Sacro Monte

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Con il termine Sacro Monte, pur non essendovi una definizione univoca, si intende solitamente un complesso a carattere religioso connotato da:

  • lo snodarsi di un percorso devozionale lungo le pendici di un'altura, in un ambiente naturale isolato e di rilevante interesse paesaggistico;
  • la presenza di strutture (aventi una qualche monumentalità) come chiese, cappelle al cui interno si illustrano, con forme suggestive di espressività artistica (sculture, dipinti, ecc.), le scene connotanti in modo evocativo al percorso devozionale;
  • una tradizione secolare di pellegrinaggi e di testimonianze di fede.
Veduta del complesso del Sacro Monte di Varallo

I criteri indicati si ritrovano implicitamente anche nella seguente definizione:

« Un Sacro Monte è un complesso devozionale posto sul versante di una montagna con una serie di cappelle o edicole in cui vi sono rappresentate, con dipinti e sculture, scene della Vita di Cristo, di Maria o dei Santi. Riproposizione della Nuova Gerusalemme, i Sacri Monti offrivano la possibilità ai pellegrini di visitare i Luoghi Santi con la riproduzione, in scala minore, degli edifici in cui si era svolta la Passione di Cristo. Essi sono collocati su di una altura elevata, in una posizione appartata rispetto al centro urbano, in un ambiente più naturale, e vi si giunge prevalentemente mediante un pellegrinaggio »
(Amilcare Barbero,

ATLAS, Convegno Internazionale "Religioni e Sacri Monti"; Supplemento n.2 al n.137 di Piemonte Parchi - giugno/luglio 2004)

Lo scopo dei Sacri Monti, che si cominciarono a costruire in Italia a partire dalla fine del Quattrocento, fu all'inizio quello di offrire ai pellegrini un'alternativa più sicura rispetto ai viaggi in Terra Santa; poi divenne quello di offrire ai fedeli un percorso di meditazione e di preghiera che si snodasse attraverso la rappresentazione per immagini della Vita e della Passione di Gesù; altre volte il percorso devozionale è dedicato alla Vergine ed ai "misteri" del Rosario, oppure alla Trinità, ed anche alla vita di alcuni Santi particolarmente venerati (segnatamente a san Francesco d'Assisi, oppure a san Carlo Borromeo).
Alle cappelle si aggiungono solitamente chiese e santuari capaci di ospitare i pellegrini.

I Sacri Monti prealpini di Piemonte e Lombardia come "Patrimonio dell'Umanità"[modifica | modifica sorgente]

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia
(EN) Sacri Monti of Piedmont and Lombardy
GFerrari salita-calvario Varallo.jpg
Tipo Architettonico, paesaggistico
Criterio C (ii) (iv)
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 2003
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Oggi molti Sacri Monti, oltre che luoghi di culto, sono considerati luoghi di interesse storico, artistico e naturalistico meritevoli di speciale tutela.

In Europa il numero di Sacri Monti, di Calvari, di Via Crucis e, in genere, di complessi devozionali aventi una qualche tradizione storica e monumentalità è molto elevato: un censimento effettuato nel 2001 ha consentito di individuarne ben 1815, e si tratta di un censimento certamente incompleto.

Molti di tali complessi - per storia, tradizione di fede, opere artistiche presenti, qualità paesaggistiche - sono di straordinario interesse.
L'UNESCO nel 1999 ha incluso nella sua lista dei beni appartenenti al Patrimonio dell'Umanità il Kalwaria Zebrzydowska in Polonia.

Per rimanere in Italia, esistono in diverse regioni Sacri Monti di grande pregio culturale, storico, artistico e naturalistico. Ricordiamo ad esempio il Sacro Monte di San Vivaldo di Montaione in Toscana oppure quello delle Sette Chiesette di Monselice in Veneto. Anche il Santuario della Madonna di San Luca a Bologna presenta molti connotazioni tipiche di un Sacro Monte.

