Aesculus hippocastanum

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Ippocastano
Ippocastano
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Sapindales
Famiglia Sapindaceae
Genere Aesculus
Specie A. hippocastanum
Nomenclatura binomiale
Aesculus hippocastanum
L.
Nomi comuni

ippocastano, castagno d'India

Sinonimi

L'ippocastano o castagno d'India (Aesculus hippocastanum) è un albero molto usato come ornamentale nei viali o come pianta isolata. Crea una zona d'ombra molto grande e fitta.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Ippocastano monumentale

Portamento[modifica | modifica wikitesto]

L'Ippocastano può arrivare a 25-30 metri di altezza; presenta un portamento arboreo elegante ed imponente. La chioma è espansa, raggiunge anche gli 8-10 metri di diametro restando molto compatta. L'aspetto è tondeggiante o piramidale, a causa dei rami inferiori che hanno andamento orizzontale.

Gemme

Corteccia[modifica | modifica wikitesto]

I rami sono lenticellati, presentano grandi gemme opposte, rossastre, ed una terminale di notevoli dimensioni, ricoperte da una sostanza collosa. La corteccia è bruna e liscia e si desquama con l'età.

Foglie
Aesculus hippocastanum fiori

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie dell'ippocastano sono decidue, palmato-settate, con inserzione opposta, mediante un picciolo di 10–15 cm, su rametti bruni o verdastri e leggermente pubescenti. Ciascuna foglia, che può arrivare a oltre 20 cm di lunghezza, è costituita da 5-7 lamine obovate con apice acuminato e base stretta. Il margine è doppiamente seghettato, la nervatura risulta ben marcata. Il picciolo non ha stipole, ma una base allargata ed una fenditura che lo solca. Le foglie sono di color verde brillante nella pagina superiore e verde chiaro, con una leggera tomentosità sulle nervature, in quella inferiore.

Fiori
Infiorescenze dell'ippocastano

Fiori[modifica | modifica wikitesto]

La pianta ha fiori ermafroditi a simmetria bilaterale, costituiti da un piccolo calice a 5 lobi ed una corolla con 5 petali bianchi, spesso macchiati di rosa o giallo al centro. I fiori sono riuniti in infiorescenze a pannocchia di grandi dimensioni (fino 20 cm di grandezza e 50 fiori). La fioritura avviene nei mesi di aprile - maggio.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

I frutti sono grosse capsule rotonde e verdastre, munite di corti aculei, che si aprono in tre valve e contengono un grosso seme o anche più semi di colore bruno lucido che prendono il nome di castagna matta. Hanno un sapore amaro e sviluppano un odore molto sgradevole durante la cottura; sono leggermente tossici quindi non commestibili.

Frutti e semi di ippocastano

Habitat[modifica | modifica wikitesto]

Longevo e rustico, tollera le basse temperature e non ha particolari esigenze in fatto di suolo, anche se cresce meglio nei terreni fertili. È poco resistente alla salinità del terreno e gli agenti inquinanti atmosferici, ai quali reagisce con arrossamento dei margini fogliari e disseccamento precoce della lamina.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Originario dell'Europa orientale (penisola balcanica, Caucaso); è stata introdotta a Vienna nel 1591 da Charles de l'Écluse e a Parigi, da Bachelier, nel 1615. In Italia è diffusa in tutte le regioni, soprattutto in quelle centro-settentrionali, dalla pianura fino a 1200 metri di altitudine.

Composizione Chimica[modifica | modifica wikitesto]

I principali costituenti chimici caratteristici della droga sono collettivamente conosciuti come escina, nome che rappresenta una miscela di glicosidi triterpenici acilati (saponine) i cui agliconi sono principalmente la protoescigenina e il barringtogenolo C. La differenza tra questi agliconi è dovuta alla presenza di un ossidrile nella posizione C-24 della molecola della protoescigenina. Tutte le saponine dell’ippocastano sono legate nella posizione C-3 all’acido glucuronico mentre altri due zuccheri, che possono essere il glucosio, il galattosio o lo xilosio, sono legati alle posizioni C-2 e C-4.[1]

Differenze con altre piante[modifica | modifica wikitesto]

Si distingue da altre piante ornamentali a foglie palmate per il fatto che ciascuna foglia è composta non da un'unica lamina divisa più o meno profondamente ma da 5-7 foglie più piccole, completamente formate.

Dal vero castagno si distingue per la forma delle foglie: il castagno le ha semplici, inserite alternate sul ramo, l'ippocastano le ha composte.

I semi dell'ippocastano, simili alle castagne, si distinguono per la forma diversa, più sferica. Sono diversi anche i frutti, i ricci del castagno sono ricoperti da aculei sottili molto fitti, i frutti dell'ippocastano presentano aculei radi e tozzi. Il seme dell'ippocastano ha una germinabilità limitata nel tempo che non gli permette di riprodursi bene in maniera naturale; tuttavia, se i semi vengono ricoperti con terra e le condizioni ambientali (caldo-umido) sono favorevoli, tale tempo di germinabilità si protrae più a lungo e così ne aumenta le possibilità di diffusione.

