Sacro Monte di Crea

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Parco naturale del Sacro Monte di Crea
Crea Parco Cappella.JPG
Tipo di area Parco Naturale
Codifica EUAP EUAP0210
Stati Italia Italia
Regioni Piemonte Piemonte
Province Alessandria Alessandria
Superficie a terra 34,00 ha
Provvedimenti istitutivi L.R. n.05 del 28.01.80
Gestore Ente di gestione del Parco naturale e area attrezzata del Sacro Monte di Crea
Sito istituzionale
Veduta della facciata del Santuario
La "cappella del Paradiso"
Immagine invernale del Sacro Monte

Il Sacro Monte di Crea è situato su una delle più alte colline del Monferrato, nei pressi di Serralunga di Crea, in Provincia di Alessandria.
Il Sacro Monte si snoda lungo la salita che porta al Santuario mariano, e di lì procede lungo un sentiero che, in un bosco di querce e frassini, si inerpica tra le asperità di un friabile terreno roccioso sino ad arrivare alla cappella del Paradiso, posta alla sommità della collina.
Come gli altri Sacri Monti di Piemonte e Lombardia, anche quello di Crea è situato in un vasto parco naturale: in esso si realizza quella suggestiva sintesi tra paesaggio, arte e memoria storica, che ne costituisce la cifra interpretativa.
I Sacri Monti del Piemonte, assieme a quelli della Lombardia, sono stati inseriti nel 2003 dall'UNESCO nell'elenco dei patrimoni dell'umanità.

La storia[modifica | modifica sorgente]

La storia del Sacro Monte di Crea, inizia con quella del convento e della chiesa di Santa Maria, meta di pellegrinaggio devozionale sin dal medioevo.
La tradizione, forse non priva di fondamenti storici, vuole che, come per il Santuario di Oropa sia stato Sant'Eusebio, vescovo di Vercelli, a salire la collina verso il 350 d.C.; lì avrebbe portato la statua lignea della Madonna col Bambino, ancor oggi venerata e lì avrebbe fatto edificare un primo oratorio. Anche se in realtà la statua della Madonna è del XIII secolo e poco si sa sulla sua provenienza, Eusebio diffuse il Cristianesimo e la devozione mariana tra le popolazioni del Monferrato e delle valli Piemontesi che all'epoca erano ancora completamente pagane[1]. "Grande fu l'impegno di Eusebio nell'eliminare il paganesimo specialmente nei centri di antichissimo culto come ad Oropa e a Crea sostituendo il culto delle deità femminili celtiche con il culto della Madre di Dio, Maria"[2].
Nel 1060 l'imperatore Enrico IV conferma i privilegi dell'abbazia di San Benigno di Fruttuaria a Serralunga di Crea [3]. Soltanto successivamente subentrarono nel convento i canonici regolari agostiniani di Vezzolano se ancora nel 1129 il marchese di Saluzzo e il preposito di Fruttuaria Giovanni compaiono in una convenzione per il diritto di albergaria in Serralunga e la Pieve di S.Michele di Meda -oggi cascina Piovano- è retta dai fruttuariensi [4]. Si motiva così la leggenda che vorrebbe la nascita del Santuario collegata ad Arduino d'Ivrea che, ritiratosi nell'Abbazia benedettina di Fruttuaria, avrebbe ricevuto da Maria Assunta l'incarico di costruire tre santuari: la Consolata a Torino, Belmonte nel Canavese e Crea nel Monferrato [5].
Crea era già un luogo importante di culto quando nel 1156, i Marchesi del Monferrato gli fecero dono di una reliquia della Santa Croce.
All'inizio del XIV secolo, scomparsa la dinastia degli Aleramici, furono i Paleologi, nuovi Marchesi del Monferrato, a prendere Crea sotto la loro protezione. Tra il 1372 ed il 1418 fecero edificare, all'interno della chiesa, la cappella di Santa Margherita di Antiochia ove venne sistemata una reliquia delle Santa (oggi conservata nel Duomo di Casale Monferrato).
Tra il 1474 ed il 1479, Guglielmo VIII Paleologo commissionò gli importanti affreschi della Cappella di Santa Margherita: sulla parete di fondo, ai lati della Madonna in Trono, compaiono il suo ritratto e quello di sua moglie Bernarda di Brosse, assieme alle figlie.
Terminata la dinastia dei Paleologi, nel 1536 il Monferrato passò ai Gonzaga. Fu sotto Vincenzo I Gonzaga che, nel 1589, oltre ad attuarsi un ampliamento della chiesa, venne concepito il primo progetto di costruzione delle cappelle del Sacro Monte.
Fu il modello del Sacro Monte di Varallo, ormai in fase avanzata di costruzione, con le sue splendide cappelle ricche di statue dipinte e di pareti affrescate, ad ispirare a Padre Costantino Massino, priore di Crea, la stesura del progetto come percorso devozionale in 18 stazioni dedicate alla vita della Vergine, più propriamente, ai "misteri" del Rosario. Sappiamo che le prime cappelle edificate furono quelle della Natività e della Presentazione di Maria al tempio, e che nel 1598 erano 10 le cappelle che facevano da corona al Santuario. Pochi anni dopo il nuovo priore di Crea concepì un ambizioso disegno di ampliamento del Sacro Monte portando a 40 il numero di cappelle da edificarsi, disegno che guidò gli interventi successivi, ma che non fu mai portato a termine.
Verso la fine del Seicento il Monte contava 18 cappelle e 17 romitori (luoghi di preghiera dedicati ciascuno ad un santo, ad uso dei devoti che, per altra via, ridiscendevano dalla cappella del Paradiso al Santuario); ma bisogna considerare che aveva dovuto subire, nel 1657, il vulnus dei soldati francesi e sabaudi in lotta contro il Monferrato.
Nel 1735 venne rifatta la facciata della chiesa, secondo l'impianto stilistico barocco che oggi vediamo.
La prosperità di Crea durò sino alla fine del Settecento. La soppressione degli ordini religiosi voluta da Napoleone nel 1801 ed il saccheggio operato dalle sue truppe nello stesso anno, ridussero il Sacro Monte in condizioni di rovina e di abbandono.
La ricostruzione prese avvio solo nel 1859 con la costituzione della "Società di Restauro del Santuario di Crea".
Gli interventi di restauro - assieme alla edificazione ex novo di alcune cappelle - furono da allora assai frequenti. Fu realizzato nel 1889 un importante recupero della Cappella del Paradiso, poi ripreso con tecniche più affidabili nel 1972.

