Eternit

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Copertura di Eternit

Eternit è un marchio registrato di fibrocemento e il nome della ditta che lo produce, appartenente all'azienda belga Etex. L'Eternit è utilizzato in edilizia come materiale da copertura, nella forma di lastra piana o ondulata, o come coibentazione di tubature.[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Tettoia in Eternit
Vecchia vasca di riserva d'acqua in Eternit

Nel 1901 l'austriaco Ludwig Hatschek brevetta il cemento-amianto, un materiale che egli stesso chiamò Eternit – con riferimento al latino aeternitas, «eternità», per rimarcarne la sua elevata resistenza[2]. Un anno dopo Alois Steinmann acquista la licenza per la produzione e apre nel 1903 a Niederurnen le Schweizerische Eternitwerke AG.

L'Eternit guadagna popolarità in breve tempo e, nel 1911, la produzione di lastre e tegole sfrutta appieno la capacità produttiva della fabbrica. Nel 1928 inizia la produzione di tubi in fibrocemento, che fino agli anni settanta rappresenteranno lo standard nella costruzione di acquedotti. Nel 1933 fanno la loro comparsa le lastre ondulate, usate spesso per tetti e capannoni. Nel 1935, viene prodotto anche dalla ditta Fibronit a Bari.

Negli anni quaranta e cinquanta l'Eternit trova impiego in parecchi oggetti di uso quotidiano. Ad esempio, Willy Guhl disegnò un sedia da spiaggia. Dal 1963 l'Eternit è prodotto in varie colorazioni.

Nel 1955 nasce lo stabilimento di Eternit Siciliana, tra Priolo Gargallo e Augusta in Sicilia, chiuso nel 1993. Altri stabilimenti si trovavano a Casale Monferrato, Cavagnolo (Torino), Broni (Pavia) e Bari.

A partire dal 1984 le fibre di amianto vengono sostituite da altre fibre non cancerogene. Nel 1994 l'ultimo tubo contenente asbesto lascia la fabbrica. La commercializzazione di Eternit contenente cemento-amianto è cessata in Italia tra il 1992 e il 1994.[3]

L’Eternit e l’amianto[modifica | modifica sorgente]

Negli anni sessanta, ricerche[4][5] mostrarono come la polvere di amianto, generata dall'usura dei tetti e usata come materiale di fondo per i selciati, provoca asbestosi e una grave forma di cancro, il mesotelioma pleurico. Eternit e Fibronit continuarono tuttavia a produrre manufatti sino al 1986, con drammatiche conseguenze per la salute degli operai.

A Casale Monferrato lo stabilimento disperdeva la polvere di amianto nell'ambiente circostante. Avendo la malattia un periodo di incubazione di circa 30 anni, coloro i quali risiedevano nelle zone intorno alla fabbrica negli anni ’80 corrono tutt'oggi rischi per la salute: ad esempio, tra il 2009 e il 2011 sono stati registrati 128 nuovi casi di persone ammalate[6]. Nella provincia di Alessandria si contano circa 1.800 morti per esposizione ad amianto.

Azioni legali[modifica | modifica sorgente]

Nel 2009, in seguito alle indagini condotte da Raffaele Guariniello presso il Tribunale di Torino, inizia il processo contro Stephan Schmidheiny,[7] ex presidente del consiglio di amministrazione, e contro Louis De Cartier de Marchienne, direttore dell'azienda negli anni sessanta (De Cartier è morto nel 2013 a 92 anni). Essi sono ritenuti responsabili delle morti per mesotelioma avvenute tra i dipendenti delle fabbriche Eternit a contatto con l'asbesto[8].

Il 13 febbraio 2012 il Tribunale di Torino condanna di primo grado De Cartier e Schmidheiny a 16 anni di reclusione per "disastro ambientale doloso permanente" e per "omissione volontaria di cautele antinfortunistiche", obbligandoli a risarcire circa 3.000 parti civili. Il 3 giugno 2013 la pena viene "parzialmente riformata" e aumentata a 18 anni. La Corte d'Appello di Torino ha inoltre disposto il risarcimento alla Regione Piemonte di 20 milioni di euro e 30,9 milioni per il comune di Casale Monferrato.[9]

Procedure di smaltimento[modifica | modifica sorgente]

  • Accertamento: si deve determinare la presenza di amianto nella lastra di fibrocemento, questo si può accertare risalendo alla data d’acquisto del manufatto, oppure semplicemente facendo analizzare un campione, possibilmente una lastra intera, poiché uno o più frammenti, se poi confermati contenere amianto, sono nella condizione ideale per nuocere gravemente alla salute.
  • Incapsulamento: è un metodo di bonifica "transitorio" che prevede il trattamento della superficie delle lastre esposta agli agenti atmosferici con sostanze sintetiche, idonee ad inglobare e consolidare le fibre di amianto al manufatto cementizio ed impedirne il rilascio nell’ambiente.
  • Rimozione e smaltimento: è un metodo di bonifica "radicale" che prevede diverse procedure speciali atte a garantire la sicurezza: degli operatori addetti alle varie operazioni di rimozione, trasporto e smaltimento; delle persone e degli animali che si trovano in prossimità del cantiere e dei mezzi usati nel trasporto e infine in generale dell'ambiente dove si opera.

La normative Italiana di riferimento per questi tipi di bonifiche è la legge 257/1992 e per la normativa sulla sicurezza il D.Lgs. 81/2008.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ eternit
  2. ^ eternit.at
  3. ^ http://www.igag.cnr.it/life/allegato1.html
  4. ^ http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/piemonte/2010/05/24/visualizza_new.html_1795848842.html
  5. ^ Legame tra amianto e cancro 50 anni di studi per provarlo in La Repubblica, 13 febbraio 2012. URL consultato il 14 febbraio 2012.
  6. ^ Michele Brambilla, No ai milioni della Eternit-Vogliamo giustizia, non soldi, quotidiano La Stampa del 17/12/2011[1]
  7. ^ Official website of Stephan Schmidheiny
  8. ^ Eternit: 16 anni a Schmidheiny e De Cartier In aula grida, lacrime e applausi dei familiari - Corriere.it
  9. ^ Appello processo Eternit, il magnate svizzero Stephan Schmidheiny condannato a 18 anni - Corriere.it

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