Teatro Regio (Torino)

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Coordinate: 45°04′14″N 7°41′16″E / 45.070556°N 7.687778°E45.070556; 7.687778

Teatro Regio
Teatro Regio - sala 2005.jpg
La sala del Teatro Regio di Torino (Foto Ramella&Giannese)
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Torino
Indirizzo Piazza Castello 215
Dati tecnici
Tipo Teatro d'Opera
Fossa presente
Capienza 1592 (1394 in platea e 198 nella corona di palchi) posti
Realizzazione
Costruzione 1740, riedificato nel 1973
[1]
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Facciata del Teatro Regio
(EN) Residences of the Royal House of Savoy
Tipo architettonico
Criterio C (i) (ii) (iv) (v)
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 1997
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Il Teatro Regio di Torino è il teatro lirico della città di Torino, nonché uno dei più grandi ed importanti d'Italia, ed uno dei teatri italiani più rilevanti nel panorama europeo ed internazionale. Costruito nel 1740, è stato distrutto da un incendio nel 1936 e ricostruito nel 1973; della costruzione originale rimane la facciata, attualmente parte del sito seriale UNESCO Residenze Sabaude iscritto alla Lista del Patrimonio dell'Umanità dal 1997.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

1740-1790[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni Michele Graneri (Torino, 1708-1762), Interno del Teatro Regio. Olio su tela, 1752 circa. Torino, Palazzo Madama - Museo Civico d'Arte Antica

Le origini del Teatro risalgono all’inizio del XVIII secolo quando Vittorio Amedeo II decise di commissionare all’architetto Filippo Juvarra la progettazione e la costruzione di un nuovo grande teatro nell’ambito del più generale riassetto urbano della Piazza Castello.

L'intento venne però perfezionato solo qualche anno più tardi da Carlo Emanuele III (incoronato re nel 1730) il quale, in seguito alla morte di Juvarra, scelse di affidare il progetto all’architetto Benedetto Alfieri con la richiesta di progettare un teatro di grande prestigio. Il «Regio Teatro» di Torino, edificato nel tempo record di due anni, venne inaugurato il 26 dicembre 1740 con l'Arsace di Francesco Feo, diventando subito un punto di riferimento internazionale per la capienza – circa 2.500 posti tra platea e cinque ordini di palchetti –, le magnifiche decorazioni della sala fra le quali spiccava la volta dipinta da Sebastiano Galeotti, gli imponenti scenari e le attrezzature tecniche, nonché la qualità delle rappresentazioni. Ogni stagione aveva inizio il 26 dicembre, si concludeva con la fine del Carnevale e comprendeva due nuove opere serie composte appositamente per il Teatro: nel corso del XVIII secolo scrissero per il Regio celebri compositori italiani come Baldassare Galuppi, Niccolò Jommelli, Domenico Cimarosa, Giovanni Paisiello, Giacinto Calderara e autori stranieri come Christoph Willibald Gluck, Johann Christian Bach e Johann Adolf Hasse; vi cantarono inoltre i più celebri castrati e prime donne dell'epoca, contribuendo in modo determinante al successo degli spettacoli. Non minore interesse suscitavano i danzatori, che si esibivano nei due balli entr'acte e nell’azione coreografica finale che corredavano ogni opera.

1790-1814[modifica | modifica wikitesto]

La sala del Teatro Regio adattata per una giostra di cavalli nel 183. Torino, Archivio Storico del Teatro Regio.

In seguito a cinque anni di chiusura (1792/1797) il Regio cambia nome più volte, rispecchiando gli eventi storici: nel 1798 diviene Teatro Nazionale, nel 1801 Grand Théâtre des Arts e nel 1804 Théâtre Impérial.

Nel clima moralizzatore degli anni repubblicani è abolito il gioco d’azzardo e viene proibito l’ingaggio dei castrati (che torneranno in epoca imperiale). In repertorio continuano a esserci opere italiane, con libretti rimaneggiati più o meno superficialmente in senso giacobino. Napoleone Bonaparte presenzia agli spettacoli in tre occasioni e giungono a Torino interpreti di prima grandezza, come il soprano Isabella Colbran, il tenore Nicola Tacchinardi e il coreografo Salvatore Viganò.

1815-1870[modifica | modifica wikitesto]

La sala del Teatro Regio a metà Ottocento in una stampa attribuita a Francesco Gonin. Torino, Archivio Storico del Teatro Regio.

