Fisarmonica diatonica

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Fisarmonica diatonica
Accordéon diatonique.jpg
Una fisarmonica diatonica.
Informazioni generali
Origine Europa
Invenzione metà del XIX
Classificazione 412.132
Aerofoni a tastiera
Utilizzo
Musica folk
Musica pop e rock

La fisarmonica diatonica - che dal punto di vista popolare è conosciuta con il termine molto improprio di organetto, talvolta meglio definito per completezza di definizione organetto bitonico, - in Francia come accordéon diatonique - è uno strumento a mantice che può essere definito il padre della fisarmonica, essendo nato prima di quest'ultima. È fornita di bottoni e suona contemporaneamente la melodia e l'accompagnamento.

La fisarmonica diatonica è uno strumento musicale appartenente alla famiglia degli aerofoni (strumenti il cui suono è generato da un flusso d'aria) di tipo meccanico (l'aria è prodotta da un mantice o soffietto) e provvisto di ance libere. L'ancia libera è una sottile linguetta di acciaio, fissata ad una estremità su una piastrina di ottone o alluminio forata in modo tale da consentire all'ancia di vibrare liberamente sotto il soffio dell'aria, producendo così il suono. Ogni ancia è intonata su una nota musicale; la lunghezza e la larghezza della linguetta sono proporzionate all'altezza della nota: più acuta è la nota, più piccola è l'ancia e viceversa. Le ance sono montate su intelaiature di legno (somiere) fissate all'interno di due cassettine, anch'esse di legno, dotate entrambe di tastiera. Una fisarmonica bitonica è caratterizzata da una tastiera melodica a bottoni, azionata dalla mano destra, nella quale le note sono ordinate per scale diatoniche (cinque toni e due semitoni). Le fisarmoniche a due toni, nella parte destra, possono essere caratterizzate da una o due file di tasti, considerate verticalmente. Qualora le file dei tasti siano tre, quattro o addirittura cinque, la definizione più tecnica e corretta è di Fisarmonica diatonica oppure ancora un po' ambiguamente come armonica diatonica.

Gran parte delle fisarmoniche diatoniche sono strumenti bitonici: ciò significa che ciascun bottone emette nota diversa quando il mantice viene compresso anziché tirato. Esistono tuttavia anche strumenti unitonici (che emettono la stessa nota a prescindere dall'uso del mantice) e strumenti misti, in cui una delle due bottoniere è bitonica e l'altra unitonica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Vienna e si diffonde nell'Impero austriaco[1] e in Francia dopo il 1830. Verso la metà dell'Ottocento la cittadina di Castelfidardo, nelle Marche, diventa il centro propulsivo e produttivo italiano, fino a quando nel '900 occuperà un ruolo di assoluto rilievo internazionale. Presente inizialmente in ambiente colto, la fisarmonica si diffonde grazie alla praticità, al suono melodioso e alla possibilità di essere completo dal punto di vista musicale, permettendo di suonare senza la presenza di altri strumenti.

Strumento diffuso in tutto il mondo, in particolar modo nelle tradizioni popolari.

In Italia,è diffuso soprattutto nel centro in particolare nel Reatino, dove l'organetto è lo strumento protagonista nelle numerose rassegne dove i musicisti di ogni età si esibiscono e si sfidano in piazza con brani virtuosi e melodici di musica moderna o popolare, ricuotendo sempre approvazione da parte di un pubblico differenziato. Inoltre, lo strumento trova quasi sempre impiego nelle numerosissime orchestre da ballo presenti nella provincia di Rieti attraverso un repertorio virtuoso e popolare. Nel Sud (in Abruzzo dove la diffusa versione con soli due bassi è chiamata ddù botte, in Puglia e Calabria dove questa fisarmonica viene usata per l'esecuzione di pizziche e tarantelle), è utilizzata anche in Sardegna dagli anni '20 per accompagnare i balli Sardi e, al nord-ovest, nelle vallate alpine occitane. In Friuli sono diffusi gli organetti bitonici a tre o più file (che, come detto precedentemente, assumono il nome di fisarmonica diatonica), presenti anche nelle vicine Slovenia e Austria ed in particolare derivati dalla tradizione austriaca.

Anche in Sardegna questo strumento ha avuto una notevole diffusione, soprattutto nelle zone dell'interno. A partire dalla fine dell'Ottocento, periodo in cui si può datare l'arrivo dei primi esemplari nell'isola, ha infatti affiancato e in molti casi sostituito lo strumento fino ad allora più diffuso, le launeddas, forse a causa della sua maggiore versatilità, robustezza e semplicità d'uso.

La fisarmonica diatonica è molto utilizzata anche in Francia, in Svezia e in Germania. Gran parte di queste fisarmoniche vendute nel mondo sono prodotte in Italia; alcune fabbriche sono la Castagnari, la Baffetti e la Giustozzi nelle Marche, la Verde in Piemonte. Anche in Spagna e soprattutto nei Paesi Baschi, è utilizzata un particolare tipo di fisarmonica diatonica (la trikitixa) che viene spesso prodotto in Italia appositamente per quelle regioni. In Louisiana (USA) viene utilizzata per suonare la musica cajun di origine francese.

È parte integrante e fondamentale della tradizione musicale in Irlanda. La fisarmonica diatonica tradizionale irlandese è cromatica, ovvero basata su due scale diatoniche (due file di tasti) poste a distanza di un semitono. Questa accordatura permette di avere tutte le note di una scala cromatica, ma in compenso richiede un cambio molto più frequente e improvviso della direzione del mantice. Le intonazioni più frequenti delle fisarmoniche diatoniche tradizionali irlandesi sono in Si/Do e in Do#/Re; raramente viene usata l'intonazione tradizionale inglese, non cromatica, in Re/Sol.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nel Regno Lombardo Veneto la fisarmonica diatonica era chiamata armonica a mantice. Ce ne dà testimonianza inequivocabile don Giuseppe Greggiati nel suo Metodo per l'Armonica a Mantice (manoscritto nel 1842 e ora conservato nel Fondo Musicale Giuseppe Greggiati a Ostiglia nel mantovano) là dove a pagina tre scrive: circa l'anno 1833 fu portato da Vienna in Lombardia un nuovo Strumento da fiato a mantice, chiamato... dai francesi Accordéon e da noi Italiani Armonica.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Attilio Amitrano (a cura di), Metodo per l'Armonica a Mantice di Don Giuseppe Greggiati del 1842, Mori (TN), La Grafica, 2012, ISBN 978-88-97402-11-4.

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