Piovà Massaia

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Piovà Massaia
comune
Piovà Massaia – Stemma Piovà Massaia – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Asti-Stemma.png Asti
Amministrazione
Sindaco Antonello Murgia (lista civica) dal 15/05/2011
Territorio
Coordinate 45°03′22″N 8°03′04″E / 45.056111°N 8.051111°E45.056111; 8.051111 (Piovà Massaia)Coordinate: 45°03′22″N 8°03′04″E / 45.056111°N 8.051111°E45.056111; 8.051111 (Piovà Massaia)
Altitudine 300 m s.l.m.
Superficie 10,80 km²
Abitanti 684[1] (31-12-2010)
Densità 63,33 ab./km²
Frazioni Braja, Cascine Freis, Cascine San Pietro, Cascine Zingari, Castelvero, Gallareto
Comuni confinanti Capriglio, Cerreto d'Asti, Cocconato, Cunico, Montafia, Montiglio Monferrato, Passerano Marmorito, Piea
Altre informazioni
Cod. postale 14026
Prefisso 0141
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 005086
Cod. catastale G692
Targa AT
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti piovatesi
Patrono san Giorgio
Giorno festivo 23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Piovà Massaia
Mappa di localizzazione del comune di Piovà Massaia nella provincia di Asti
Mappa di localizzazione del comune di Piovà Massaia nella provincia di Asti
Sito istituzionale

Piovà Massaia (Piuvà in piemontese) è un comune di 706 abitanti della provincia di Asti in Piemonte. Nel 1940 assunse la seconda parte del nome per celebrare il cardinale Guglielmo Massaia nato qui nel 1809.

Il comune fa parte dell'unione comunale comunità collinare Unione Versa Astigiano.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

La va riferita alla catena collinare che si estende sulla destra del Po da Superga a Valenza. Si reputa che la collina si sia formata nel periodo oligo-miocenico ed è costituita da marne ricche di fossili e di arenarie. L'abbondanza di conchiglie fossili, la scoperta di un delfino, una balenottera, un rinoceronte avvenute verso la metà del 1800, ci danno un'idea dell'ambiente e del clima della nostra regione in quei tempi remoti. L'uomo primitivo vi sarebbe giunto solo nel periodo neolitico; nessuno saprebbe dire con precisione chi fossero i primi abitanti. Le stirpe successive furono cronologicamente i Liguri, gli Umbri, gli Etruschi e i Celti. I primi sarebbero giunti attorno al XVII secolo a.C. Tra le varie tribù ricorderemo i taurini che si stabilirono a Torino, i Lavi o Libeci nel vercellese e gli Eburiati che occuparono l'Astigiano sino alla nostra collina. I Romani si erano stabiliti a Torino, Asti, Chieri ma si sa poco della colonizzazione romana di Piovà. Iscrizioni lapidarie furono rinvenute a Piea (l'antica Pleia).
Incorporato nell'impero il nostro territorio, allora denominato Liguria, fece parte della regione IX.

Dal 450 al 1000[modifica | modifica sorgente]

La caduta dell'impero romano e le invasioni barbariche di Odoacre, dei Goti, e dei Bizantini dal 476 al 518 segnano la decadenza delle nostre città che diventano abitati semirurali. Sembra che sotto i Longobardi (568-773), Cocconato appartenesse al Ducato di Asti e che la Chiesa di Vercelli abbia ottenuto queste terre durante la dominazione di Carlo Magno. Probabilmente il villaggio di Piovà cominciò a formarsi con il Plebanato di Meyrate, che aveva sede nei pressi dell'attuale cimitero, dedicato alla chiesa di San Giorgio. Siamo nel 1041. Intanto Cocconato era diventato capoluogo di un'importante Contea, e Plebata cioè Piovà ne faceva parte. Anticamente Piovà si chiama Plebata. Il nome è derivato dal latino Plebe = Plebs; e pieve si chiamavano nei primi tempi della Chiesa l'unione dei fedeli soggetti a un solo Vescovo. Esiste un documento che evidenzia gli stretti rapporti tra Mayrate e Plebata datato 1339 in cui Piovà è indicata con il nome di Plebata di Mayrate. Come gli altri villaggi dei dintorni, Plebata condivide le vicende della Contea di Cocconato e le sorti dei Conti Radicati. I Radicati nel 999 ebbero sequestrati i beni a favore della Chiesa di Vercelli per aver seguito Re Arduino nella guerra contro l'imperatore Federico Barbarossa, che assegnava Cocconato a Guglielmo di Monferrato; successivamente i Radicati furono riabilitati.