Con la Restaurazione, il teatro rientra in possesso dei Savoia. All’epoca di Carlo Felice, grande appassionato di musica, calcano le scene del Regio virtuosi come Giuditta Pasta e Domenico Donzelli, ma nell’Ottocento Torino perde importanza rispetto a Milano, Napoli e Venezia.

Sotto Carlo Alberto la sala riceve un’impronta neoclassica (sottolineata dai lavori di rifacimento affidati a Ernesto Melano e Pelagio Palagi). Alla metà del secolo vengono introdotte alcune novità nella programmazione: si passa alla stagione di Carnevale-Quaresima, articolata in cinque o più opere, ora prevalentemente di repertorio (e non più scritte appositamente per il Teatro). Inoltre a partire dal Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini (1855), il Regio si apre all’opera buffa. Un nuovo restauro, realizzato da Angelo Moja nel 1861, cancella le modifiche palagiane conferendo alla sala una veste “neobarocca”.

1870-1936[modifica | modifica wikitesto]

La sala del Teatro Regio la sera dell'8 febbraio 1936, poche ore prima dell'incendio che avrebbe distrutto il teatro. Torino, Archivio Storico del Teatro Regio.

Nel 1870 la proprietà del Regio passa al Comune di Torino; in questi anni la storia del Teatro si intreccia con quella dell'Orchestra Civica e dei Concerti Popolari ideati da Carlo Pedrotti, il quale apporta forti innovazioni nel repertorio introducendo nella programmazione la musica di Richard Wagner e Jules Massenet. Nel nome di Wagner è pure l'esordio in Teatro di Arturo Toscanini, che collabora con l'Orchestra dal 1895 al 1898 e che il 26 dicembre 1905, dopo i lavori di ristrutturazione guidati da Ferdinando Cocito, inaugura la nuova sala con il Sigfrido.

Altri autori significativi nella storia del Regio sono Giacomo Puccini, che tiene a battesimo a Torino Manon Lescaut (1893) e La bohème (1896), e Richard Strauss, che nel 1906 dirige Salomè in prima italiana con Gemma Bellincioni ed Oreste Benedetti. L'ultima grande "prima" ospitata dal Regio antico è Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai, su libretto di Gabriele D'Annunzio (1914). Dopo la chiusura nel periodo bellico, il Teatro si dedica a opere di repertorio. Nella notte tra l'8 e il 9 febbraio 1936 il Teatro viene distrutto da un violento incendio: saranno necessari quasi quarant'anni per la sua ricostruzione.

1936-1973[modifica | modifica wikitesto]

La copertura del Teatro Regio all'indomani dell'incendio che fra l'8 e il 9 febbraio del 1936 distrusse il teatro. Torino, Archivio Storico del Teatro Regio.

Dopo l’incendio del 1936, si pone il problema di stabilire a chi affidare il progetto di ricostruzione del Teatro. Il bando di concorso, pubblicato nel 1937, viene vinto dagli architetti Aldo Morbelli e Robaldo Morozzo della Rocca.

Nonostante continui aggiornamenti, e perfino una cerimonia di posa della prima pietra nel 1962, il loro progetto non si sarebbe mai concretizzato: nel 1965, infatti, l’amministrazione comunale promuove una nuova soluzione con l’affidamento dell’incarico all’architetto Carlo Mollino e agli ingegneri Marcello Zavelani Rossi e Adolfo Zavelani Rossi, che saranno affiancati da Carlo Graffi e, per le strutture, da Sergio Musmeci e F. Bertone. I lavori hanno inizio nel settembre 1967 per concludersi nei primissimi mesi del 1973.

Dal 1973 a oggi[modifica | modifica wikitesto]

La sala del Teatro Regio come si presenta oggi.

Il nuovo Teatro Regio viene inaugurato dal presidente della Repubblica dell'epoca, Giovanni Leone, il 10 aprile 1973 con l’opera di Giuseppe Verdi I vespri siciliani, per la regia di Maria Callas e Giuseppe Di Stefano. Per una fatalità del destino, Mollino muore il 27 agosto dello stesso anno.

La sala del Teatro Regio ripresa con il grandangolo.

tra1200-1100la sala subisce un importante intervento di restauro acustico e funzionale e di messa a norma, sotto la guida di Roberto Gabetti, Aimaro Isola e Flavio Bruna per l'architettura, e dello studio Müller BBM per l'acustica. Con l'occasione, sono sostituiti i materiali dei rivestimenti ed è aumentata la profondità della fossa dell'orchestra.

