Castelnuovo Don Bosco

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Castelnuovo Don Bosco
comune
Castelnuovo Don Bosco – Stemma Castelnuovo Don Bosco – Bandiera
Castelnuovo Don Bosco – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Asti-Stemma.png Asti
Amministrazione
Sindaco Giorgio Musso (Progetto Castelnuovo) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 45°02′30″N 7°57′51″E / 45.041667°N 7.964167°E45.041667; 7.964167 (Castelnuovo Don Bosco)Coordinate: 45°02′30″N 7°57′51″E / 45.041667°N 7.964167°E45.041667; 7.964167 (Castelnuovo Don Bosco)
Altitudine 245 m s.l.m.
Superficie 21,61 km²
Abitanti 3 238[1] (31-12-2010)
Densità 149,84 ab./km²
Frazioni Bardella, Mondonio San Domenico Savio (comune autonomo fino al 1929), Morialdo, (Becchi è un rione di Morialdo, ora: Colle Don Bosco in onore al Santo ivi nato), Nevissano, Ranello
Comuni confinanti Albugnano, Buttigliera d'Asti, Capriglio, Moncucco Torinese, Moriondo Torinese (TO), Passerano Marmorito, Pino d'Asti
Altre informazioni
Cod. postale 14022
Prefisso 011
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 005031
Cod. catastale C232
Targa AT
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti castelnovesi
Patrono san Rocco
Giorno festivo 16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castelnuovo Don Bosco
Mappa di localizzazione del comune di Castelnuovo Don Bosco nella provincia di Asti
Mappa di localizzazione del comune di Castelnuovo Don Bosco nella provincia di Asti
Sito istituzionale

Castelnuovo Don Bosco (Castelneuv d'Ast in piemontese) "Terra di Santi e di vini", è un comune italiano di 3.172 abitanti della provincia di Asti. Fa parte dell'Unione dei Comuni - Comunità Collinare "Alto Astigiano". È noto soprattutto per aver dato i natali a San Giovanni Bosco, nel rione Becchi (ora Colle Don Bosco), dove oggi sorge un santuario dedicato al santo che è meta di numerosi pellegrini.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese sorge all'estremità nord-occidentale della provincia di Asti, su di un colle leggermente elevato, vicino alla confluenza tra il rio Nevissano e il rio Bardella. Il paese si chiamava Castelnuovo d'Asti prima che venisse attribuito il cognome del più illustre concittadino. L'origine del toponimo è ovviamente da ricollegare alla presenza di un castello intorno al quale sorge un borgo, fin dall'epoca posteriore all'anno 1000. Attorno al paese sorgono borghi rurali di particolare interesse: Bardella, Cascine Grosse, Morialdo, Il Bricco, Nevissano, Mistrassi e Vironi, Mondonio, Cascine Garesio, Ranello e la zona della Madonna della Neve.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anticamente appartenne per metà ai signori di Riva e per l'altra ai conti di Biandrate, per essere poi dato in sovranità dall'imperatore ai marchesi del Monferrato.

Prima sottomesso al comune di Asti, fu poi reso feudo nel 1288 ai signori di Rivalba e ai signori di Piea, finché, dopo essere tornato ai marchesi del Monferrato, fu infeudato nel 1546, da Anna d'Alençon e da Giovanni Enrico Suave.

Successivamente entrato nei possessi Sabaudi, fu concesso nel 1619 da Carlo Emanuele I al conte Ernesto di Mansfelt (Ernst von Mansfeld), finché dopo la sua morte fu dato alla propria sorella naturale Matilde di Savoia, moglie di Carlo di Simiana. Questi conservarono la signoria del luogo fino alla fine del XVIII secolo.

Nel paese nacque San Giovanni Bosco, più comunemente conosciuto come Don Bosco.

Le chiese e i monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel centro storico del capoluogo e nel punto più alto del paese, sorge la torre di origine medioevale a struttura quadrata, rimaneggiata nel Quattrocento (inserita nel circuito "Castelli Aperti" del Basso Piemonte) che, con alcuni ruderi adiacenti, è ciò che rimane del castello che un tempo dominava l'abitato. Accanto ad essa sorge un santuario risalente alla fine XVIII secolo, dedicato alla Madonna del Castello eretto in forma barocca.

La Parrocchiale di Sant'Andrea sorge anch'essa nella parte alta del paese con una semplice facciata risalente al Settecento. L'interno è a pianta centrale e vi si conserva un dipinto di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo.

