Moncalvo

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Moncalvo
comune
Moncalvo – Stemma Moncalvo – Bandiera
Moncalvo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Asti-Stemma.png Asti
Amministrazione
Sindaco Aldo Fara (lista civica Progetto Moncalvo) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°03′04″N 8°15′59″E / 45.051111°N 8.266389°E45.051111; 8.266389 (Moncalvo)Coordinate: 45°03′04″N 8°15′59″E / 45.051111°N 8.266389°E45.051111; 8.266389 (Moncalvo)
Altitudine 305 m s.l.m.
Superficie 17,66 km²
Abitanti 3 275[1] (31-12-2010)
Densità 185,45 ab./km²
Frazioni Castellino, Gessi, Patro, Santa Maria, San Vincenzo, Stazione
Comuni confinanti Alfiano Natta (AL), Castelletto Merli (AL), Cereseto (AL), Grana, Grazzano Badoglio, Ottiglio (AL), Penango, Ponzano Monferrato (AL)
Altre informazioni
Cod. postale 14036
Prefisso 0141
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 005069
Cod. catastale F336
Targa AT
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 738 GG[2]
Nome abitanti moncalvesi
Patrono sant'Antonio di Padova
Giorno festivo 13 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Moncalvo
Mappa di localizzazione del comune di Moncalvo nella provincia di Asti
Mappa di localizzazione del comune di Moncalvo nella provincia di Asti
Sito istituzionale

Moncalvo (Muncalv in piemontese) è un comune italiano di 3.275 abitanti della provincia di Asti.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

La città di Moncalvo è uno fra i principali comuni del Monferrato, nonché di esso prima capitale storica, ed è situata a nord-est di Asti, sul confine con la Provincia di Alessandria, su un colle di altitudine media di 305 metri s.l.m. .

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Etnie e Minoranze Straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 288 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 96 2,92%

Albania Albania 93 2,83%

Storia[modifica | modifica sorgente]

Di origine romana, Moncalvo fu nel corso dei secoli proprietà della Chiesa di Asti, della famiglia Graffagno, del Marchese del Monferrato, che ne fece la propria capitale, per poi passare al Marchese di Saluzzo (1306) e quindi nuovamente ai Paleologi di Monferrato (1309). Subì varie occupazioni straniere e divenne da ultimo dominio dei Gonzaga del Ducato di Mantova, i quali la cedettero in feudo a diversi signori (nel 1604 a Galeazzo di Canossa, nel 1619 a Rolando Natta, nel 1671 a Filiberto marchese di Ceva); nel 1691 subì il saccheggio da parte delle truppe imperiali comandate da Eugenio di Savoia. Passò infine definitivamente alla casa Savoia nel 1704. Con sue Patenti del 9 agosto 1774 Vittorio Amedeo III di Savoia la dichiarò Città, riconfermando il titolo già attribuitole dal Duca di Mantova Ferdinando Carlo Gonzaga il 23 marzo 1705. Nel 1908 ritorna in possesso delle frazioni di Castellino, San Vincenzo, Patro e Santa Maria che nel 1705 erano state annesse al Comune di Penango.

Araldica[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma è: troncato di argento e di rosso (colori del Monferrato). Scudo timbrato della corona a dodici perle (sette visibili), contornato dalla bordura con la scritta MONTISCALVI CIVITATIS, accostato a due rami di palma decussati.

Palazzi[modifica | modifica sorgente]

Teatro comunale di Moncalvo
  • Palazzo Testafochi (XVIII secolo su impianto tardo medievale)
  • Palazzo del Municipio (ex Convento Monache Orsoline del XVII secolo su impianto preesistente)
  • Palazzo dal Pozzo (dimora signorile del XVII secolo)
  • Palazzi Manacorda (soffitto a cassettoni del XV secolo)
  • Casa Lanfrancone (resti di facciata gotica, XIII secolo)
  • Casa detta dei Marchesi di Monferrato (decorazioni in cotto, XV secolo)
  • Teatro Comunale (1878, costruito sul sedime dell’antico Corpo di guardia secentesco)
  • Resti del Castello (costruzione medievale, residenza dei Marchesi del Monferrato; atterrato alla fine del Ottocento, restano solo i possenti torrioni, restaurati recentemente)
  • Villa Foa (dimora borghese posta in posizione panoramica)