La modifica senza dubbio più evidente è però quella subita dal boccascena: per esigenze sia acustiche che tecnologiche, sparisce l'originaria apertura "a video" per far posto ad un ingombrante boccascena rettangolare che pare quasi "incastrato" nella vecchia apertura. Resta tuttavia la cornice ellissoidale del vecchio boccascena, ancora ben visibile anche se in parte coperta dai montanti della nuova struttura.

Questa revisione destò non poche polemiche una volta terminata, in quanto di fatto snatura completamente il disegno "ad ostrica semiaperta" della sala pensato da Mollino. Le critiche sono rivolte soprattutto alla struttura di supporto del nuovo boccascena, la quale consiste di travature reticolari ben in vista che danno quasi l'idea di far parte di un allestimento scenografico temporaneo.

Va tuttavia sottolineato che il restauro del '96 permise un grande miglioramento dell'acustica della sala (che negli anni fu oggetto di aspre critiche e di lamentele da parte degli artisti succedutisi sul palco del Regio), per lo più grazie alla sostituzione delle moquettes e proprio al nuovo criticatissimo boccascena. Contemporaneamente si aggiornarono anche le dotazioni tecnologiche e tutti gli impianti furono messi a norma di legge. L'aver almeno in parte snaturato il disegno molliniano della sala permise tuttavia quindi di disporre, anche 40 anni dall'inaugurazione, di uno dei teatri più versatili e tecnologicamente avanzati d'Europa.

Palinsesti[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1973, l’attività produttiva si è progressivamente incrementata, fino alle ricorrenze che hanno segnato la storia degli ultimi anni del Regio: nel 1990 il 250º anniversario dalla sua fondazione, nel 1996 il centenario dalla “prima” assoluta della Bohème in diretta tv, nel 1998 i 25 anni del nuovo teatro (con un importante restauro acustico), nel 2006 la straordinaria avventura dei XX Giochi Olimpici Invernali e delle Olimpiadi della Cultura. Alla Stagione d’Opera e Balletto, che prevede una decina di titoli da ottobre a giugno, si affiancano molte altre attività: concerti sinfonico-corali e cameristici che vedono impegnati l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio; una serie di spettacoli allestiti al Piccolo Regio e destinati in particolare ai giovani e alle famiglie; manifestazioni organizzate in collaborazione con le istituzioni locali come Torino Settembre Musica, Torinodanza, RegioneInTour e altre; La Scuola all’Opera, fitto calendario di attività e spettacoli destinati a bambini e ragazzi; e poi conferenze, visite guidate e mostre. Tutte manifestazioni che pongono il Teatro Regio al centro della vita culturale e artistica di Torino e del Piemonte ma non solo. Dal 1999 Walter Vergnano è Sovrintendente del Teatro. Dal 2007 è Direttore musicale il Maestro Gianandrea Noseda.

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1973, per il teatro è stato costruito dalla ditta Mascioni un organo a canne a trasmissione meccanica (opus 964). Lo strumento ha due tastiere di 61 note ed una pedaliera di 32. La sua disposizione fonica è la seguente:

Prima tastiera - Grand'Organo
Principale 8'
Flauto 8'
Ottava 4'
Quintadecima 2'
Decimanona 1.1/3'
Ripieno 3 file 1'
Seconda tastiera - Espressivo
Bordone 8'
Flauto 4'
Sesquialtera 2.2/3'- 1.3/5'
Principale 2'
Voce celeste 2 file 8'
Pedale
Subbasso 16'
Bordone 8'
Unioni e accoppiamenti
Unione I 8' Ped
Unione II 8' Ped
Unione II 8' I