Straordinaria è la presenza, in Piemonte e Lombardia, di Sacri Monti prealpini. Essa si collega per molti versi al ruolo affidato alle opere d'arte di strumento pedagogico capace di coinvolgere emotivamente e spiritualmente i fedeli, secondo una concezione maturata nella Chiesa dopo il Concilio di Trento, che trovò un'infaticabile opera di promozione in San Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, e in alcuni vescovi delle diocesi da lui dipendenti.

L'UNESCO, nel 2003, ha inserito anche un gruppo di nove di tali complessi nell'elenco dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. Formano tale gruppo il:

I Sacri Monti prealpini di Piemonte e Lombardia sono stati giudicati meritevoli di comparire nella lista del Patrimonio mondiale dell'UNESCO perché rispondenti ai seguenti criteri

  • Criterio (ii): La realizzazione di un'opera di architettura e arte sacra in un paesaggio naturale, per scopi didattici e spirituali, ha raggiunto la sua più alta espressione nei Sacri Monti dell'Italia settentrionale e ha avuto una profonda influenza sui successivi sviluppi nel resto d'Europa.
  • Criterio (iv): I Sacri Monti dell'Italia settentrionale rappresentano la riuscita integrazione tra architettura e belle arti in un paesaggio di notevole bellezza. In un periodo critico della storia della Chiesa Cattolica testimoniavano un tentativo di recupero dei valori cristiani.

La storia[modifica | modifica sorgente]

Esaminiamo più da vicino la presentazione dei Sacri Monti prescelti fatta dall’Advisory Body Evaluation dell'UNESCO.[1]

I Sacri Monti sono apparsi tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo, con l'idea di creare in Europa luoghi di preghiera alternativi ai luoghi santi di Gerusalemme e della Palestina, ai quali l'accesso dei pellegrini diventava sempre più difficile a causa della rapida espansione della cultura mussulmana. I frati minori, custodi del Santo Sepolcro, selezionarono tre siti - Varallo in Valsesia, appartenente al ducato di Milano, Montaione in Toscana, e Braga nel nord del Portogallo - per costruirvi una "Nuova Gerusalemme", con una concezione ed una topografia simili a quella originale. Qualche anno dopo, particolarmente dopo il Concilio di Trento del 1545 - 1563, questo modello devozionale, e segnatamente quello di Varallo, disegnato attorno al 1480, fu utilizzato per altre ragioni, specialmente in quelle diocesi che cadevano sotto la giurisdizione della curia di Milano. Si trattava questa volta di combattere l'influenza della Riforma protestante favorendo la creazione di altri sacri monti come concreta espressione di devozionalità. Essi erano dedicati non solo a Cristo, ma anche al culto della Madonna, dei Santi, della Trinità e del Rosario.

Questo progetto ideale, tradotto in norme specifiche per le tipologie e gli stili architettonici, fu fortemente sostenuto da Carlo Borromeo, vescovo di Milano. Avendo in mente le idee emerse dal Concilio di Trento, egli volle continuare la costruzione del Sacro Monte di Varallo prima di dare avvio ai lavori sugli altri. Questa fase andò avanti lungo tutto il XVII secolo, sino a metà del XVIII secolo. A quello di Varallo seguirono i sacri monti di Crea, Orta, Varese, Oropa, Ossuccio, Ghiffa, Domodossola e Valperga. Se essi seguirono all'inizio determinate regole di base, svilupparono in seguito loro propri aspetti artistici ed architettonici. Altri sacri monti furono progettati e costruiti durante tutto il XVIII secolo, ma molti di essi rappresentavano esempi di concezioni differenti, prive delle motivazioni religiose, della autenticità di una composizione che segue ben precise regole, e prive della presenza di quegli elementi di magnificenza architettonica ed artistica che essi avevano nella prima fase del XVI e del XVII secolo.