Profilo artistico[modifica | modifica sorgente]

Interno del santuario

Molteplici sono le opere di grande interesse artistico conservate nella chiesa-basilica di Santa Maria, a cominciare dagli affreschi (1474–1479) della Cappella di Santa Margherita, con la Madonna in trono e i donatori e le Scene del martirio della Santa. Si tratta di opera importante per la storia dell'arte rinascimentale in Piemonte, che lascia intendere lo sforzo di aggiornamento sui modelli lombardi.
L'ignoto autore, convenzionalmente chiamato “Maestro di Crea” è stato, di recente, dubitativamente identificato con Francesco Spanzotti, fratello del più celebre Martino.

Tra le opere custodite dalla chiesa va anche ricordata una bella tavola di Macrino d'Alba e, dello stesso autore - collocati nel Museo del Santuario – due deliziosi piccoli ritratti raffiguranti Guglielmo IX del Monferrato e Anna d'Alençon.
Una menzione meritano anche la tela di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo (1565-1625) raffigurante il Padre Eterno e la tela di Santa Margherita dipinta da sua figlia, Orsola Caccia (1619-1676)
Il valore artistico delle 23 cappelle presenti a Crea è oggi riconosciuto da una critica che ha cessato – come ancora succedeva alcuni decenni or sono – di riferirsi ad esse come a manifestazione ingenua di arte popolare.
Riguardo agli autori delle statue di terracotta e degli affreschi che prolungano le scene sacre sulle pareti delle cappelle, permangono, anche a causa delle tormentate vicissitudini del Monte, molte difficoltà attributive.
Tra i principali scultori che operarono al Monte sin dall'avvio del lavori nel 1589, vanno ricordati i fratelli Jean e Nicolas de Wespin (detti i Tabacchetti), artisti di provenienza fiamminga, il maggiore dei quali, Jean, aveva già lavorato a Varallo.
Tra gli autori delle opere a fresco va ricordato ancora Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, esponente di primo piano della pittura manierista piemontese tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo.