Altre specie e varietà del genere Aesculus

  • Aesculus pavia, specie a fiori rossi originaria dell'America.
  • Aesculus x carnea, ibrido ornamentale tra A. hippocastanum e A. pavia a fiori rosa - rossi, particolarmente resistente all'inquinamento. Ha portamento più raccolto dell'ippocastano comune e le gemme non sono appiccicose.
  • Aesculus hippocastanum var. Baumannii, varietà sterile, produce fiori bianchi doppi, macchiati di giallo e rosso.
  • Aesculus indica, produce fiori bianchi con macchie gialle, rosse e rosa in giugno-luglio

Proprietà officinali[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

L'ippocastano, di cui si utilizzano estratti ottenuti dai semi, esercita un'azione di riduzione della permeabilità capillare, ha un effetto antiinfiammatorio, migliora il drenaggio linfatico ed aumenta la pressione venosa. Per tale motivo, trova applicazione nel trattamento dell'insufficienza venosa cronica, determinando un miglioramento dei segni e sintomi presenti agli arti inferiori: edema, dolore, prurito, varici, ulcere, senso di tensione e/o affaticamento. Inoltre offre proprietà antinfiammatorie, antiedematose e antiessudative; inibisce la distruzione della vitamina C e viene consigliata nel caso di vene varicose.

La miscela di saponine (altrimenti detta escina) sembra essere il principio responsabile dell'azione farmacologica ed oggigiorno gli estratti di ippocastano sono standardizzati in modo tale che la quantità giornaliera di escina sia di 100–150 mg. Riduce la permeabilità dei capillari aumentandone la resistenza e l'elasticità. Parte di questa azione è stata anche attribuita alla presenza nell'estratto di flavonoidi come la quercetina e la rutina (o fattore vitaminico P), che sono notoriamente trofici per l'endotelio capillare.

Alcuni effetti collaterali derivanti dall'uso di ippocastano (che comunque sembrano verificarsi raramente) sono: disturbi gastrointestinali e prurito.

L'escina si lega alle proteine plasmatiche per cui si sospetta che possa alterare il trasporto di alcuni farmaci. Si ipotizza inoltre che alte dosi di escina possano danneggiare i glomeruli ed i tubuli renali per cui se ne sconsiglia l'uso in caso di insufficienza renale.

La presenza di cumarine antitrombotiche fa sì che l'associazione di ippocastano con farmaci anticoagulanti venga sconsigliata per la sua potenziale pericolosità, anche se al momento non sono stati descritti casi in merito.

Il gemmoderivato non presenta gli inconvenienti sopra riportati.

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

Etimologia: il nome della specie deriva dal greco ἵππος hippos, cavallo, e castanon, castagno, per l'uso dei frutti di questo albero come alimento stimolante per i cavalli.

Propagazione e coltivazione: si moltiplica per seme, che va piantato appena maturo perché perde rapidamente la germinabilità.

Consiglio sulla propagazione artificiale: prendere un cospicuo quantitativo di semi e dopo averli disposti su una cassetta di legno con sotto un leggero strato di sabbia (1-2 Cm) ricoprirli di torba o terriccio universale per fiori;tenere la cassetta in un luogo asciutto e non freddo finché le temperature non arrivino attorno ai 20 °C (se il periodo è molto lungo almeno una volta al mese bagnare leggermente lo strato di torba) dopodiché esporli al sole con orientamento sud-est, bagnare il terriccio non appena superficialmente si asciuga; dopo 20gg circa (dipende dalle latitudini e dalla temperatura esterna) i semi inizieranno a germogliare; quando le piantine saranno alte 10Cm circa spostare la cassetta in posizione di mezz'ombra e al prossimo autunno potrete dimorare in pieno campo i vostri hippocastani.

Avversità: dal 1985 si è diffusa in Europa una farfalla, la Cameraria ohridella, che minaccia questa specie provocandone l'indebolimento e il disseccamento a seguito delle gallerie scavate dalle larve all'interno delle lamine fogliari. L'ippocastano è colpito da Guignardia aesculi, agente di danno dell'antracnosi dell'ippocastano, malattia delle foglie che porta al precoce disseccamento delle foglie seguito da filloptosi.

Usi: nel passato i frutti venivano utilizzati come mangime per animali (da cui deriva il nome, letteralmente castagno per cavalli). I semi venivano utilizzati per produrre farina e, dopo averli tostati, un surrogato del caffè. I frutti hanno un effetto moderatamente narcotico e i semi non trattati sono tossici. Il legno è di cattiva qualità. La corteccia era usata come febbrifugo. L'ippocastano è uno dei fiori di Bach, white chestnut.

In Gran Bretagna i semi, chiamati conker, vengono usati per un popolare gioco da bambini.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Schede tecniche - Aesculus hippocastanum L. Rivista scientifica Natural1, anno 8, num 76, ottobre 2008, pag. 78-79

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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