Chiese[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa parrocchiale di San Francesco (abside XIII secolo, facciata 1932)
  • Chiesa di Sant’Antonio (XVII secolo)
  • Chiesa della Madonna delle Grazie (metà XVIII secolo)
  • Chiesa di San Marco
  • Chiesa di San Giovanni
  • Chiesa di San Pietro in vincoli detta "La pieve"(romanica);
    sulla parete esterna lapide romana del III secolo in calco, l’originale presso la Biblioteca Civica)
  • Chiesa della frazione Santa Maria, Santa Maria delle Peschiere (1624)
  • Oratorio di San Rocco (XVII secolo)
  • Chiesa della Frazione Castellino, Santa Caterina d’Alessandria
  • Chiesa della frazione Patro, Santa Croce

Negli edifici religiosi sono custodite numerose opere d’arte appartenenti al manierismo padano (Guglielmo Caccia detto "il Moncalvo" e scuola)

Personaggi illustri[modifica | modifica sorgente]

Piazza Carlo Alberto, dove fino al 2009 si è tenuto il concerto annuale "Blu Notti Blues".

Fiere e feste[modifica | modifica sorgente]

  • Festa Medievale (ottobre)
  • Fiera del tartufo (ultime due domeniche di ottobre)
  • Festa patronale di San Antonino (terza domenica di maggio)
  • Fiera del bue grasso (secondo giovedì non festivo di dicembre)
  • Sagra delle cucine monferrine (terza domenica di giugno)
  • Blu Notti Blues - Blues Festival gemellato con il Montreux Jazz Festival Sezione OFF in piazza Carlo Alberto (luglio)
  • Rassegna teatrale di prosa (novembre-marzo)
  • Rassegna di teatro in dialetto (ottobre-novembre)
  • Concerti di musica classica e organistica
  • Mercatino dell’antiquariato (prima domenica di ogni mese)

Palio di Asti[modifica | modifica sorgente]

Il comune al corteo storico del palio (2009)
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elenco delle vittorie al Palio di Asti.

La città di Moncalvo partecipa al Palio di Asti. Questa è una festa che affonda le radici nel medioevo per celebrare il Patrono astigiano San Secondo e culmina con una corsa con cavalli montati a pelo (cioè senza sella), che si svolge ogni terza domenica di settembre nella centrale piazza Alfieri di Asti. Moncalvo vi partecipa dal 1929 e dal 1967, anno della "nuova" ripresa della manifestazione astigiana, si è aggiudicata il Palio in ben quattro edizioni.

La comunità ebraica di Moncalvo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comunità ebraica di Moncalvo.

Moncalvo è stata sede, fino al 1939, di una fiorente comunità ebraica. Solo poche tracce sono oggi visibili del ghetto, che era situato tra le vie General Montanari e IV Marzo, e dell'edificio in piazza Castello che ospitava la sinagoga. Rimane il vecchio cimitero, sulla via per Alessandria, con tombe antiche del Settecento.[5]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Nella frazione Patro permane l'antica tradizione popolare di costruire dei fischietti in terracotta policroma denominati "subiet ëd Patro" (fischietti di Patro) in lingua piemontese; questi oggetti un tempo erano utilizzati a titolo beneaugurale per il raccolto o durante occasioni importanti.
  • L'avvocato Giuseppandrea Martinetti è stato il Sindaco più longevo di Moncalvo, rimanendo in carica ininterrottamente dal 1960 al 1975.[senza fonte]
  • A Moncalvo è ambientata gran parte della vicenda narrata nel libro Il diavolo sulle colline di Cesare Pavese, con le indicazioni della collina, della villa "Il Greppo" e della piazza del mercato.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l'U.S.D. Moncalvo Calcio che milita nel girone F di Prima Categoria.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ A Vincenzo Buronzo va dato il merito di essere stato il principale fautore della ripresa del Palio di Asti tra il 1929 ed il 1935, che era stato interrotto nella seconda metà del XIX secolo. Le sette edizioni che si sono tenute durante il ventennio fascista, hanno permesso di tramandare il ricordo del Palio, evitando la perdita definitiva della sua tradizione e del suo significato.
  5. ^ Annie Sacerdoti, Guida all'Italia ebraica, Marietti, Genova 1986

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Rioni, Borghi, Comuni del Palio di Asti
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