Il Sacro Monte o "Nuova Gerusalemme" di Varallo[modifica | modifica sorgente]

Sacro Monte di Varallo, la "piazza del Tempio"

I lavori iniziarono nell'ultima decade del XV secolo, per ricostruire il paesaggio della Terra Santa su un dirupo roccioso che sovrasta la cittadina di Varallo. Furono erette molte cappelle con statue pressappoco a grandezza d'uomo, e furono eseguiti affreschi che raffiguravano i diversi luoghi biblici.

Il tema prescelto fu modificato alla fine del XVI secolo, sotto l'influenza della Controriforma, adottando quello della Vita e della Passione di Cristo.

Molti artisti e scultori di grande rilevanza contribuirono ai lavori. Attualmente, il tracciato comprende le prime ricostruzioni di Nazaret e di Betlemme in un paesaggio boschivo, un'area corrispondente ad un giardino elegantemente progettato e 45 cappelle che si affacciano sul cammino principale. La cima della collina è dedicata ad una rievocazione della città di Gerusalemme.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sacro Monte di Varallo e Cappelle del Sacro Monte di Varallo.

Il Sacro Monte di Santa Maria Assunta, Serralunga di Crea[modifica | modifica sorgente]

Sacro Monte di Crea, la "cappella del Paradiso"

Le origini del Sacro Monte di Crea risalgono al 1589, anno in cui vide la luce un progetto di costruzione di 25 cappelle che dovevano illustrare i Misteri del Rosario su uno dei colli più alti della regione del Monferrato. Ma il progetto cambiò nel corso del tempo, e il complesso comprende oggi 23 cappelle e cinque romitori. Fanno parte del complesso anche gli edifici del santuario della Assunzione della Vergine, costruito originariamente in stile romanico, che ha subito poi modifiche nel corso del XV, XVII, XIX e XX secolo. Le cappelle conservano statue in terracotta policroma e dipinti che risalgono al primo periodo. I gruppi statuari furono completati con altre statue (in gesso) durante la campagna di restauri condotta nel XIX secolo. I boschi sui quali sono situate le cappelle contengono numerose specie floreali rare.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sacro Monte di Crea.

Il Sacro Monte di San Francesco, Orta San Giulio[modifica | modifica sorgente]

Sacro Monte di Orta, scorcio delle Cappelle

Questo complesso, il solo dedicato a San Francesco d'Assisi, fu costruito in tre fasi. La prima, che ebbe inizio nel 1590 per volere della comunità locale e che continuò fin verso il 1630; essa è contraddistinta, come stile, dal manierismo. Nella seconda fase, che durò fino alla fine del XVII secolo, lo stile predominante fu il barocco, stile che si sviluppò poi, durante il terzo periodo, sino alla fine del XVIII secolo, in forme più libere fondendosi con altre influenze. Il complesso consiste di 21 cappelle, l'antico Ospizio di San Francesco, una porta monumentale ed una fontana. Questo sacro monte è l'unico a non aver subito cambiamenti nel suo assetto topologico dopo il XVI secolo. Il giardino, con una magnifica vista sul lago di Orta, ha una qualità eccezionale.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sacro Monte di Orta.

Il Sacro Monte del Rosario, Varese[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sacro Monte di Varese.
Sacro Monte di Varese, veduta della Cappella V

Luogo di pellegrinaggio sin dal Medioevo per la chiesa di Santa Maria del Monte e poi per il monastero delle Romite Ambrosiane fondato nel 1474, il Sacro Monte di Varese comprende quattordici cappelle più il santuario che funge da quindicesima cappella. I lavori iniziarono nel 1604, lungo i due chilometri di un percorso acciottolato che mostra i Misteri del Rosario. Grazie a munifiche donazioni, la costruzione fu assai più rapida di quella di altri sacri monti, e tredici delle cappelle furono terminate entro il 1623. Nel 1698 i lavori risultavano completati nella loro forma attuale. Come avviene nel Rosario, le cappelle sono divise a gruppi di cinque. Lo stile architettonico delle cappelle, degli archi trionfali e delle fontane è variegato, ispirato ai modi stilistici del manierismo. Le statue e gli affreschi che ornano le cappelle documentano le principali correnti dell’arte sacra seicentesca in area milanese