Titoli inaugurali delle ultime Stagioni d'Opera[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Carluccio - Augusto Cavallari Murat - Mercedes Viale Ferrero - Vittorio Mazzonis - Oscar Strona, Il Teatro Regio di Torino, Aeda, Torino 1970.
  • Aldo Brizio - Carlo Mollino - Marcello Zavelani Rossi - Felice Bertone - Sergio Musumeci - Gino Sacerdote - Raffaele Pisani - Arturo Job - Aurelio Vaccaneo - Mario Chiattone - Albino Galvano, Il nuovo Teatro Regio di Torino, numero speciale di «Atti e rassegna tecnica della Società degli ingegneri e degli architetti di Torino», nuova serie, anno XXVII, n. 9-10, settembre-ottobre 1973.
  • Alberto Basso (coordinatore), Storia del Teatro Regio di Torino, 5 voll., Cassa di Risparmio, Torino 1976-1988: I. Marie-Therese Bouquet, Il teatro di corte dalle origini al 1788 (1978); II. Alberto Basso, Il Teatro della città : dal 1788 al 1936 (1976); III. Mercedes Viale Ferrero, La scenografia : dalle origini al 1936 (1980); IV. Luciano Tamburini, L'architettura : dalle origini al 1936 (1983); V. Marie-Therese Bouquet - Valeria Gualerzi - Alberto Testa (a cura di Alberto Basso), Cronologie (1988).
  • Valeria Gualerzi - Giorgio Gualerzi - Giorgio Rampone, Momenti di gloria: il Teatro Regio di Torino, 1740-1936, D. Piazza, Torino 1990, ISBN - 88-7889-039-1
  • Alberto Basso (a cura di), L'arcano incanto. Il Teatro Regio di Torino. 1740-1990, Electa, Milano 1991, ISBN - 88-435-3474-2.
  • Alberto Basso (a cura di), Il nuovo Teatro Regio di Torino, Cassa di Risparmio, Torino 1991. Con interventi di Ennio Bassi, Valeria Gualerzi, Daniele Martino, Luciano Tamburini, Alberto Testa.
  • Alessandro Baricco - Daniele Regis - Roberto Gabetti - Floriano De santi - Benedetto Camerana - Enrico Moncalvo - Massimo Locci - Pier Luigi Bassignana, Mastroianni. Odissea musicale. La cancellata scultorea di Umberto Mastroianni per il Teatro Regio di Torino, Umberto Allemandi & C., Torino 1994, ISBN - 88-422-0540-0.
  • Federica Bratto, Questioni di gestione e di organizzazione di un Ente Autonomo Lirico : Il Teatro Regio di Torino da figura giuridica pubblica a figura giuridica privata, tesi di laurea, rel. prof. L. Trezzini, Universita degli studi, Bologna 1998.
  • Luciana Conforti - Enrico Ercole, Il pubblico di un teatro musicale: identità e comportamento. Il Teatro Regio di Torino, IRES Piemonte, Torino 1999, ISBN - 88-87276-12-9
  • Scrivano Paolo, Guida di Torino Architettura, Chieri(TO), Allemandi&C., 1999, ISBN 88-422-0795-0
  • Balma Mion Carlo, Lodovico Bò (1721-1800). Misuratore, Soprastante, Architetto, UNI Service, Trento 2007 (relativamente alle fasi tardo settecentesche di trasformazione del teatro), ISBN 978-88-6178-060-6
  • Musica e spettacolo a Torino fra otto e novecento: il Teatro Regio e i teatri torinesi (1895-1905), catalogo della mostra realizzata dall'Archivio Storico della Città di Torino in collaborazione con l'Archivio Storico Teatro Regio di Torino (22 maggio - 30 settembre 2009), con un testo di Giorgio Rampone, Archivio Storico della Città di Torino, 2009.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stampa Sera, 28 novembre 1973
  2. ^ La Stampa, 28 novembre 1974, pagina 7
  3. ^ Stampa Sera, 22 novembre 1975
  4. ^ La Stampa, 18 novembre 1976, pagina 7
  5. ^ La Stampa, 26 novembre 1977, pagina 9
  6. ^ Stampa Sera, 24 novembre 1978, pagina 4
  7. ^ Stampa Sera, 21 novembre 1979, pagina 21
  8. ^ La Stampa, 29 novembre 1980, pagina 19
  9. ^ La Stampa, 21 novembre 1981, pagina 17
  10. ^ Stampa Sera, 24 novembre 1982
  11. ^ Stampa Sera, 23 novembre 1983, pagina 19
  12. ^ La Stampa, 24 novembre 1984, pagina 19
  13. ^ Stampa Sera, 7 novembre 1985, pagina 21
  14. ^ Stampa Sera, 11 novembre 1986, pagina 21
  15. ^ La Stampa, 5 novembre 1987, pagina 21
  16. ^ La Stampa, 13 novembre 1988, pagina 24
  17. ^ La Stampa, 16 novembre 1989, pagina 9

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]