Attorno all'edificio di culto sorgono alcune pregevoli costruzioni risalenti a epoche diverse, dal medioevo al liberty: a quest'ultimo periodo risale la Casa Filipello adornata da un giardino.

Scendendo verso la parte più bassa del borgo si trovano altri notevoli edifici quali la Chiesa di San Bartolomeo, in stile settecentesco, e il Palazzo dei Rivalba (la cui cappella fa pure parte del sistema "Castelli Aperti") situato in una piazza interamente dominata.

Nei dintorni del paese, lungo la strada che porta a Berzano di San Pietro si trova la piccola Chiesa di Sant'Eusebio in stile romanico: la facciata è stata restaurata nel Settecento, mentre il resto dell'edificio presenta ancora caratteristiche medioevali, con alcuni archetti pensili rimasti nella parte absidale.

Sempre in stile romanico vi sono due altri edifici di culto posti in luoghi isolati: le chiese di Santa Maria di Cornareto in località Nevissano e di Santa Maria di Rasetto nella frazione Mondonio. La prima ormai è un rudere, mentre la seconda è tuttora utilizzata. Situata su una collinetta vicino alla località Garesio, appare abbastanza integra nella parte esterna, meno la facciata settecentesca all'interno della quale insiste un porticato costruito all'inizio del Novecento, con abside in pietra e struttura in mattoni.

Oltre alla Basilica di Don Bosco sorta nella frazione Colle Don Bosco, nel paese è stata dedicata al Santo, nel 1898 una statua, opera dello scultore Stuardi, situata nella parte inferiore della piazza principale.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Bardella, Mondonio San Domenico Savio - comune autonomo fino al 1929 - Morialdo, (I Becchi è un rione di Morialdo, ora: Colle Don Bosco in onore al Santo ivi nato), Nevissano e Ranello.

Persone legate a Castelnuovo Don Bosco[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a San Giovanni Bosco, il paese di Castelnuovo vanta anche altre notevoli figure religiose come san Giuseppe Cafasso, san Domenico Savio, ed il beato Giuseppe Allamano.

Il primo, nato nel 1811 e morto nel 1860, fu soprannominato il "prete della forca", per la sua straordinaria attività svolta a favore dei carcerati e dei condannati a morte; fu anche l'insegnante di Don Bosco.

San Domenico Savio (1842-1857) ebbe vita brevissima nell'oratorio Valdocco di Torino, accanto a Don Bosco, dal cui esempio trasse intensa ispirazione alla perfezione della vita cristiana.

Il beato Giuseppe Allamano visse tra il 1851 e il 1926 dedicandosi alla direzione spirituale nel seminario di Torino: la sua fama resta legata alla fondazione delle congregazioni dei Missionari e delle Suore Missionarie della Consolata per l'evangelizzazione dell'Africa, secondo gli insegnamenti del suo maestro Don Bosco.

Castelnuovo Don Bosco è, inoltre, patria di Giovanni Argentero (1513-1572); dapprima medico in Francia e nelle Fiandre e in seguito in varie città italiane, ritornò infine in Piemonte dove insegnò a Mondovì e a Torino. Fra le sue opere possiamo ricordare: "De errorun veterum medicorum" , il "De causis morborum" e il "De morbis", opere in grado di fornirgli fama in tutta Europa e numerosi seguaci anche in paesi stranieri.

A Castelnuovo Don Bosco nacquero anche il politico Giuseppe Rapelli ed il cardinale Giovanni Cagliero.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio del comune si coltiva anche la vite che dà origine a produzioni vinicole DOC, in particolar modo il malvasia ed il freisa. Tra le attività artigianali che hanno avuto un notevole sviluppo possiamo annoverare la lavorazione del giunco e del vimine, con i quali vengono fabbricati i mobili ed altri oggetti di arredamento. In località Bardella, a circa 2 km dal paese, sgorgano delle fonti solforose. Sono sorgenti fredde utilizzate per la cura dell'apparato digestivo e della pelle.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Lista civica - sindaco: Giorgio Musso

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]


Sport[modifica | modifica wikitesto]

In ambito sportivo Castelnuovo Don Bosco ha dato i natali a Luigi Marchisio, campione del Giro d'Italia nel 1930. Come riconoscimento gli è stata intitolata la palestra di Castelnuovo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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