Cappella del Paradiso, Incoronazione della Vergine

Verosimili gli interventi sia dei Tabacchetti sia del Caccia nella imponente Cappella del Paradiso dedicata alla Incoronazione della Vergine, anche se difficili da riconoscere a causa dei tanti rimaneggiamenti subiti ad opera dei restauri. La Cappella del Paradiso rappresenta il culmine, fisico e simbolico, del percorso devozionale. Di grande effetto scenico, anche se di incerta resa artistica, quasi a prefigurare le esagerazioni del barocco, è il complesso delle sculture in terracotta e gesso che ne popolano la scena, con il gruppo formato da ben 175 angeli che portano in cielo la Vergine, cui fanno corona 300 figure plastiche raffiguranti santi e profeti e una aerea moltitudine di angeli musicanti dipinti sulla volta.

Tra gli interventi più recenti va segnalata la edificazione ex novo della cappella della Salita di Gesù al Calvario, con il gruppo di statue in gesso eseguite (1892- 95) dallo scultore casalese Leonardo Bistolfi.

Il Parco naturale[modifica | modifica sorgente]

È del 1980 la legge regionale di istituzione del “Parco Naturale e area attrezzata del Sacro Monte di Crea”, che lo include nel complesso dei Sacri Monti del Piemonte.
Il parco naturale del Sacro Monte di Crea, con i suoi 34 ettari[6] di terreno, è gestito con altri sei Sacri Monti da un ente strumentale che provvede alle attività di conservazione e promozione del patrimonio ambientale ed artistico, potendo contare su risorse ad esso affidate dalla Regione Piemonte.

Sacro Monte Crea.jpg

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Flora[modifica | modifica sorgente]

Si possono ammirare delle bellissime querce di Rovere lungo tutto il tragitto, ippocastani e altri arbusti tipici della zona quali gigli, cerri, pino silvestre, faggi e altri, caratteristici dell'arco alpino. La vegetazione dei boschi è fitta e ombrosa, e il terreno erbaceo è ricco di piante a fioritura primaverile, quali primule, viole, erba trinità e altre.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mario Trompetto, S. Eusebio di Vercelli, Biella 1961, pp. 9-10
  2. ^ Mario Trompetto, S. Eusebio di Vercelli, Biella 1961, pp. 11
  3. ^ Cartario Alessandrino, doc.172
  4. ^ Settia,1983, p.160
  5. ^ Treccani.it
  6. ^ Fonte: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Elenco ufficiale delle aree protette (EUAP) 5º Aggiornamento approvato con Delibera della Conferenza Stato Regioni del 24 luglio 2003 e pubblicato nel Supplemento ordinario n. 144 alla Gazzetta Ufficiale n. 205 del 4 settembre 2003.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A. Castelli, D. Roggero, Un Santuario mariano: Il Sacro Monte di Crea, Fondazione Sant'Evasio, Casale Monferrato, 2000
  • AA.VV., Guida al Sacro Monte di Crea, Regione Piemonte - Parco Naturale e area attrezzata del Sacro Monte di Crea, 2003
  • Tony Frisina, Santuario di Crea, bellezza della nostra terra, su settimanale Il popolo di Novi, Novi Ligure, 27 dicembre 1998
  • Aldo di Ricaldone, M. Izzia, G. Cuttica, Armerista del Santuario di S. Maria di Crea nel Monferrato, Vercelli 1983.
  • Aldo di Ricaldone, Liguri e Celti, Romani e Langobardi sul territorio di Crea dal IV sec. a. C. al VII d. C., Casale M.to 1992.
  • Aldo di Ricaldone, L'età della statua di Santa Maria di Crea in relazione alla vita di Sant'Eusebio Vescovo di Vercelli Estratto dal Bollettino Storico Vercellese, anno I, numero 1, 1976
  • Aldo di Ricaldone, Età e provenienza della statua di Santa Maria di Crea, Casale M.to 1992.
  • Aldo di Ricaldone, Santa Maria di Crea: vicende d'una scultura millenaria, Casale Monferrato, La grafica monferrina, 1969, 59 p.
  • Aldo di Ricaldone, Monferrato tra Po e Tanaro: Guida storica artistica dei suoi comuni Vol.1/2 Lorenzo Fornaca Editore Asti 1999

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]