Dal 1000 al 1700[modifica | modifica sorgente]

Investiture e franchigie ebbero da Federico II di Svevia nel 1249, da Carlo d'Angiò, sino a Carlo V negli anni 1530. Piovà iniziò il suo sviluppo all'ombra dell' antica pieve ma si sviluppò in prevalenza verso lo sperone collinoso di Montecomigliano, quando i Radicati vi costruirono il vecchio castello che chiamarono Castello di Plebata. Anche la parrocchia lasciò l'antica sede di San Giorgio per trasferirsi presso il castello nella chiesa di San Michele. Il nome di Montecomigliano si mutò poi in Plebata. La Comunità di Plebata apparve per la prima volta in un atto del 12 agosto 1339 rògito nel castello di Chivasso. Dopo un lungo periodo di pace non tardarono a riaccendersi le guerre tra il duca Amedeo IX di Savoia e il marchese Guglielmo VIII del Monferrato, che occupò nel 1431 Piovà. Declinava intanto l'antica potenza dei Radicati già sostenuta dal 1458 dal Duca di Milano Francesco Sforza e l'8 febbraio 1586 Cocconato si sottoponeva definitivamente al Duca Carlo Emanuele I di Savoia. Il Borgo di Piovà già da tempo posseduto dai Marchesi del Monferrato seguì le sorti del Marchesato. Nel 1617 dopo la guerra tra i Savoia e i Gonzaga appoggiata dal Re di Spagna, Piovà rimase ancora ai Gonzaga; per il Monferrato furono anni terribili. Le lotte si succedevano di continuo tra Savoiardi, Spagnoli, Francesi e nel 1625 Piovà venne bruciata dagli Spagnoli. Alla guerra e alla carestia si aggiunge la peste che aveva già fatto strage nel 1503,1522, 1530. Gli uomini di Piovà, prestarono giuramento al duca di Mantova e Monferrato Carlo II di Gonzaga-Nevers, siamo nel 1637. Per generosa offerta di Don Pietro Francesco Barberis, morto nel 1682, pievano e vicario di Piovà si apriva nel comune una scuola per l'istruzione dei fanciulli e aiuto a chi intendeva entrare negli ordini religiosi. La comunità volle pure assoggettare ai tributi locali, l'acquartieramento delle truppe nel periodo invernale. Furono i primi segni di un aspro contrasto con il feudatario Conte Ricci che si protrasse dal 1674 sino al 1727. Dopo la vittoria dei Piemontesi sui Francesi e la liberazione di Torino il 7 settembre 1706, Vittorio Amedeo II di Savoia ebbe il Monferrato, la Sicilia e il titolo di Re. Il re entrò in possesso del Marchesato del Monferrato il 16 agosto 1708.

Dal 1700 ad oggi[modifica | modifica sorgente]

Durante la rivoluzione francese le popolazioni piemontesi rimasero fedeli alla monarchia; le cose mutarono con le vittorie di Bonaparte e la costituzione nel 1798 di un governo provvisorio a Torino. Il 27 nevoso, anno VII della Repubblica Francese, 16 gennaio 1799, fu celebrata a Piovà la festa repubblicana della "Rigenerazione". Ma se il regime repubblicano aveva soppresso i diritti feudali e i comuni ne avevano ricevuto qualche vantaggio, le imposte statali premevano sui cittadini. Il malcontento andava crescendo anche per la Leva che portava via la gioventù mandata a combattere in terre lontane. La caduta di Napoleone e la successiva Restaurazione, furono accolte con gioia. Seguirono le guerre per l'unità d'Italia, conclusesi con l'annessione di Trento e Trieste. Il monumento ai Caduti ricorda i Piovatesi che si immolarono per la Patria.

Persone legate a Piovà Massaia[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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