marchesi Mossi. Trascorsero quindi alcuni decenni di relativa tranquillità.

Ghigliottinato Luigi XVI, in Francia viene proclamata la Repubblica e conseguentemente tutta l'Europa si arma contro il nuovo Stato. Anche Re Vittorio Amedeo III si allea con Austria, Prussia e Spagna. Napoleone vince a Marengo il 16 giugno 1800 e sconfigge l'esercito austriaco. Il Piemonte diventa così nel 1801 la XXVII divisione militare di Francia. Con il tramonto di Napoleone i Savoia ritornano sul trono e Morano segue le sorti del Piemonte prima e dell'Italia poi.

[modifica] Associazioni

[modifica] Personaggi nati a Morano sul Po

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Enzo Piccaluga (lista civica) dal 29/05/2007

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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