Il Sacro Monte della Beata Vergine, Oropa[modifica | modifica sorgente]

Sacro Monte di Oropa, Cappella dell’Immacolata Concezione

Uno dei più antichi santuari dedicati alla Madonna, che attira molti devoti pellegrini si trova ad Oropa. Sebbene i lavori di avvio della costruzione del Sacro Monte, come struttura annessa al santuario, fossero iniziati nel 1617, essi non erano ancora completati alla fine del XVII secolo. Il piano iniziale era di illustrare la vita della Vergine Maria attraverso venti cappelle, con altre cinque dedicate ad episodi del Nuovo Testamento. Il progetto beneficiò del supporto del duca di Savoia, essendo collocato nel territorio del ducato stesso. Il sito è il più elevato tra il gruppo dei sacri monti culminando a più di 2300 metri, su una collina coperta di betulle e contornata da picchi alpini. Vi sono oggi 27 cappelle, dodici delle quali dedicate alla vita delle Vergine Maria e le restanti a differenti temi religiosi. Il loro stile architettonico è quello barocco, tipico del periodo in cui furono costruite; lo stesso per le statue e per i dipinti che le abbelliscono.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sacro Monte di Oropa.

Il Sacro Monte della Beata Vergine del Soccorso, Ossuccio[modifica | modifica sorgente]

Questo complesso si situa sulla riva occidentale del lago di Como, a 25 km dalla città omonima; giace su un dirupo a 400 metri sul livello del mare, di fronte all'isola Comacina. È completamente isolato da ogni altra costruzione, circondato da campi, da piantagioni di ulivi e da boschi. Le quattordici cappelle, tutte costruite tra il 1635 e il 1710, sono in stile barocco: esse conducono al santuario edificato nel 1532, posto sulla sommità a completamento simbolico della corona del Rosario

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sacro Monte di Ossuccio.

Il Sacro Monte della Santa Trinità, Ghiffa[modifica | modifica sorgente]

La cappella di San Giovanni Battista

Tra la fine del XVI e la metà del XVII secolo, fu concepito il piano di edificazione di un Sacro Monte attorno al santuario della Santa Trinità, su una collina fitta di boschi. In questa prima fase, tuttavia, solo tre cappelle furono costruite. Questo portò comunque ad un sostanziale incremento dei pellegrini in visita al santuario e, di conseguenza, ad un ampio sforzo di espansione dei lavori che si compì tra il 1646 e il 1649. Nel suo stato attuale il sacro monte comprende tre cappelle dedicate a differenti soggetti biblici, e tre altre cappelle più piccole che hanno funzione di oratori.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sacro Monte di Ghiffa.

Il Sacro Monte Calvario, Domodossola[modifica | modifica sorgente]

Domodossola, veduta del Sacro Monte Calvario

Nel 1656, due frati cappuccini scelsero il colle Mattarella, che sovrasta Domodossola, per farlo diventare un luogo che ospitasse il Sacro Monte e Calvario . Nacque così una serie di dodici cappelle con un apparato decorativo di statue ed affreschi, che rappresentano le Stazioni della Croce e tre cappelle che illustrano la Deposizione dalla Croce, il santo Sepolcro e la Resurrezione. In cima al colle è posto il santuario ottagonale della Santa Croce, la cui costruzione iniziò nel 1657.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sacro Monte di Domodossola.

Il Sacro Monte di Belmonte, Valperga[modifica | modifica sorgente]

Sacro Monte di Belmonte, panorama con veduta del Santuario

La collina di granito rosso di Belmonte si erge isolata dalle creste della catena prealpina in Piemonte. Il progetto per questo Sacro Monte fu concepito dal monaco Michelangelo da Montiglio all'inizio del XVIII secolo. Avendo trascorso parecchi anni in Terra Santa, egli desiderava ricreare i luoghi biblici nel nord d'Italia, e disegnò pertanto un circuito di cappelle che simboleggiassero i principali eventi della Passione, culminando nel piccolo santuario che esisteva in quel luogo e che da tempo era meta di pellegrinaggi. Le cappelle, in numero di tredici, hanno una struttura pressoché identica: esse furono finanziate in larga misura dalla comunità locale. In origine esse erano decorate con dipinti di soggetto sacro ed opere di artigianato locale; fu solo un secolo più tardi che esse furono abbellite con statue in ceramica di Castellamonte. Il sentiero di accesso fu allargato alla fine del XIX secolo, per renderlo adeguato ad accogliere il numero crescente di pellegrini.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sacro Monte di Belmonte.

Il "sistema" dei Sacri Monti prealpini[modifica | modifica sorgente]

I Sacri Monte di Piemonte e Lombardia riconosciuti dall'Unesco come "Patrimonio dell'Umanità", sono i principali complessi devozionali di questo tipo costruiti in Italia a ridosso dell'arco alpino, ma non esauriscono il loro numero.
Ad esempio, entrando in territorio svizzero, ad Orselina, nei pressi di Locarno, si incontra il Sacro Monte del Santuario della Madonna del Sasso, nato dallo stesso ceppo di spiritualità francescana che promosse la edificazione del Sacro Monte di Varallo, e che ha visto attivi importanti artisti di area lombarda.

Con l'espressione "sistema dei Sacri Monti prealpini" s'intende porre l'accento sulla pluralità dei monti consacrati, divenuti luoghi di "pellegrinaggio in terra propria", in sintonia con il fervore controriformista che ha animato l'azione pastorale di San Carlo Borromeo; essi mostrano dunque una comune matrice spirituale e, spesso, non poche affinità artistiche (anche per il formarsi di scultori e pittori che, per così dire, si sono specializzati negli apparati decorativi dei Sacri Monti, prestando la loro opera in cantieri diversi).

Alcuni Sacri Monti - come quello di Arona e di Graglia - nacquero con progetti ambiziosi e si bloccarono poi di fronte alle difficoltà emergenti, concentrando per lo più le risorse sull'edificazione di un santuario, e lasciando che le ingiurie del tempo infierissero sulle cappelle costruite: essi hanno comunque acquisito nel tempo una qualche notorietà religiosa, sono diventate meta di pellegrinaggio e costituiscono, in ogni caso, importanti testimonianze storiche. Gli sviluppi dei Sacri Monti intervenuti tra la seconda metà del XVII e la prima metà del XVII secolo hanno spesso inglobato altre tipologie di complessi devozionali, quali la serie di edicole che compongono la Via Crucis.

Sono stati proposti diversi "atlanti" che classificano i Sacri Monti prealpini [2]. Il loro censimento diventa tanto più ampio quanto meno severamente si applicano i criteri di riconoscimento di un Sacro Monte citati all'inizio.

Elenchiamo qui di seguito un gruppo ristretto di Sacri Monti prealpini diversi da quelli prescelti dall'Unesco e che, tuttavia, sono assai prossimi ai criteri di riconoscimento citati all'inizio; ad essi aggiungiamo poi un gruppo più ampio, derivato da una selezione di quelli indicati dagli atlanti disponibili. [3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Advisory body elevation - documento UNESCO (file pdf)
  2. ^ In primo luogo va citato l'elenco che può ottenersi dalla banca dati costruita dal "Centro di Documentazione dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei"; altri "atlanti" sono oggetto di pubblicazioni ad hoc (Zanzi, Luigi, Zanzi, Paolo, (a cura di), Atlante dei Sacri Monti prealpini, Milano, 2002)
  3. ^ Si sono presi in considerazione i Sacri Monti censiti sia dal "Centro di Documentazione dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei" nell'area delle regioni Piemonte e Lombardia e dei cantoni svizzeri Ticino e Vallese, sia dal citato Atlante dei Sacri Monti prealpini, includendo solo quelli che compaiono in entrambi gli elenchi

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]